Il viaggio d’amore del tonno di Ilaria Grazzo e Seby Conigliaro

il viaggio d'amore del tonnoLA SINOSSI

Ho sempre associato in vita mia la fame e l’appetito con i sentimenti, perché ho vissuto sempre i sentimenti con positività, pertanto non è mai successo che quando io mi ritrovassi innamorata, non avessi fame.

Del resto, l’accostamento fame e amore è, a rigor di logica, se di logica si può parlare in riferimento ai sentimenti, anche abbastanza verosimile per il semplice fatto che entrambi sono finalizzati, in qualche modo, alla nostra sopravvivenza, in primo luogo, e alla perpetuazione stessa della specie.

Il buon cibo è accostabile, per questo, ai buoni sentimenti, perché entrambi nutrono ed entrambi ci fortificano, nel corpo parimenti a come avviene poi per l’anima.

«Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che viene dalla bocca di Dio», è ciò che troviamo scritto proprio nella Bibbia, e dalla bocca di Dio proviene solo amore, per cui si evince che amore e cibo sono un connubio indispensabile a preservarci nell’anima e nel corpo.

 

LA NOSTRA RECENSIONE:

Gli autori di questo libro sono due: Ilaria, medico di professione con la vocazione della scrittura, dei libri; Sebastiano chef, amante della scrittura.

Si incontrano questi due personaggi così diversi, e come un pentolino a bagnomaria che fa fondere il più intenso cioccolato, loro rendono fluide le loro idee, le mescolano, le assaporano, le correggono forse, e quando tutto è in equilibrio, prende forma il loro libro: Il viaggio d’amore del tonno.

Un libro diverso, questo lo si percepisce subito, dalla copertina, dal titolo. Se ne ha la percezione anche quando lo si inizia a leggere. Una storia che si radica in una parte del nostro territorio, la Sicilia. Territorio ricco di tradizioni, di cultura. L’arte culinaria prende piede in questo libro nella stessa misura in cui la prende la storia, quella di Agata e Michele. Tutto ha inizio con loro, tutto inizia con una Carbonara di Tonno.Gli eventi si svolgono accompagnati di un piatto, le loro caratteristiche si completano e si richiamano.

La storia è una di quelle storie che si legge con uno sguardo a ieri e uno sguardo ad oggi, ci si interroga sui valori, ci si interroga su quanto oggi si corre veloci alla ricerca, alle prese con un qualche cose che crediamo ci renda felici, ma che invece quel qualcosa lo abbiamo sotto le nostre mani. E’ un romanzo curato sotto ogni punto di vista. Non ci sono parti lente, il libro ha un suo tempo. E’ interessante la struttura, un linguaggio perfetto, che richiama la grande passione dell’autrice alla scrittura.

La penna diventa un mezzo per tirare fuori sogni e ricordi trasferendoli in un questo romanzo che ha i sapori genuini, sa parlare di sentimenti.

Una copertina interessante, un progetto grafico che cattura sicuramente l’attenzione e merita di saperne di più. il viaggio d'amore del tonno

Un libro di 123 pagine, che possiamo scegliere se tenere in cucina, nell’angolo ricettari, o se vogliamo tenere nella libreria con i libri più interessanti.  La scelta è solo quella.Da leggere, da provare. Le ricette sono facili, golose e spiegate molto molto bene.

Da leggere.  Io lo consiglio.

