Giacobbe Scurto

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Oggi vi facciamo conoscere  l’autore del libro “Il  mio primo giorno”. Una i storia che ci è entrata dentro, una storia, la loro storia raccontata con una grinta ed una sensibilità che mai prima d’ora mi era capitato.
Un autore alla sua prima esperienza, un autore che si fa da portavoce per quelli che io ho considerato essere gli altri coautori.
Un grazie speciale a Miriam, sua moglie. Una donna di oggi con un amore per la vita che non ha uguali.  Grazie Miriam, per averci insegnato qualcosa, per averci dato la possibilità di tornare a credere in qualche cosa.
Io vi lascio alla nostra chiacchierata.
Buongiorno Giacobbe, ben arrivato tra le pagine di Destinazione Libri. Possiamo offrirti un caffè? Grazie Alessandra! Buongiorno a te e buongiorno a tutti i lettori di Destinazione Libri. Un caffè? …beh, siamo italiani, un buon caffè in compagnia non lo si rifiuta mai. 
Cosa fai nella vita di tutti i giorni? Hai voglia di raccontarci qualche cosa di te? Nella vita di tutti i giorni faccio diverse cose. Prima di tutto faccio il marito, perché dal 2008 sono sposato con Miriam: la scelta migliore che potessi mai fare! Sono anche papà, precisamente dal 12 maggio 2016, giorno in cui è nato Noah, il nostro meraviglioso figlio. Insieme a mia moglie siamo poi pastori di una chiesa cristiana evangelica a Castelletto Sopra Ticino (No), un servizio che ci impegna e a cui siamo dedicati anima e corpo: essere pastori infatti è essere guida, è accompagnare il credente nel corso della propria vita, sostenendolo e affiancandolo nelle vicende che essa ci presenta. Amiamo essere pastori! Infine, dal momento che purtroppo in Italia per le confessioni religiose diverse dalla maggioritaria c’è la pressoché assenza di qualsivoglia sovvenzione statale, lavoro in uno dei maggiori gruppi bancari italiani. Perché anche i pastori, d’altra parte, devono mangiare. 
Quanti libri hai pubblicato? “Il mio primo giorno” è anche… il mio primo libro. Ma non l’ultimo. 
Di cosa parla il tuo libro? Il mio libro racconta una storia vera, un momento difficile che io e mia moglie abbiamo affrontato nel corso del 2014 durante la gravidanza del nostro primo figlio, Nathan. Non sempre le cose vanno come ci si aspetta, e quel viaggio meraviglioso di 9 mesi verso la nascita si è trasformato in un percorso a ostacoli, un sentiero tortuoso in cui la nostra vita, come persone e come famiglia, è stata fortemente provata. 
L’idea di scrivere questo libro è nata come sfogo, come necessità o per la voglia di dare speranza agli altri? L’idea di questo libro è nata dal desiderio di condividere, di “dare”. Viviamo in una società egoista, dove ognuno è proiettato verso sé stesso, senza curarsi dell’altro che gli sta attorno. Con questo libro ho voluto andare controcorrente, aprendo la nostra vita a un numero potenzialmente infinito di lettori: ripercorrendo tutto il nostro viaggio, accompagnando per mano chi vorrà rivivere quello che noi abbiamo rivissuto. Per condividere, appunto, e per ispirare un senso di speranza. La possibilità che, in mezzo alla sofferenza, in mezzo agli abissi più profondi, ci possa sempre essere una Via d’uscita. 
Qual ‘è stata la parte più difficile quando hai scritto il libro? Quando ho scritto del mio primo incontro con Nathan, appena nato. Rivivere, riassaporare quel momento per poi trasmetterlo, è stato davvero doloroso. E mi è costato, lacrime.   
Nel tuo libro non ci sono personaggi inventati, siete voi, ma quanto è stato difficile descrivere te stesso con pregi e difetti senza aver paura di farsi conoscere davvero?
Questo per me non è stato difficile. Nella vita bisogna essere consapevoli di chi si è, consapevoli che non si è perfetti, seppur si cerchi (o si dovrebbe cercare!) di tendere al miglioramento. Sapere che c’è chi mi ama per quello che sono mi dà la serenità adeguata per raccontarmi senza nascondermi. 
Ti trovi alla fine del tuo libro,  metti il tuo ultimo punto: che sensazione provi? Emozione pura, la consapevolezza di aver dato forma ai pensieri della mia anima. 
