Il tempo che vorrei di Fabio Volo

il tempo che vorreiAvete letto bene il titolo, non sono impazzita e non iniziate ad esultare, il libro non l’ho letto io, ma la nostra Lucy.

Sarà lei oggi a parlarci di questo romanzo, un autore che fa scalpore sicuramente, amato quasi da tutti… appunto quasi..

Lei, la persona che legge fantasy, che legge tosto, si ragazzi, lei insieme a Emy è quella persona che ha letto il Pendolo di Faucault di Eco,  poi mi spiazza: mi manda un messaggio dicendomi che lo stava leggendo.

Ho letto la recensione, sarà la sua bravura, sarà la sua maestria nel cercare le parole adatte, o sarà che siamo sintonizzate sullo stesso canale, ma leggendo quello che scrive è piaciuto pure a me.

Vi lascio con Lucy, e come sempre la ringrazio, per esserci!

 

LA SINOSSI

“I’ll trade all my tomorrows for a single yesterday: cambierei tutti i miei domani per un solo ieri, come canta Janis Joplin.” È forse proprio questo il tempo che vorrei. Lorenzo non sa amare, o semplicemente nonsa dimostrarlo. Per questo motivo si trova di fronte a due amori difficili da riconquistare, da ricostruire: con un padre che forse non c’è mai stato e con una lei che se n’è andata. Forse diventare grandi significa imparare ad amare e a perdonare, fare un lungo viaggio alla ricerca del tempo che abbiamo perso e chenon abbiamo più. È il percorso che compie Lorenzo, un viaggio alla ricerca di se stesso e dei suoi sentimenti, quelli più autentici, quelli più profondi. Il nuovo libro di Fabio Volo è anche il più sentito, il più vero, e la forza di questa sincerità viene fuori in ogni pagina. Ci si ritrova spesso a ridere in momenti di travolgente ironia. Ma soprattutto ci si ritrova emozionati, magari commossi, e stupiti di quanto la vita di Lorenzo assomigli a quella di ciascuno di noi.

LA NOSTRA RECENSIONE

“Sono figlio di un padre mai nato. L’ho capito osservando la sua vita. Da che ho memoria

non ricordo di aver mai visto il piacere nei suoi occhi: poche soddisfazioni, forse nessuna

gioia”

Inizia così il racconto di Lorenzo, con un padre incapace di dimostrare affetto, cresciuto

incapace di amare, anche di riconoscere l’amore, anche quello di una donna che lo ama in

un modo inimmaginabile e si dona a lui completamente e che lui perde perché non sa dire

l’amore.

“Le ho sussurrato all’orecchio che per tutta la cena avevo desiderato prenderla sopra il

tavolo. Lei mi ha chiesto ‘Perché non l’hai fatto?’ Ho sentito… che sarebbe venuta con me

ovunque l’avessi portata.”

Ma per ritrovarsi bisogna perdere tutto, per capire l’importanza della presenza bisogna

sperimentare l’assenza e alla fine del percorso prendere coscienza che non tutto è

riparabile, ma che qualcosa deve essere solo guardata con occhi diversi.

“Avevo bisogno di occhi da uomo per vedere veramente mio padre”.

Lui è Fabio Volo, attore, conduttore televisivo e radiofonico… e scrittore.

Io, scettica, non avevo mai letto nulla di suo e mi devo ricredere.

La prima impressione in assoluto? Seduta al bar mentre ascolto un amico che mi racconta

la sua vita, triste e ironica, divertente ed eccitante, perché il sesso è inscindibile dalla

relazione tra Lorenzo e la sua donna e l’autore riempie diverse pagine interessanti

sull’argomento.

 

Lettura molto scorrevole ma da fare piano piano.

Leggendo ho riempito diversi fogli di appunti, ed ora, riprendendoli, mi sono trovata in

seria difficoltà dovendo scegliere quali citazioni NON mettere.

Devo ammettere che alcune parti le ho rilette diverse volte, pensando che ogni donna

vorrebbe essere così irresistibile per il suo uomo….

Libro da leggere piano piano proprio per non perdere nessun particolare e creare una

completa empatia con l’autore provando appieno tutte le sensazioni di pelle, proprio come

le confidenze di un amico.

Ringrazio un mio caro amico che, mentre storcevo il naso dicendo “non è il mio genere”,

mi ha detto “leggilo… alcune cose lasciano quel sorriso un po’ amaro perché pensi…

cavolo è successo anche a me”.

 

Per destinazione libri

Lucy

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