Buona lettura

Alessandra

Vertigine di Mara di Noia

vertigine

SINOSSI

Miriam ha un secondo nome – Francesca – e una seconda vita – Francesco – che conosce a ventitré anni. Si regge in bilico fra gli eventi reali – un matrimonio, i figli, la fine degli studi e il lavoro in radio – e un mondo fatto di sensazioni e sentimenti che non vuole o non sa concretizzare. Tutto è cadenzato dal Tiaso, un appuntamento “che è molto più di un tè” con le amiche di sempre, dove dai tempi del liceo le difficoltà e i piaceri della vita quotidiana si raccontano e si risolvono in un’atmosfera magica e sospesa. Camilla cucina per tutte delizie vegane a base di amore e universale amicizia; Sveva porta per il mondo la passione per l’arte e la bellezza; Veronica cura le persone, le amiche e ha una famiglia difficile. Accanto a loro i compagni e i mariti, con i drammi e i malesseri del nostro tempo. Francesco è intensamente altro. Sposato con una donna lontana, è un artista affascinante che sfugge agli schemi e accarezza le corde più profonde di Miriam senza mai dichiararsi davvero. Le loro vite scorrono parallele, a volte intrecciate, a volte distanti, sempre legate da un filo invisibile che non si esaurisce. Fino al punto in cui il caso sembra poter rovesciare gli equilibri e aprire la porta al cambiamento. Ma il loro è il racconto di ciò che si avverte e non accade, in un bilico di irresistibile incanto e magnifica, spaventosa vertigine.

LA NOSTRA RECENSIONE

“Non abbiamo mai potuto definire il nostro essere noi, semplicemente eravamo, vivevamo senza farci domande, perché a ogni tentativo – <<Cosa siamo tu e io?>> – la domanda spariva dalla mente insieme alla risposta.”

Questa è una delle frasi che si trovano nelle prime pagine di questo libro: Vertigine.

E’ proprio il caso di dirlo, il proverbio: nella botte piccola c’è il vino buono  prende corpo in questo libro di Mara di Noia.  Centoquindici pagine intense, delicate ma che stravolgono il lettore.

Uno stile quello di Mara che mi ha colpito subito, sia dal nome dei capitoli, che può sembrare banale, ma invece rendono armonico e perfetto il libro. 4 amiche, una libreria e una storia d’amore. Una storia come tante direte voi. Vi sbagliate rispondo io. Io che ho letto questo libro in pochissimo tempo, che  ogni tanto dovevo tornare indietro per riassaporarne delle parti.

L’autrice con la sua spontaneità riesce a far vibrare quelle corde più nascoste di noi, ci riporta a galla quelle emozioni che qualche volta soffochiamo.  I personaggi sono costruiti bene, nessuno eccede, ma tutti hanno la loro forma e il loro spazio nella storia. Sono tutti fondamentali, come delle catenelle, che possono avere spazio per fluttuare e spostarsi nella storia, ma ritornano sempre al proprio posto.

Quando ho preso questo libro mi incuriosiva il titolo. Vertigine. Mi sono chiesta perché questo titolo e solo alla fine, solo all’ultimo punto ho capito che non ci poteva essere titolo più appropriato.Quando si leggono queste pagine la sensazione che si prova  è quella di una vertigine costante, per poi rimanere senza fiato, completamente in apnea nell’ultima pagina.

L’autrice in questo volume ci mette tutta la sua passione e le sue conoscenze, i suoi studi, i suoi valori. Traspaiono tutti, ma in modo elegante, in modo da entrare ancora più in fondo alla lettura.  Bello il formato, interessante l’impaginazione, e carino il ricettario che trovate in allegato. Ricette vegane e non fatevi spaventare dal nome, perchè io che sono onnivora e golosissima ne ho provate alcune e sono davvero da leccarsi i baffi.

Io questo libro vi consiglio di prenderlo, perché certe emozioni bisogna viverle.

Buona lettura

Alessandra

 

 

 

 

Editorromanzi.it di Stefania Crepaldi

Lei è Stefania Crepaldi, questo il suo blog,

www.editorromanzi.it

 

Questa la sua pagina fb

https://www.facebook.com/EditorRomanzi

 

Vi consiglio di seguirla, ci siamo incontrate a Tempo di libri, abbiamo parlato e riso per un po’. E’ scattato subito quel feeling che serve per impostare nuove collaborazioni.

