LA SCUOLA PIU’ PAZZA DEL MONDO di Stefania e Gaia

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CAPITOLO 1

FEDERICO

C’era in passato e c’è ancora, una scuola ma non una scuola qualunque, una scuola… pazza! Lì c’erano bulli, bambini maleducati, scorbutici, litigiosi, strambi. Federico Perbene era un bambino bello e molto educato e lo trovavi sempre a giocare da solo con la palla perchè non amava la confusione. Tutte le ragazze lo amavano e lo si capiva perchè indossavano sempre una maglietta con scritto I LOVE FEDERICO.

Federico era conteno di stare in questa scuola ma non più una settimana dopo perchè…

CAPITOLO 2

IL CAMBIAMENTO DI FEDERICO

Purtroppo nella scuola era arrivato un nuovo alunno che si chiamava Loris e le ragazze come spesso succedeva abbandonarono Federico e assediarono Loris. Per Federico fu un affronto difficile da dimenticare così, dopo tre giorni, diventò uno dei bulli peggiori insultando e offendendo i compagni, anche quelli più deboli. I professori lo punirono e lui arrabbiato se ne andò dalla scuola.

Dopo alcuni km di cammino era stanco, si sedette spossato dal caldo e fu grato alla pepsi che si era portato da casa. Dopo aver bevuto, si rimise in marcia però senza meta. Dopo un lungo percorso per il bosco…

CAPITOLO 3

HOLLIWOOD

Arrivò in una cittadina: Holliwood. Federico chiedese ospitalità ad una ragazza e le disse se poteva ospitarlo e la ragazza rispose di si e così Federico dormì a casa di Desirè, così si chiamava la ragazza.

Desirè gli chiese da dove arrivava e Federico rispose che veniva dalla scuola più pazza del mondo, dove lui era diventato bullo. Desirè era una maga molto potente e Federico chiese il suo aiuto per ritornare ad essere quello di prima.

“Non ho questo potere ma posso rimandarti nella tua scuola per riparare i torti fatti”.

CAPITOLO 4

IL RITORNO DI FEDERICO

Detto fatto! La maga catapultò Federico nella scuola più pazza del mondo e tutti stranamente lo accolsero con molto entusiasmo, con baci e abbracci e lo fecero addirittura saltare in aria. Tutto quell’entusiasmo gli fece ricordare le elementari e si mise a piangere tra i singhiozzi.

Da quel giorno tutto cambiò: i bulli smisero di comportarsi male e i ragazzi per bene diventarono molto più per bene. Federico contento ritornò il ragazzino di prima ma più sicuro di sè e più socievole perchè aveva capito che l’amicizia era importante per questo Federico trascorse la prima media in gran serenità con gli amici.

CAPITOLO 5

LE VACANZE ESTIVE

Il giorno dopo erano cominciate le vacanze e quindi quasi tutti i ragazzi prepararono le valigie per tornare a casa ma Federico ed altri pochi ragazzi no perchè restarono a scuola. Federico era così felice di trascorrere le vacanze che cominciò a fantasticare, alzò gli occhi al cielo e pensò ad una meravigliosa piscina e come d’incanto apparì lì proprio davanti ai suoi occhi. Un po’ intimidito si spogliò e si tuffò nell’acqua cristallina. Mentre era sott’acqua sentì il suono ovattato della campanella: “è già ora di pranzo, che fame!!! Mi piacerebbe mangiare cotolette al prosciutto e formaggio e le patatine fritte con ketchup e maionese” E ancora come d’incanto ecco apparire davanti ai suoi occhi una grande tavola apparecchiata. Federico chiamò tutti i compagni rimasti con lui per mangiare ma notò che Marco era molto triste perchè gli mancavano la mamma e papà e voleva tornare a casa. Piangeva e si disperava e urlava che aveva paura di stare da solo in quella strana ma grande scuola. Federico cercò di convincerlo che era meglio stare li che a casa con i genitori che litigano tutte le sere e si rifiutavano di farlo uscire. Ed ecco che piano piano uscì fuori il Federico cattivo. Mandò tutti a letto dicendo che mancava poco alla fine delle vacanze e all’inizio della seconda media.

CAPITOLO 6

LA SECONDA MEDIA

Per Federico la seconda media non fù un grande cambiamento: si sentiva sempre grande e continuava a maltrattare i ragazzini di prima media picchiandoli e rubando le loro merende. I professori lo mettevano spesso in punizione ma senza alcun risultato. Era diventato un mega iper super bullo, il grado di bullo più alto del mondo. Gli amici cercarono di farlo ragionare ma lui continuava e diceva le parolacce, quelle più brutte.

Gli amici, stufi di essere picchiati, lo lasciarono da solo e la sua ira di giorno in giorno cresceva e diventava sempre più forte fino a che, un giorno, Desirè, la ragazza maga, gli si avvicinò e chiese il motivo del suo comportamento. Federico rispose on modo sgarbato dicendo di levarsi di torno altrimenti gliele avrebbe suonate di santa ragione ma lei non si spostò di un millimetro. “Picchiami pure quanto vuoi però io sono qui per aiutarti a superare questa fase di bullismo acuto”.

Federico la guardò con occhi stralunati e con un cenno della testa. La ragazza si fece seguire da Federico nell’aula di stregoneria assoluta per fare alcuni test di bontà e gli chiese di rispondere con sincerità.

