Io sono il Libanese

io sono il libaneseRoma, 1976. Un anno prima che tutto accada. Il Libanese freme. Il Libanese ha tre amici, Dandi, il Bufalo, Scrocchiazeppi. Passa con loro da un colpetto all’altro, tiene le armi delle altre bande. Il Terribile, che aspira a diventare il capo dei capi, tratta lui e gli altri pischelli come miserabili. Ma il Libanese non è uno dei tanti. Il Libanese ha un sogno. Un sogno ancora troppo grande per lui. Poi, una sera, il Libanese incontra Giada. Lei è bella, ricca, inquieta. Lei vuole cambiare le cose. Lei vuole fare la rivoluzione. Giada appartiene a un altro mondo. Il Libanese ne è stregato. E nello stesso tempo comincia a intuire che proprio da quel mondo potrà venire l’idea che gli permetterà di rendere il suo sogno una realtà. È grazie a lei, inconsapevole guida, che il Libanese penetra nel mondo dei ricchi, prima come pusher di un grande artista schiavo dell’eroina, e poi organizzando, con i suoi compari, un primo sequestro di persona (preludio di quello che segnerà, appena pochi mesi dopo, la nascita della Banda): il sequestro di un ricchissimo palazzinaro, padre di Sandro, l’amico del cuore di Giada…

Lui è Giancarlo De Cataldo, nasce a Taranto ma vive a Roma.  è Giudice  di Corte d’Assise a Roma. L’autore ha scritto diversi libri, per la maggior parte gialli. Collabora con La Gazzetta del MezzogiornoIl MessaggeroIl NuovoPaese Sera e Hot!. Il suo libro più significativo è Romanzo criminale (2002), dal quale è stato tratto un film, diretto da Michele Placido, e una serie televisiva, diretta da Stefano Sollima.

La sua scrittura mi ha colpito parecchio, era il suo primo libro che leggevo, scrittura decisa, senza fronzoli, arriva dritto al dunque, le scene le descrive in modo reale, non lascia molto molto spazio all’interpretazione, è tagliente, come il suo libro. Sembra di passeggiare nelle vie con lui… alla ricerca di qualcuno,  quel qualcuno che lo porta alla  ricerca di se stesso .  Tocca argomenti  forti, forse per il lavoro che fa… ma lascia  quella  speranza… che uno scrittore e Giudice devo sempre avere.  Mi piace un sacco il ruolo del protagonista.. ma anche quello di o’ Miracolo, un personaggio che  fa quasi da secondo protagonista…ben diverso dall’antagonista. Mi piace questo libro.

Buona lettura

Ale

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