E’ bello conoscere e incontrare persone che ti aprono nuovi spazi, ma che di base intendono il mondo dei libri come lo intendi tu.

 

Ve la consiglio.

Alessandra

 

Enza Venturelli vi presento il mio Cosimo Cristina

enza venturelliPochi giorni fa abbiamo pubblicato la sua chiacchierata con noi, Roberto Serafini. Oggi vi presentiamo il suo libro: Enza Venturrelli vi racconto il mio Cosimo Cristina.

 

LA SINOSSI

“In una bella giornata di fine agosto, nella magica Caltanissetta, Cosimo e Enza s’incontrano per la prima volta, dando inizio alla loro amicizia. Attraverso una fitta corrispondenza epistolare Cosimo le rivela i suoi sentimenti e gli sfoghi su come abbia trovato, nell’impegno sociale, le difficoltà e le delusioni. Cosimo, infatti, non si dedica solo a scrivere articoli per altri giornali, ma fonda una sua testata, “Prospettive Siciliane”, dove senza mezzi termini denuncia i reati, i mandanti e gli esecutori dei crimini efferati avvenuti nella sua terra. È nella ricostruzione dei fatti che possiamo immedesimarci nel periodo in cui si svolse la loro storia d’amore. Periodo dove un bacio era una conquista, ma dove anche la libertà di espressione era un azzardo. Enza e Cosimo sognavano una vita assieme, giovani sposi pronti al futuro, ma gli eventi, in modo precipitoso e quasi inspiegabile, si accaniscono sul giornalista, che viene ritrovato morto all’interno di una galleria ferroviaria. A Enza rimane così il compito di conservare memorie, di essere una teca protettrice delle emozioni passate, di tramandare a un narratore il ritratto di un giovane temerario, sensibile e giusto che ha preferito rimanere sulla breccia, piuttosto che sparire vigliaccamente dal palcoscenico.”

 

LA NOSTRA RECENSIONE

Era il  cinque maggio del 1960. Quello fu il giorno in cui smisi di credere ai sogni, di credere che per me potessero esistere un futuro e una vita migliore, nella quale l’amore più puro e vero potesse crescere e germogliare, giorno dopo giorno.

Quell’amore che tutte le ragazzine desiderano e sperano di vivere; quello che si legge nei romanzi sentimentali o nelle favole a lieto fine, quelle favole in cui c’è il bel principe azzurro che ti prende sul suo cavallo bianco e ti porta via. Io quel principe azzurro l’avevo trovato, o meglio, lui aveva trovato me.

Queste sono le prime righe che scrive Roberto Serefini, un libro che racconta la storia d’amore tra Cosimo Cristina e Enza Venturelli. L’autore però mescola alla storia dei due giovani, eventi di cronaca all’unisono.

Nelle pagine, amore, passione e ricordi di altre generazioni sono ben impressi. L’autore riesce ad avere quella sensibilità che serve per raccontare Enza e Cosimo. Le sue capacità di scrittura gli permettono di rendere questo libro diverso dagli altri, non ci sono mai eccessi di “saper fare” o di forzare situazioni e sentimenti, eppure il libro prende un ritmo che entra nel lettore.

Chi legge questo libro lo trova subito piacevole, lo trova interessante, perché è un tuffo in un passato prossimo che tutti conosciamo, ma che a volte ci dimentichiamo.

Un libro schietto, l’autore non ha paura di far leggere tra le righe il suo pensiero, anche se questo non è mai esplicito.  Un libro che è anche fonte di reperti giornalistici, con alcune foto di giornali del tempo.

Ci sono le lettere che Cosimo ha scritto ad Enza, riportate parola per parola. Lettere che non lasciano dubbi sul loro amore e sulle difficoltà che la coppia ha dovuto affrontare.Un amore lontano anni luce da cellulari, internet e mezzi elettronici, dove tutto correva con un foglio di carta, una penna e gli uffici postali. Una storia legata ad una vicenda vera, vissuta nella gioia e nella tragedia, un amore che sa di un tempo passato, ma che fa battere il cuore anche oggi.