“Prima domanda: cosa faresti se vedessi un bambino in difficoltà?”

“Riderei davanti a lui” rispose Federico.

“Via con la seconda domanda: cosa faresti se un bullo stesse rubando qualcosa dallo zaino di un compagno?”

“Aiuterei il bullo” rispose Federico.

Il test continuò per due ore di seguito. I risultati della provaerano però deludenti, Federico era un bullo di grado massimo!

Desirè provò con la magia ma nulla di fatto.

“Dobbiamo lavorare insieme per farti capire quanto sia bello stare con i compagni ed essere amici” disse Desirè a Federico e con grazia uscì dall’aula di stregoneria assoluta lasciando Federico a bocca aperta senza parole.

Per mesi e mesi i risultati cominciarono a vedersi perchè Federico dava i primi segni di miglioramento. Era ancora bullo certo, ma cominciava a sentire dentro di sè una forma nuova, era una vocina che gli diceva di continuare, di sforzarsi. Mancava giusto una buona azione per far cambiare Federico. Desirè non poteva certo aiutarlo perchè non è con la magia che si diventa buoni, tutto deve venire dal cuore. Con questo dubbio Federico andò a dormire.

La mattina seguente era il giorno del diploma, Federico si preparò per andare a scuola. Camminava a passo svelto e saltellava di qua e di là. Girando l’angolo, sul marciapiede di fronte, vide Marco in balia di alcuni bulli (che lui conosceva bene). Marco gridava, spingeva e si disperava mente veniva strattonato. Federico sentì sempre più forte la forza dentro di lui che voleva uscire e senza pensarci su due volte si buttò nella mischia e le prendeva e le dava di santa ragione ma alla fine riuscì a salvare Marco e insieme, si incamminarono verso la scuola.

Cinque minuti dopo Federico era già nella sala delle conferenze dove il preside chiamava gli alunni per consegnare loro il diploma. Federico venne chiamato per primo e i suoi voti erano eccezionali e passò alle superiori senza problemi ma lui non sapeva spiegare il perchè. Ci riflettè un po’ su e dopo sorrise. Scoprì il perchè, Marco aveva mandato alla scuola il filmino di Federico che lo salvava. Federico sorrise ancora di più felice di aver ritrovato gli amici.

Grazie a Stefania e Gaia per questa bellissima storia.

Veronica

UN AMICO SIMPATICO!! di Ylenia e Leonardo, 5 elementare

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IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Un giorno in un parco c’era un bambino di nome Daniela, era alto, capelli biondi, occhi castani, veniva dalla Liguria. Un giorno voleva andare a scuola ma il primo giorno non si era trovato bene anzi, si era trovato male. Non si era fatto nemmeno un amico. La seconda scuola si chiamava Anna Frank, era molto grande e bella e aveva un cortile con un’altalena, girandole, dondoli ed infine, c’era una mongolfiera vinta nell’anno 1964.                                                                                                                                   Daniele non aveva amici perchè era diverso, visto che veniva da un altro paese e aveva diversa carnagione.                                                                                                          La lezione era molto bella perchè il maestro era molto simpatico, sembrava un clown ma anche difficile perchè Daniele si sentiva in difficoltà.                                                         A pranzo incontrò un bambino che si credeva il bullo e Daniele gli disse di calmarsi ma lui non lo ascoltò quindi, Daniele cercò di fare amicizia però non era come gli altri bulli anzi, era diverso: era simpatico, grassotto e rompi, non lo sopportava nessuno della scuola, aveva i capelli castani, occhi verdi, jeans e una maglietta con un pugno disegnato…. era dispettoso e si chiamava Marco.

L’AMICIZIA

Daniele aveva visto che Marco stava aprendo il suo armadietto. Stava prendendo uno strano libro, il professore però lo chiamò con grandi grida perchè era in ritardo per la lezione, Marco corse lasciando l’armadietto aperto. Così, Daniele diede una sbirciatina e vide che il libro in realtà era il diario del bullo, decise di leggerlo: ” Caro diario, anche oggi non sono riuscito a farmi degli amici, forse perchè alcune volte sono antipatico con loro quindi, cerco di chiedergli scusa ma appena mi avvicino scappano tutti”.                                                                                                                                                Daniele mise via il diario e si mise a piangere commosso di sapere che il bullo era un bambino gentile in cerca di amici. Appena il bullo uscì dall’aula Daniele gli raccontò tutto quello che era successo e il bullo gli chiese scusa per quello che aveva fatto in mensa. Così Daniele e Marco diventarono amici. Scoprirono così che la loro amicizia era importante, avevano interessi diversi. Daniele giocava a basket, faceva parte di un gruppo teatrale, qualche volta leggeva. Marco pattinava, giocava a rugby e strano a dirsi, frequentava un corso di hip hop. Entrambi avevani amici diversi, frequentavano posti diversi ma con il passare del tempo la voglia di fare qualcosa insieme aumentò. Finì così che Daniele si ritrovò a provare qualche passo di hip hop e Marco si ritrovò a provare qualche scena di uno spettacolo teatrale per la scuola.                                    Cambiarono entrambi, Daniele imparò ad affrontare situazioni diverse con grinta ed entusiasmo, Marco imparò a non essere arrogante e ad ascoltare gli altri. Impararono però che la loro amicizia era una vera amicizia e che potevano sempre contare su di loro.

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Il cambiamento raccontato da Ylenia e Leonardo di 5° elementare, bravissimi davvero!

