Centomila, Una storia di Giuseppe Panfili

 

centomila Un autore giovane che racconta con un tono diverso una storia messa a confronto da lui stesso.  Interessante  lo stile che usa, sembra quasi toccare con un pennello quelle pagine quando scrive, a volte deciso e forte, altre dolce e delicato. Mi è piaciuta la sinossi, concisa, semplice e giusta. Si capisce subito che storia andremo a leggere. 

 

La sinossi

Daniele, tanta voglia di vivere e poco tempo per farlo. Vittorio, una vita da ritrovare. Ines e il suo sorriso. Una storia d’ amore, una storia di vita.

 

La nostra recensione

La prima immagine che ti abbaglia non appena leggi le prime pagine del libro è “lei” di fronte a “lui” che piange dando inizio ad un linguaggio particolarmente poetico seppur scorrevole. Improvvisamente ci si ritrova catapultati nel dilemma sulle origini e le motivazioni dell’attribuzione del nome e dell’età. L’espressione “Centomila” è ricorrente, appare quando si parla di pensieri, gesti, i battiti del cuore, i denari. Un uomo, Daniele, che riesce ad innamorarsi di sua moglie Carla nonostante il vivo amore che prova per Ines, giovane ragazza scontrosa e con animo contrito nella sua vita sentimentale, ma paradossalmente allegro e spensierato nella sua vita lavorativa. La fisicità delle due donne viene messa molto in risalto, descritta minuziosamente dagli occhi acuti di Daniele, il quale nonostante la paura della sua grave condizione fisica, riesce ad avere il coraggio di vivere senza affidarsi alle speranze di una medicina o di una terapia; lui vuole sentirsi semplicemente vivo e parte del sistema, di tutte quelle sensazioni che lo attraversano senza mai soffocarle e reprimerle perché potenzialmente sbagliate o portatrici di sofferenze altrui.

centomilaDurante il racconto, si evince il suo intramontabile odio e conflitto con il padre che dinanzi ai suoi occhi non svolgeva il suo “ruolo” di padre e marito, nutrendo rancore e rabbia anche di fronte la sua lapide. Daniele e la sua fissazione per la magia colorano il romanzo, dimostrando che in qualsiasi circostanza, questa sua capacità riusciva a farsi spazio portandosi con sé il successo e il raggiungimento del suo obiettivo. Ruolo a mio avviso primordiale è quello del personaggio di Vittorio che funge da ottimo confidente, amico, fratello e padre, sostenendolo incondizionatamente. E’ grazie ad un numero di magia che conquista l’amore di Carla tanto da riuscire a portarla sull’altare, dando vita poi a due amabili gemellini. Una delle tante frasi che mi hanno colpita è stata la seguente : “il pomeriggio è un tempo strano, è una sorta di intervallo tra la mattina dei lavoratori e la sera degli innamorati”. Questo amore profondo che perversa il cuore del racconto, si scontra d’improvviso con l’ira di Ines, l’insofferenza e i dolori lancinanti di Daniele che in qualche modo riesce a costruirsi un’opportunità con la giovane ragazza. Il finale fa riflettere molto perché è un finale che insegna seppur a tratti malinconico. Mi piace molto l’inizio di questo romanzo in quanto appare elegante, piacevole, scorrevole nella lettura anche se il finale me lo sarei immaginato diversamente… chissà, magari quando lo leggerete avrete anche voi la mia medesima sensazione! Romanzo a volte crudo, forte ma dipinto d’amore.

 

Buona lettura.

Per Destinazione Libri

Annalaura

 

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