Traslochiamo di Nicole, Ernesto e Marco

Oggi i nostri bambini di 5 elementare ci raccontano il tema del CAMBIAMENTO dal loro punto di vista.

 

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ABITIAMO A CORBETTA

In una cittadina di nome Corbetta c’erano due fratelli molto dispettosi ch non andavano a scuola perchè non volevano studiare e odiavano le maestre. Si chiamavano Jacke e William. Jacke aveva dieci anni, il suo carattere era vivace e dispettoso, si vestiva sempre con colori molto vivaci e gli piaceva giocare durante il tempo libero a calcio.

William invece, aveva undici anni ed era molto solitario, si vestiva con colori scuri. Nel tempo libero gli piaceva giocare ai videogiochi.

Abitavano nell’unica piazza, la loro casa era molto piccola e a due piani. Al piano terra c’era il salotto, la cucina e la stanza dei genitori. Al piano di sopra c’era la cameretta e i bagni. La soffitta era molto scura e paurosa e la famiglia conservava li le scorte di cibo. I due fratelli passavano la maggiorparte del tempo nella loro cameretta che aveva i muri e le tende colorate, una scrivania dove si poteva fare i compiti e un letto a castello di color arcobaleno. Nella stanza non potevano mancare assolutamente i videogiochi di William e il pallone da calcio di Jacke.

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TUTTO CAMBIO’

A Corbetta c’era un parchetto ideale per giocare a nascondino e Jacke e William ci andavano ogni pomeriggio. Il parco era pieno di vegetazione perciò ci si perdeva facilmente. Jacke e William tornavano sempre a casa alle ore 19:00, la mamma faceva a loro una ramanzina tutte le volte perchè tornavano tardi.

Jacke si sentiva molto bene in quella cittadina per diversi motivi e i suoi compagni erano felici di stare con lui. William invece, non era felice di stare li perchè non aveva amici.

Una mattina tutto cambiò, Jacke e William ricevettero una notizia molto brutta: il loro cugino Mario era stato investito mentre attraversava la strada. I ragazzi si demoralizzarono molto e avevano paura di andare in giro. Quella cittadina era diventata pericolosa e i genitori di Jacke e William decisero di cambiare città.

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PREPARIAMO I BAGAGLI

I genitori prepararono i bagagli e Jacke e William erano d’accordo. Andarono in Sicilia e si trasferirono vicino agli zii. La nuova casa era grandissima a tre piani. Al primo piano c’era la stanza di William e Jacke.

La loro vita cambiò, iniziarono la nuova scuola e si trovarono subito bene, qui le maestre erano più gentili e i due fratelli iniziarono a studiare con molto più interesse. Il posto era per loro sicuramente più bello di Corbetta, la casa infatti affacciava su una spiaggia bellissima della Sicilia e le strade erano più sicure. Però, a loro mancavano i vecchi amici e non riuscivano a trovarne di nuovi. A volte volevano tornare a vivere a Corbetta.

 

IL CAMBIAMENTO

Un giorno andarono ad un torneo di scacchi. Era la prima volta che partecipavano, c’erano una ventina di ragazzi come partecipanti. Il torneo iniziò e Jacke e William erano pronti a giocare.

Durante tutta la giornata conobbero nuovi ragazzi e finalmente trovarono dei nuovi amici.

Da quel giorno la loro vita cambiò e furono felici di essersi trasferiti in Sicilia.

 

Veronica

 

Gli elefanti sono importanti di Sofia, Dana e Christian

Ritorniamo con i racconti dei nostri bambini di 5 elementari!!

Oggi una storia sul rispetto degli animali

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LA FESTA

In una terra sconosciuta di nome Carluna viveva un gruppo di elefanti. Erano cinque famiglie di elefanti e il capo. Ogni famiglia era formata da tre cuccioli e due grandi. Il grande capo era alto due metri e mezzo, pesava 2500 tonnellate e aveva 65 anni.

Questi elefanti vivevano felicemente sulle rive di un lago naturale, lì ogni sera sorgeva la luca piena che cantava melodie meravigliose e gli elefanti si addormentavano senza alcun brutto pensiero.

Un giorno tutti gli eleganti organizzarono una festa per il grande capo. Prepararono: per gli elefanti tante foglie di banano, le più prelibate; misero nel lago tanti fiori di eucalipto e fecero una montagna di noccioline. Ma erano molto preoccupati per paura che la festa non piacesse al grande capo. Dopo aver festeggiato erano molto stanchi e si addormentarono prima che la luna si alzò in cielo.

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IL CACCIATORE D’AVORIO

Durante la notte, la luna dall’alto vide un gruppo di persone e un uomo molto sospettoso con in mano un fucile. La luna decise subito di parlare nel sonno agli elefanti: “State attenti, dovete scappare perchè un gruppo di persone vuole uccidervi”.

Dopodichè sentirono uno sparo! Si svegliarono di colpo e corsero dal grande capo. Il grande capo era salvo ma mancava l’elefante più piccolo. L’avevano ucciso perchè volevano l’avorio.

