E se vi dicessimo COLAZIONE LETTERARIA?
Lo sappiamo, quando sentiamo o leggiamo solo il titolo.. ci viene la “pelle d’oca”.. I Promessi Sposi”. Opera che ci fanno studiare tra i banchi di scuole e che il più delle volte non viene enfatizzata… ma lasciata piatta tra quelle righe che invece meritano di essere comprese, amate e rivissute. Ebbene, possiamo vedere questa opera meravigliosa a Milano, al teatro Arcimboldi, di seguito trovate tutte le info, sia del libro che dello spettacolo.
Il libro
Alessandro Manzoni, opera eccelsa indiscussa, un romanzo storico. Preceduto dal Fermo e Lucia nel 1827. Tra il 1840 e il 1842 viene riproposto in maniera definitiva.. con il titolo attuale.
Il romanzo è stato scritto dopo importanti ricerche storiche e gli episodi del XVII secolo, come ad esempio le vicende della Monaca di Monzae la grande peste del 1629-1631, si fondano tutti su documenti d’archivio e cronache dell’epoca. Manzoni per il suo romanzo prende come base la religione cattolica, infatti, uno dei “personaggi” principali che viene nominato raramente all’interno della vicenda (anche se importantissimo, se si vuole capire l’aspetto religioso) è la Provvidenza, la mano di Dio che tutto volge verso il bene. Si sbaglia quando si considerano Renzo e Lucia (i personaggi principali del romanzo) unici protagonisti.
Una Compagnia Teatrale di quaranta Artisti che cantano dal vivo sulle basi musicali realizzate da una orchestra sinfonica ,una spettacolare scenografia , costumi,luci e coreografie da grande teatro musicale. Un evento che celebra il romanzo italiano per eccellenza con rilanci alla attualità in un trionfo di temi musicali che restano nel cuore dello spettatore. Uno spettacolo da non perdere che più di ogni altro avvicinerà gli italiani ed il pubblico internazionale dell’Expo.
Protagonisti ancora una volta i più importranti nomi del teatro musicale italiano, da Giò di Tonno a Vittorio Matteucci, da Christian Gravina a Noemi Smorra e Graziano Galatone.
L’Opera sarà rappresentata per tutto il mese di ottobre al teatro degli Arcimboldi di Milano con pubblicazione del libretto in lingua italiana ed inglese per meglio raggiungere il pubblico internazionale.
I Promessi Sposi, opera musicale di Michele Guardì e Pippo Flora , ha debuttato a San Siro il 18 giugno del 2010 davanti a ventimila spettatori e ha proseguito la sua tournèe nella Valle dei Templi di Agrigento (25 /30 luglio 2010) dove ha interessato oltre quattordicimila siciliani. Dopo il trionfo al teatro degli Arcimboldi di Milano (14 /30 dicembre 2010), con oltre ventimila spettatori, lo spettacolo ha intrapreso una lunga tournèe nei principali teatri e palazzetti italiani. La tournèe, incominciata il 5 novembre 2011, si è conclusa il 15 di aprile 2012 ad Ancona, dopo 99 date e oltre 145mila spettatori, risultando uno degli spettacoli più visti della stagione teatrale.
sito: http://teatroarcimboldi.it
Da non perdere…
Si è concluso il contest grafico organizzato dal gruppo C1V Edizioni e ZeroSisimico.
Claire ha vinto il contest e sarà lei l’illustratrice di questa favola.
Un contest che ha visto la partecipazione di molti concorrenti con la favola di Gianluigi Russo, Sofia e Krilly, libro che, come di dice il Gruppo c’era una volta Edizione sarà in uscita per settembre/ottobre. Collegandovi al sito della Casa Editrice potrete vedere in anteprima la copertina del libro e privileggiare di un’ iniziativa che stanno condividendo.
http://www.c1vedizioni.com/#!sofia-e-krilly/cvfx
Un libro che l’autore ha realizzato grazie ad un fatto accaduto con la sua bimba, in una giornata qualsiasi andando al supermercato. Prestissimo sarà con noi anche l’Autore Gianluigi Russo, per parlarci della storia.
Oggi è tra le nostre pagine la vincitrice e siamo pronte a conoscerla.
Quando ho letto la sua intervista mi sono emozionata ed ho capito perchè i suoi disegni emozionano.
