Darling days

darlingSiamo ciò che viviamo: nessuna affermazione può essere più indicata per descrivere questo libro: “Darling days” una spudorata autobiografia di IO Tillet Wright dove l’autrice si racconta senza filtri e senza mezze misure; un racconto, questo, intimo e dettagliato della sua vita dall’infanzia fino all’età adulta. Cruda e originale nel suo modo di scrivere, IO non descrive semplicemente la sua vita ma il suo caos interiore a cui fa da sfondo uno senario quasi surreale fatto di droghe, promiscuità e violenza, un mondo di povertà, dipendenze, emarginazione e degrado tipico dei ghetti dove sembra si viva una vita completamente parallela a quella del mondo comune. E’ qui che lei è costretta a crescere, con un padre sempre lontano e una madre sempre annebbiata da alcool e droga, ma c’è dell’altro, in questo mondo instabile la piccola IO si trova a dover fare i conti con la sua incapacità di identificarsi in uno specifico genere sessuale.

In questo diario autobiografico entriamo nella vita disordinata e caotica di una bambina costretta a diventare grande troppo in fretta. Nel suo racconto accorato, triste e desolante IO dimostra la sua forza ma anche la sua confusione e solitudine, la sua immensa frustrazione per non essere in grado di trovare nessun posto dove sentirsi a casa, nessuna persona che sia la sua casa.

 

La scelta di descrivere tutto in maniera minuziosa consente di capire ogni piccolo passaggio delle sue scelte, dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti; il suo modo di scrivere dimostra che è una persona molto sensibile che sa guardare in modo speciale il mondo.

Attraverso il racconto della sua vita, intenso e diretto, IO parla di bisessualità, transgender, bullismo ma soprattutto del sentimento ambivalente di amore e odio che prova per sua madre, sottolineando come anche la relazione genitore-figlio può diventare malata quando non si rispettano i ruoli che finiscono irrimediabilmente per ribaltarsi, creando così un senso di responsabilità eccessivo misto a rancore e senso di colpa nei figli verso i propri genitori inadeguati.

Quello che ho trovato sorprendete fin dall’inizio è stata la capacità dell’autrice di scrivere della sua vita senza pudore, come se parlare in questo modo del suo vissuto fosse in qualche modo una sorta di sfogo, di liberazione o meglio una terapia dell’anima per risanare gli strappi feroci di una vita dura e poco clemente.

Personalmente adoro leggere autobiografie o diari, perché raccontano storie vere e non di fantasia, è come avere un biglietto in prima fila nella vita di qualcuno, uno spiraglio in cui sbirciare sulle emozioni di una persona reale e in questo libro si ha accesso diretto a tutto questo, sembra di guardare un film grazie anche all’inserimento di foto che ti fanno sentire ancora di più all’interno della storia, quasi in contatto con i personaggi del racconto; l’idea di lasciare alle immagini il compito di esprimere pensieri taciuti l’ho trovata davvero originale perché credo che le immagini più delle parole sappiano esprimere dei concetti che arrivano dritti al cuore.

Darling days non è solo un’autobiografia è un racconto forte, coraggioso, anticonformista, sincero, profondo di una vita straordinaria per quanto bizzarra e poco comune, una vita da leggere per capire quante cose diverse da quelle che viviamo accadono e quanto non sia scontato avere un letto dove dormire, un posto dove strare e qualcuno che ci ama e dal quale poter tornare.

Buona lettura.

Marta.

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