Veronica

Destinazione Progetti scuole.. cosa pensano di noi..

Destinazione Libri come sapete, si occupa di Progetti con le scuole ma cosa pensano davvero di noi i bambini?

Ieri siamo entrate in classe e i bambini di una seconda elementare ci hanno letto il “riassunto” del primo incontro che abbiamo fatto con loro…

DIVENTIAMO SCRITTORI (IL PRIMO INCONTRO PROGETTO LETTURA)

Giovedì abbiamo partecipato al primo incontro del “Progetto lettura”. Così abbiamo conosciuto Veronica e Alessandra due specialiste che ci guideranno in questo magico mondo dei libri.

Dopo essersi presentate Veronica ed Alessandra ci hanno spiegato che quest’anno a Milano ci sarà un grande evento: L’EXPO. Si tratta di una gigantesca fiera a cui parteciperanno tante nazioni e che avrà come tema il CIBO.

Guidati dalle nostre specialiste e divisi in piccoli gruppi abbiamo iniziato a pensare alla realizzazione di un libro scritto da noi i cui protagonisti dovevano essere proprio gli alimenti: patate, pomodori, peperoni… che prenderanno vita e si animavano. Ogni gruppo dopo aver pensato alla sua storia e scelto i protagonisti del suo libro è passato alla realizzazione della copertina e del titolo.

Lavorare alla copertina è stato molto divertente perchè oltre che disegnarla l’abbiamo decorata con diversi materiali: pasta, bottoni, nastrini, perline… alla fine dell’incontro le nostre copertine erano pronte e Veronica ed Alessandra ci hanno fatto i complimenti per come erano venute.

Non vediamo l’ora che arrivi il secondo incontro per poter proseguire questa bella avventura e iniziare a scrivere il nostro libro.

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UN’AMICIZIA SINCERA di Sonia, 5 elementare

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1 CAPITOLO

IL VIAGGIO

C’era una volta una bambina di nome Wendy, era ungherese e di pelle scura. Era alta, magra e molto simpatica. Wendy viveva in Ungheria nella zona di Budapest ma qui non aveva molti amici. Un giorno decise di partire per l’Italia, a Roma, per conoscere nuovi amici. I suoi genitori di nome Mary e Gionatan non erano proprio convinti della sua decisione perchè amavano la loro città. Ma ad un certo punto presero la decisione di partire per Roma.

“Subito i bagagli!” disse la mamma.

“Li preparo subito!” disse Wendy.

“Gionatan, vai a prendere subito i iglietti per Roma” esclamò la mamma.

Wendy salì nella sua cameretta, prese la valigia e cominciò a mettere dentro gli abiti. Poi scese tutta di fretta e cominciò a cantare una breve canzone: “Si parte si!, Si parte si! Si, si, si, si parte per Roma!”

“Ma Wendy sei così felice perchè partiamo?” chiese la mamma.

“Si mamma sono proprio felice per questo” rispose Wendy.

2 CAPITOLO

LA PARTENZA

“Pronti per il decollo?, Questa è la prima partenza per Roma!” disse il pilota.

“Mamma, mamma guarda giù, ci sono le nuvole” esclamò Wendy.

“Si Wendy le nuvole, ma sai che adesso ci stiamo trasferendo?” chiese la mamma.

“Si mamma, non vedo l’ora di trasferirmi a Roma perchè voglio conoscere nuovi amici” rispose Wendy.

“Nuovi amici? ma perchè non me l’hai mai detto?” chiese la mamma.

“Perchè pensavo che tu ti arrabbiassi con me e…. non te o volevo dire ma pensavo che questa occasione mi tirasse su il morale per dirtelo” rispose Wendy.

“Wendy, Wendy, me lo potevi dire ti avrei potuto aiutare”

“Si mamma ho sbagliato lo so ma non riuscivo a dirtelo, io sono felice perchè andiamo in un posto dove non siamo mai andati” disse Wendy.

“Forse un giorno potrai diventare una geografa” disse la mamma.

“Ma… io non voglio diventare una geografa, io voglio diventare una veterinaria”

Due minuti dopo il pilota annunciò che stavano per atterrare.

3 CAPITOLO

A ROMA

Finalmente la famiglia arrivò a Roma, Wendy era molto felice. Prima di raggiungere l’albergo andarono a visitare il Colosseo. Il Colosseo era grandissimo e c’era moltissima fila per entrare. Wendy si ricordò di una lezione di storia che aveva fatto in classe: “i romani facevano delle gare con i cavalli, Re Cesare faceva i segnali con il pollice… se il pollice era giù, venivano mangiati dalla belva, se era su non venivano mangiati” Wendy iniziò a raccontare alla mamma e al papà quello che sapeva su Roma. Usciti dal Colosseo andarono verso il Campidoglio, uno dei sette colli su cui venne fondata Roma. Wendy prima di partire era andata in biblioteca e aveva letto tantissimi libri su Roma. Non vedela l’ora di andare a vedere la Fontana di Trevi, Piazza di Spagna, la Basilica di San Pietro.

4 CAPITOLO

DELLE AMICIZIE D’AFFRONTARE

Mentre giravano per Roma un bambino di nome Andrea si scontrò con Wendy.

Bum! “Oh scusa” disse Andrea.

“Oh scusa” disse Wendy

“Ma tu come ti chiami? Io mi chiamo Andrea”

“Io mi chiamo Wendy e ho 9 anni, tu quanti anni hai?”

