Claudio Bossi

Claudio Bossi mi contatta una mattina. Mi dice di essere un autore di un libro particolare..  subito la mia immaginazione corre.. poi mi dice: Titanic… e mi racconta. Lui parla del Titanic come evento storico. E già, perchè il titanic è un evento storico. Inizia a raccontarmi, parla del suo libro.. poi si ferma e mi chiede di noi, di me, cosa facciamo. Si ferma e  mi dice: voi ci credete davvero. Si… Claudio noi crediamo in Destinazione come tu credi nel tuo Titanic…

Ora conosciamolo…

 

1) parlaci di te

Mi chiamo Claudio Bossi, sono nato e vivo a Gallarate, in provincia di Varese. Sono sposato con Cicci (non mi piace chiamarla con il suo vero nome…) che da oltre trent’anni mi sostiene e mi sopporta con amore e comprensione. Ho due figlie Serena e Paola: Serena, che quasi un paio d’anni fa mi concesso la gioia di diventare nonno di due splendide gemelline; mentre Paola è ancora una studentessa al quarto anno delle scuole medie superiori.
Le mie passioni indiscusse, oltre la lettura, sono la pipa (estimatore e “non fumatore”), il grande investigatore Sherlock Holmes, Diabolik il leggendario “Re del terrore” dei fumetti, la legna ed il tiro a segno con la carabina ad aria compressa. Possiedo un cane meticcio di nome Archie.

2) di cosa parlano i tuoi libri?
Io sono soprattutto uno storico della più triste e tragica nave più bella del mondo: l’inaffondabile Titanic.E’ dal 1985 che mi sono impegnato alla storia di questo naufragio. Ho frequentato gli archivi americani, canadesi ed inglesi per cercare di“scoprire” la vicenda del Titanic in tutti i suoi risvolti, ed ho cercato di raccontare in maniera, mi auguro, avvincente ed accessibile a tutti come e perché si verificarono certi episodi.
3) quanti ne hai scritti?

Questo è il secondo libro che scrivo: il primo però aveva un carattere “settoriale”, oserei definirlo, ed è stato scritto a due mani con Valeria Rossi: ho scritto de “I cani del Titanic”, ovviamente.
4) da dove è nata l’idea di scrivere un Libro sul Titanic? di cose dette ce ne sono state molte, qual è stata la chiave che ti ha permesso di non essere banale?
L’interesse di un bimbo per un certo mistero, si è trasformato in grande rebus una volta che il bimbo è diventato uomo, poi nel 1985 con il ritrovamento del relitto è scoccata la scintilla. Mi sono impegnato alla storia di questo naufragio con un preciso obiettivo: ne dovevo sapere e sapere di più di quello che ne sapevano gli altri su questa magnifica e tragica storia.Qualche anno dopo mi sono detto: perché non condividere, con il grande pubblico di internet, il risultato del mio lavoro? Ed è nata l’idea del sito web (www.titanicdiclaudiobossi.com), di cui mi occupo sin dai primi anni 2000. Ultimamente poi il mio lavoro ha riscosso l’interesse della Giunti De Vecchi ed ha pubblicato il volume oggetto di questa presentazione. Pubblicare il mio lavoro in forma editoriale è un sogno che si è realizzato.

Il mio libro vuol offrire una chiave di lettura un po’ diversa dalle altre migliaia di pubblicazioni sull’argomento.Tengo a precisare che solo nel 2012, quindi nella ricorrenza del centenario dell’affondamento c’è stato in Italia un minimo di interesse editoriale sull’argomento (e guarda caso la fonte primaria è sempre il sottoscritto!). Nel mio libro si può trovare testimonianza che ci fu una differenzazione feroce sui gruppi di appartenenza e che poi erano quelli della differenzazione sociale di chi aveva pagato un biglietto che costava cento volte di meno rispetto a quelli dei ponti superiori di prima classe.

5) qual è la fase più difficile nella stesura di un libro?
Innanzitutto debbo dire che nasco come giornalista, quindi mi è facile e naturale il dono della scrittura: certo che scrivere un articolo è un conto, mentre scrivere un libro occorre molto più impegno. La stesura di un libro comporta scrivere, correggere e ricorreggere, ed infine fare una revisione finale. Poi bisogna saper progettare anche cosa si aspettano da te i lettori, preparare i materiali per la stesura per cercare di coinvolgere il lettore e renderlo partecipe della tua opera. E tante altre piccole, ma non meno importanti, cosette. Insomma scrivere un libro è un lavoro che richiede una certa capacità, perché scrittori non si nasce! Nel mio personale caso la parte più difficoltosa è stata nel portare a termine l’opera senza stress.

6) il tuo editor chi è?

Io ho avuto l’appoggio di una squisita persona, messami a disposizione dalla mia casa editrice. Questa persona mi ha seguito pari passo, capitolo dopo capitolo, nella stesura del mio volume: Paola Comparetti. E’ lei che mi ha fornito i consigli, l’assistenza, l’incoraggiamento e le informazioni per completare il lavoro.
7) i tuoi libri: dove possiamo trovarli?
Il mio libro è stato distribuito nelle principali librerie di tutta Italia ed in certi casi anche nelle vicine Svizzera e Francia. Anche on line è possibile accedere all’acquisto.
8) Che lettore sei tu?
Mi ritengo monotematico ossia leggo seguendo dei precisi e ben definiti filoni: possiedo tutti gli scritti di Sir Arthur Conan Doyle (ecco il Sherlock Holmes, di cui accennavo ad inizio intervista); ho l’intera raccolta delle opere della regina del giallo Agatha Christie; e poi un numero imprecisato di testi che trattano di Napoleone, della prima guerra mondiale, delle grandi spedizioni artiche ed antartiche, e diversi libri che hanno come denominatore come il “ghiaccio”, quindi storie di spedizioni alpinistiche. Tra parentesi, ma non troppo, per lavoro possiedo oltre un centinaio di volumi, in diverse lingue, riguardanti il Titanic.

