CARNEVALE

maschera 1Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresentò un periodo di festa ma soprattutto di rinnovamento simbolico, durante il quale il caos sostituiva l’ordine costituito, che però una volta esaurito il periodo festivo, riemergeva nuovo o rinnovato e garantito per un ciclo valido fino all’inizio del carnevale seguente.  Il ciclo preso in considerazione è, in pratica, quello dell’anno solare. Nel mondo antico, romano, la festa in onore della dea egizia Iside, importata anche nell’impero Romano, comporta la presenza di gruppi mascherati, come attesta lo scrittore Lucio Apuleio nelle Metamorfosi (libro XI). Presso i Romani la fine del vecchio anno era rappresentata da un uomo coperto di pelli di capra, portato in processione, colpito con bacchette e chiamato Mamurio Veturio. Durante le antesterie passava il carro di colui che doveva restaurare il cosmo dopo il ritorno al caos primordiale. In Babilonia poco dopo l’equinozio primaverile veniva riattualizzato il processo originario di fondazione del cosmo, descritto miticamente dalla lotta del dio salvatore Marduk con il drago Tiamat che si concludeva con la vittoria del primo.

Durante queste cerimonie si svolgeva una processione nella quale erano allegoricamente rappresentate le forze del caos che contrastavano la ri-creazione dell’universo, cioè il mito della morte e risurrezione di Marduk, il salvatore. Nel corteo c’era anche una nave a ruote su cui il dio Luna e il dio Sole percorrevano la grande via della festa – simbolo della parte superiore dello Zodiaco – verso il santuario di Babilonia, simbolo della terra. Questo periodo, che si sarebbe concluso con il rinnovamento del cosmo, veniva vissuto con una libertà sfrenata e un capovolgimento dell’ordine sociale e morale.

Il noto storico delle religioni Mircea Eliade scrive nel saggio Il Mito dell’Eterno Ritorno: “Ogni Nuovo Anno è una ripresa del tempo al suo inizio, cioè una ripetizione della cosmogonia. I combattimenti rituali fra due gruppi di figuranti, la presenza dei morti, i saturnali e le orge, sono elementi che denotano che alla fine dell’anno e nell’attesa del Nuovo Anno si ripetono i momenti mitici del passaggio dal Caos alla Cosmogonia”. Più oltre Eliade afferma che “allora i morti potranno ritornare, poiché tutte le barriere tra morti e vivi sono rotte (il caos primordiale non è riattualizzato?) e ritorneranno giacché in questo momento paradossale il tempo sarà annullato ed essi potranno di nuovo essere contemporanei dei vivi”. Le cerimonie carnevalesche, diffuse presso i popoli Indoeuropei, mesopotamici, nonché di altre civiltà, hanno perciò anche una valenza purificatoria e dimostrano il “bisogno profondo di rigenerarsi periodicamente abolendo il tempo trascorso e riattualizzando la cosmogonia”.maschere 2

Eliade scrive che ” l’orgia è anch’essa una regressione nell’ oscuro, una restaurazione del caos primordiale; in quanto tale, precede ogni creazione, ogni manifestazione di forme organizzate”. L’autore aggiunge poi che “sul livello cosmologico l’orgia corrisponde al Caos o alla pienezza finale; nella prospettiva temporale, l’orgia corrisponde al Grande Tempo, all’istante eterno, alla non – durata. La presenza dell’orgia nei cerimoniali che segnano divisioni periodiche del tempo tradisce una volontà di abolizione integrale del passato mediante l’abolizione della Creazione. Laconfusione delle forme è illustrata dallo sconvolgimento delle condizioni sociali (nei Saturnali lo schiavo è promosso padrone, il padrone serve gli schiavi; in Mesopotamia si deponeva e si umiliava il re, ecc.), dalla sospensione di tutte le norme, ecc.

