Destinazione Spazio…..LUCA PARMITANO L’ASTRONAUTA ITALIANO

LUCA PARMITANOE’  davvero  il caso di dirlo questa volta… Destinazione libri diventa Destinazione Spazio e per una volta non ci occupiamo di un libro, ma di una esperienza e di alcune lettere che l’Astronauta Italiano scrive alle figlie e scrive a tutti noi, chi come me lo ha seguito spera che tutti questi scritti e molti altri vengano presto pubblicati in un libro, statene certi… uno sarà mio! Fantastico averlo autografato da lui stesso, ma meglio non correre troppo con la fantasia…!  Ho seguito per curiosità all’inizio la partenza della Sayuz, poi Lui, Luca Parmitano, 37 anni ,  l’astronauta italiano che si considera “Cittadino del mondo”, il Maggiore che con tanto di umiltà,  coraggio e determinazione si è intrufolato nei nostri cuori. Scriveva nel social, ci rispondeva… gli potevamo dare  “del tu”…   ci raccontava la vita lassù, con una padronanza assoluta riusciva a farci percepire quelle emozioni che lui stesso provava in quel momento. italia vista da lucaLa sua seconda uscita Spaziale non è andata bene, per un guasto ha rischiato  tanto… Sei mesi trascorsi nella Stazione Spaziale Internazionale… il suo blog: http://blogs.esa.int/luca-parmitano.    Il suo rientro è stato seguito davvero da migliaia  di persone collegate ad internet di notte a vedere alcune immagini o a  leggere qualche notizia, poi l’atterraggio, la sua prima foto... e quel pizzico di emozione, lui, che ci ha sempre abituato a questi racconti/poesia è riuscito a trasmetterle con quel suo sorriso e con quel braccio alzato…   Oggi guardando la sua pagina fb leggo questa lettera, che vi riporto esattamente, e non potevo non condividerla con voi.   Vi consiglio di leggere il suo blog, credetemi, è una esperienza da non perdere, sia per le foto che per le sue parole. LUCA PARMITANO RITORNO

Buona lettura… e godetevi queste righe…  Ale

23 gennaio 2014

Quando una prestigiosa rivista italiana mi ha chiesto di scrivere una lettera alle mie figlie, da pubblicare con il primo numero dell’anno, e parlare loro del futuro, non ero molto sicuro di quello che sarebbe stato il contenuto. Tuttavia, senza grandi preoccupazioni, ho accettato, ritenendo un privilegio il fatto che me l’avessero chiesto – un astronauta non è  un autore, ma è importante uscire dal nostro angolino confortevole per confrontarci con realtà che non conosciamo.

Post-flight training session. Credit: ESA/NASA

Post-flight training session. Credit: ESA/NASA

Così, tra un esperimento (di cui ero la cavia) e un allenamento, mentre nuotavo, correvo, stringevo i denti per una prova di forza, pensavo alle mie figlie: come esprimere qualcosa non banale e al tempo stesso loro comprensibile adesso, ma anche fra dieci o quindici anni – e che non perda significato, ma che anzi si intensifichi con l’esperienza?

Dopo due settimane – in cui ero spesso contattato per sapere se ero ancora intenzionato a collaborare – ho capito che stavo cercando di utilizzare troppo il cervello, e che quindi stavo cercando, come spesso accade, nel posto sbagliato. Due giorni prima della scadenza mi sono seduto alla scrivania dell’albergo che mi ospitava, in una fredda ma limpida notte d’autunno, ho smesso di pensare e ho iniziato a scrivere.

A Sara e Maia

Our planet. Credit: ESA/NASA

Beautiful world. Credit: ESA/NASA

Il mondo è incredibilmente bello. Forse l’avevo dimenticato, ma l’ho visto da lontano, e adesso ne ho le prove. Ma anche da vicino può essere meraviglioso, se guardato con gli occhi giusti: occhi come quelli vostri, che osservano con il dono della curiosità, illuminata  dalla luce della meraviglia. Occhi che credono ancora all’incanto, e non se vergognano – che comprendono senza bisogno di spiegazioni.

