8 marzo, 4 Petali Rossi

4 petali rossiDi solito non mi dilungo tanto quando scrivo qualche pezzo per il blog, ma questa volta è diverso, vi chiedo di leggere ogni singola parola, di conoscere questo libro e queste quattro autrici..

Che l’otto marzo fosse una data destinata a dover far parlare di sè  e a dover far ricordare le donne, probabilmente era scritto da sempre, tant’è che nel 415 ad Alessandria d’Egitto la filosofa e matematica Epazia fu assassinata nelle lotte tra Vescovo e Prefetto pagano,  da un gruppo di partigiani cristiani.

Arriviamo al 1908, dove si ricorda l’incendio in una fabbrica a  New York, dove persero la vita oltre 129 operaie.

Oggi vi facciamo conoscere 4 autrici: Arianna, Monica, Silvia e Loriana .Si sono conosciute sui social network, quattro  stili molto diversi, unite per un obbiettivo comune,  quello di parlare di violenza sulle donne. Lo fanno in modo forte,  urlano con i loro racconti quanto faccia male la violenza e quanto ancora troppe volte le persone non abbiamo il coraggio di chiedere aiuto.

Quando mi hanno proposto questo libro  mi è piaciuto immediatamente, dalla copertina all’idea che  si siano unite ed abbiano creato un progetto come il loro. Subito con Veronica abbiamo deciso di parlarne oggi. Abbiamo chiacchierato con loro abbiamo fatto loro qualche domanda e all’unisono rispondevano con gli stessi principi, con la stessa forza che le ha spinte a lavorare insieme.

4 Petali rossi è un libro forte ma scorrevole e piacevole. Forte, come è giusto che sia, quattro autrici,  quattro introspettive differenti che   denunciano gli stessi fatti, l’abuso, la violenza, il non rispetto, la paura, la colpevolizzazione. Le pagine scorrono, si entra immediatamente nelle storie, non si fatica a lasciare un personaggio ed entrare nell’altro,  quelle parole, quelle scene fanno venire una fitta alla stomaco  ma quello che hanno voluto fare queste ragazze è stata una raccolta sì di denuncia, ma anche di speranza, di forza, di unione.

Non vi racconto oggi le 4 storie, oggi quello che deve venire fuori da questa giornata è quello che loro gridano. CHIEDETE AIUTO! AVETE IL DIRITTO E IL DOVERE VERSO VOI STESSE DI VOLERVI BENE.

In questo  progetto  altre due persone hanno avuto un ruolo fondamentale: la designer Maria Teresa Di Mise che ha realizzato la copertina di questo libro. Ha abbracciato le finalità e si è resa disponibile senza percepire nulla a dare un volto a questa raccolta.

Altra figura direi fondamentale è stato l’editore: Arpeggio libero editore. Ha creduto in questo progetto, ha dato spazio a queste 4 autrici ed ha permesso la realizzazione del libro.

Il ricavato sarà donato al Centro antiviolenza BeFree, cooperativa sociale contro la violenza e la discriminazione delle donne. 

Silvia, Arianna, Loriana e Monica….  eccole!4 petali rossi

Buongiorno ragazze, prima di tutto Grazie per essere qui con noi, tra le pagine di Destinazione Libri. Accipicchia quante siamo, bene bene, si prospetta una chiacchierata divertente ma con un tema importante. Va bene, iniziamo a rompere il ghiaccio, chi siete ragazze? Cosa fate?