“Io ne ho 10, abiti qui a Roma?” chiese Andrea.

“Mi sono appena trasferita con la mia famiglia, non conosco ancora nessuno” disse Wendy.

“Conoscerai tantissima gente, noi romani siamo amici di tutti, abbiamo un certo fascino” esclamò Andrea.

Il giorno dopo Wendy iniziò la scuola e caso vuole incontrò Andrea. Andrea era molto felice di aver rincontrato Wendy. A Wendy piaceva molto questa nuova scuola, i maestri erano simpatici e divertenti, si studiavano tante materie ed era tutto diverso da Budapest. Andrea aveva tanti amici a scuola e Wendy pian piano iniziò a conoscere nuovi compagni ma, aveva paura che nessuno l’accettasse perchè era straniera e non parlava bene l’italiano. Anche Andrea le stava lontano e Wendy era molto triste. Un giorno entrò in classe la maestra di italiano, la signora Lodigiani.

“Bambini, oggi vi parlerò della diversità. Anche se un bambino ha il colore della pelle diverso, parla una lingua diversa dalla nostra, deve essere sempre accettato e non escluso” iniziò a spiegare la maestra Lodigiani.

Wendy dopo queste parole pensò che forse, non sarebbe stata esclusa e che avrebbe trovato degli amici. I suoi compagni capirono che la maestra aveva ragione e si resero conto che in classe c’era una bambina straniera cioè Wendy. Quel giorno tutti iniziarono a parlare con lei e Wendy e Andrea iniziarono a conoscersi sempre di più diventando migliori amici. Wendy era molto felice, le piaceva la nuova scuola e soprattutto vivere a Roma. Anche la sua famiglia era molto felice.

Ricordiamoci che essere diversi non vuol dire non essere accetati ma si può essere amici anche se si parlano lingue diverse o se si ha un colore di pelle diverso dal vostro.

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Io, non ho altro da aggiungere, davvero complimenti Sonia!

Veronica

L’AMICIZIA DIVERSA di Giacomo e Loris, 5 elementare

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1 CAPITOLO

C’era una volta un bambino di nome Gianluca. Questo bambno veniva preso in giro da tutti quelli che lo vedevano perchè era su una sedia rotelle. Lui non era molto socievole quindi, non aveva amici. Gianluca andava in una scuola molto grande in una città dell’America. Questa scuola era frequentata da molti ragazzini alcuni simpatici altri invece meno. Gianluca era un bambino magro, coi capelli castani, un bambino abbastanza alto e aveva occhi azzurri. La sua pelle era un po’ scura e aveva una brutta malattia.

2 CAPITOLO

In questa scuola Gianluca incontrò un bambino che era simpatico con tutti e molto forte. Questo ragazzo si chiamava Francesco aveva i capelli castani e occhi verdi, era alto e aveva una cosa che nessun altro aveva: sapeva difendere i ragazzi in difficoltà.             Gianluca e Francesco diventarono amici, facevano proprio tutto insieme! Ma un giorno iniziarono a discutere perchè Gianluca pensava che Francesco stesse con lui perchè era su una sedia rotelle e quindi gli faceva pena ed era un modo per farsi vedere bene dagli altri e la loro amicizia finì. Allora tutte le volte che si incontravano non si salutavano neanche quindi, Gianluca rimase senza amici.

3 CAPITOLO

Dopo un po’ di tempo Gianluca chiese scusa a Francesco perchè aveva capito che Francesco gli voleva davvero bene e lo accettava per quello che era e ritornarono amici. Andando a scuola Gianluca e Francesco incontrarono dei ragazzi non graditi che prendevano in giro Gianluca. Allora Francesco si intromise dicendo loro che se ne sarebbero dovuti andare via perchè avrebbe dovuto ricorrere alle maniere forti ma loro continuarono a prenderlo in giro quindi, Francesco iniziò a toglierli di mezzo. Li fece tacere passando alle mani. Gianluca ringraziò Francesco invitandolo a mangiare una pizza in un ristorante ma lui non accettò perchè aveva un impegno molto importante che non voleva dire a Gianluca.

4 CAPITOLO

Infatti, Francesco doveva traslocare in un’altra città ma loro riuscirono a tenersi in contatto ugualmente con il computer. Francesco lasciò quella città con una lettera ai suoi compagni che iniziava così: “Voi dovete rispettare Gianluca perchè lui è un bambino come tutti voi quindi, non dovete fare quelle facce strane quando lo incontrate….”

5 CAPITOLO

Un giorno come tanti altri Gianluca andando a scuola incrociò una macchina rosso scuro che si fermò davanti a Gianluca. Gianluca all’inizio si spaventò però, quando vide chi c’era dentro, si meravigliò: era Francesco che felice gli disse che era tornato allora Gianluca e Francesco non si separarono più.

Gianluca e Loris, siete riusciti a parlare di un argomento importante: la disabilità ricordando che tutti i bambini sono uguali e quanto è fondamentale l’amicizia e l’aiutarsi. BRAVISSIMI!