La vostra fede è stata ed è un punto cardine della vostra vita, è quella che vi ha aiutato ad affrontare tutto?  Assolutamente sì. Dirò di più, se me lo permetti. Non è stata tanto la “fede”, quanto il Dio in cui era riposta la nostra fede. Gesù è stato al nostro fianco nella sofferenza, ed è lui che ci ha teso la mano e ci ha fatti rialzare quando da soli non saremmo mai riusciti. Senza di Lui, non avrei mai potuto scrivere questo libro, e ora non saremmo qui a parlarne. 
Il rapporto con i lettori per un autore è importante, com’è il tuo? Io amo il rapporto con il lettore, e amo stimolarlo nelle mie pagine. Credo che l’aspetto meraviglioso dello scrivere un libro è che ogni lettore è coinvolto nel viaggio che tu gli hai preparato, e fino all’ultima pagina sarà con te. Riderà con te, sognerà con te, piangerà con te. Questo, per me, è qualcosa di straordinario. 
Che rapporto hai con i social? Personalmente ho un ottimo rapporto con i social. Ho un profilo personale su Facebook e Instagram, mentre ho creato una pagina Facebook per il mio libro in cui condivido diversi contenuti. Per me i social sono un ottimo strumento, se correttamente utilizzati. 
Giacobbe tu leggi esordienti? Purtroppo, nonostante dorma mediamente 5/6 ore per notte, l’essere un marito/padre/pastore/impiegato (…e scrittore?) lascia poco tempo al resto.
Scriveresti un genere completamente opposto da quello che hai scritto? Non saprei, dipende cosa intendiamo con “genere completamente opposto”. Credo comunque che l’importante sia dare voce a quello che si ha dentro. Il genere che si userà, sarà un po’ la conseguenza. 
giacobbe 1Un libro che non leggeresti mai… cosa deve avere o cosa manca? Non leggerei mai un libro che faccia della volgarità o violenza il suo unico motivo di essere. 
Blog letterari, ce ne sono tanti, sono seguiti secondo te? Cosa pensi di questi? La mia sensazione? Che i blog letterari rappresentino un po’ i pregi e difetti della rete: un mare magnum in cui si può trovare tutto, spesso senza però riuscire a comprendere fino in fondo la validità di ciò in cui ci si imbatte. 
Quanto è difficile far conoscere i propri libri? Per me forse è troppo presto rispondere a questa domanda, perché il mio libro è uscito ufficialmente pochi giorni fa. Credo comunque sia difficile, perché la concorrenza è numerosa. Ci vuole il libro giusto, e persone giuste che credano in te e in quello che hai scritto. Difficile, ma (spero) non impossibile. 
La domanda che non ti abbiamo fatto e che ti aspettavi? Se ho avuto il classico “blocco dello scrittore”. Ebbene sì, l’ho avuto anche io. Quando avrei dovuto iniziare a scrivere di come le cose sono iniziate a precipitare. Ci ho messo quasi un mese per decidermi a rivivere quegli istanti. Poi, improvvisamente, abbiamo scoperto di aspettare un figlio (Noah). Da lì in poi, è stato tutto un po’ più semplice, e ho potuto riprendere a scrivere. Sempre, rigorosamente, a occhi chiusi e cuore aperto. 
Cosa ti piacerebbe rimanga al lettore di questo libro? Vorrei che rimangano tre cose: fede, speranza e amore. Fede, perché possa riscoprire la vera fede in Colui che ci sostiene sempre. Speranza, perché in mezzo alla sofferenza ci può essere una via d’uscita e niente potrà mai annientarci davvero. Amore, perché l’intero libro parla di amore, e perché l’amore è il motore che muove il (mio) mondo. 
Giacobbe scriverai ancora? Sì. Anche se è un po’ presto per pensare a un prossimo libro, la mia risposta non può che essere un convinto e radioso sì.
Quanto è importante la copertina per il tuo libro? Tanto. La copertina rappresenta tutte le parole del libro, espresse in un’immagine. Guardare la copertina è come leggere il libro, e poi chiuderlo. In un attimo.
giacobbe 2Ti ringraziamo Giacobbe ,    per essere stato   con noi, per averci dato la possibilità di parlare di te, di voi  e presto ti rivedremo protagonista sempre in queste pagine, per parlare del tuo libro.
Grazie a te Alessandra di aver ospitato la nostra storia!
Buona lettura
Alessandra
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