Benvenuta Claire, tra le nostre pagine, inizierei subito col ho chiederti di parlarci di te…Onorata di essere vostra ospite.
Dunque, non sono molto abituata a parlare di me, per natura sono molto timida, specialmente in queste occasioni, e spesso presa dall’emozione non riesco a trovare i termini giusti. Ad ogni modo inizierò nella maniera più semplice, conosciuta e più colloquiale possibile. È il modo migliore per mettermi a mio agio.
Mi chiamo Chiara e artisticamente mi firmo Claire Piece, una trasposizione in lingua inglese del mio nome originale, e sono un’illustratrice, ma non sono solo quello che si definisce – o come mi hanno chiamata in molti- un’artista. Adoro dedicarmi anche alla cura di altri ambiti e aspetti nella mia vita. Amo leggere, scrivere, fotografare, ho una passione smodata per la moda, il make up e gli sport.
Adoro la musica, che dall’adolescenza mi ha accompagnato nel mio disegnare ispirandomi e stimolandomi creativamente sempre molto. Tendono a dirmi che sono poliedrica, perché non mi fermo ad una sola esperienza o materia. Abbraccio tutto spinta dalla curiosità di conoscere altro, altri posti e punti di vista. Mi piace vedere, sentire tutto e questo si riflette moltissimo sul mio lavoro di disegnatrice/illustratrice.
Da quando disegni? Il mio primo ricordo risale a quando ero bambina, avrò avuto tra i quattro o cinque anni, quindi il periodo della scuola materna. Ho un ricordo vividissimo di un disegno che feci allora: una enorme farfalla con ali coloratissime. Ricordo che già da quel momento le miei maestre iniziavano a far notare quel che facevo ai miei genitori e mi accorgevo che c’era meraviglia in questa cosa. Per cui posso affermare con certezza che disegno fin da piccolissima e non mi sono mai più fermata.
Dare dei volti ad una fiaba, a dei pensieri che qualcun’altro ha scritto non è facile, eppure tu ci sei riuscita molto bene, cosa ti ha messo in sintonia con l’autore? Direi soprattutto la grande capacità di incantare, come solo le fiabe di una volta sapevano fare, e che Gianluigi Russo ha reso benissimo nello scrivere questa tenerissima e graziosa storia. Inoltre mentre leggevo sono riemerse in me le sensazioni serene e familiari che si ricreavano quando ero una bambina. Ha risvegliato la mia capacità di vedere nell’ottica dell’infanzia. Soprattutto è stato rilevante per me essere colpita dalla morale e dal contenuto didattico insito nelle righe di questa storia. Avendo svolto studi psico-pedagogici sono stata colpita subito nel trovare lo scopo per il quale è stato concepito il racconto e le motivazioni nascoste dietro le azioni dei personaggi adulti, della bambina protagonista e dei piccoli animali che l’accompagnano nella narrazione. Per cui tutto questo, unito alla mia immaginazione, ha fatto scaturire scene, situazioni nella mia testa quasi naturalmente e che ho trasposto immediatamente in figure cercando di renderle il più possibile attinenti, non solo a quel che veniva richiesto, ma perché era importante uscissero fuori i valori di cui sarebbe stato impregnato il libro. Inoltre è stata da sempre la mia passione trasporre ciò che leggevo in immagini. Ho passato la maggior parte della mia adolescenza e post adolescenza, a riprodurre ed estrapolare passaggi e scene di quello che leggevo nei miei libri preferiti. È un procedimento creativo che mi trascina molto da sempre, per cui ho fatto molto allenamento prima di decidere di renderlo professione.
Cosa ti emoziona quando disegni? Sarà una risposta banale, ma quello che mi emoziona ed esalta è la riuscita del prodotto finale. La sfida continua con me stessa nel vedere se riuscirò a rendere ciò che ho nella mia testa esattamente sul quel foglio bianco. Inoltre il processo del disegnare è un fiume di pensieri e sensazioni mentre lo si attua. Puoi ritrovarti a pensare molto solo facendo un profilo, un volto o un paesaggio, qualsiasi sentimento, riflessione, ricordo e vissuto riemerge. Tant’è vero che tutto questo somiglia ad una specie di processo meditativo e spesso proprio per questo disegnare o dipingere ha delle proprietà quietanti per l’animo umano. Quando si disegna si traspone quello che si ha dentro, come tutte le forme d’arte,tira fuori il nostro mondo inconscio e interiore.