Lo scatenarsi della licenza, la violazione di tutti i divieti, la coincidenza di tutti i contrari, ad altro non mirano che alla dissoluzione del mondo – la comunità è l’immagine del mondo – e alla restaurazione dell’illud tempus primordiale (“quel tempo”, il Grande Tempo mitico e a – storico delle origini; N.d.R.), che è evidentemente il momento mitico del principio (caos) e della fine (diluvio universale o ekpyrosisapocalisse). Il significato cosmologico dell’orgia carnascialesca di fine d’anno è confermato dal fatto che al Caos segue sempre una nuova creazione del Cosmo

Il carnevale si inquadra quindi in un ciclico dinamismo di significato mitico: è la circolazione degli spiriti tra cieloterra e inferi. Il Carnevale riconduce a una dimensione metafisica che riguarda l’uomo e il suo destino. In primavera, quando la terra comincia a manifestare la propria energia, il Carnevale segna un passaggio aperto tra gli inferi e la terra abitata dai vivi (anche Arlecchino ha una chiara origine infera). Le anime, per non diventare pericolose, devono essere onorate e per questo si prestano loro dei corpi provvisori: essi sono le maschere che hanno quindi spesso un significato apotropaico, in quanto chi le indossa assume le caratteristiche dell’essere ” soprannaturale ” rappresentato. Queste forze soprannaturali creano un nuovo regno della fecondità della Terra e giungono a fraternizzare allegramente tra i viventi. “Le maschere che incarnano gli antenati, le anime dei morti che visitano cerimonialmente i vivi (Giappone, mondo germanico, ecc.), sono anche il segno che le frontiere sono state annientate e sostituite in seguito alla confusione di tutte le modalità. In questo intervallo paradossale fra due tempi (= fra due Cosmi), diventa possibile la comunicazione tra vivi e morti, cioè fra forme realizzate e il preformale, il larvale.” Oinochoe raffigurante la sfilata di un gufo armato durante la celebrazione delle Antesterie (410–390 a.C.). Alla fine il tempo e l’ordine del cosmo, sconvolti nella tradizione carnevalesca, vengono ricostituiti (nuova Creazione) con un rituale di carattere purificatorio  comprendente un “processo“, una “condanna“, la lettura di un “testamento” e un “funerale” del carnevale  il quale spesso comporta il bruciamento del “Re carnevale” rappresentato da un fantoccio (altre volte l’immagine – simbolo del carnevale è annegata o decapitata). Tale cerimonia avviene in molte località italianeeuropee ed extraeuropee (sulla morte rituale del carnevale si veda anche Il ramo d’oro di James George Frazer).

“La ripetizione simbolica della cosmogonia, che segue all’annientamento simbolico del mondo vecchio, rigenera il tempo nella sua totalità”. È interessante altresì notare che vari significati cosmologici del Carnevale erano presenti anche nel Samhain celtico. Nel XV e XVI secolo, a Firenze i Medici organizzavano grandi mascherate su carri chiamate “trionfi” e accompagnate da canti carnascialeschi, cioè canzoni a ballo di cui anche Lorenzo il Magnifico fu autore. Celebre è Il trionfo di Bacco e Arianna scritto proprio dal Magnifico. Nella Roma del governo papalino si svolgevano invece la corsa dei barberi (cavalli da corsa) e la “gara dei moccoletti” accesi che i partecipanti cercavano di spegnersi reciprocamente. La parola carnevale deriva dal latino “carnem levare” (“eliminare la carne”) poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.

Le prime testimonianze dell’uso del vocabolo “carnevale” (detto anche “carnevalo”) vengono dai testi del giullare Matazone da Caligano alla fine del XIII secolo e del novelliere Giovanni Sercambi verso il 1400. Il Carnevale non termina ovunque il Martedì grasso: fanno eccezione il Carnevale di Viareggio, il Carnevale di Ovodda, il carnevale di Poggio Mirteto, il Carnevale di Bientina, il carnevale di Borgosesia e il Carnevalone di Chivasso. Anche il Carnevale di Foiano della Chiana  termina la domenica dopo le Ceneri. In diversi Carnevali il martedì grasso si rappresenta, spesso con un falò, la “morte di Carnevale”.

