La due cavalli verde

la due cavalliLo ammetto, la copertina non mi ha attirata, ma il titolo e quella descrizione ha fatto si che oggi ne parlassi con voi.

Questo è uno di quei libri che vorrei avere già in mano per capirne ogni singola parola.

Un padre. Un figlio. Un viaggio verso la felicità.

Da quando il suo matrimonio è finito, Éric è diventato un uomo solitario e insoddisfatto, concentrato interamente sul lavoro e incapace di prendersi cura del figlio Isaac, con cui non sa proprio come comportarsi. Éric detesta sentirsi sempre inadeguato di fronte a quel ragazzino – che non vuole essere toccato, che non parla e grida soltanto – almeno quanto detesta la decisione dell’ex moglie di trasferire Isaac in un istituto, dove lui si è chiuso ancora di più nella sua prigione di autismo. Ma tutto cambia quando Éric riceve in eredità la 2 Cavalli verde dello zio. Quella vecchia auto è un segno, l’occasione che aspettava per tentare l’assalto alle difese di Isaac. Così decide di rischiare il tutto per tutto: all’insaputa della moglie, porta via il figlio dall’istituto e intraprende con lui un viaggio che li condurrà lungo un cammino costellato di avventure e comprensione reciproca, di scoperta del mondo e di se stessi. E, tra strade sbagliate e contrattempi, gatti scorbutici e funghi profumati, Éric riuscirà non solo a dare una svolta alla vita di Isaac, ma anche alla sua. Perché l’amore è una tempesta che può abbattere tutti i muri e, mentre a poco a poco Isaac inizierà ad aprirsi agli altri e ad accettare l’affetto che gli viene offerto, Éric ritroverà la fiducia nel futuro e riassaporerà la gioia di essere padre.

 

Buona lettura

Alessandra

 

Intervista ad Angela G. Di Maio

Buongiorno Angela, ben arrivata tra le pagine di Destinazione Libri. Direi di rompere subito il ghiaccio e chiederti di raccontarci qualcosa di te…

Dunque, sono una mamma che corre, come moltissime. Ho due bimbi che oltre alla scuola svolgono tante attività e faccio loro da maggiordomo e tassista. Questo in pratica occupa quasi tutto il mio tempo.

Angela G. Di Maio

 

Uno dei migliori lavori che esistano… Invece i tuoi romanzi?

Ho pubblicato due libri, romanzi brevi o racconti lunghi che dire si voglia, mi cimento con la narrativa da poco in realtà.

Qualcuno come te

Abbiamo letto la recensione di “Qualcuno come te” Di cosa parla?

Parla dell’imprevisto, nella vita e nei sentimenti e della paura di vivere qualcosa, un sentimento, una situazione, che non si conosce e non si sa gestire.

Com’è nata l’idea di scrivere questo libro?

Mi interessava molto parlare dell’amore come forza che cerchiamo spesso di ingabbiare in regole e visioni della vita, senza pensare che “Il vento, quando arriva, spalanca le finestre e non chiede permesso”. (Mi autocito J )

Una particolarità: due voci, due protagonisti.. come mai?

Due punti di vista diversi, due solitudini, due stili di vita diversi eppure simili nel timore di amare. Ho voluto metterli a confronto per dare il senso della evoluzione della storia nell’animo di entrambi i protagonisti.

Quando hai iniziato a scrivere “Qualcuno come te” sapevi già che non avresti superato le 40 pagine?

Credevo che avrei scritto molto meno! Ho scritto poesie per anni e la sintesi è la mia croce e delizia.

Cosa ti piacerebbe rimanga al lettore di questo libro?

Non so, credo l’emozione di avere vissuto insieme ai due protagonisti il senso di inatteso, l’ossessione e infine la resa.

La copertina, la tua è molto bella, quanto è importante per un libro?

Grazie, sì penso anche io che questa copertina sia stupenda. Il merito va alla bravissima designer che ha scattato la foto e cui la foto appartiene: Giada Savio. La copertina deve dire già qualcosa, non a caso mi sono innamorata di quella foto soprattutto per il tram in primo piano e il senso generale di solitudine urbana che comunica.

Qual è la parte più difficile nel scrivere un libro?

Per quanto mi riguarda è il tempo, il tempo di riflette e organizzare le idee e poi mettere tutto nero su bianco.

Ti trovi alla fine del tuo libro,  metti il tuo ultimo punto: che sensazione provi?

Emozione e speranza, quella che chi leggerà possa vederci qualcosa di sé.

Tu che lettrice sei?

Leggo meno di quanto vorrei, sono molto severa nelle mie scelte, non solo narrativa ma anche saggistica storica e filosofica, un’amata distorsione dovuta ai miei studi universitari.

Un libro che non leggeresti mai.. cosa deve avere o cosa manca?

Un libro giallo, credo o di genere horror, troppa tensione, diciamo così e poco lieto fine. Tuttavia, mai dire mai.

Com’è il tuo rapporto con i lettori? pensi sia importante?

Ho il massimo rispetto per chi intraprende la lettura di un mio scritto, è un atto di fiducia verso un autore sconosciuto, una scommessa per me di riuscire a catturare chi legge e portarlo nel mondo che ho creato.

Quanto è difficile far conoscere i propri libri?

Difficilissimo, un’impresa titanica. Proporsi, convincere a prestare attenzione al proprio lavoro in una realtà come quella attuale dell’editoria, affollata di offerte.

La domanda che non ti abbiamo fatto  e che ti aspettavi?

Più che altro è una domanda che mi pongo ultimamente, sui generi della narrativa. Un romanzo che sia rosa o fantasy o altro, cosa dovrebbe  avere in sé per superare la soglia della settorializzazione? Una domanda importante secondo me, forse la risposta è nel talento dello scrittore capace di andare oltre il “genere” dando quel qualcosa di più.

 

Angela grazie per essere stata protagonista tra le pagine di Destinazione Libri.

Grazie a voi, immensamente.

 

Veronica

L’apparenza delle cose

l'apparenza delle coseUn tardo pomeriggio d’inverno nello stato di New York, George Clare torna a casa e trova la moglie assassinata e la figlia di tre anni sola – da quante ore? – in camera sua. Da poco ha accettato un posto di insegnante di Storia dell’arte in un college locale, e si è trasferito con la famiglia in una fattoria che le voci di paese vogliono «stregata»: pochi anni prima, è stata al centro di un altro fatto di sangue, la morte di una coppia di agricoltori, che ha lasciato tre figli adolescenti. George diventa subito il sospettato numero uno, e mentre i suoi genitori tentano di salvarlo dalle accuse, e lo sceriffo cerca prove di colpevolezza, la cittadina opta per un intervento soprannaturale, che sembra confermato da strane apparizioni di oggetti, gelide folate di vento. I tre ragazzi orfani si ritrovano presto invischiati nel mistero, visto che l’omicidio è avvenuto in quella che era la loro vecchia casa d’infanzia.
In questo appassionante noir ricco di riferimenti artistici e filosofici, seguiamo la storia di due famiglie, l’intreccio delle loro vite, il ritratto complesso di un matrimonio, e uno studio delle ferite che segnano un’intera comunità. Con una scrittura semplice e suggestiva, Elizabeth Brundage ci regala un thriller straordinario, un romanzo dai tocchi gotici potente e bellissimo, capace di incantare il lettore fino all’ultima pagina.

Buona lettura

Alessandra

La santa piccola, di Vincenzo Restivo

la santa piccolaUscito da pochi giorni questo libro.

 

Mario, Lino e Assia. Diciassette anni. Tre realtà all’interno dello stesso stabile: una palazzina popolare di Forcella dove le case vecchie hanno l’odore del metano a causa delle tubature usurate e dove l’omertà e la superstizione hanno più valore delle buone azioni. Per le precarie condizioni economiche, Lino e Mario sono costretti a prostituirsi. Un’adolescenza contagiata da un mondo di adulti fin troppo sporco, carnece della loro innocenza. La violenza diventa, allora, l’unica alternativa di sopravvivenza. E in tutta questa violenza, violento diventa anche l’amore, perché non ricambiato. Poi c’è Annaluce, nove anni, che tutti chiamano La Santa piccola perché a un certo punto dice di avere le stimmate e di vedere la madonna. Forcella diventa così teatro di un prodigio, invasa da una folla di fedeli in attesa di un miracolo. E anche Mario, Lino e Assia chiedono il loro miracolo, la loro richiesta d’aiuto, il loro bisogno d’amore in un mondo che li vede fin troppo randagi.

 

Buona lettura

Alessandra

Tu sei per la mia mente come il cibo per la vita

 

Tu sei per la mia mente come il cibo per la vita,
Come le piogge di primavera sono per la terra;
E per goderti in pace combatto la stessa guerra
Che conduce un avaro per accumular ricchezza.

Prima orgoglioso di possedere e, subito dopo,
Roso dal dubbio che il tempo gli scippi il tesoro;
Prima voglioso di restare solo con te,
Poi orgoglioso che il mondo veda il mio piacere.

Talvolta sazio di banchettare del tuo sguardo,
Subito dopo affamato di una tua occhiata:
Non possiedo nè perseguo alcun piacere
Se non ciò che ho da te o da te io posso avere.

