Vito Labita e le sue poesie 4 e 5 maggio

A noi la poesia piace, lo sapete. Non è facile trovare autori che la scrivono e quando li scoviamo, non ce li facciamo scappare.

Quando ci ha proposto la sua poesia mi sono illuminata, un chiaro riferimento al Manzoni, a quella poesia che lui scrisse e che ancora oggi fa discutere.  Un tono quello dell’autore quasi amaro, tra l’egocentrismo e la realtà assoluta.

Sapete come la pensiamo noi,  le poesie non devono essere spiegate ed oggi abbiamo anche esagerato, ma quando arieggia Il Manzoni, nessuno mi ferma. Oggi vi proponiamo questa, l’autore è Vito Labita,

a questo link: https://www.facebook.com/muside.vitolabita/?__mref=message_bubble

trovate molti altri suoi scritti. Andate a curiosare la sua pagina, interessante questo autore, dalle grandi risorse.

Oggi noi vi proponiamo questo.

 

 

Ieri era il 4 maggio e volevo scrivere una poesia

su Napoleone.

Come tutti sanno, Napoleone è morto il cinque maggio,

io volevo immaginarlo il 4 maggio, il giorno prima della morte.

L’ultimo giorno. Ma egli non sapeva che lo fosse. Era un giorno

come un altro.

Aveva passeggiato fino ad un prato accanto ad un ruscello nel bosco.

Aveva ricevuto un libro il cui titolo diceva “La storia umana è completamente

falsa”.

Era d’accordo. Tutto falso. Ma a lui adesso poco importava. Era fuori dalla Storia

e il gioco della vita lì nell’isola non aveva più senso. L’unica cosa da fare era vivere i giorni

uno dopo l’altro, sempre uguali, chissà per quanto tempo ancora.

Era maggio, il prato era verde, il ruscello era fresco. Domani Alessandro Manzoni

avrebbe scritto una poesia su di lui e molto tempo dopo Vito Labita avrebbe scritto una

poesia sul prato, il ruscello e uno dei tanti giorni uguali fuori dalla Storia e dalla Falsità.

C’è il Sole, è arrivata la Primavera, un giorno sarò di nuovo a Parigi? Nella Storia tutta falsa?

Ma ecco che da qualche parte spunta il Manzoni e gli preannuncia la morte. Napoleone

chiude gli occhi, dà un calcio al prato e torna nella sua abitazione. E’ tempo di morire

e i giorni tutti uguali sono giunti a termine. Addio miei cari, leggete Manzoni e studiate la

Storia ma non leggete Vito Labita. Addio.

Alcamo, 5 maggio 2016 Autore: Vito Labita Copyright Tutti i diritti riservati

 

Buona lettura

Alessandra

 

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