 

PROVE DI SALVATAGGIO

Il capo, preoccupato che potesse succedere un’altra volta, chiamò tutti gli elefanti in riunione e parò di questo problema. Decisero di prendere subito dei provvedimenti e il giorno dopo costruirono un recinto intorno al loro territorio. Il recinto era fatto di legno e prima di chiuderlo fecere una porta segreta nascosta tra le foglie per poter andare a prendere il cibo. Dopo aver lavorato tutto il giorno, andarono a dormire al chiaror di luna. Quella notte il cacciatore arrivò li e non vide più gli elefanti, poi però camminando, camminando, trovò il recinto degli elefanti e lo scavalcò arrampicandosi. Dopo essere entrato ammazzò un altro elefante. L’elefante che ammazzò aveva 20 anni e lo ammazzò perchè aveva le zanne bellissime e molto forti. Gli elefanti decisero allora di fare una capanna e di dormire li sperando di poter passare inosservati dai cacciatori. Ma purtroppo, il cacciatore, ammazzò altri elefanti. Tutti i giorni gli elefanti provarono a costruire cose per difendersi dal cacciatore ma non ci riuscirono perchè il cacciatore ogni notte andava nei loro rifugi e ammazzava un elefante. Sapeva bene che più elefanti avesse ucciso più soldi avrebbe guadagnato.

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IL CACCIATORE “CAMBIA IDEA”

Una notte la luna si accorse che era rimasta una sola famiglia di elefanti e il grande capo e appena vide il cacciatore entrare nel recinto degli elefanti decise di parlargli: “Midasch, Midasch, perchè uccidi i miei amici?”. “Io voglio l’avorio” rispose il cacciatore. “Lo so, ma è come se qualcuno venisse da te e ti uccidesse solo perchè vuole i tuoi capelli. Per favore, se tu non uccidi gli elefanti loro potranno diventare tuoi amici”.

Lui si accorse che aveva sbagliato e andò dagli elefanti. Essi erano svegli e quando lo videro si impaurirono e scapparono. Il cacciatore ci rimare male e chiamò la luna: “Luna, perchè scappano?”. “Perchè pensano che li vuoi uccidere. Prova ad andare oggi pomeriggio. Intanto raccogli un po’ di foglie” rispose la luna.

Il cacciatore il pomeriggio tornò e gli elefanti non scapparono perchè la luna, la notte passata aveva parlato a loro nel sonno e detto che il cacciatore aveva capito i suoi sbagli e che voleva diventare loro amico. Da quel momento decisero insieme di fare un villaggio.

 

IL VILLAGGIO MULTIETNICO

Ci misero tanti giorni per costruire quel villaggio ma alla fine riuscirono a farlo. Costruirono tante capanne e scrissero delle leggi. Tra le tante leggi quella più importante era:

“GLI ELEFANTI SONO IMPORTANTI TANTO QUANTO GLI UOMINI, UCCIDERLI E’ UN CRIMINE: GLI ELEFANTI SONO IMPORTANTI”

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Da quel giorno vissero insieme.

Tutt’ora Carluna è una parte dell’Africa dove il rispetto per gli animali è fondamentale.

 

Bravissimi!!!

Veronica

CIBI IN LOTTA di Nadia, Stefano e Asia, 2 elementare

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CIMG_2703b‘era una volta una cipolla povera che non sapeva lottare. Questa cipolla era di colore marroncino e aveva i capelli verdi. Era magra magra e aveva poca forza.

Suo zio che si chiamava Acidino era un esperto di box e così un giorno volle aiutarla e le insegnò a lottare.

Quando diventò brava a lottare, diventò anche muscolosa e con tanta forza. La cipolla decise di iscriversi a un corso di WESTLING. Si allenò così tanto che un giorno partecipò ad una gara contro i migliori lottatori del mondo.

 

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La cipolla ci teneva a vincere perchè c’era un premio che le avrebbe cambiato la vita perchè c’erano in premio 3.000 Dollari.

Con questi soldi poteva aiutare la sua famiglia che era povera e comprare una nuova casa.

La gara di WESTLING iniziò. Il primo lottatore era IMG_2706bZachappa, un groppo pomodoro ma fu subito sconfitto dalla cipolla che con un pugno lo fede cadere a terra.

 

 

Il secondo lottatore era molto più forte, eri il migliore dei dieci lottatori in gara. Questo lottatore si chiamava Pallone ed era un grosso bombolone ripieno di cioccolato amIMG_2708baro. La cipolla si era allenata così tanto che era diventata fortissima e gli tirò due calci nelle parti basse e tre pugni nella pancia e riuscì a sconfiggerlo.

 

 

La cipolla diventò campionessa di WESTLING e vinse 3.000 Dollari.

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La cipolla diventò la più forte di tutti e la più ricca di tutte le cipolle. La cipolla riuscì ad aiutare la sua famiglia e a comprare una grandissima casa con i muri di spinaci, il tetto di pesce e la porta di pan di spagna. Era una casa buonissima e Cipolla era molto felice.

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Veronica

 

LA STANZA SEGRETA di Sara e Marcellino, 5° elementare

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UNA BELLISSIMA FESTA

Era il compleanno di Giuly. lei era una bambina alta, vivace, simpatica e dai capelli biondi. La festa di Giuly era all’aperto, c’erano palloncini su ogni tavolo, c’erano anche luci appese agli alberi per illuminare bene anche perché, era buio. Cominciò ad aprire i regali. Il primo che vide fu quello di sua nonna, le aveva regalato un telefono color violetto e abbastanza grande dato che ormai aveva 15 anni. la nonna era bassa, magra, dai capelli un po’ bianchi.

poi vide quella di sua zia, lei era alta, robusta, con gli occhiali e gentile. Regalò a Giuly vestiti nuovi e tanti altri regali.

infine, aprì quello dei suoi genitori. Era un diario segreto. Giuly era molto contenta dei suoi regali. Era rimasta colpita dal diario segreto cosa che desiderava tanto perché aveva tanti segreti e non sapeva dove scriverli.

quando la festa fu finita tutti salutarono Giuly e i suoi genitori e tornarono a casa.