È una delle tante esternazioni dell’espressività di noi stessi.
È la prima volta che partecipi ad un contest? No, non è il primo contest che faccio.
Nei primi anni in cui decisi di buttarmi definitivamente nel campo dell’illustrazione come lavoro, decisi di farne alcuni. I primi erano molto modesti, diciamo dei test o gavetta, che a volte sembra non finire mai, inoltre sono stati utili per capire come funzionano le cose e com’è il loro svolgimento. Poi ho cominciato a prendere un po’ più di fiducia in me stessa e decisi di farne di più complessi spronata dai miei affetti e familiari – che vi assicuro sono dei fan davvero dediti alla mia riuscita professionale – e un po’ per una forma di orientamento definitivo di vita. Ma i più importanti contest sono stati due: il primo nel 2012, in collaborazione con una mia amica scrittrice, al Contest Bakuman organizzato dalla Panini Comics in occasione del Lucca Comics and Games e che quell’anno avrebbe ospitato Takeshi Obata, un mangaka – termine usato in giapponese per definire il fumettista, disegnatore di manga, il fumetto giapponese – e coautore del famossissimo ‘Death Note’ e che in quell’anno sarebbe stato anche giudice del contest. Ricordo che feci le quattro tavole richieste dal contest facendo le ore piccole e lo completai in tre giorni dato che seppi dell’esistenza del concorso abbastanza tardi. I partecipanti furono moltissimi, considerando la portata dell’ospite parliamo di tutta Italia, per cui era difficilissimo essere scelti.
Il mio più importante secondo contest, con un inaspettato successo, è stato quello dell’anno scorso, il ‘Reinterpreta lo Studio Ghibli’ indetto dall’associazione culturale locale Dimensione Fumetto. Partecipai a quest’ultimo quasi per gioco e non mi aspettavo di vincerlo, ma quando al fatidico annuncio dei vincitori venne detto il mio nome ebbi un tuffo al cuore ed in seguito un immenso pianto di gioia. È stato il mio primo contest vinto e che ha dato il via all’inizio della concretizzazione di quel che faccio, finendo anche a fare la disegnatrice in uno studio di tatuaggi.
Ti arriva una comunicazione, dove il contest è stato vinto da te… come ti sei sentita? Descrivo la scena della comunicazione per rendere meglio l’idea.
Faccia in fiamme, occhi sgranati, incredulità e – sì, è abbastanza fuori di testa per una “ragazza” della mia età – saltelli di gioia. Il cuore a mille e conseguenti messaggi ai miei affetti sostenitori.
Oltre tutto nell’ultimo periodo sono stata molto incoraggiata, per cui la soddisfazione non era solo mia, è stata proprio condivisa a pieno.
Pensare che tanti bambini coloreranno le illustrazioni che ho fatto immaginandoli mentre lo fanno e si divertono nel farlo, è ancora più soddisfacente. La vincita di questo contest è stata la cosa più importante che mi sia capitata professionalmente parlando e che mi da ancora più motivazione a continuare su questa strada. Per questo non finirò mai di ringraziare abbastanza l’organizzazione e giuria che è stata squisita in tutto e che mi sta dando questa splendida opportunità.
Claire disegna perché? Claire disegna perché… è parte di lei.
A volte mi immagino in una situazione o dimensione parallela, domandandomi se sarei stata la stessa persona anche senza il disegno. Il risultato è che solo al pensiero il disegnare mi manca, per me è come respirare. Nonostante i blocchi artistici, che spesso affliggono i creativi, in un modo o in un altro non si riesce ad abbandonare o lasciarsi andare agli eventi; quella matita in mano ci finisce sempre. È una dote preponderante che mi è stata affidata, donata, l’ho coltivata col pensiero di farlo nella migliore maniera possibile e con quel che mi è stato dato dal contesto in cui vivo. E non è affatto facile essere un’artista di qualsiasi genere o illustratore in questo momento, soprattutto ora che le arti nel complesso vengono molto sottovalutate e a cui stanno togliendo il ruolo di prestigio che hanno sempre avuto nella vita dell’uomo. Forse proprio anche per questo non mi arrendo e continuo a disegnare.
Perché credo che esistano ancora persone che possano apprezzare qualcosa creato dalla mano dell’uomo e non da un processo economico, meccanico ed omologato. Disegnando voglio rendere l’idea che nulla è replicabile, che ognuno è unico nel fare ciò che fa e che proprio per questo ha un suo valore e come tale va rispettato.