Veronica

AMICIZIA SPORTIVA, di Niccolò, Chiara e Angelo, 5 elementare

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Capitolo 1

STEFANIA

Mi presento sono Stefania ho 12 anni e frequento la scuola “Passioni & Talenti”, la stessa del mio migliore amico Emanuele che ho conosciuto al parco “Sempione” grazie al mio cagnolino Spike. Il mio hobby è quello di modellare delle cose molli tipo: pongo, antistres, impasti e gomme. La mia passione è il nuoto e sono la seconda più brava della squadra e questo mi fa molto arrabbiare quindi, la mia rivale è la prima cioè Jessica. Io sono magra e abbastanza alta, ho le lentiggini, i capelli marroncini e gli occhi marroni scuro. Sono una tipa molto timida e gentile.

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Capitolo 2

EMANUELE

Ciao, io sono Emanuele, ho 13 anni però compiuti da poco e frequento la scuola “Passioni & Talenti”. La mia migliore amica è Stefania che ho conosciuto al parco con il suo cagnolino Spike che mi è saltato in braccio. Il mio hobby preferito è cucinare: pizza, hamburger e hot dog. Io tifo il Milan e così ho deciso di fare calcio, gioco nella squadra del Barcellona dove, purtroppo, gioca il mio acerrimo nemico Giacomo. Io sono alto, magro, porto gli occhiali però ogni tanto. Io sono simpatico e certe volte un po’ sciocco perchè non mi piace che mi mettono in panchina soprattutto quando mi sostituiscono con Giacomo.

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Capitolo 3

LA FESTA DI HALLOWEEN

Nella scuola “Passioni & Talenti” oggi era un giorno speciale perchè era Halloween (31 Ottobre); nella classe di Emanuele, tutti i suoi compagni, parlavano dei loro costumi tranne lui. A Emanuele non piaceva Halloween quindi, si sentiva escluso e triste. Halloween proprio lo detestava! Stefania invece, era tutto il contrario: adorava e rispettava i morti perchè ogni anno si ricordava che il suo adorato papino era lì, lì in cielo.

A scuola tutti sapevano che quella sera stessa ci sarebbe stata una festa paurosa organizzata dai professori di arte immagine perchè doveva allestire l’aula e si chiamava Immaginator, la De Scisciola, profesoressa di lingue che serviva a insegnare agli alunni delle lingue strane e infine, il maestro di motoria Tromboni che serviva ad animare la festa. Arrivò l’ora della festa. Verso le 21.15 Stefania chiamò Emanuele al cellulare e gli disse: “Ciao Emanuele tu vieni alla festa?” Emanuele facendo finta che il cellulare avesse dei problemi non rispose. Allora Stefania senza arrendersi gli messaggiò scrivendo: “Ehi raga ci sei?” Emanuele le mandò un audio con degli strani rumori allora Stefania un po’ incuriosita andò a casa di Emanuele. Arrivata suonò il campanello ed Emanuele agitato guardò dallo spioncino chi era. Appena si accorse che era Stefania uscì un po’ impaurito. Stefania spaventata gli chiese cosa fosse successo ed Emanuele le disse che aveva paura di Halloween. Stefania un po’ confusa gli chiese se poteva venire ma Emanuele rispose: ” No, non ci tengo!”. Allora Stefania gli disse: ” Ok… lo chiederò a Mirko”. Emanuele un po’ ingelosito disse: “No, credo che verrò anche io perchè voglio conoscerlo, sto Mirko”. I due amici si avvicinarono a casa di Mirko.

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Capitolo 4

MIRKO

Ciao, io sono Mirko ho 13 anni. Io frequento la scuola “Passioni & Talenti” e devo dire che non ho tanti amici. I miei migliori amici sono: Jessica e Giacomo e ho un’altra amica: Stefania. Il mio hobby è andare in palesra per farmi gli addominali. Io però, gioco a calcio nella squadra del Real Madrid. Sono muscoloso, alto, magro, ho la cresta alla Ronaldo. Il colore dei miei capelli è il marrone e me li sono fatti un po’ gialli, sono simpatico e mi arrabbio facilmente quando mi mandano in panchina o mi danno i cartellini.

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Capitolo 5

FESTEGGIAMENTI

Arrivati a casa di Mirko, Emanuele ne fu felice perchè era il suo ex compagno di scuola. Anche Mirko fu felice di vedere Emanuele e Stefania. C’ era un problema: al ballo ci voleva un “partner” che però i tre non avevano, almeno Stefania. I tre finalmente furono al ballo: cominciarono subito a gasarsi ballando, cantando e scherzando insieme ai compagni. Ad un certo punto iniziarono i lenti dove Emanuele e Mirko iniziarono a ballare con due ragazze pon-pon che erano dell’altra scuola però, Stefania odiava le ragazze dell’altra scuola e quindi, propose loro una sfida che consisteva in: ballo, atletica e ginnastica artistica anche se non l’avrebbe mai detto e le ragazze accettarono.

Capitolo 6

LA SFIDA

Inizia la sfida, le ragazze e i ragazzi della scuola “Passioni & Talenti” decisero di mandare in sfida Emanuele hip-hop, Stefania l’atletica e Mirko ginnastica artistica che però venne cambiata in una sfida di rapper. I gareggianti noleggiarono un arbitro. 1,2,3 e l’arbitro dichiarò aperta la sfida e disse: ” iniziamo con hip-hop, i concorrenti si facciano avanti!” E con un hip e un hop vinse la scuola “Passioni & Talenti”. Poi l’arbitro chiamò i concorrenti di atletica e con un flash vinse sempre la scuola “Passioni & Talenti” e l’arbitro per la terza volta chiamò i concorrenti e anche staolta di Rap e con un Jo e un Jo vinse di nuovo e per la terza volta la scuola “Passioni & Talenti”. Fiera Stefania andò via dalla festa insieme a Mirko ed Emanuele.