A questo punto Giuly andò in camera sua per usare e guardare bene i suoi regali. Come al solito arrivò il suo fratellino Harry, era un po’ bulletto, vivace, furfante e spiritoso, magro, basso, dai capelli ricci e biondi e faceva sempre scherzi a sua sorella. Lei quando lo vide gli disse di andare via e di non farle i dispetti ma come al solito non l’ascoltò.

UNO SCHERZO DA PARTE DI HARRY

Quando le venne sete andò a bere. Harry aveva già in mente uno scherzo per lei e le nascose il suo diario segreto sotto il cuscino del letto di Giuly. Il diario era color violetto con dei fiori fucsia disegnati e si apriva passando il braccialetto sul diario, il bracciale che Giuly teneva al suo polso. Appena Giuly tornò nella sua stanza non trovò più il suo diario; chiese ai suoi genitori se l’avevano visto ma le risposero di no. A questo punto Giuly era disperata, tornò in camera sua e continuò a cercarlo. Dopo averlo cercato nell’armadio e nei suoi cassetti lo trovò sotto al cuscino. Giuly sospirò tranquilla, per fortuna ritrovò il suo diario. Lei stava pensando chi potesse essere stato a farle questo scherzo. Ad un tratto le venne in mente Harry, sospettava che fosse stato lui. Giuly andò nella stanza di Harry a parlargli, li continuò a negare ma Giuly non gli credeva.

LA CHIAVE

Per tranquilizzarsi Giuly andò nel garage, prese la bicicletta blu di media grandezza, la sua borsetta marroncina chiaro in pelle, il suo telefono e il suo diario e andò a fare una passeggiata nel bosco, molto esteso ma non fitto.

Ad un certo punto mise la bicicletta a terra e si sdraiò su uno strato di muschio verde, appoggiando la testa su un albero e si riposò per un po’. Dopo un’oretta circa, Giuly si svegliò. Prese la bici e continuò la sua tranquilla passeggiata. Dopo un’ora passata a pedalare Giuly si stancò, le sue gambe le facevano male allora decise di riposarsi una seconda volta. Le venne voglia di scrivere nel suo diario ma per il momento non le veniva in mente niente da scriverci. Decise allora di guardarlo e basta. Giuly prese la sua borsa, tirò fuori il diario e cominciò a sfogliarlo. Le pagine erano un po’ giallognole, sembravano una specie di pergamena. Però quando arrivò alla fine del diario trovò una chiave con un messaggio, c’era scritto:

“Cara nipotina mia, ti do questa chiave perché è una tradizione di famiglia, scoprirai tu a cosa ti serve. Il tuo caro nonno Charles”.

Da questo messaggio Giuly si incuriosì, aveva anche un po’ di paura, prese in mano la chiave che era abbastanza grande, color azzurrognolo, la osservò per bene, poi tornò a casa.

LA CANTINA

Per non farsi vedere da suo fratello, entrò in casa piano piano e chiuse pianissimo la porta, scese le scale e andò in cantina. Era tutta sporca. Giuly cominciò a pulirla, chiese a sua madre una scopa e Giuly si diede da fare. Si fece sera, Giuly stanca andò in camera sua. Per fortuna Harry stava dormendo, in questo momento non poteva farle i dispetti. Allora Giuly si sdraiò sul letto e pian piano si addormentò.

Il giorno Giuly si svegliò tranquilla e andò in cucina a fare colazione con i suoi genitori e Harry. Harry fissava sua sorella in un modo strano, sembrava che le volesse già fare uno scherzo. Giuly però non ci pensò e continuò a fare colazione, continuava a pensare alla chiave trovata.

DI NUOVO NEL BOSCO

Allora fece come l’altra volta, prese la bici, il diario, il telefono e tornò nel bosco. Una volta arrivata Giuly cominciò a riosservare la chiave. Dopo un po’ si stancò e decise di tornare a casa e di andare in cantina. Una volta in cantina ricominciò a ripulire un po’. In seguito, Giuly si stancò anche di pulire e non lo fece più.

Ad un certo punto Giuly sentì dei passi, sembrava suo fratello Harry; le venne in mente di nascondersi per evitare pasticci con il suo fratellino, si nascose dietro il mobile vicino all’armadio. A Harry sembrava di sentire un rumore provenire dalla cantina ma si distrasse con il profumo dei biscotti fatti in casa da sua madre. Giuly sospirò, uscì dal suo nascondiglio e si guardò attorno. Non sapeva cosa fare. Decise allora di andare dai suoi genitori a chiedere se poteva abbellire i suoi genitori risposero di si e allora Giuly cominciò. Per prima cosa spostò l’armadio.