Mi è piaciuto, sia nel contenuto, sia nella forma.

Lo consiglio.

Buona lettura

Alessandra

 

 

 

1 maggio

hand holding construction helmet on white backgroundLa festa del lavoro, o dei lavoratori nasce a Parigi nel 1889, il 20 luglio, dopo la Seconda Internazionale i lavoratori chiedevano una riduzione delle ore di lavoro ad 8 ore e organizzarono una grandissima manifestazione. 

Si scelse il 1° maggio perché  a Chigago ci fu una manifestazione e finì con la morte di molti operai.  A metà del 1800, infatti, i lavoratori non avevano diritti: lavoravano anche 16 ore al giorno, in pessime condizioni, e spesso morivano sul luogo di lavoro.

Il 1° maggio 1886 fu indetto uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti per ridurre la giornata lavorativa a 8 ore. La protesta durò 3 giorni e culminò, il 4 maggio, col massacro di Haymarket  cui morirono 11 persone.

***

Eppure noi siamo un Popolo ( e lo scrivo con la lettera maiuscola) che i principi e le giuste idee le abbiamo, la nostra costituzione nei primi articoli ci dice che il lavoro è un dovere!

Amo il mio Paese e non andrei mai via da qui, sono orgogliosa di essere italiana, e che noi siamo un po’ il popolo dei frignoni, dove non ci accontentiamo mai, e non guardiamo mai quello che abbiamo e le risorse che potremmo utilizzare è vero.

1 maggio 2

 

 

 

Oggi però sarebbe stato bello che la Nostra Italia festeggiasse con tanto lavoro, nessuno a casa. Oggi questa sarebbe stata una giornata indimenticabile.

 

Articolo 1 della Costituzione

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

 

Articolo 4 della costituzione

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

 

Buon 1 maggio

Alessandra

Il conte di Monecristo

il conteNel febbraio del 1815, a Marsiglia, il marinaio Edmond Dantès viene falsamente accusato di bonapartismo e arrestato nel giorno delle nozze, alle soglie di una brillante carriera navale. Durante la prigionia nel castello d’If, uno scoglio in mezzo al mare, affina un odio feroce per gli autori della sua rovina e, quando l’amicizia con un altro prigioniero gli procura l’evasione nonché un favoloso tesoro, ne farà lo strumento di una vendetta grandiosa e spietata. Le mille identità che il conte assume per preparare la trappola ai suoi nemici, i suoi viaggi, gli avvelenamenti, gli intrighi, le scomparse, i ritorni: questo grande fiume creato dalla penna infaticabile di Dumas sa far voltare pagina come pochi altri, con la stessa urgenza con cui i lettori di due secoli fa aspettavano l’uscita della puntata successiva

 

Buona lettura

Alessandra

Il valzer degli alberi e del cielo

il valzer degli alberi e del cieloAvete presente quei libri che appena li vedete già li vorreste? Vorreste già immergervi in quelle pagine?

Ecco, questo è uno di quei tanti casi.

 

 