DA GIALLO ZAFFERANO UNA RICETTA GOLOSSISSIMA

Castagnole, Zeppole, Tortelli Milanesi, sono alcuni dei nomi con cui vengono chiamati i dolci tipici del Carnevale: le castagnole sono frittelle dolci tipiche della Romagna, piccole come castagne e dal soffice interno, facilmente reperibili in tutte le pasticcerie nel periodo che va dall’Epifania al mercoledì delle ceneri.

Nonostante la loro paternità Romagnola, le castagnole, così chiamate per la loro forma che ricorda vagamente quella di una castagna, vengono preparate e gustate in molte regioni d’Italia anche se con nomi differenti e con piccole variazioni di ingredienti.

Ingredienti per 30 castagnole da 12 grammi l’una
Vanillina: 1 bustina
Mistrà liquore all’anice: 1 cucchiaio
Farina: 200 gr
Zucchero: 50 gr
Limonila: scorza grattugiata di 1/2 limone
Burro: 40 gr (oppure olio 1-2 cucchiai)
Uova: 2 piccole
Sale: 1 pizzico
Lievito chimico in polvere: 8 gr

“A DAY IN THE LIFE – La musica e l’arte dei Beatles” di Mark Hertsgaard

Come ben sapete, in queste ultime settimane, è nata una bellissima collaborazione con chi di musica se ne intende…Deejayfoxradio (inutile precisazione direi…).
Beh…in onore di questa sbalorditiva sintonia, voglio condividere una lettura che mi ha appassionato e coinvolto emotivamente.

Immagine 

“A day in the life” non è la classica biografia…con date e cronache di eventi. È qualcosa di più…intimo. È la storia dello “Spirito Creativo” che aleggiava sui Beatles quando erano insieme, quando si ritrovavano in sala di incisione e i loro strumenti prendevano vita…Quando partivano per un viaggio verso terre conosciute a loro soltanto e “costringevano” chi stava loro intorno a seguirli senza poterne fare a meno.
Mark Hertsgaard racconta i Beatles dal lato umano con aneddoti, anche spiacevoli, purtroppo, legati a questi geni della Musica…che la Musica l’hanno scritta stando insieme.
In queste pagine troviamo anche la traduzione dei loro pezzi più famosi…fondamentali, direi, per capire il percorso che hanno seguito, sia come persone che come artisti.

Interessante giornalista, Mark Hertsgaard. Collabora con il New York Times e il New Yorker, tra gli altri. Il suo successo è dovuto a “On Bended Kness” (In ginocchio), riferito al rapporto conflittuale tra la stampa e la presidenza di Ronald Reagan. Dagli anni 90 si occupa di ecologia e della crisi che questa affronta quotidianamente nel mondo.

E siccome quando penso ai Beatles, il mio cuore va subito ai miei amati Pooh…anzi no…per ora non ve lo dico!

Luen

Destinazione Spazio…..LUCA PARMITANO L’ASTRONAUTA ITALIANO

LUCA PARMITANOE’  davvero  il caso di dirlo questa volta… Destinazione libri diventa Destinazione Spazio e per una volta non ci occupiamo di un libro, ma di una esperienza e di alcune lettere che l’Astronauta Italiano scrive alle figlie e scrive a tutti noi, chi come me lo ha seguito spera che tutti questi scritti e molti altri vengano presto pubblicati in un libro, statene certi… uno sarà mio! Fantastico averlo autografato da lui stesso, ma meglio non correre troppo con la fantasia…!  Ho seguito per curiosità all’inizio la partenza della Sayuz, poi Lui, Luca Parmitano, 37 anni ,  l’astronauta italiano che si considera “Cittadino del mondo”, il Maggiore che con tanto di umiltà,  coraggio e determinazione si è intrufolato nei nostri cuori. Scriveva nel social, ci rispondeva… gli potevamo dare  “del tu”…   ci raccontava la vita lassù, con una padronanza assoluta riusciva a farci percepire quelle emozioni che lui stesso provava in quel momento. italia vista da lucaLa sua seconda uscita Spaziale non è andata bene, per un guasto ha rischiato  tanto… Sei mesi trascorsi nella Stazione Spaziale Internazionale… il suo blog: http://blogs.esa.int/luca-parmitano.    Il suo rientro è stato seguito davvero da migliaia  di persone collegate ad internet di notte a vedere alcune immagini o a  leggere qualche notizia, poi l’atterraggio, la sua prima foto... e quel pizzico di emozione, lui, che ci ha sempre abituato a questi racconti/poesia è riuscito a trasmetterle con quel suo sorriso e con quel braccio alzato…   Oggi guardando la sua pagina fb leggo questa lettera, che vi riporto esattamente, e non potevo non condividerla con voi.   Vi consiglio di leggere il suo blog, credetemi, è una esperienza da non perdere, sia per le foto che per le sue parole. LUCA PARMITANO RITORNO

Buona lettura… e godetevi queste righe…  Ale

23 gennaio 2014

Quando una prestigiosa rivista italiana mi ha chiesto di scrivere una lettera alle mie figlie, da pubblicare con il primo numero dell’anno, e parlare loro del futuro, non ero molto sicuro di quello che sarebbe stato il contenuto. Tuttavia, senza grandi preoccupazioni, ho accettato, ritenendo un privilegio il fatto che me l’avessero chiesto – un astronauta non è  un autore, ma è importante uscire dal nostro angolino confortevole per confrontarci con realtà che non conosciamo.

Post-flight training session. Credit: ESA/NASA

Post-flight training session. Credit: ESA/NASA

Così, tra un esperimento (di cui ero la cavia) e un allenamento, mentre nuotavo, correvo, stringevo i denti per una prova di forza, pensavo alle mie figlie: come esprimere qualcosa non banale e al tempo stesso loro comprensibile adesso, ma anche fra dieci o quindici anni – e che non perda significato, ma che anzi si intensifichi con l’esperienza?

Dopo due settimane – in cui ero spesso contattato per sapere se ero ancora intenzionato a collaborare – ho capito che stavo cercando di utilizzare troppo il cervello, e che quindi stavo cercando, come spesso accade, nel posto sbagliato. Due giorni prima della scadenza mi sono seduto alla scrivania dell’albergo che mi ospitava, in una fredda ma limpida notte d’autunno, ho smesso di pensare e ho iniziato a scrivere.

A Sara e Maia

Our planet. Credit: ESA/NASA

Beautiful world. Credit: ESA/NASA

Il mondo è incredibilmente bello. Forse l’avevo dimenticato, ma l’ho visto da lontano, e adesso ne ho le prove. Ma anche da vicino può essere meraviglioso, se guardato con gli occhi giusti: occhi come quelli vostri, che osservano con il dono della curiosità, illuminata  dalla luce della meraviglia. Occhi che credono ancora all’incanto, e non se vergognano – che comprendono senza bisogno di spiegazioni.

È l’unico mondo che abbiamo, e contiene qualcosa di estremamente prezioso: il futuro. Ogni futuro è grande come il mondo intero. Il futuro, così come il mondo, non vi appartiene, ma è nelle vostre mani. È unico, ma non è mai uguale. Sembra infinito, ma è solo infinitamente fragile.

Like a tree of life. Credit: ESA/NASA

Like a tree of life, Burkina Faso. Credit: ESA/NASA

Vorrei potervi indicare la strada che porta al vostro futuro, ma non è questo il compito di un padre. Quello che invece vorrei darvi è la mappa che contiene tutte le strade, affinché voi possiate scegliere il percorso.

Siete ancora piccole per capirlo, ma voi bimbi siete molto più ricchi di noi adulti. Avete a disposizione un capitale che anche il più ricco degli uomini vi invidia: il tempo. Avete da poco iniziato a frequentare la scuola, e senza saperlo avete iniziato a investire questo vostro tesoro, per farlo crescere, trasformandolo in conoscenza, in esperienza, in ricordi. Questo è il solo bagaglio che potrete portare con voi, mentre viaggerete seguendo quella mappa che vorrei potervi dare.

Forks in a river over Giorgia. Credit: ESA/NASA

Forks in a river over Giorgia. Credit: ESA/NASA

Presto incontrerete i primi problemi, le prime sfide: a ogni bivio in quella mappa, dovrete contare su quel che avrete portato con voi per scegliere una strada. Inizialmente non vi sarà alcuna differenza: molte strade vi condurranno alla stessa destinazione, e cambierà solo il paesaggio, o forse la distanza.

Ma, prima o poi, il cammino che sceglierete divergerà dal precedente in maniera irreversibile, e non ci saranno molte occasioni per tornare indietro. Ho imparato questo: avrete abbastanza tempo per scegliere il vostro cammino. A volte, scoprirete che il cammino non esisteva fino a che non avrete fatto il primo passo. Non ha importanza. L’unica cosa che conta è amare camminare. Scegliete quel che amate, amate quel che avrete scelto!

Expedition 37 crew members pose for a photo in Kibo. Credits: NASA

With friends on Space Station. Credit: NASA

E se il bivio sarà impervio – quando gli ostacoli sembreranno insormontabili, quando la luce non arriverà a illuminarvi il passo – sappiate che a volte è necessario perdersi nel buio per potersi trovare. Abbracciate le difficoltà: impreziosiranno il percorso. Cercate le sfide: renderanno il passo più sicuro.

Infine: avrete dei compagni di viaggio, che a volte seguiranno lo stesso sentiero, altre se ne allontaneranno per poi ritornarvi o per sparire per sempre. Amerete la loro compagnia, e ne sentirete la mancanza quando se ne andranno. E se porteranno via con sé parte del vostro bagaglio, controllate bene: vi accorgerete che non solo non vi mancherà nulla, ma vi sarete arricchite. http://www.blog.esa.int

27 novembre 2013  LUCA SCRIVE QUESTO…

Il portello della Soyuz appena chiuso è come la copertina di un libro appena finito di leggere. Il senso di abbandono è sorprendente, fino a che non si comprende che l’ultima pagina non è altro che l’invito ad aprire la prima del prossimo libro.

Con questo pensiero mi consolo mentre mi spoglio dei miei abiti “civili”, un semplice pantalone e T-shirt, per indossare quelli che mi accompagneranno nel viaggio di rientro.

Due speciali indumenti, chiamati Kentavr, sono stati appositamente sviluppati in Russia per facilitare il rientro: si tratta di due gambaletti e un paio di short elastici, che avvolgono i polpacci, i glutei e le cosce, per minimizzare il flusso di sangue verso la parte bassa del corpo – evitando così possibili malori dovuti a un diminuito afflusso di sangue alla testa. Li indosso direttamente sopra la pelle. Intorno al petto, sistemo la cintura con gli elettrodi per registrare il battito cardiaco, la stessa con la quale sono arrivato sull’ISS. Sopra tutto, indosso la sottocombinazione Camelia, una tuta aderente in semplice cotone.

Poi inizia la paziente vestizione della tuta spaziale Sokol, certamente non complessa come lo scafandro da attività extraveicolare EMU, ma altrettanto importante. Karen mi aiuta a stabilizzare il torso mentre io mi infilo nella guaina ermetica, poi aggancio i cavi delle cuffie e della fascia biomedica. Con calma, mi sigillo all’interno della tuta, stringendo con cautela ogni laccio, controllando con cura ogni cerniera. Nel frattempo Fyodor ha già completato i primi controlli della navetta, e i computer di bordo sono già accesi e pronti a reagire ai nostri input.

Ancora una volta sono il primo a installarmi nel sedile: la microgravità mi facilita il compito, e ricordo con quanta fatica effettuavo gli stessi movimenti, a terra, appena sei mesi fa.

Karen è pronta nel posto destro in pochi minuti, poi è il turno di Fyodor: quando spegne le luci del modulo abitativo della Soyuz, è per l’ultima volta. Seguendo le procedure nei nostri manuali, Fyodor sigilla il portello interno, poi aggancia le cinture nella sua postazione. Quante volte, in simulazione, ho visto questa identica immagine? Il senso di deja vu è mitigato dalla presenza della torcia olimpica, fermamente allacciata alla struttura della capsula di rientro, proprio tra me e il comandante.

La sequenza di sgancio non inizierà che fra qualche ora, ma siamo già impegnati con i controlli di tenuta stagna. In tutto e per tutto identici a quelli eseguiti per il re docking di appena una settimana fa, Fyodor, Karen e io navighiamo tra le procedure con facilità. Tutto funziona perfettamente, senza sorprese – in questo momento non sarebbero affatto gradite.

DESTINAZIONE….MUSICA

Con questo articolo si apre quello che vorremmo chiamare..DESTINAZIONE a TEMA…, abbiamo  deciso di iniziare con qualcosa che  tutti noi  conosciamo….la musica…è importante che questa trasmetta delle emozioni, come un caro amico mi ha suggerito.. Ogni tanto approfondiremo  un gruppo, una fascia di tempo, un cantante... la musica fa parte di noi, riempe le nostre giornate, anche solo  di chi l’ascolta mentre è in macchina.,..

QUANDO E’ NATA LA MUSICA..PREISTORIA

La musica si pensa sia nata nella preistoria, in parallelo al linguaggio. I primi strumenti a percussione pare possano essere stati grandi conchiglie o scorze di albero o tronchi cavi. Usavano flauti di canne per imitare il cinguettare degli uccelli. Quando parliamo di musica possiamo parlare anche solo di un suono ripetuto seguendo un ritmo.primi strumenti musicali

Era il 18 dicembre 1927 ed un annuncio diceva: ” Attenzione, opportunità rara, cerco un tenore e un basso, amanti della musica, dotati di bella voce per un progetto unico “. Pochi giorni dopo questa inserzione si formarono i COMEDIAN HARMONISTS, un sestetto che in poco più di due anni divenne popolare in tutta Europa. Si esibirono davanti a circa ottantamila persone. LA PRIMA BOYBAND  della storia era tedesca e fu cancellata dal nazismo.

GLI ANNI CINQUANTA: La canzone italiana degli a nni cinquanta è ancora oggi famosa in tutto il mondo per le melodie romantiche e qualche volta malinconiche, i testi sono ispirati a temi sentimentali e sfoggiavano un ottimismo quasi forzato. I cantanti italiani si confrontarono con  quelli stranieri che proponevano un modo diverso di fare musica. Questo cambiamento prende possesso verso la metà degli anni ’50, quando ebbe comparsa il ROCK AND ROLL. Nato dal rhythm and blues (musica popolare afroamericana dal ritmo molto marcato). 1954 e BILL HALEY, artista country registra Rock aound the clock, un disco che pare abbia venduto venticinquemilioni di copie. Luglio 1954 arriva… ELVIS PRESLEY che diventa senza dubbio un vero idolostoria e letteratura della musica

GLI ANNI ANNI SESSANTA: Questi anni vengono detti “favolosi, sono ricchi di cambiamenti, sia per la crescita economica che per la nascita della televisione. E’ negli anni Sessanta che il ROCK si diffonde in tutto il mondo e rivoluziona il modo di fare musica. Chitarra, basso, batteria diventano solisti e non solo strumenti di accompagnamento, il pianoforte lasdcia sempre più spazio alle tastiere. