Alessandro Chiarelli, Che io Bruci Sanremo Writers 2015

alessandro chiarelliE’ con questo incipit, con questo libro che lui,
Alessandro Chiarelli Ferrarese,  arriva  ad essere uno dei diciannove finalisti al concorso letterario di Sanremo Writers 2015
Sabato 14 febbraio il Palafiori di Sanremo lo vedrà ospite, ci parlerà del suo libro, di quella storia che ha scritto.
Protagonista la sua città, tanto affascinante ma anche cupa.  Una storia che fa riflettere, lui la racconta con quel modo diretto, quelle frasi a volte non dette. Usa le parole come lame taglienti nell’unico  modo in cui si possono vivere certe   situazioni. In primo piano nella copertina quel papavero, fiore fragile ma che si impone su tutto,  proprio come il suo romanzo.
che io bruciMorire non sarà niente. Sarà un attimo a cui non ne se- guirà un altro, e basta.
È quello che succede a tutti. Nasci, vivi il tempo che ti tocca e poi muori.
Non è da farla troppo difficile. Accadrà, e non sarà niente.
Tiene le mani sul volante. Lo stringe nei pugni chiusi che si specchiano, simmetrici, uno nell’altro. L’asfalto è ruvi- do. Ha una grana grossa, irregolare, lo chiamano drenan- te perché l’acqua scivola via, ma oggi c’è il sole. Nessuno sa se il giorno in cui muore ci sarà il sole oppure no, ma lui sì. Lo sa perché succederà adesso.
L’automobile si muove, lenta, sul nastro grigio che taglia a mezzo la campagna. Tutto attorno è una pianura verde senza fine. L’aria tiepida è ingentilita dai cinguettii degli uccelli, fermi sui fili dei tralicci o sui rami degli alberi. Una fila di platani delimita il margine destro della strada mentre il grande canale di irrigazione costeggia il lato si- nistro. L’acqua è un budino denso, scuro, immobile.
Il profilo appuntito di un airone cenerino, sulla sponda, scruta il cielo.
11Lo sguardo torna sulla strada e abbandona i lati, il mon- do, tutto ciò che non è davanti a lui non ha più impor- tanza. Si concentra sui suoni più che su ogni altro senso. Il rollio delle gomme satura il volume dell’abitacolo di un’eco cupa. Con un riflesso automatico porta la mano al naso e chiude le narici con pollice e indice. Soffia forte, come a compensare la pressione. L’eco rimane identica. Rinuncia.
Romeo Corvini tiene le labbra chiuse con forza. Gli resta- no da vivere pochi chilometri di strada.
Guida impassibile e perde lo sguardo attorno a sé, sen- za un punto dove ancorarsi. La mente si smarrisce e lui si sente, per un attimo, meno lucido. Si scuote. Riporta lo sguardo sull’asfalto a cercare concentrazione. Nota la polvere sul cruscotto, sui vetri, sui sedili. Gli sembra di averne anche sull’abito, sulle mani, sui capelli, su di sé, persino dentro, di sé. Un velo sottile si è posato sopra di lui e ne avverte il fastidio. Un prurito si diffonde nel cor- po, eppure non sembra reale. Tutto è illusione. O forse è già dentro il passato, tra le cose che non sono più.
La polvere non è che uno dei travestimenti del tempo, l’invisibile tempo che scandisce la vita degli uomini nel suo conto alla rovescia, sino a che all’improvviso tutto finisce, e la polvere sei tu.
Dietro ogni illusione, l’intera vita lo è, c’è una pianura grigia, infinita, che ti attende, una pianura che non è nemmeno troppo diversa da questa, dove lui è nato e do- ve adesso muore. Tutto è chiaro. Anche qui, come dap- pertutto, tutti vivono come formiche indaffarate, vivono come se l’infinito nulla che li ingoierà tutti interi, corpo e anima, non riguardasse loro, solo gli altri. Oggi tocca a lui.
wordpressDestinazione libri lo accompagnerà in questa avventura,  la settimana prossima in queste pagine troverete tanti momenti di questo grande evento.
Seguitelo, seguiteci..
Alessandra
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