IL LIBRO E LA PORTA

Dopo aver spostato l’armadio, trovò una porta, era stupita! A questo punto pensò alla chiave, forse apre quella porta. Allora Giuly andò in camera sua e senza farsi vedere da Harry, prese la chiave e aprì la porta.  Entrò ma non trovò nulla. Ad un certo punto inciampò in una pietra e i muri vennero in avanti così la cantina si trasformò in una specie di biblioteca. Giuly era meravigliata. Era circondata da libri. Decise di prenderne uno. Il titolo era Charle Poince, era suo nonno. Giuly man mano diventò sempre più stupita. Allora rischiacciò la pietra su cui era inciampata e fece ritornare l’interno della porta com’era, chiuse la porta, mise l’armadio dov’era e andò in camera sua per cominciare a leggere il libro di suo nonno.

L’inizio della storia del libro diceva: ” Questa storia è molto importante, parla di una persona molto intelligente..”

Già a leggere questo pezzo Giuly si incuriosì tantissimo. Incominciò a leggere il libro però sentì dei passi, era Harry. Immediatamente infilò il libro dentro al comodino perché sapeva benissimo com’era suo fratello voleva così evitare qualche dispetto poco gradito.

HARRY E UNA GIORNATA CON GLI AMICI

I passi erano sempre più vicini alla porta della stanza di Giuly. Ad un certo punto non si sentirono più infatti, Harry si era fermato, stava sbriciando dal buco della stanza di Giuly. La sorella credette che Harry fosse andato allora tirò fuori il libro preso dalla cantina. In realtà Harry aprì leggermente la porta senza fare rumore per vedere cosa stesse facendo Giuly. Harry vide che sua sorella aveva in mano un libro con scritto il nome di suo nonno. Harry era rimasto a bocca asciutta. Harry stava pensando dove Giuly potesse aver trovato quel libro. Nel frattempo Giuly stava leggendo la trama del libro, c’era scritto che il protagonista aveva fatto una grande invenzione, Giuly stava già pensando a quale potesse essere. Intanto Harry si stava annoiando e decise di andare dal suo amico Peter.

Peter era un ragazzo molto vivace, simpatico e solo un po’ spiritoso. Giuly si sentiva stanca, decise di andare da Carly, la sua migliore amica per stare un po’ con lei.  Carly è una bambina carina e tanto, tanto vivace e intelligente. Dopo si fece sera e Giuly e Harry tornarono a casa. Arrivarono giusto in tempo per la cena. I genitori di Giuly e Harry chiesero come fosse andata la giornata. Per primo rispose Harry. Disse che Peter aveva giocato con le macchinine e a fare gare di corsa. Invece, Giuly disse che da Carly aveva pitturato e fatto test su amiche.

LA BOTOLA

Finita la cena tutti quanti andarono a letto ma Giuly in realtà era tornata in cantina a posare il libro. Notò una cosa che la scorsa volta non aveva visto, una botola. Giuly la aprì e scese lungo le scale che trovò. Alla fine delle scale trovò un’altra porta, la aprì con la chiave che aveva trovato precedentemente. Non potete immaginare cosa trovò Giuly. Un villaggio con tante persone. Li ogni persona aveva una cosa da fare. Giuly rimase stupita dal fatto che aveva un villaggio sottoterra. La gente si voltò, tutto il villaggio vide Giuly. Il villaggio la accolse molto bene, le fecero vedere tante cose. Le mostrarono una cosa sacra per il villaggio, una specie di sfera magica. In questo momento Giuly pensò che fosse questa la grande invenzione di suo nonno. Ad un certo punto Clare, la persona più anziana del villaggio chiese a Giuly da dove veniva. Giuly le disse che abitava nella casa sopra il loro villaggio. Disse anche che suo nonno era Charles. Quando Giuly stava finendo di pronunciare il nome di suo nonno, Clare le disse che era stato Charles a fondar questo villaggio e a inventare la sfera. Giuly rimase così sorpresa che spalancò addirittura la bocca. James il figlio di Clare decise che Giuly era un ospite onorato. Tutto il villaggio decise che Giuly poteva andare lì (senza farsi vedere da nessuno) a visitarlo. Il villaggio era chiamato Pelle-Rossa. Giuly non potè fare a meno di dire di si, allora accettò di andare ogni giorno da Pelle-Rossa per sapere bene di cosa si occupavano, quali cose consideravano sacre e soprattutto per aiutarli e giocare con loro. Da questo giorno la vita di Giuly cambiò grazie a questa scoperta, il nonno le aveva lasciato un dono prezioso. Ora si sarebbe occupata lei di quel villaggio.

Bellissima storia Sara e Marcellino, scritta bene, coinvolgente e uno splendido finale!!!

BRAVISSIMI!!!

Veronica

LE AVVENTURE DI MACHENA E ALESSANDRO di Joel e Giulia 5° elementare

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CAPITOLO 1: LE PRESENTAZIONI

Machena era una ragazza bellissima perché aveva gli occhi verdi, i capelli biondi ed era alta e magra.

Tutto ebbe inizio in una divertente giornata di sole, era il primo giorno alla scuola secondaria. La nuova scuola era bellissima, aveva tre piani e su ogni piano c’erano tre classi. I professori erano quattro: Marco Bozzo, Luca Sotutto, Giuseppe Bassettoni, Veronica Castijo. Prima di entrare, la preside Torelli aveva fatto il solito lunghissimo e noiosissimo discorso. Poi, quando ebbe finito, disse che potevamo esplorare la scuola. Nel tardo pomeriggio incominciarono a giocare tutti a un gioco che si chiamava palla prigioniera poi fecero merenda con pane e cioccolato bevendo la coca cola, che bontà!. Successivamente Machena tornò a casa e raccontò tutto ai suoi genitori e loro le dissero che erano contenti che si fosse divertita.

