Alessio Gazzotti

Oggi conosceremo Alessio Gazzotti, un autore diverso, si fa conoscere, si fa leggere.

Ricevo la sua intervista per mail e mi sono divertita a leggerla, a conoscerlo.. un Autore fuori dagli schemi. Non vi dico altro, lascio a lui la parola..

 

Ciao Alessio, benvenuto in Destinazione Libri,  parlaci di te Forse in maniera colpevole, penso che la vita degli autori contemporanei non sia così interessante da raccontare (se non c’è almeno uno spunto di interesse). Nella quarta di copertina di “Fine dei giochi” ho scritto che ho 31 anni e sono impiegato in un istituto di credito, in modo da fissarlo per sempre in una sorta di delirio alla Dorian Gray di Wildiana memoria. Ora prometto che non userò più “memoria” associato ad un attributo che contiene il nome di una persona per ricondurlo alla stessa perché, anche se l’ho usata, è un’espressione che odio.

Ultimamente, per stare in tema, ho letto a proposito della vita di Silone (non ho comprato la biografia, ho letto le 4 paginette che precedono Fontamara). Gli sono successe talmente tante sfighe (si può dire?) e casini da indurmi a pensare che raccontare la mia esistenza da piccoloborghese un po’ banalotta non interessi a molti. A molti non interessa nemmeno cosa è successo a Silone.
E poi è anche più misterioso.
No ok, dai ve lo dico: laurea in legge, impiego in banca, mi appassiono a tante cose poi spesso le lascio a metà (tranne scrivere).
Contenti?
Diciamo però che la letteratura e la scrittura, l’arte in generale mi hanno sempre interessato (c’è anche gente che odia le pinacoteche, per esempio).
Ora, a questo si aggiunge una componente “terapeutica”: hai un problema? Scrivine. A me è servito.
Attenzione però che il diario segreto delle pene d’amore di una ragazzina di 16 anni non interessa a nessuno. Se però lo si romanza e lo si mette giù un po’ rielaborato potrebbe venirne fuori qualcosa di buono (o quantomeno che vende un sacco, se distribuito e pubblicizzato per renderlo ad arte un caso letterario). Ragazzina: ricorda di inserire elementi di disturbo o di aiuto (ad es: la tua migliore amica che esce col ragazzo che ti piace, un amico comune che vi presenta, incontrarsi sul tagada al luna park con storie di vomito e svenimenti da parte tua, sua, o di entrambi). Cose così. Non qualcosa tipo “lo vedo ogni mattina che sale in corriera ma lui non si accorge che esisto” per 300 pagine.
A meno che tu non sia Leopardi.


Di cosa parlano i tuoi libri? Per ora mi sono “limitato” ad una raccolta di racconti abbastanza variegata, però legata da un filo conduttore. E il filo conduttore è? Compratelo, leggetelo, e scopritelo!

Quanti ne hai scritti? Per ora ne ho pubbicato solamente uno, ma sono già al lavoro sulla prossima fatica letteraria.

Da dove nasce l’idea di scrivere un libro? Dalla voglia di intrattenere il pubblico, sperando di riuscirci. Ci sono due scuole di pensiero: “scrivi per te stesso” oppure “scrivi per gli altri”. Se si vuole pubblicare, la scelta diventa obbligata. Può sembrare cinico, ma è così.

Qual è la fase più difficile nella stesura di un libro? Quella in cui si fatica a trovare l’ispirazione. Può sembrare banale, ma anche quando la stesura è finita e si deve solo rileggere, se si è senza energie si rischia di peggiorare quello che si è messo su carta. Per l’ispirazione, vedi infra.

Il tuo editor chi è? La 0111 edizioni, che ringrazio ancora per l’opportunità che mi ha dato.

I tuoi libri: dove possiamo trovarli? Momento polemico: ordinatelo online su http://www.labandadelbook.it/shop/product.php?id_product=642 prezzo scontato, arriva sicuramente e in poco tempo, comodamente a casa vostra. Le grandi catene di librerie, di cui non faccio nomi, per mia esperienza personale, hanno più difficoltà ad ordinare libri di autori non (ancora) famosi.

Che lettore  sei tu? Un lettore curioso. Leggo il più possibile per trovare ispirazione per scrivere e se qualcosa non mi piace mi sforzo comunque di finirlo. Se il libro è fatto male, per ammortizzare il costo. Se il libro è un capolavoro pesantissimo, per ammortizzare il costo (tirchio!) ma soprattutto per il fatto che le grandi opere sono difficili da finire ma alla fine ti ricambiano lasciandoti qualcosa. Non mi ricordo la fonte ma è vero. Cito, come sempre, Infinte Jest, che dovrebbero leggere tutti. Soprattutto i detrattori di Foster Wallace. A prescindere dai canoni in base ai quali i critici (o sedicenti tali) misurano la genialità di un autore.

Libro scritto, parti riviste, poi la penna mette l’ultimo punto, che sensazione provi? Urgenza. Urgenza di inviare tutto all’agenzia di editing. Soprattutto perché un’opera non è mai “perfetta”: la si può sempre migliorare. E man mano che passa il tempo succedono due cose terribili: la prima è che cambia la mentalità dell’autore e va ad intaccare la parte a suo tempo scritta in maniera genuina nella quale però chi ha scritto quelle parole non si riconosce più. E questo è un peccato perché la parola scritta è un ricordo, come una fotografia, ma in maniera diversa. Venendo alla seconda cosa orribile, se si continua a perfezionare la propria opera questa non verrà mai offerta al pubblico.