  • Silvia – Io sono laureata in lettere, scrivo e gestisco un blog letterario. Sono una inguaribile sognatrice oltre che lettrice compulsiva professionista.
  • Arianna – Ciao! Io sono Arianna. Mamma di un bimbo tutta energia in cui mi riconosco, avvocato e dal 2007 Internal Auditor in una multinazionale. La mia vita è un concentrato di impegni, conciliare famiglia, casa e lavoro è molto laborioso, ma faccio quanto posso. Amo scrivere praticamente sa sempre, ho iniziato alle elementari per arrivare ai giorni nostri.
  • Monica – Io sono Monica, una Laurea in Lettere Moderne vivo, scrivo e lavoro Torino e mi occupo di marketing e comunicazione. Diventare autrice e narratrice era il mio sogno di bambina, poi è diventato un sogno chiuso a doppia mandata perché da grandi spesso ci si lascia travolgere dalle cose pratiche e i sogni si perdono di vista. Però a volte le cose cambiano. Qualche anno fa ho partecipato ad un laboratorio di scrittura creativa e l’inchiostro è esploso come la fiamma di una passione che torna più vivida che mai. Da allora è nato un romanzo, un progetto sociale a 4 mani importante e altre novità. Nel mio presente “la penna” è ben stretta tra le dita.
  • Loriana – Io sono mamma, scrittrice e blogger e nella vita di tutti i giorni lavoro come segretaria in un sindacato. Nella mia vita mi sono ricostruita più volte, anche a fatica e con sacrificio. Divorziata e con un nuovo grande amore, una figlia che adoro e la grande passione per la scrittura che è sempre stata parte di me da sempre. Mi definiscono “dolce gladiatrice”, “Lori-panzer”, “caterpillar” per la mia energia; ma io penso che sia più corretto descrivermi come “Inguaribile creatrice di opportunità e iperattiva pigra”! 🙂

Come vi siete conosciute?

  • Loriana – Grazie al web! Con Monica abbiamo entrambe partecipato ad un concorso sulla piattaforma ilmiolibro.it e lì ho scoperto il suo “Viola, vertigini e vaniglia” che mi ha colpito tantissimo, sia per la storia che per lo stile frizzante. Le ho voluto donare una mia recensione, lei poi mi ha riscritto e da lì ne è nata una grande amicizia. Silvia l’ho conosciuta su facebook e quando si è trattato di creare un gruppo di lavoro tra noi autrici l’ho invitata a farne parte perché sempre solerte e pronta alla collaborazione. Arianna è entrata nel gruppo grazie a Monica e ci è piaciuta subito per il carattere aperto e schietto. Così… siamo diventate le 4writers!
  • Arianna – Ho conosciuto Monica dopo una mia recensione alla sua Viola e a una sua alla mia Bianca, entrambe protagoniste dei nostri primi romanzi. L’amicizia è nata per caso, una mail dopo l’altra, quasi sottovoce. Un giorno Monica mi ha proposto di partecipare a un blog, il progetto era ambizioso, quattro scrittrici diverse, diversi stili, tutte donne, ho accettato e a distanza ormai di parecchi mesi siamo più unite che mai.
  • Silvia – Ci siamo conosciute sul web casualmente. Ho conosciuto prima Loriana e da lì Monica e Arianna. Ci siamo divertite, essendo tutte e quattro blogger, a ospitarci a vicenda e da lì siamo diventate le 4writers.
  • Monica – Hanno detto tutto loro J Galeotto è stato il concorso “Il mio esordio del 2013” in cui, senza saperlo, ci siamo scoperte a vicenda. E poi siamo diventate amiche “di penna” appunto

Che generi scrivete?

  • Monica – A me piace giocare con l’ironia e rivolgermi in prevalenza ad un pubblico femminile. Il mio primo romanzo Viola, vertigini e vaniglia è un romanzo ironico, dolce ma che fa riflettere. Prediligo raccontare storie di donne ma donne della porta accanto: niente dive da soap o eroine affascinanti e perfette. Impasto le parole con le istantanee che scatto nella realtà: le mie protagoniste sono “imperfette” ma tenaci, sognatrici, divertenti o…coraggiose ma sfortunate come nel caso di Anne in 4 petali rossi.
  • Arianna – Domanda difficile. Posso dire cosa ho scritto, romanzi e favole per bambini, per il futuro chissà, non escludo nulla, mi piace sperimentare e vedo nel mio futuro un giallo o un thriller.
  • Loriana – Io un po’ tutto: dal romance al fantasy, dalle favole alle poesie. In ogni caso prediligo uno stile intimistico, con attenzione ai temi sociali. I miei personaggi sono variegati e spazio dallo scrivere in prima persona sia al maschile che al femminile. Le mie eroine femminili sono donne sensibili e fragili ma con una grande forza interiore, che le spinge a costruire il proprio futuro secondo il proprio sentire. Cristina (de “Il Cielo d’Inghilterra”) è timida e riservata ma con determinazione farà scelte che la renderanno completa. Selina (del racconto che è presente in 4Petali) viene travolta dall’orrore della guerra e della violenza ma troverà appiglio prima nell’oblio, poi nell’accettazione e infine nella speranza per ricostruirsi, pezzo dopo pezzo. Miriam (del romanzo inedito “Una felicità leggera leggera”) è una donna forte, capace di amare con grande generosità.
  • Silvia – Io scrivo romance e da poco chick-lit.

In questo caso insieme per un motivo importante, a chi è venuta l’idea?

  • Loriana – E’ nata da me, perché da tempo pensavo di fare qualcosa su questo tema e dal momento che ognuna di noi aveva già scritto di questo tema nei propri racconti e romanzi, ho pensato di proporre questo progetto alle altre che hanno aderito immediatamente. Ci siamo trovate concordi sulle modalità e lo scopo di 4 Petali Rossi e da lì ci siamo messe in moto…
  • Silvia – E’ stata Loriana a proporcelo dopo aver notato che tutte siamo sensibili a questa tematica. Se non ci fosse stata lei, dubito che 4 petali rossi sarebbe esistita.
  • Arianna e Monica – Loriana ha proposto l’idea e noi abbiamo aderito con entusiasmo.

4 petali rossiL’appoggio di un editore, la vostra forza e la vostra passione per la scrittura ha dato vita a questo bel libro…. In quanto tempo lo avete realizzato?

  • Loriana – Ci sono voluti quasi due anni, un tempo lunghissimo per questa gestazione! Prima abbiamo scritto i racconti e poi abbiamo trovato l’editore, Arpeggio Libero, interessato a pubblicarli. Successivamente è stato scelto il centro antiviolenza al quale destinare le vendite e questo ha comportato parecchio tempo per definire il tutto, ma alla fine l’antologia ora è qui: pronta per essere sfogliata e letta e non importa più niente, né il lavoro impegnativo che ci siamo lasciate alle spalle, né i mesi di trepidazione nell’incertezza del risultato! Siamo orgogliose e fiere di poterlo offrire ai nostri lettori, sapendo di contribuire a realizzare qualcosa di concreto per tante donne.
  • Arianna – Come ha detto Loriana, ci sono voluti quasi due anni, ma nonostante il tempo trascorso, la soddisfazione di aver realizzato questo progetto a cui tenevamo tutte è immensa.
  • Silvia – I tempi sono stati lunghi non tanto a causa della stesura dei testi quanto per motivi burocratici. L’importante, però, è avercela fatta!
  • Monica – Hanno già detto tutto le ragazze. Aggiungo che la determinazione di Loriana è stata fondamentale per arrivare in fondo al progetto. Gli ostacoli su cui siamo inciampate non sono stati pochi e tutto rischiava di saltare. Ma poi invece… il progetto è sbocciato.

Parlare di violenza sulle donne a chi?

  • Silvia – In primis alle donne. A coloro che tacciono e a quante ogni giorno combattono in prima linea questa dura battaglia. Ai giovani, affinché possano conoscere questa tematica tristemente attuale e ai signori uomini…
  • Arianna – Le nostre sono quattro voci, che vogliono fare rumore. Chiunque riusciremo a raggiungere sarà un risultato. Credo che la violenza sulle donne possa essere contrastata dalla cultura, intesa come diffusione di valori quali il rispetto della donna e il ripudio sociale verso chi compie violenza. Un obiettivo molto ambizioso, che può essere raggiunto soltanto con la collaborazione di tutti.
  • Monica – A chi ha occhi per leggere e orecchie per ascoltare e poi labbra per rimettere in circolo ancora e ancora quello che ha letto, sentito, percepito per fare capire che l’amore non è MAI violenza, manipolazione, ossessione o sottomissione. Mai.
  • Loriana – A tutti, direi. Perché la violenza è un problema culturale e per arginarla occorrono azioni di tutela ma anche progetti formativi e di sensibilizzazione, rivolti a tutti. Inoltre, sono sempre più convinta che ci si debba rivolgere agli adolescenti, i prossimi adulti del futuro, per formarli dal punto di vista di gestione delle emozioni, nel rispetto del prossimo, nella sensibilità su questo tema e sul tema della violenza in generale.

Ancora oggi questo argomento fa paura, le persone ascoltano ma fanno un passo in dietro, quasi per non sentire fino in fondo… perché?

  • Monica – Perché la violenza è indicibile. Soprattutto quando accade nel posto in cui dovresti essere al sicuro, dentro casa tua, nel tuo nido. O magari nel nido della porta accanto.
  • Arianna – Quando parlo di violenza sulle donne con altre donne, leggo la paura nei loro occhi. Una sentimento legittimo, ma è anche il punto di debolezza. La paura perde contro la prepotenza. Bisogna smetterla di avere timore e reagire.
  • Silvia – Probabilmente per paura. Spesso la paura ci porta ad allontanarci, a far finta che il problema non esiste, a considerarlo troppo lontano da noi.
  • Loriana – Perché si pensa che non ci possa toccare. Ma è un errore: una donna su tre subisce violenza nell’arco della sua vita e se non tocca noi direttamente potrebbe coinvolgere una nostra amica, sorella, figlia, collega. Allora perché rimanerne indifferenti?

Di violenza sulle donne se ne parla spesso eppure sembra sempre troppo poco quello che si fa e si comunica, cosa manca secondo voi?

  • Silvia – Probabilmente manca la presa di coscienza. Mancano campagne incisive, manca l’insegnamento a reagire.
  • Monica – Più che far paura viene spesso trattato nel modo sbagliato. O con una “chiassosa spettacolarizzazione” come quella dei mass media che vampirizzano notizie per “costruire un caso”. Oppure altre volte, al contrario, si preferisce tacere. La classica tattica delle tre scimmiette.
  • Loriana – Occorre lavorare su più ambiti. Per la prevenzione è necessario stabilire programmi di formazione in ambito scolastico improntati all’educazione emotiva. E’ importante anche programmare eventi culturali e o campagne di sensibilizzazione sul tema, in modo da cambiare l’approccio culturale ad esso, soprattutto abbattere quel muro di silenzio che troppo spesso rende le donne mute, incapaci di denunciare per paura di essere giudicate. Per il contrasto serve una legislazione precisa e rigorosa, che punisca senza sconti i colpevoli di questi atti delittuosi, perché crimini del genere non siano depenalizzati come, invece purtroppo, accade fin troppo spesso. Per arginare il fenomeno, infine, è necessario dare supporto economico reale al lavoro dei centri antiviolenza, che sono i luoghi dove le donne arrivano già a pezzi e che adesso, invece, si trovano con i fondi ridotti al minimo proseguendo il lavoro con enormi difficoltà.
  • Arianna – Concordo con quanto dice Loriana, aggiungo solo che abbiamo l’impressione che siamo sulla buona strada per la sensibilizzazione della comunità.

I 4 petali rossi … siete voi?

  • Silvia – Sì, siamo noi. Quattro donne, quattro scrittrici che hanno messo la propria penna al servizio del prossimo. Probabilmente molti diranno: “Cosa vogliono queste? Cosa potranno mai fare quattro racconti?”. Io invece credo che, per quanto la nostra sia una piccola goccia nell’oceano, possa essere conforto e sensibilizzazione.
  • Loriana – Sì siamo noi: le nostre penne, le nostre storie, il nostro cuore. Ognuna di noi con la sua unicità è un singolo petalo ma messe insieme formiamo uno splendido fiore…
  • Arianna e Monica – 4 petali, 4 writers e 4 amiche…

La copertina… bellissima è a cura di?

  • Loriana – Maria Teresa Di Mise è la straordinaria grafica che, volendo sostenere questa iniziativa, ci ha donato questa bellissima copertina, rendendo secondo me in modo spettacolare l’essenza del progetto e delle anime che l’hanno realizzato.
  • Silvia – Come ha detto Loriana, la nostra copertina è opera di Maria Teresa Di Mise, una bravissima grafica che ha voluto dare il suo contributo alla causa.
  • Arianna – Mary ha fatto un lavoro meraviglioso, grazie Mary!
  • Monica – Mi unisco al coro: brava Mary!

4 petali rossiCosa vorreste per questo libro?

  • Arianna – Vendere, vendere, vendere! Perché ogni copia venduta è un piccolo mattone nella casa che potrebbe restituire la serenità a chi l’ha persa.
  • Silvia – Vorrei che riuscisse ad arrivare in alto. Sogno troppo in grande se dicessi che vorrei ne parlassero in tv?
  • Loriana – Vorrei che il progetto diventasse “virale”, in modo che tanta gente ne acquisti il volume e che, grazie ai soldi raccolti con le vendite, si possa davvero dare una casa alle donne che tentano di fuggire da situazioni di violenza.
  • Monica – Un passaparola di petali!

Quali sono i vostri prossimi impegni?

  • Monica – Come autrice e curatrice mi sto occupando di un gustoso progetto tutto al femminile: “Dai un morso a chi vuoi tu: storie d’amore per appetiti formidabili” edito da Booksalad. Una raccolta di 9 racconti, tutti da assaporare, che sarà presentata Salone del Libro di Torino con… molte sorprese! Continuo anche la promozione del mio romanzo Viola, vertigini e vaniglia. Potete seguire le mie tribolazioni di autrice emergente su violavertiginievaniglia.blogspot.it E poi sta germogliando la prima stesura di una storia tutta nuova…
  • Arianna – Ho collaborato a un’altra antologia di racconti, per un tema tutto goloso da mordere e gustare, in uscita nei prossimi mesi.
  • Loriana – Sto cercando un editore per il mio ultimo romanzo inedito e ne sto scrivendo due a quattro mani, con altre brave autrici: il primo è un romanzo realistico ambientato ai giorni nostri, l’altro è un fantasy pieno di gesta epiche.
  • Silvia – Mi sto dedicando alla scrittura e spero di pubblicare presto un romanzo al quale tengo molto. In un certo senso un proseguo di 4 petali rossi, in quanto sviluppa un altra sfaccettatura della violenza contro le donne.

Ragazze, aggiungete tutto quello che volete, siete libere…

  • Loriana – Credo fortemente nel voler dare un senso alla mia arte: scrivere è per me non solo raccontare storie ma anche trasmettere valori e ideali, per entrare nel cuore di chi legge e lasciargli un po’ di me. Grazie per l’opportunità che Destinazione Libri ci ha dato per poter far conoscere noi e il nostro progetto.
  • Silvia – Spero nel buon cuore dei nostri lettori. Mi raccomando, fate passaparola!
  • Monica – Ragazze seguiteci, leggeteci e sostenete il progetto: l’8 marzo alle vostre amiche al posto delle mimose regalate 4petali rossi.
  • Arianna – Vi ringrazio per lo spazio che avete dato ai 4 petali e incrociamo le dita, sognando un mondo senza violenza.

Grazie, per averci dato la possibilità di conoscervi e di conoscere il vostro libro… non fermatevi. Un abbraccio grande a tutte voi.

 

4 petali rossi e conte dei cocciQuesta sera potete trovarle a Roma in via di Monte Testaccio, 63.

Il proprietario del locale ha creduto in loro.

 

il sito di queste autrici é:

 

 

http://www.4writers4blog.blogspot.it, qui potete trovare tutte le info di questo progetto.

Tra qualche giorno trovate la nostra recensione in queste pagine.

 

Un grazie a Concesion Gioviale per averci messo in contatto e per credere in questo progetto.

 

 

Alessandra e Veronica.

 

 

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