Sono Marguerite van Gogh. La signora Marguerite van Gogh. La moglie di Vincent. Sono vecchia e stanca, sto per andarmene, ma non rimpiangerò questa terra. Ritroverò Vincent e staremo insieme per sempre».
Nella torrida estate del 1890, a Auvers-sur-Oise, un uomo si presenta a casa del dottor Gachet: dall’aspetto, Marguerite, figlia del medico, lo scambia per uno dei tanti braccianti agricoli che lavorano nella zona. L’uomo è Vincent van Gogh, e per Marguerite, che ama dipingere ma si dibatte tra l’insoddisfazione di non riuscire a creare nulla di apprezzabile e una condizione di figlia predestinata a un matrimonio borghese, egli assume, giorno dopo giorno, le fattezze del maestro, del genio, dell’amore. Guardandolo dipingere, la giovane vede ora i paesaggi in cui è cresciuta – le case dai tetti di paglia, le acque del fiume, i fiori, gli alberi, il cielo – con nuovi occhi: la potenza della vera arte si dispiega davanti a lei, mentre la relazione con Vincent si fa sempre più stretta, più pericolosa e infine fatale. Mettendo insieme, come nel Club degli incorreggibili ottimisti, potenza del racconto e verità documentaria, e consegnandoci pagine di vera poesia quando assistiamo insieme a Marguerite alla nascita dei capolavori di van Gogh, Guenassia fa rivivere l’epoca d’oro degli impressionisti e getta una nuova luce sulla tragica fine dell’artista e sui misteri che circondano alcune delle sue opere; e lo fa come sempre da un’angolatura originale, tratteggiando ancora una volta un’indimenticabile figura femminile.

 

Allora, che ne dite?

Presto lo prenderò, intanto…

buona lettura

 

Alessandra

Roberto Serafini

robertoLui è Roberto Serafini, il suo libro è: Enza Venturella vi racconto il mio Cosimo Cristina.
Un autore alla sua quarta pubblicazione, l’ho conosciuto grazie a Concession Gioviale, è venuta a Milano per Tempo di Libri e non poteva mancare il nostro incontro. Sapevo che doveva farmi conoscere degli autori.
Mi presenta il suo libro, e subito le ho detto: mi piace la copertina.
Non sono qui oggi per parlarvi del libro, ma di Roberto Serafini come autore, perchè non è facile avere sensibilità e padronanza di genere in un libro come il suo.
Ci siamo sentiti, qualche messaggio. Le caratteristiche che sono subito arrivate di questo autore sono sensibilità e grande passione per la scrittura. La sua umiltà lo rende quell’autore che è riuscito a scrivere una storia come questa.
Ora però lascio che siate voi a conoscerlo.
Ultima cosa: BUON COMPLEANNO ROBERTO. 
Buongiorno Roberto, ben arrivato tra le pagine di Destinazione Libri. Rompiamo il ghiaccio, cosa fai nella vita di tutti i giorni? Hai voglia di raccontarci qualche cosa di te? 
R. Buongiorno a te e grazie per avermi ospitato nel tuo blog. Mi chiamo Roberto Serafini e ho 49 anni. Sono un ragioniere e lavoro dal 1992 in un grande albergo di Roma, ricoprendo da diversi anni il ruolo di responsabile amministrativo. Nel tempo libero mi piace leggere, ascoltare la musica, guardare film e suonare il pianoforte. Amo gli animali e in particolare cani e gatti, il mare, il buon cibo e viaggiare.
Quanti libri hai pubblicato?

R. Ho pubblicato quattro libri e due miei racconti sono stati inseriti in due antologie. Il primo libro in assoluto l’ho pubblicato nel 2012 e l’ultimo nel 2015.

Di cosa parla il tuo libro?

R. Il libro “Enza Venturelli. Vi racconto il mio Cosimo Cristina” racconta un anno e mezzo di storia d’amore tra due giovani innamorati che si sono conosciuti in una calda giornata d’agosto in un bar del centro di Caltanissetta. Lei diciottenne cassiera di un bar, lui giovane giornalista di cronaca nera. Cosimo Cristina fu trovato morto in una galleria ferroviaria di Termini Imerese nel maggio del 1960 ed oggi è considerato il primo giornalista ucciso dalla mafia. Di lui si conosceva solo l’aspetto professionale, lavorativo, con questo libro ho voluto mostrare anche il lato umano e privato, finora sconosciuto.