 Scrivi con la tastiera o carta e penna? Tastiera, anche se mi sono accorto che gli appunti su carta sono molto più efficaci. Ma non siamo più abituati a scrivere a penna, e nell’era dei blog letterari se dovessimo tornare alla carta ci sarebbero molti meno autori (me compreso).

I tuoi prossimi impegni? Sono tentato di scrivere altri racconti, ma mi sono imposto di scrivere un romanzo. Se non lo faccio adesso non lo farò mai più.

Il tuo rapporto con i social … Ho facebook, come il 90 % degli occidentali sotto i 40 (stima sparata a caso, ma mi sembrava figo proporla in questi termini). Lo uso poco, però, e principalmente per pubblicare eventi relativi al mio libro (sì, pubblicizzerò anche questa intervista).

 Hai partecipato a qualche concorso?  a quali?  Ho partecipato a diversi concorsi, inviando racconti a tema libero. Non mi ricordo nemmeno quali iniziative erano anche perché i miei racconti facevano oggettivamente schifo (nel libro ci sono solo quelli belli eh!), quindi non mi meraviglio che non mi abbiano preso in considerazione. Al termine del romanzo a cui sto lavorando valuterò se inviarlo a qualche concorso (sicuramente sì)!

Alessio….intervistata da Destinazione Libri…perchè questa scelta?

Il classico “passaparola”. Nel gruppo della mia casa editrice (la 0111 Edizioni che, con eccesso di zelo, ringrazio nuovamente), avevate intervistato altri autori, siete una testata seria e…eccomi qui!

La domanda che non ti abbiamo fatto e che ti aspettavi?  “Fatti una domanda e datti una risposta”, molto Marzulliano! Concedimi la battuta, che è domenica mattina e sono piuttosto provato. Torno su un argomento che non so se abbia bisogno anche del mio contributo in questa sede, ma di cui voglio parlare, perché mi va.

Il genio è per l’1% ispirazione e per il 99% sudore (secondo wikipedia detto da Edison) e 10% d’Ispirazione e 90% di Traspirazione (secondo wikipedia detto da Hemingway). Ora, a parte le percentuali, che variano di volta in volta nelle diverse versioni, ma mantenendosi sempre con un netto vantaggio a favore del puzzolente sudore, mi prendo un piccolo spazio per maledire le nuove generazioni che, grazie ad internet sullo smartphone, sono fatte unicamente di dotti citazionisti e noi nati nell’82 fino alle superiori non abbiamo avuto né internet, né il cellulare, (per non parlare dei due fenomeni combinati insieme). In realtà la maggior parte delle persone che conosco quando non sa una cosa si ripete la domanda in testa per una o due volte e non cerca di darsi una risposta (con google). Di solito lo faccio solo io. O perché sono molto curioso, o perché sono molto ignorante. I miei amici mi danno del maniaco compulsivo. Forse tutte e tre le cose sono vere.

Dicevamo?

Ah l’ispirazione e la traspirazione.
L’ispirazione non esiste.
Forte eh? O meglio: non si può stare seduti sulla scrivania ad avere il panico da foglio bianco: quando siete in giro, segnatevi su un taccuino le cose che vi colpiscono (ispirazione) poi a casa, invece di guardare la tv, sviluppate quello che vi è venuto in mente (traspirazione). Potete sembrare dei matti se girate con un taccuino, e questo potrebbe avere ripercussioni sulla vostra vita lavorativa, sociale e affettiva. Piuttosto, create bozze dei messaggi (come facevo io fino a qualche tempo fa), oppure usate Evernote (come faccio io adesso). Chi vi vede, pensa che state chattando su whatsapp e quindi pensa che siate persone ok al passo coi tempi correttamente uniformate alla massa (che polemico che sono oggi). I miei amici comunque quando lo faccio sanno che mi sto segnando delle bozze e continuano a prendermi per il culo. Ah, un ultima cosa: il 90% delle cose che scriverete saranno delle cazzate (si può dire?). Solo il 10% è roba valida: lavorate su quello. Di solito quel 10% arriva a metà Tennents (sì, amici miei, quella del Brown. Questa la capiscono in 4 o 5).

Cosa ti aspetti da questo libro? Che intrattenga i lettori. Il fatto di riuscire a indurre la gente a dedicare del tempo a qualcosa che si è fatto, e quindi indirettamente, a se stessi, è, l’obiettivo narcisistico di ogni autore.

 Cosa ti piacerebbe rimanga al lettore di questo libro? La voglia di leggere il prossimo che scriverò. Ah, e il dubbio su chi erano i bambini del racconto “Iridi Rosse”.

 Stai già pensando al prossimo libro? Questa domanda è stata bruciata più volte rispondendo alle domande precedenti (vedi supra). Ora sarò più preciso: in testa ho moltissime cose da far fare e destini già scritti per molti personaggi. Ora mi resta solo da metterli insieme con un filo logico. Potrebbero venirne fuori anche due libri. A meno che non riesca a collegare marziani disorientati con il titolare di un’impresa cartiera del bellunese alle prese con i problemi adolescenziali di una figlia che parla coi cani.

 

Credo che in questo momento vi sia venuta una gran voglia di leggere il suo libro… e noi a breve ne parleremo su queste pagine.

Grazie Alessio, per essere stato con noi e per averti fatto conoscere dai lettori di Destinazione Libri.

Ci risentiamo presto con la tua recensione.

 

Saluto anche voi… a presto

Alessandra

 

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