È l’unico mondo che abbiamo, e contiene qualcosa di estremamente prezioso: il futuro. Ogni futuro è grande come il mondo intero. Il futuro, così come il mondo, non vi appartiene, ma è nelle vostre mani. È unico, ma non è mai uguale. Sembra infinito, ma è solo infinitamente fragile.

Like a tree of life. Credit: ESA/NASA

Like a tree of life, Burkina Faso. Credit: ESA/NASA

Vorrei potervi indicare la strada che porta al vostro futuro, ma non è questo il compito di un padre. Quello che invece vorrei darvi è la mappa che contiene tutte le strade, affinché voi possiate scegliere il percorso.

Siete ancora piccole per capirlo, ma voi bimbi siete molto più ricchi di noi adulti. Avete a disposizione un capitale che anche il più ricco degli uomini vi invidia: il tempo. Avete da poco iniziato a frequentare la scuola, e senza saperlo avete iniziato a investire questo vostro tesoro, per farlo crescere, trasformandolo in conoscenza, in esperienza, in ricordi. Questo è il solo bagaglio che potrete portare con voi, mentre viaggerete seguendo quella mappa che vorrei potervi dare.

Forks in a river over Giorgia. Credit: ESA/NASA

Forks in a river over Giorgia. Credit: ESA/NASA

Presto incontrerete i primi problemi, le prime sfide: a ogni bivio in quella mappa, dovrete contare su quel che avrete portato con voi per scegliere una strada. Inizialmente non vi sarà alcuna differenza: molte strade vi condurranno alla stessa destinazione, e cambierà solo il paesaggio, o forse la distanza.

Ma, prima o poi, il cammino che sceglierete divergerà dal precedente in maniera irreversibile, e non ci saranno molte occasioni per tornare indietro. Ho imparato questo: avrete abbastanza tempo per scegliere il vostro cammino. A volte, scoprirete che il cammino non esisteva fino a che non avrete fatto il primo passo. Non ha importanza. L’unica cosa che conta è amare camminare. Scegliete quel che amate, amate quel che avrete scelto!

Expedition 37 crew members pose for a photo in Kibo. Credits: NASA

With friends on Space Station. Credit: NASA

E se il bivio sarà impervio – quando gli ostacoli sembreranno insormontabili, quando la luce non arriverà a illuminarvi il passo – sappiate che a volte è necessario perdersi nel buio per potersi trovare. Abbracciate le difficoltà: impreziosiranno il percorso. Cercate le sfide: renderanno il passo più sicuro.

Infine: avrete dei compagni di viaggio, che a volte seguiranno lo stesso sentiero, altre se ne allontaneranno per poi ritornarvi o per sparire per sempre. Amerete la loro compagnia, e ne sentirete la mancanza quando se ne andranno. E se porteranno via con sé parte del vostro bagaglio, controllate bene: vi accorgerete che non solo non vi mancherà nulla, ma vi sarete arricchite. http://www.blog.esa.int

27 novembre 2013  LUCA SCRIVE QUESTO…

Il portello della Soyuz appena chiuso è come la copertina di un libro appena finito di leggere. Il senso di abbandono è sorprendente, fino a che non si comprende che l’ultima pagina non è altro che l’invito ad aprire la prima del prossimo libro.

Con questo pensiero mi consolo mentre mi spoglio dei miei abiti “civili”, un semplice pantalone e T-shirt, per indossare quelli che mi accompagneranno nel viaggio di rientro.

Due speciali indumenti, chiamati Kentavr, sono stati appositamente sviluppati in Russia per facilitare il rientro: si tratta di due gambaletti e un paio di short elastici, che avvolgono i polpacci, i glutei e le cosce, per minimizzare il flusso di sangue verso la parte bassa del corpo – evitando così possibili malori dovuti a un diminuito afflusso di sangue alla testa. Li indosso direttamente sopra la pelle. Intorno al petto, sistemo la cintura con gli elettrodi per registrare il battito cardiaco, la stessa con la quale sono arrivato sull’ISS. Sopra tutto, indosso la sottocombinazione Camelia, una tuta aderente in semplice cotone.