Capitolo 7

AMICIZIA

Dopo la festa i tre amici tornarono nelle loro case. Tornati a casa, dopo aver cenato, accesero il cellulare e iniziarono a chattare su What’s Up sul gruppo “Il trio d’oro” e si raccontarono un sacco di robe però una notizia tolse il fiato a Mirko e soprattutto a Stefania che si mise a piangere.

Ste: Hey la!

Ema: Ciao! Volevo…

Mirko: Wee! Come Butta?

Ema: Volevo…

Ste: Butta bene

Mirko: Sono contento

Ema: Scusate =(

Ste: Cosa?

Mirko: Che?

Ema: Ho una brutta notizia in corso! =(

Mirko: Spara!

Ste: Già, sputa il rospo

Ema: Lo so che è una brutta cosa ma mi trasferirò a Barcellona!

Mirko: Perchè?

Ste: No, quando parti?

Ema: Domani mattina, perchè ho la Champions league!

Ema: A Ste ti devo dire un segreto, viene anche Mirko.

Mirko: Si

Ema: Purtroppo

Ste: Quando tornate?

Mirko: Non lo sappiamo ancora!

Ema: Ti avvisiamo al nostro arrivo

Ste: Ciaooooooooo! avviserò la classe.

Capitolo 8

UN’AMICIZIA LONTANA

La mattina seguente Emanuele e Mirko partirono lasciando Stefania alla stazione che piangeva! I due amici non erano in condizioni migliori perchè erano molto legati a Stefania. Il giorno dopo Stefania andò a scuola da sola e sconsolata che pensava e ripensava ai bei momenti passati insieme. Invece, Emanuele e Mirko erano già agli allenamenti.

I tre amici diventarono grandi, i due maschi ormai avevano 20 anni e giocavano in squadre molto conosciute. Stefania aveva 19 anni e diventò una nuotatrice professionista e la più forte della squadra. I tre rimaser amici dedicandosi: Emanuele e Mirko ai goal e Stefania alle medaglie sapendo che un giorno si sarebbero ritrovati e avrebbero passato ancora tempo insieme soprattutto sapendo che, erano dei grandi campioni.

L’amicizia è sempre attiva anche quando gli amici sono lontani!

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Niccolò, Chiara e Angelo, davvero complimenti, questo piccolo libro è stato scritto davvero bene, bellissimi disegni e siete riusciti a far capire che anche se si vive in poti diversi si può essere lo stesso amici!

Veronica

UN INCONTRO IN VOLO di Alessandro e Maria Stella, 5 elementare

copertina1Capitolo 1

PERCHE’  NEMICI?

C’erano due aquile, una si chiamava Laion e l’altra Frilly. Laion si montava di essere l’aquila più forte, prendeva in giro Frilly pensando che era debole, in realtà Frilly sotto sotto era coraggiosissima. Loro vivevano sulla montagna famosissima FLIK-FLOK, era piena di fiumi, ruscelli e tantissimi fiori colorati. Ma la cosa che piaceva di più alle due aquile era quell’inconfondibile profumo di lavanda. Frilly era bellissima, dolce ma molto timida invece, Laion era un’aquila maestosa, chiacchierona e antipatica.

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Capitolo 2

L’ARRIVO DEL CACCIATORE

Un giorno un cacciatore di nome Joker arrivò in montagna per passare la sua bellissima vacanza a cercare di uccidere qualche aquila, ma il suo vero passatempo preferito non era ucciderle ma vederle morire lentamente. Mentre Joker si aggirava tra i fitti alberi di montagna sentì un battito d’ala, si girò e vide Laion, la povera aquila si spaventò e scappò.

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Dalla paura si nascose nella grotta Artur però, non si rese conto di essere circondato dai suoi “falsi” amici, preso dalla vergogna iniziò a dire bugie dicendo di avere ucciso il terribile cacciatore. Uscito dalla grotta si mise a piangere senza sosta, Frilly lo sentì e decise di seguirlo preoccupata.

Capitolo 3

LA SINCERITA’ DI LAION NEI CONFRONTI DI FRILLY

Intanto, il cacciatore cercava Laion ma ormai era calata la notte e rassegnato andò a dormire furioso di non aver catturato nessuna aquila. Il mattino seguente Joker si alzò di scatto, prese il fucile, uscì di casa e vide Laion sdraiato a prendere il sole, non si lasciò scappare l’opportunità di catturarlo e ferirlo. Il cacciatore prese subito il fucile, sparò e lo ferì gravemente all’ala, lo catturò e lo rinchiuse in una vecchia e mal conciata gabbia. Il povero Laion distrutto si sdraiò tra i ragni e i vermi della vecchia gabbia.

Capitolo 4

L’AMICIZIA TRA LAION E FRILLY

Frilly era a casa a guardare la tv, incominciò a volare senza motivo, magari solo per sfogarsi un po’. Ad un certo punto avvertì un brutto presentimento, tornò a casa e si accorse che Laion non c’era. Frilly si spaventò e andò a cercarlo ma non lo trovò.