CAPITOLO 2: I PROFESSORI

Machena si svegliò col pensiero che avrebbe conosciuto degli amici. E così fu perché a scuola aveva fatto amicizia con due ragazze, Giulia e Joel. Giulia aveva i capelli rossi e occhi marroni invece, Joel, aveva i capelli neri a caschetto e occhi neri.

Alla prima ora il professore Marzo Bozzo fece fare cinquanta addizioni e sessanta sottrazioni. Poi alla seconda ora Luca Sotutto, il prof di storia, fece fare tre ricerche sulla storia di New York. Alle 12:30 Machena, Giulia e Joel, ritornarono a casa per il pranzo. Alle 13:30 ritornarono a scuola con l’autobus. A scuola Giuseppe Bassettoni aveva già fatto le coppie per una ricerca su Mozart, il grande compositore. Machena dovette stare con un ragazzo molto originale. Il ragazzo si chiamava Pasqualino de Pasqualis e si vestiva alla boy giorg e cominciarono a lavorare.

CAPITOLO 3: IL BULLO ALESSANDRO

Il giorno dopo, durante la ricreazione per sbaglio Machena urtò un ragazzo. Machena chiese scusa ma egli la guardò male e le disse che gliela avrebbe fatta pagare. A quel punto Machena si prese paura e scappò. Machena correndo e piangendo per i corridoi scese giù in giardino. Giulia e Joel la videro e scesero a chiederle perché stesse piangendo. Machena rispose che un ragazzo nel corridoio l’aveva minacciata. A quel punto Joel disse: “Andiamo dalla preside Torelli di nome e di fatto” ma Machena si oppose. “No, non voglio perché se il ragazzo che ho urtato lo verrà a sapere me la farà pagare, quindi no!” Giulia però ammise che Machena aveva torto e allora Machena accettò. Machena, Giulia e Joel si avviarono per andare dalla preside Torelli. Mentre si dirigevano in presidenza le tre ragazze furono bloccate da un gruppo di ragazzi. Al centro si vedo lo stesso ragazzo che Machena urtò, Giulia gli chiese chi era e perché aveva trattato male Machena, lui rispose: “Io sono il bullo Alessandro!”

Era alto, molto robusto e i suoi capelli erano di un roso fuoco. A qul punto la preside sentii tutto e uscì improvvisamente e disse ad Alessandro: “Alessandro, stai ancora maltrattando le compagne e i compagni?”

Ma Alessandro ribattè: “ No, no!! Le stavo soltanto facendo uno scherzo!”.

CAPITOLO 4: L’ORA DI ALTERNATIVA

Durante l’ora di alternativa, l’insegnante Veronica Castijio chiese chi voleva essere interrogato e un ragazzo alzò la mano e indovinate chi era? Era proprio Pasqualino de Pasqualis. Quando Pasqualino iniziò a scrivere sulla lavagna fu bombardato da cicche, cartacce, legni e gessi rubati dalla lavagna. Quando l’insegnante Veronica Castijio se ne accorse, sgridò tutti i ragazzi e diede un compito di castigo: scrivere mille volte “non devo distrarre i compagni durante la lezione”. Successivamente fecero una specie di testo sulla razza umana. Dopo mezz’ora erano già per le scale per andare a casa dopo una giornata pesante. A furia di scrivere a Machena le faceva male la mano.

CAPITOLO 5: LA VIA PER CASA

Quandò suonò la campanella tutte le classi scesero per dirigersi sul pullman ma come al solito Alessandro e la sua banda di ragazzi spaventarono tutti! Il pullman era arrivato pronto per riportarli a casa. Come sempre si sedettero infondo negli ultimi sedili. Machena disse a Giulia e Joel che non voleva salire sul pullman: “ Non voglio salire su quel macinino, c’è Alessandro e la sua banda, non voglio che mi trattino di nuovo male, avete capito?” A quel punto Giulia disse a Machena: “Non preoccuparti inutilmente, non ti accadrà nulla, ci siamo noi con te!” Machena si convinse e salì sul pullman. Quando arrivarono a casa Machena, Giulia e Joel si augurarono una buona serata e comunque si sarebbero sentite prima di sera con un messaggio.

CAPITOLO 6: L’AMICIZIA

Il giorno dopo Machena raccontò a Giulia e Joel che aveva chiesto alla mamma di Alessandro perché fosse così prepotente e le disse che si sentiva molto solo e che non aveva amici. Machena le aveva risposto che lei forse poteva farlo tornare come una volta, cioè come un angioletto. Quando raccontò tutto quello che aveva intenzione di fare a Giulia e Joel, prese una decisione e disse: “ C’è una sola cosa da fare e ce la farò”.

In quel momento arrivò Alessandro che come al solito disse: “Che cosa fate qui mocciose?”.

Machena rispose: “Non devi avere paura di esprimere i tuoi sentimenti e so del tuo problema. Puoi affrontarlo, parlandone con degli amici come lo siamo noi”.

Da quel giorno Machena, Joel, Giulia, Alessandro e la sua banda diventarono ottimi amici.

Questo è il libro di Joel e Giulia che oltre a raccontare le avventure di un bullo, hanno descritto bene cosa sia l’amicizia e che con degli amici si può davvero cambiare! Bravissime!!!

Veronica

UN BULLO TRA LA SCUOLA di Giulia e Stefano, 5° elementare

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CAPITOLO 1: UNA NUOVA VITA

James e la sua famiglia si trasferirono in California. James Hill era un bambino biondo, era pigro, era alto e ciccione e il suo hobby preferito era di fare arrabbiare e prendere in giro la sua sorellina. Aveva una sorellina di nome Lily Hill, era bassa, aveva i capelli castani, occhi verdi come il papà e le piacevano le caramelle. La mamma di James si chiamava Kate Middleton. Era alta, aveva i capelli biondi, occhi azzurri, era magra e faceva la dottoressa. Il papà si chiamava William Hill. Era alto, aveva i capelli castani, era magro e aveva gli occhi verdi. La loro casa era grande e aveva tre camere da letto, due bagni, una sala spaziosa, una cucina grande e un giardino. James e Lily condividevano la camera e avevano il letto a castello.

CAPITOLO 2: COMINCIA LA SCUOLA

Le vacanze erano finite e adesso si ricominciava la scuola. James stava ancora dormendo e la mamma lo svegliò: “James, svegliati! Sono le 07:30 e devi essere a scuola tra un’ora, sbrigati. Alzati da quel letto!”

“Ok, mi alzo” disse James con voce convinta.

Era il primo anno di James alla scuola media Benjamin Franklin.James si alzò in un baleno, prese lo zaino e andò in macchina, accese la radio e cominciò ad ascoltare la musica.

DRINN!!!

La mamma e Lily, sua sorella, lo accompagnarono in classe.

“Salve a tutti, io sono la vostra coordinatrice Bricks”. In aula c’era una gran confusione.

“Shhhh! Devo parlare con i vostri genitori, potreste farmi il favore di stare in silenzio”.

CAPITOLO 3: UNA NUOVA AMICA E NUOVI PROFESSORI

James prese posto vicino a una ragazza.

“Ciao, io sono Jennifer Morely, però puoi chiamarmi Jenny, tu?”

“Io mi chiamo James, James Hill. A proposito, potrei chiamarti Moze?”

“Perché Moze?”

“Tu sei Jennifer Mozely e sul tuo cognome c’è Moze, hai capito?”

“Diciamo di aver capito, James è un bel nome”

La maestra anzi, la prof, aveva finito di parlare con i genitori.

“James adesso devo accompagnare Lily all’asilo e oggi ti verrà a prendere il papà alla fine delle lezioni” gli disse sua mamma.

La Bricks disse chi erano gli altri prof:

  • Il prof di scienze si chiamava Sweeny
  • Il prof di storia era il signor Wright
  • La prof di lingue, Ribey
  • Il prof di arte, musica e recitazione, Shycowritz (Saicowiz)
  • Il prof di matematica, Giuseppe Palamara e tutti lo chiamavano Peppe
  • Il prof di scienze della vita era Morrò.

Non vedeva l’ora di conoscerli, fantasticava sui loro volti e sulle loro voci. Chissà come sarebbero stati.

CAPITOLO 4: UNA NUOVA ALLIEVA: VANESSA HUDGENS

Era il giorno dopo a scuola arrivò una nuova allieva Vanessa Hudgens. Aveva i capelli biondi, era magra e veniva da Los Angele, Hollywood. Aveva una voce dolce. Vanessa si sedette vicino a James.La prof se ne doveva andare e arrivò il prof Wright. Arrivò in aula arrabbiato, aveva in mano dei fogli. Prima cominciò a spiegare e nell’ora rimasta fece fare una verifica. Nessuno di loro era pronto, nessuno di loro aveva ripassato durante le vacanze.

Suonò la campanella!!!

CAPITOLO 5

Arrivò Sweeny, dovevano fare un progetto per la fiera di scienze. James chiese a Sweeny se il progetto di poteva fare a coppie.

“Se volete lavorare a coppie le decido io, James tu stai con Jennifer e tu Tyler stai con Vanessa….”

“Sei geloso che Tyler sta con Vanessa?” domandò Jennifer a James

“No!”

“Sei sicuro? Lo si legge dalla faccia che sei geloso”

Erano le 12:30!

James salutò tutti i compagni e tornò a casa da solo.

CAPITOLO 6: BILLY LOOMER

Era passato un mese e a scuola arrivò Billy Loomer. Era un bullo, era alto, aveva i capelli castani, occhi neri ed era un egoista. Entrò in classe e il prof lo presentò ai ragazzi.

“Ciao, mi chiamo James”

A vanessa, le piacevano i ragazzi forti e belli e James non ra uno di quelli. Dopo una settimana James cambiò look, era vestito di nero e quando i ragazzi lo salutavano, li ignorava. Arrivarono Billy e Tyler con un secchiello pieno d’acqua.

“Ehi bello, ti andrebbe di venire con noi a tirare l’acqua a Sweeny?”

“Volentieri”.

CAPITOLO 7: SCHERZI E GITA SCOLASTICA

Andarono nella classe dove c’era Sweeny e fecero uno scherzo, scapparono via dalla finestra. Il prof di scienze se ne accorse, cercò di prenderli ma loro erano stati più veloci.Vanessa, dopo le lezioni invitò James al Mc Donald’s.La mamma di James era meravigliata perché finalmente una ragazza invitò fuori il figlio. James per far colpo su Vanessa, decise di togliere gli orecchini e i pearcing ma alla ragazzina piaceva proprio per come era, così Vanessa se ne andò.I due ragazzi non si videro per una settimana.

Il vice preside Crabs annunciò che domani ci sarebbe stata la gita scolastica e ricordò ai ragazzi di far firmare l’autorizzazione ai genitori.I ragazzi consegnarono l’autorizzazione nell’ufficio del preside. Ned non la fece firmare ai genitori e chiese a James di falsificare la firma della sua mamma, ad un certo punto Crabs porò con sé una specialista di firme e capì che la firma era falsa.

“Ned, se non lo fai firmare entro un’ora resterai qui a studiare!”

“James, aiutami non voglio mancare alla gita” dice Ned.

Ned e James andarono da Jennifer per chiedere aiuto, supplicarono di trovare una soluzione ma nemmeno lei ci riuscì. Alla fine i tre restarono nella scuola e nella classe del signor Lowy. Billy e Tyler arrivarono con delle scatole in cartone e con il disegno di se stessi. James chiese al signor Lowy di prestargli gli occhiali e li fece cadere apposta così il prof crederà che i cartoni sono veri. Alla fine riuscirono a partecipare alla gita. James lasciò Vanessa perché non le piaceva più e visto che lui si innamorò di Jennifer le chiese se voleva essere il suo fidanzato e lui accettò.

Questa è la storia scritta da Giulia e Stefano, bravi ragazzi!!!

Veronica

Il pesce magico di Riccardo ed Emiliano

image-9Ecco uno dei racconti per il progetto delle seconde Elementari.  Abbiamo parlato di expo, di alimentazione, e da questo sono nati tantissimi racconti divertentissimi. tutti da leggere.

In un ristorante importantissimo della città di Magia, stava per arrivare un personaggio importante ma nessuno sapeva chi fosse. I due cuochi, Pentolino e Mestolino dovevano inventare ricette uniche ed importanti.

Ci pensarono giorno e notte, provarono un sacco di ricette ma nessuna andava bene. Una mattina però dopo aver fatto colazione con una squisita torta di lamponi e banane, fatta da Mestolino, decisero di provare queste ricette.

PASTA ALLE CASTAGNE

Ingredienti:

castagne

sugo di lumache

pesce magico

pomodoro verde

pasta

sale giallo

olio di foglie

Come si fa:

Prendere una ciotola grande e mettere dento dieci castagne, mischiare con una bacchetta magica e mettere a cuocere per nove mila ore. Mettere il sugo di lumache e mettere dentro il pesce magico e anche il pomodoro verde, la pasta e anche il sale giallo.

PASTA AL RAGU’

Ingredienti:

pesce al catrame

pasta

cioccolato al miele

ragù al peperoncino

Prendere una pentola altra e metterci dentro novecentonovantanove spaghetti e anche pesce al catrame, aggiungere anche la pasta e pure il cioccolato al miele, aggiungere il ragù al peperoncino e far cuocere nel forno per mille ore.

Attenzione, si parla di ore magiche…

GATTO ARROSTO

Ingredienti:

pesce

gatto

pera nera

formaggio al sapone

mozzarella al peperoncino

Come si fa

Prendere una pentola a pressione, mettere l’acqua e farla bollire, metterci dentro pesce gatto e pera nera, aggiungere formaggio al sapone e mozzarella al peperoncino, aspettare le 8.00 del mattino, a questo punto è tutto pronto.

Il personaggio importante non andò mai a pranzo da Mestolino e Pentolino, ma tutti i piatti piacevano ai loro clienti, per questo furono eletti cuochi dell’anno.

Riccardo ed Emiliano

Questa è stata una coppia davvero magia… perchè con il linguaggio semplice ed a volte non verbale, questi due bambini si sono capiti alla perfezione inventando una storia divertente. Ci siamo divertiti un sacco a scriverla, correggerla e disegnarla. Bravissimi bimbi!

Alessandra

IL CANE E IL PAGLIACCIO ALLA RISCOSSA di Sharon e Alessia, 5 elementare

ilcanepagliaccio

1^ capitolo

LA STORIA DI DEXTER

In una campagna tranquilla, verde e soleggiata, abitava un cane con il pelo liscio e azzurro. Il suo nome era Dexter, era ormai passato un mese da quando il suo padrone lo aveva abbandonato e Dexter si sentì tanto solo.

Prima abitava in una villa grande, con il giardino e Dexter poteva giocare, mangiare, bere e dormire in una cuccia fatta di legno con un materassino morbido. Ora invece, Dexter era costretto a vivere per strada, non aveva più da mangiare e da bere e non aveva un padrone che lo coccolava.

Dexter si chiedeva perchè il suo padrone lo aveva abbandonato, forse perchè aveva il pelo azzurro? Oppure perchè faceva disastri? Forse perchè era troppo vivace? Dexter si chiedeva sempre le stesse cose e si sentiva triste, isolato e voleva trovare un nuovo amico.

Un giorno indossò il suo cappottino rosso e fece un giro in un piccolo sentiero. Mentre camminava per trovare cibo, sentì dei passi e si chiese di chi fossero. All’improvviso davanti a lui si presentò un pagliaccio.

2^ capitolo

IL CANE E IL PAGLIACCIO

Il pagliaccio era alto, aveva un nasino rosso, era simpatico e amichevole. Il pagliaccio prima viveva in una casetta piccola e adorabile dopo, se ne andò da quella stupenda casetta e gironzolò per le strade finchè un direttore di un circo gli chiese di lavorare con lui. Quel giorno vide il cane Dexter e decise di portarlo nella sua tendina da circo e si accorse che era affamato e si prese cura di lui. Dopo un po’ di giorni il cane doveva andare a cercare un padrone ma non riusciva a separarsi dal pagliaccio perchè dopo tanti giorni passati insieme si erano abituati l’uno dell’altro.

Un giorno il pagliaccio verso sera, scoprì una cosa bellissima: Dexter aveva il dono di parlare, lo scoprì giocando con lui. Allora questa era una ragione in più per tenerlo e divennero migliori amici.

Capirono che la cosa più importante è sempre l’amicizia come quando si facevano nuove attrazioni insieme, serviva la fiducia dell’uno e dell’altro.

3^ capitolo

UN’AMICIZIA IMPERDIBILE

Dopo un po’ di mesi erano ancora migliori amici e si sostenevano ancora: si aiutavano, giocavano e ridevano. Loro erano così amici che se uno si sentiva male l’altro lo soccorreva subito.

Dopo due giorni il cane sentì tanto male alla pancia, il pagliaccio si preoccupò, cercò di aiutarlo, però non trovò nessuno e allora gli prese la zampa e dopo un secondo la forza dell’amicizia riuscì finalmente a salvare il cane e tutto si sistemò.

L’amicizia è importante, non ne puoi fare a meno, questo è un bellissimo esempio di amicizia.

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Questo è davvero un esempio di amicizia speciale e Sharon e Alessia ci hanno ricordato quanto siano importanti i nostri amici animali!

Veronica

AMICHE PER LA PELLE di Giorgia e Sofia, 5 elementare

amicheperlapelle

Capitolo 1 L’INCONTRO

Siamo nella prima elementare della scuola Anna Frank, è una scuola primaria ed è arancione a tre piani. Sofia e Giorgia sono due bambine di sei anni però, non si conoscono ancora.

ImmagineSofia è una bambina curiosa, simpatica, giocosa,  pretenziosa, solo qualche volta comica, pazza, geniale e speciale. Sofia è media di statura, capelli lunghi, castani chiaro e occhi verdi.

Giorgia è una bambina simpatica, curiosa, alcune volte antipatica, strana qualche volta, allegra, fragile, speciale. Giorgia è di statura media, capelli castani e occhi azzurri.

Capitolo 2 L’INIZIO DI UNA AMICIZIA

Giorgia e Sofia con il passare del tempo cominciarono a piacersi e pian piano diventarono amiche. Insieme giocavano a sparviero e nascondino che erano i loro giochi preferiti. Facevano anche tante marachelle. Come quando per esempio, si sono arrampicate sul portarotolo della carta igenica e si sono prese una nota di quelle. In quel caso anche Arianna era nel gruppo…

Le due amiche hanno fatto anche cose buone come costruire una casa per le formiche con legnetti e fili di erba trovati in giardino.

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Capitolo 3 NUOVI SPORT

Giorgia già dalla prima elementare faceva nuotImmagine3o e danza e anche Sofia faceva danza. A furia di sentire dire a Giorgia quanto si divertiva a ginnastica artistica decise di seguirla in terza elementare di mercoledì. Giorgia continuò a fare anche nuoto.

Giorgia conobbe per nostra sfortuna, VIOLETTA, un personaggio della tv che diventò un’ ossessione! ed andò anche al concerto! Giorgia anche in classe parlava quasi sempre di questo personaggio. Sofia cercava di cambiare argomento ma per Giorgia diventava un po’ complicato non parlare di lei.

Capitolo 4 UN NUOVO INCONTRO

All’inizio della quarta elementare abbiamo avuto una sorpresa: una nuova compagna Melany. Giorgia l’ha trovata subito simpatica, Sofia invece, l’ha trovata un tantino antipatica poi però ha cominciato ad accettare il suo arrivo.

Immagine4Melany è alta, magra, simpatica, allegra, pazza, strana, speciale. Melany ha anche gli occhi marroni scuro e i capelli neri.

Sofia e Sharon, una loro compagna, insieme a Melany, stavano giocando ad un gioco stupido e Melany per sbaglio tirò un calcio a Sofia vicino agli occhi però, ripeto, per SBAGLIO!!! Sofia capì e la perdonò subito.

Capitolo 5 NUOVE SORPRESE

All’inizio del quinto anno scolastico abbiamo avuto due sorprese: una bella e una brutta. La notizia brutta è che il nostro compagno Angelo è rimasto in Romania, la notizia bella invece, è che abbiamo avuto due nuovi compagni Luca e Chachira.

Sono passati due mesi e quattro giorni e abbiamo avuto una nuova sorpresa: Angelo è tornato!!!

Sofia e Giorgia, sperano di essere promosse per andare alle medie, questa è la quinta non sanno come andrà a finire….
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Questa è la storia di amicizia tra Giorgia e Sofia! Bravissime!!!

Veronica

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