E’ una specie di magia di Daniela Grandi

cover fiammetta

DAL 29 MARZO

Gia’ dalla copertina vien voglia di leggerlo.  Un fine mese davvero animato si prospetta con l’uscita di questo libro.!

UN ROMANZO ESILARANTE E PROFONDO CHE TRASCINA IL LETTORE NELLA MAGICA ILLUSIONE DI RIVIVERE LA PROPRIA ADOLESCENZA, OCCASIONE UNICA PER RIFLETTERE SUL TEMPO, SULL’IDENTITÀ E SUI RAPPORTI D’AMORE E DI AMICIZIA, MA ANCHE OCCASIONE PER FARE CIÒ CHE NON SIAMO STATI CAPACI DI FARE QUANDO ERAVAMO ADOLESCENTI. 

Cosa fareste se un fulmine a ciel sereno vi riportasse indietro nel tempo, nella Kind of Magic dei vostri anni ’80?
Lucia e Sandra, amiche ancora oggi come ai tempi del liceo, hanno l’occasione di sperimentare questa “specie di magia”.
Dentro sono ancora le stesse donne di prima (o di dopo?), ma fuori si ritrovano con i loro corpi di diciottenni, le pettinature assurde, i vestiti improbabili, e più fuori c’è la loro vita del 1984: i genitori ancora giovani, le mattinate a scuola, con i grandi amori in agguato tra i banchi, gli amici dimenticati, le battute esilaranti, la voglia di prendersi in giro, la leggerezza.
Ma tornare indietro nel tempo potrebbe anche essere un modo per costruire un nuovo futuro: riusciranno a salvare Freddie Mercury? Ad aiutare vecchi amici a fare le scelte giuste anche contro i tabù del tempo? A far vedere a tutti quei semi che poi germoglieranno in problemi globali? O, più semplicemente, tornare ad avere diciott’anni potrà riportare un po’ di quella magia nella loro vita di oggi? 

Amazon Publishing Italia

pag. 242

9,99

Formato Kindle:
EUR 4,99

Per gli iscritti a Kindle Unlimited EUR 0,00

Daniela Grandi è nata a Parma e vive a Roma, dove lavora come giornalista a La7. È l’autrice di Il club dei pettegolezzi e Cose da salvare prima di innamorarsi, entrambi pubblicati da Newton Compton. Come la protagonista dei suoi primi romanzi, Daniela Grandi voleva diventare un’intrepida reporter alla Oriana Fallaci, scoprendo poi che salire su un cacciabombardiere non è così piacevole, né così facile, e che di Fallaci ce n’è una sola. È quindi approdata al romanzo, desiderosa di emulare la grandezza e la serietà di Marguerite Yourcenar, ma scoprendo che anche di Yourcenar ce n’è una sola. Con le sue prime opere ha definitivamente compreso di non essere fatta per la serietà. Ha quindi scelto come motto, per la sua vita e per i suoi libri, una frase di Audrey Hepburn: «Adoro le persone che mi fanno ridere. Penso che ridere sia la cosa che mi piace di più. È la cura per moltissimi mali».
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