Il giorno dopo continuò la sua ricerca e lo vide in una gabbia ferito. Cercò di aprirla a beccate ma non riuscì allora, disperati i due si arresero. Laion vide la chiave e con un filo di voce avvertì Frilly che la prese e lo liberò. Scapparono e si nascosero in un buco di albero molto largo. Frilly curò Laion e fu solo in quel momento che Laion chiese scusa a Frilly per tutto quello che le aveva fatto e la ringraziò. Frilly accettò le sue scuse e all’improvviso sentirono una strana emozione:era l’AMICIZIA! 

Da li incominciarono a fare tantissime avventure divertenti e scoprirono il vero significato della parola Amicizia.

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BRAVISSIMI RAGAZZI!!!

Veronica

Un vero Amico di Martina e Gaia

un vero amico martina e gaiaMARTINA CONOSCE MARCO

capitolo uno

C’era una volta una bambina di nome Martina, era altra, aveva i capelli lunghi neri, gli occhi neri e aveva dieci anni. Martina frequantava la quinta elementare della scuola Cesare Cantù. A Martina piaceva andare all’oratorio che era molto grande e c’erano molti giochi, c’era il campo da calcio, il campo da basket e da pallavolo.  c’era uno spazio “giovani” che era molto grande, la cucina e il pin pong, il tavolo da carte e potevano entrare solo i ragazzi e ragazze dai tredici anni in sù. La cucina era uno spazio dove i bambini potevano imparare a cucinare. Il parco era molto grande, si trovavano la fontanella ed un gazebo dove poter festeggiare i compleanni.

Un giorno mentre Martina stava giocando in oratorio, incontrò marco. Marco era un ragazzo che frequentava la scuola Cesare Cantù, infatti §Martina l’aveva già visto durante l’intervallo ma non si erano mai presentati. Marco era alto e magro, aveva i capelli castani ricci e corti. Era molto sportivo e si vestiva bene, era anche molto educato.

La scuola Cesare Cantù che frequantavano entrambi era grande, aveva du piani. nel primo  piano si trovavano le prime e le seconde, nel secondo piano le terze, le quarte e le quinte. In cortile c’era il calcetto, rosso e nero e potevano giocare quattro persone.

Un mercoledì mattina Martina va a scuola con un po’ di paura, doveva essere interrogata in italiano, aveva paura perchè lei non conosceva bene l’italiano, arrivava da un altro paese. Martina arriva dalla Cina ed era in Italia da soli quattro anni.

Entrò in classe, andò a sedersi all’ultimo banco e iniziò a ripassare i verbi per l’interrogazione.

Dopo pochi minuti entrò in classe la maestra Emma. Emma era latra, capelli corti, ricci e castani, occhi scuri ed era molto severa. Quando interrogava chiamava gli alunni uno ad uno e chiedeva i verbi. Quel giorno toccò a Martina: Martina dimmi il congiuntivo presente del verbo essere!

Emma non aveva studiato e non seppe rispondere, così prese cinque.

L’AIUTO DI MARCO

capitolo due 

Quel Pomeriggio Martina andò all’oratorio ed era molto triste. Marco stava giocando a calcio, quando finiì la partita si avvicinò a lei.

-Ciao Martina, cos’è successo?   Chiese il ragazzo.

-Ciao Marco, oggi ho preso cinque nell’interrogazione di italiano, sui verbi. Rispose la ragazza.

Marco era molto bravo in quella materia e decise di aiutare Martina.

– Martina, ti aiuto io a studiare, stai tranquilla.

Marco invitò Martina a casa sua per studiare, la sua casa era grande e i due amici andarono in cameretta.

C’era un letto ed un armadio marrone. Si misero a studiare seduti davanti ad una scrivania rossa.

Marco prese un libro a pagina centoventi dove c’era la tabella dei verbi e iniziò a leggerli.

Martina si trovava bene con Marco, riusciva a capire i verbi e memorizzarli.

-Martina dimmi l’indicativo presente del verbo essere. Disse Marco

– Io sono, tu sei, egli è… iniziò a ripetere lei.

Marco era molto contento e soddisfatto dei risultati di Martina. Ormai era sera e Martina andò a casa felice di aver trascorso questa giornata

IL BEL VOTO DI MARTINA

Il giorno seguente Martina andò in classe e la maestra Emma la interrogò:

-Martina, dimmi l’indicativo presente del verbo essere

– Io sono, tu sei, egli è….   rispose Martina.

L’interrogazione continuò bene e lei doveva solo ringraziare Marco.

Martina prese otto, era molto contenta ed anche la maestra lo era perchè era la prima volta che Martina prendeva un voto così alto nella sua materia.

Martina comprò un regalino per Marco che gli diede in oratorio quando si sono visti nel pomeriggio.

– Marco grazie per avermi aiutata a studiare i verbi, ti ho comprato dei dolci per ringraziarti.

-Prego, gli amici si aiutano l’un l’altro e grazie per i dolci, rispose Marco

I due amici scrissero insieme questo:

 
cuore martina e gaiaL’amicizia è come il sole… le nuvole possono coprirla ma mai spegnerla!

 

 

 

 

 

 

 

Questo è il racconto di Martina e Gaia, le nostre piccole autrici. Bravissime, continuate così.

E voi cari lettori, cosa ne pensate?

Scriveteci, aspettiamo i vostri commenti

 

Alessandra

 

 

La speranza non si perde di Ashley, Seila, Alberto

la speranza nonsi perde maiLA CASA SULL’ALBERO

capitolo uno

C’era Una famiglia felice.

Erano molto ricchi e avevano buone condizioni di vita.