9) Quanto sei presente tu nei tuoi libri?
Più che il sottoscritto, che vive la sua vita da scrittore semplicemente, cerco e spero di riuscire rendere partecipi tutte le persone che mi stanno attorno pervadendoli dei flotti della mia grande, indiscutibile passione, che adesso è un lavoro: il Titanic, appunto.
10) Libro scritto, parti riviste, poi la penna mette l’ultimo punto, che sensazione provi’
Penso di aver fatto un bel lavoro. E questo non lo dico per vanteria ma lo asseriscono i lettori che mi scrivono. Sono appunto grato a chi mi dimostra affetto e stima, ed anche a chi mi scrive anche solo per darmi dei suggerimenti. Ecco questi sono gli stimoli essenziali per un ricercatore, sensazioni che lo fanno sentire orgoglioso del proprio lavoro.
11) Scrivi con la tastiera o carta e penna?
Di tutto, pur di scrivere qualche rigo! Certo che il pc è molto più duttile e si presa a diversi utilizzi: basta pigiare sui tasti, e fare un clic e sei in un altro mondo. Una cosa impensabile solamente una cinquantina d’anni fa!
12) I tuoi prossimi impegni?
A parte le conferenze che mi vedono impegnato su e giù per la penisola, attualmente sto scrivendo due libri che vedranno la luce una nella primavera 2015 mentre per l’altra ci vorrà un po’ di tempo: sarà pubblicata nel 2016, in occasione del varo del Titanic II.
13) il tuo rapporto con i social …
Con il social network ho un pessimo rapporto: la stesura delle mie prossime pubblicazioni, le continue letture e ricerche (ho l’intera raccolta delle copie di tutti i documenti pubblici presenti negli archivi americani, canadesi ed inglesi, come accennavano prima) per nuovi aggiornamenti sulla tragedia del Titanic (a parer mio ci sono e ci saranno ancora fiumi d’inchiostro che dovranno scorrere…), la preparazione dei testi delle mie conferenze, mi assorbono in modo continuo che non riuscirei ad adempiere anche a questi obblighi… La mia pagina Facebook (www.facebook.com/TITANICclaudiobossi) è gestita dal mio editore. Certo, con i miei contributi.
14) Hai partecipato a qualche concorso? se si a quali? se no a quali ti piacerebbe partecipare?

Non ho partecipato e non parteciperò mai a questi “baracconi”, dove è scritto sin da oggi chi vincerà tra dieci anni!

15) Claudio Bossi ..intervistato da Destinazione Libri…perchè questa scelta?
Possiamo dirlo, tanto non siamo alla RAI: pubblicità!
16) La domanda che non ti abbiamo fatto e che ti aspettavi? falla e rispondi pure
Cos’è il Titanic per Claudio Bossi.
Il Titanic rappresenta un interrogativo con il quale cerchiamo di misurarci: mi chiedo cosa avrei fatto se fossi stato lì quella notte, ma io credo che eroismo e coraggio siano più ad appannaggio del singolo che del gruppo. Il Titanic è oggetto di molti miti e di molta disinformazione: la scienza ci può dare gli strumenti per eliminare, almeno in parte, la disinformazione e raccontare cosa successe realmente quella notte. Scrivendo questo libro spero che ci aiuti a ricordare sempre che in questo mondo siamo tutti a bordo di un grande transatlantico, divisi per classi, guidati da un destino che corre a mille verso l’ignoto e che purtroppo non è mai uguale per tutti. Spero che ci aiuti a ricordare le oltre 1500 vittime dell’incoscienza, dell’egoismo, della disparità sociale. Per me il Titanic è anche questo.

17) Cosa ti aspetti ancora da questo libro? Ti ha già dato davvero molte soddisfazioni…
Il libro, che è stato pubblicato in occasione del centenario dell’affondamento del Titanic nel 2012, ha riscosso un buon riscontro di vendite e già di per sé questo è stato fonte di grande soddisfazione (anche economica!). Oggi debbo dire che esso rappresenta una mia appendice: “Signor Titanic”, mi sento ogni tanto chiamare da qualcuno! Il volume mi segue nelle mie conferenze dove suscita ancora un certo qual interesse in coloro che lo acquistano, anche perché non è il solito libro sul Titanic, il mio è un libro dove tutto, ma proprio tutto, quello che è stato scritto è assolutamente documentabile: nulla è stato lasciato alla fantasia. Le fonti storiche sono tutte attendibili ed i documenti studiati sono quelli autentici dell’epoca. Certo che delle leggende che leggeremo in fondo al volume potranno sembrare assurde, ma sono assolutamente quelle che all’epoca dei fatti giravano per bocca di tutti. Quindi è assoluto rigore storico e scientifico quello si trova nelle pagine del mio libro, nelle cui pagine, senza giri di parole affermo la mia opinione che fu una straordinaria ed inquietante serie di errori umani che giocarono il loro peso nella tragedia, senza dimenticare che l’ipotesi di un complotto che senz’altro fu alla base di talune decisioni.

Grazie Claudio per essere stato con noi, ci sentiamo presto

Ale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...