Se i nostri lettori volessero seguirti dove possono trovarti? Possono seguirmi sulla mia pagina facebook Claire Piece Art, sulla mia galleria on-line ClairePiece.carbonmade.com ed anche sul mio blog Tea Biscuits Blog, dove oltre alla mia attività artistica, mi diletto a discorrere molto di ogni argomento con toni serio-ironici.
Per cui vi aspetto con gioia su questi canali.
Grazie per essere stata con noi, ti seguiremo a presto Grazie a voi per avermi ospitata e per avermi dato la possibilità di farmi conoscere un po’di più.
A presto.
Noi continueremo a seguirla e voi fate lo stesso…
Buona lettura..
Alessandra
Con Metaeducazione insieme per un progetto importante…
per sapere di cosa si tratta leggete questo sito…
http://www.quartieritranquilli.it/2015/09/centro-di-ascolto-sostenibile-alla-fabbrica-del-vapore/
Metaeducazione, Destinazione Libri, Accademia del gioco Dimenticato.. insieme si può….
Alessandra, Veronica, Cristina
Oggi vi parliamo di questo Contest, voluto dal gruppo C1V Edizioni e il magazine “Zero Sismico”
CONTEST GRAFICO PER ILLUSTRATORI “SOFIA E KRILLY”
DAL 01/08/2015 AL 21/08/2015
trovate il bando completo a questo sito:
http://www.zerosismico.net/1-contest-grafico-per-illustratori-emergenti-cera-volta-edizioni/
Il contest è stato ideato per la favola di “SOFIA E KRYLLY” . Presto in uscita.
Abbiamo approfittato di questo per fare tre domande velocissime a chi ha scritto questa favola…
L’autore è Gianluigi Russo… iniziamo a conoscerlo oggi, ma presto parleremo di lui, del suo libro e dei suoi personaggi.
Ciao Gianlugi, prima di tutto benvenuto tra le nostre pagine, come già abbiamo anticipato, sarei spesso con noi, per parlare del tuo libro… la prima cosa che mi viene in mente di chiederti è:
Perchè hai deciso di scrivere un libro per bambini? Nell’estate del 2014 è successo un fatto simpatico mentre ero con mia figlia e da questo è maturata la decisione di scrivere quanto era successo, pensando che sarebbe stata una bella storia da lasciare in ricordo per le mie figlie. Ma ho ritenuto che lo potesse essere anche per tanti altri bambini e genitori e quindi ho romanzato la storia, spinto anche da Cinzia Tocci della C1v edizioni, che ha creduto nel messaggio che il racconto porta con se. E, visto che lo considero un contributo per migliorare l’ambiente e far crescere buone pratiche civili, ho avuto la carica giusta per scrivere con facilità, per la prima volta, un racconto che diventerà a breve un romanzo avventuroso
Il messaggio che vuoi dare ai bimbi ? – In realtà il racconto è dedicato non solo ai bambini, futuri adulti, ma anche ai genitori, i quali troppo spesso dimenticano il loro ruolo di educatori, troppo presi dai problemi quotidiani Il messaggio per i bambini è che la natura e tutte le belle cose che li circondano sono fonte di meravigliose scoperte e dedicate a loro. Quindi vale la pena accudirle come il gioco cui tengono di più. In questo modo, evitando teorizzazioni che non verrebbero condivise praticamente, si può “lavorare” sull’interesse personale del bambino a dare importanza a qualcosa di proprio. Il messaggio per i genitori è invece quello di ascoltare i figli, accompagnarli nelle loro fantasie, giocare con loro e e ricordarsi che il rapporto tra loro, oltre che richiesto e dovuto, può sempre farli crescere.
Gianluigi, quando si parla di libri per bambini noi vorremmo sempre saperne di più, ma ora ti chiedo un’ultima cosa.. Che programmi hai per questo libro? Desidero che Sofia possa rappresentare un’eroina, nella quale i bambini si identifichino e traggano esempio per crescere con principi civili e solidali. Per questo vorrei che il progetto avesse la massima visibilità, anche coinvolgendo gli educatori scolastici sulle tematiche ambientali.
Non resta che partecipare, fare un passaparola e aspettare questa favola.
Alessandra