Il padre era il capo degli operai, avevano una villa di tre piani con piscina e vista panoramica, avevano cinquanta cavalli e due conigli.

Un giorno il bambino di nome Bastian ha avuto una brillante idea e disse al padre:

– Papà papà ho avuto una brillante idea!

– Cosa figlio mio?

– Potremmo fare una casetta proprio sul nostro albero preferito! Disse il figlio.

– Va bene però non subito

– ok papà!

Dopo qualche giorno si misero al lavoro, quando finirono la casa sull’albero fu uno spettacolo magnifico, da dipinsero all’interno di giallo ocra e all’esterno marroncino chiaro, era lussuosa con un tappetino rosso e tende bianche.

UN MOMENTO TRISTE

secondo capitolo

 

Un giorno la madre Isabete, il padre Emanuele e il figlio Bastian salirono sulla casetta, restano a giocare per tutt ala mattina, Isabete e Bastian poi andarono a prendere un po’ di cibo.

Quando tornarono con il pranzo trovarono  la casa distrutta e il padre sotto il legno. La mamma lasciò cadere il cibo per terra e andrò a togliere il legno caduto addosso a Emanuele, il figlio andò a chiamare i vicini per aiutarli. Chiamarono anche i soccorsi, si era fatto male.

Quando arrivò l’ambulanza era ormai troppo tardi ma Isabete sperò che il marito potesse farcela.

Arrivati in ospedale i medici le dissero che il marito non avrebbe resistito per molto tempo. Isabete non si rassegnava e non lo lasciava mai da solo. Dopo qualche giorno Emanuele morì.

Tornati alla vita di tutti i giorni Isabete e Bastian si resero conto  che la famiglia era piena di debiti e funo costretti a vendere la casa.

SUOR MARIUCCIA

capitolo tre

 

Per mangiare andavano fuori dalla Chiesa chiedendo soldi ai passanti.

Un giorno una suora molto gentile di nome Mariuccia invitò Isabete e Bastian per parlare di quello che fosse successo e questa suora li vedeva sempre allo stesso posto.

Quando ebbero finito di parlare li invitò a casa propria per farli restare il tempo necessario a trovare un lavoro per la madre ed una scuola per il figlio. Suor Mariuccia trovò un impiego come barista per la mamma ed una scuola per Bastian.

Riuscirono ad avere abbastanza soldi per avere una cosa loro, ma ormai l’amicizia e l’affetto con la suora era diventato così forte che decisero di stare tutti insieme.

la speranza non si perde maiDopo tanti anni di studio scoprirono che Bastian era un genio della matematica, ottenne una borsa di studio e riuscrì ad avere amici molto simpatici.

 

Loro sono Ashley, Seila e Alberto.  Bravissimi ragazzi. continuate così.

Lettori, noi aspettiamo i vostri commenti..

scriveteci

Vi aspettiamo.

Alessandra

 

 

 

Il coraggio può far cambiare di Karim Harhouri, Federico Pagani, Vincent manto

il coraggio può far cambiare copertinaPrimo capitolo

DELLE VOCI

C’era una volta un uomo che aveva molta paura di andare sul monte Bianco perchè aveva sentito delle persone che dicevano cose strane.

Quest’uomo si chiamava jhon ed era timido, non era molto coraggioso, era educato e aveva molti amici.

Gli abitatni del villaggio dicevano:

– Sul monte Bianco c’è un gigante!

Altri dicevano:

– Il gigante è un mangia uomini!

Alcuni, di notte sentivano degli strani rumori provenire dal Monte Bianco, il monte Bianco è il monte più altro della catena montuosa.

Jhon viveva nel villaggio proprio sotto il monte Bianco e da casa sua si vedeva la grotta del gigante, Jhon era incuriosito e voleva andare a vedere il gigante e se le voci fossero vere. Un giorno Jhon, parlando con gli amici, decisero insieme di andare sul monte Bianco per vedere il gigante.

Secondo Capitolo

IL GIGANTE

Arrivati in cima scoprirono che il gigante era buono perchè gli offrì il tè e li ospitò gentilmente, il gigante era alto tre metri e aveva le mani grandi ed era rosa di pelle.

jhon nella grotta notò che c’era un cumulo di ciocchi di legna, ecco spiegati i rumori durante la notte (perchè il gigante aveva paura degli uomini e quindi usciva di notte)

Quando tornarono al villaggio dissero a tutti che il gigante era buono e che non mangiava uomini. Siccome non gli credettero, un giorno tutti gli abitanti del villaggio andarono sul monte Bianco per verificare se il gigante era veramente buono e gentile.

Quando tutti arrivarono in cima videro che il gigante era buono e gentile perchè li ospitò e perchè praparò un tè caldo per tutti.

Quando tutti stavano scendendo al villaggio il sindaco chiese al gigante se volesse andare con loro, il gigante accettò e vissero  sempre insieme felici e contenti.

il coraggio di cambiareQuesta storia insegna che come questi uomini bisogna avere coraggio per affrontare le cose nella vita e quindi poter cambiare.

Autori: Karim Harhouri, Federico Pagani, Vincent manto

Bravi ragazzi, continuate a scrivere, e se volete noi aspettiamo i vostri racconti.

 

E voi cari lettori? Cosa ne pensate? sono stati bravissimi!!!!!!!!!!!

 

Scriveteci…

Al prossimo racconto..

Alessandra e Veronica