Così ogni giorno soffro di fame e sazietà,
Di tutto ghiotto e d’ogni cosa privo

 

Shakespeare

 

T’amo senza sapere come, né quando, né da dove

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
Neruda

Darling days

darlingSiamo ciò che viviamo: nessuna affermazione può essere più indicata per descrivere questo libro: “Darling days” una spudorata autobiografia di IO Tillet Wright dove l’autrice si racconta senza filtri e senza mezze misure; un racconto, questo, intimo e dettagliato della sua vita dall’infanzia fino all’età adulta. Cruda e originale nel suo modo di scrivere, IO non descrive semplicemente la sua vita ma il suo caos interiore a cui fa da sfondo uno senario quasi surreale fatto di droghe, promiscuità e violenza, un mondo di povertà, dipendenze, emarginazione e degrado tipico dei ghetti dove sembra si viva una vita completamente parallela a quella del mondo comune. E’ qui che lei è costretta a crescere, con un padre sempre lontano e una madre sempre annebbiata da alcool e droga, ma c’è dell’altro, in questo mondo instabile la piccola IO si trova a dover fare i conti con la sua incapacità di identificarsi in uno specifico genere sessuale.

In questo diario autobiografico entriamo nella vita disordinata e caotica di una bambina costretta a diventare grande troppo in fretta. Nel suo racconto accorato, triste e desolante IO dimostra la sua forza ma anche la sua confusione e solitudine, la sua immensa frustrazione per non essere in grado di trovare nessun posto dove sentirsi a casa, nessuna persona che sia la sua casa.

 

La scelta di descrivere tutto in maniera minuziosa consente di capire ogni piccolo passaggio delle sue scelte, dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti; il suo modo di scrivere dimostra che è una persona molto sensibile che sa guardare in modo speciale il mondo.

Attraverso il racconto della sua vita, intenso e diretto, IO parla di bisessualità, transgender, bullismo ma soprattutto del sentimento ambivalente di amore e odio che prova per sua madre, sottolineando come anche la relazione genitore-figlio può diventare malata quando non si rispettano i ruoli che finiscono irrimediabilmente per ribaltarsi, creando così un senso di responsabilità eccessivo misto a rancore e senso di colpa nei figli verso i propri genitori inadeguati.

Quello che ho trovato sorprendete fin dall’inizio è stata la capacità dell’autrice di scrivere della sua vita senza pudore, come se parlare in questo modo del suo vissuto fosse in qualche modo una sorta di sfogo, di liberazione o meglio una terapia dell’anima per risanare gli strappi feroci di una vita dura e poco clemente.

Personalmente adoro leggere autobiografie o diari, perché raccontano storie vere e non di fantasia, è come avere un biglietto in prima fila nella vita di qualcuno, uno spiraglio in cui sbirciare sulle emozioni di una persona reale e in questo libro si ha accesso diretto a tutto questo, sembra di guardare un film grazie anche all’inserimento di foto che ti fanno sentire ancora di più all’interno della storia, quasi in contatto con i personaggi del racconto; l’idea di lasciare alle immagini il compito di esprimere pensieri taciuti l’ho trovata davvero originale perché credo che le immagini più delle parole sappiano esprimere dei concetti che arrivano dritti al cuore.

Darling days non è solo un’autobiografia è un racconto forte, coraggioso, anticonformista, sincero, profondo di una vita straordinaria per quanto bizzarra e poco comune, una vita da leggere per capire quante cose diverse da quelle che viviamo accadono e quanto non sia scontato avere un letto dove dormire, un posto dove strare e qualcuno che ci ama e dal quale poter tornare.

Buona lettura.

Marta.

Quello che non ho, di Ilaria Grasso

quello che non hoDa oggi 16 marzo, fino al 20 marzo 2017 il libro di Ilaria Grasso  gratuito su amazon. da non perdere

 

Greta è una giovane donna affetta da disturbo bipolare e, come tale, è incapace di vivere una relazione sentimentale o di amicizia che sia stabile e che sia nel tempo duratura, in costante lotta con il suo ego che tende ad espandersi come un gas nobile per poi travolger tutto, con una forza più orientata alla distruzione che alla costruzione. E nulla riesce veramente a coinvolger Greta nel profondo, come se un vetro la separi, in ogni istante, dalla vita e dalle sue emozioni e come se quello che le manca getti un velo che costantemente oscuri la gioia per quello che, in realtà, possiede, persa, com’è, nella fitta trama delle pieghe della sua passione per la solitudine, a causa di quei demoni che, troppo spesso, ognuno di noi si porta dentro.

 

Buona lettura

Alessandra