L’idea di scrivere questo libro come è nata?
R. Enza Venturelli è mia zia e fin da bambino ho sempre sentito raccontare da lei la storia di questo fidanzato ucciso dalla mafia. Diventato grande e già con un’esperienza alle spalle di un altro libro biografico le ho proposto di raccontarmi la loro storia per farla conoscere al grande pubblico. Per lei è stata come una sorta di liberazione, anche se dolorosa a causa di vecchie ferite che inevitabilmente si sono riaperte. In questo libro sono state versate molte lacrime, sia da parte di mia zia sia da parte mia.

Scrivere un libro come questo, dove parte sentimentale e ricerca dei fatti sono in assoluta simbiosi non è facile, come sei riuscito a mescolare all’unisono questi elementi?

R. Ho lavorato su due fronti: il racconto diretto di Enza, limitato a quello che ricordava di Cosimo come persona e come fidanzato, e la ricerca delle fonti storiche, come gli articoli di giornali dell’epoca che parlavano del suicidio/omicidio del giornalista, altri libri di inchiesta sulle vittime della mafia, come “Gli insabbiati” di Luciano Mirone e soprattutto il giornale fondato da Cosimo Cristina “Prospettive Siciliane”. Ho cercato di miscelare le due cose anche se in alcuni punti del libro una parte prevale sull’altra.

Nel libro non c’è un Io narrante, ma è la protagonista che racconta questo amore unico, come sei riuscito a cogliere ogni sfaccettatura?

R. Ammetto che non è stato per niente facile mettermi nei panni di una donna e cercare di rendere al meglio i sentimenti che scaturivano dalla sua anima innamorata e addolorata. Del resto l’abilità di uno scrittore sta anche nella forza narrativa con cui si riescono a trasmettere i sentimenti e le sensazioni. Non so se ci sia riuscito completamente o solo in minima parte, però ce l’ho messa tutta.

enza venturelliEnza Venurelli vi racconto il mio Cosimo Cristina. Questo il titolo del tuo libro, già da qui si percepisce quanto questo amore sia rimasto vivo in lei nonostante…
R. Nonostante l’oltre mezzo secolo passato, nonostante che per oltre quarant’anni di Cosimo Cristina non si sia parlato, nonostante fosse stato dimenticato anche nella sua città di nascita, Termini Imerese.

Enza invece non lo ha mai dimenticato e le oltre cento lettere che ancora custodisce gelosamente, l’hanno accompagnata in tutti questi anni, nei momenti di sconforto, di angoscia, di dolore. Lui ha vissuto e vive tutt’ora dentro di lei.

Quando hai messo l’ultimo punto a questo libro, cosa hai provato?

R. La sensazione che si prova quando si termina di scrivere un libro – almeno per me è così – non è mai di soddisfazione completa. In questo caso, più che in altri, mi sono sentito inadeguato ad aver raccontato una storia così importante e mi sono chiesto tante volte se non avessi potuto fare di più di quanto abbia invece fatto.

Il rapporto con i lettori per un autore è importante, com’è il tuo?

R. Ho un buon rapporto con i miei lettori, con molti di loro sono anche amico. Ci sentiamo spesso e interagiamo nei vari gruppi facebook. Ci accomuna la passione per la lettura e la scrittura, infatti molti dei miei lettori sono a loro volta anche scrittori.

 

Roberto tu leggi esordienti?

R. Leggo moltissimi esordienti, ho anche molti libri auto-pubblicati nella mia libreria.

Perché hai deciso di pubblicare in self-publishing?

R. La bellezza del self-publishing è che puoi mandare il tuo sogno nel cassetto oggi e vederlo pubblicato nel giro di una decina di giorni. Niente attese di improbabili risposte da case editrici più o meno note o la classica e stereotipata risposta “Spiacenti, ma il suo manoscritto non rientra nella nostra linea editoriale”. Io non ho mai mandato nessun manoscritto in giro ma ho puntato direttamente all’auto pubblicazione con Youcanprint, che oltre ad avere un buon rapporto qualità/prezzo dà anche moltissimi servizi al pari di una grande casa editrice.

Un libro che non leggeresti mai… cosa deve avere o cosa manca?

R. Mai dire mai. Sono aperto a qualsiasi genere letterario. A volte si scoprono gioielli anche dove non te lo aspetteresti.

Quanto è difficile far conoscere i propri libri?

R. È molto difficile, specialmente se fai tutto da solo. Ci vuole costanza nella divulgazione che oggi un autore self può solo fare attraverso i social, confidando poi nel passaparola. Anche per questo motivo il ruolo dei blog, che si occupano di libri e recensioni, è di grandissimo aiuto e utilità per noi autori.

La domanda che non ti abbiamo fatto e che ti aspettavi? Falla e rispondi pure.

R. La figura di Cosimo Cristina oggi è conosciuta grazie a questo tuo libro? No, io ho messo solamente un piccolo tassello in più, facendo conoscere la parte nascosta e privata di lui, ma già da oltre dieci anni la sua figura è lentamente riemersa dalle nebbie dell’oblio in cui era reclusa. A Termini Imerese c’è una associazione e una scuola superiore, l’Istituto Stenio, che ogni anno commemorano la morte di Cosimo Cristina con una giornata dedicata alla sua memoria. Nel 2010 l’Associazione Espero di Termini Imerese ha posto una lapide sul luogo del ritrovamento del suo corpo e il Comune ha intitolato una piazza di Termini al giovane giornalista. Ma ancora prima, nel 1999, il giornalista Luciano Mirone ha pubblicato un libro, “Gli insabbiati” nel quale per la prima volta racconta la storia di Cosimo e di come, secondo le sue indagini, sia stato ucciso dalla mafia. Ho saputo poi che sono state scritte delle tesi di laurea dove si parla di Cosimo Cristina e altre persone si stanno interessando alla sua storia. Sono stato contattato anche da una regista che mi ha proposto la realizzazione di un film tratto dal mio libro. Se sono rose fioriranno.
Cosa ti piacerebbe rimanga al lettore di questo libro?enza venturelli

R. L’idea di un amore che duri nel tempo. Oggi è molto raro un amore di questo genere, dove tutto è immediato, veloce, mutevole. Una volta ci si innamorava di una persona anche solo leggendo le sue lettere, che si aspettavano con trepidazione e quando il postino le recapitava ti tremavano quasi le mani mentre le aprivi. Le leggevi e rileggevi cento volte, fino a consumarle. Le tenevi sotto il cuscino nell’attesa della successiva, nella quale, magari, ti scriveva il giorno in cui finalmente ci si sarebbe potuti rivedere. Vorrei che rimanesse il sapore di questo amore di un tempo, che forse chi è più grande ancora lo ricorda o ci si riconosce, mentre per i più giovani potrebbe essere una scoperta totalmente nuova.

17) Quanto è importante la copertina per il tuo libro?

R. Ho voluto creare una copertina dove ci fossero in un’unica immagine gli elementi principali della storia. La ragazza che scrive a macchina rappresenta un po’ Enza che mette su carta i propri ricordi. Il fatto di farlo sui binari di una ferrovia è l’altro elemento fondamentale della storia. È sui binari di una ferrovia che è stato ritrovato il corpo di Cosimo Cristina. Ma ciò che vive nel ricordo non muore mai, per questo quegli stessi binari non hanno messo fine a una vita, ma l’hanno resa viva per sempre.

robertoTi ringraziamo Roberto, per essere stato con noi, per averci dato la possibilità di parlare di te, di questa storia che ha fatto battere il cuore. Presto ti rivedremo protagonista sempre in queste pagine, per parlare del tuo libro.

R. Grazie a voi per lo spazio e il tempo che mi avete dedicato.

 

Roberto Serafini

sito web: robertoserafini.it
Buona lettura
Alessandra

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