Poi inizia la paziente vestizione della tuta spaziale Sokol, certamente non complessa come lo scafandro da attività extraveicolare EMU, ma altrettanto importante. Karen mi aiuta a stabilizzare il torso mentre io mi infilo nella guaina ermetica, poi aggancio i cavi delle cuffie e della fascia biomedica. Con calma, mi sigillo all’interno della tuta, stringendo con cautela ogni laccio, controllando con cura ogni cerniera. Nel frattempo Fyodor ha già completato i primi controlli della navetta, e i computer di bordo sono già accesi e pronti a reagire ai nostri input.

Ancora una volta sono il primo a installarmi nel sedile: la microgravità mi facilita il compito, e ricordo con quanta fatica effettuavo gli stessi movimenti, a terra, appena sei mesi fa.

Karen è pronta nel posto destro in pochi minuti, poi è il turno di Fyodor: quando spegne le luci del modulo abitativo della Soyuz, è per l’ultima volta. Seguendo le procedure nei nostri manuali, Fyodor sigilla il portello interno, poi aggancia le cinture nella sua postazione. Quante volte, in simulazione, ho visto questa identica immagine? Il senso di deja vu è mitigato dalla presenza della torcia olimpica, fermamente allacciata alla struttura della capsula di rientro, proprio tra me e il comandante.

La sequenza di sgancio non inizierà che fra qualche ora, ma siamo già impegnati con i controlli di tenuta stagna. In tutto e per tutto identici a quelli eseguiti per il re docking di appena una settimana fa, Fyodor, Karen e io navighiamo tra le procedure con facilità. Tutto funziona perfettamente, senza sorprese – in questo momento non sarebbero affatto gradite.

Annunci

3 thoughts on “Destinazione Spazio…..LUCA PARMITANO L’ASTRONAUTA ITALIANO

Add yours

  1. Spazio… ultima frontiera… così diceva l’incipit di una famosa e fortunata serie TV. Oggi lo spazio non è che l’ennesimo obiettivo che l’Uomo si è dato e che ha raggiunto. Non solo, qualcuno come il C.te Luca Parmitano ha permesso a tutti noi di viverlo, condividendo le emozioni che lui in prima persona ha vissuto, facendone partecipi noi, comuni mortali. Ma è destino dell’uomo quello di spostare l’asticella sempre più in alto. Chi vive emozioni uniche come chi vola, ed io ho la fortuna di poter staccare l’ombra da terra, credo abbia il dovere morale di condividere le sensazioni che vive anche con coloro i quali queste emozioni le possono vivere solo di riflesso. Credo che il non condividere emozioni bellissime come quelle vissute da Luca o, stando più in basso (molto più in basso….), come un banale pilota della domenica quale è il sottoscritto, sia, per certi versi, una forma di egoismo. Grazie ancora Luca.

    Mi piace

  2. Complimenti ad Alessandra per la scelta di presentarci queste lettere! Io personalmente non conoscevo il suo blog e quindi la sua introduzione ha saputo trasmettermi il suo entusiasmo e la sua meraviglia per queste lettere. In questo mondo così interconnesso e sempre più a portata di turista anche nei suoi angoli più remoti è sempre più difficile assaporare le emozioni di un esploratore che si avventura in territori inesplorati e quindi le sue lettere sono tanto più preziose. Ma non si tratta solamente di questo: dall’entusiasmo per l’esplorazione di nuove frontiere può derivare anche un rinnovato entusiasmo nel vivere la proprie esperienze quotidiane e la vita in generale, anche nel sempre più cinico mondo di oggi :basti pensare a Kennedy, che quando parlava di “nuova frontiera” si riferiva sia allo sviluppo del programma spaziale che a nuovi orizzonti di progresso sociale. Anche per questo motivo l’immagine di cui parla Alessandra, quel “braccio alzato”, è un momento particolare e bellissimo e ci fa provare un affetto speciale per l’astronauta Luca Parmitano e per la sua fantastica avventura, anche perché quel braccio alzato è quello che vorremmo alzare noi dopo tutte le nostre battaglie quotidiane.

    Mi piace

  3. È fantastico vedere che mentre noi passeggiamo per la città,un uomo passeggia per lo spazio ,sembra irreale ma è tutto vero. Grazie ad Alessandra e alla sua lettera ho provato dei brividi, come se stessi su quell’astronauta insieme a Luca Parmitano. Devo dire che e’ stato stupendo… complimenti ancora.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: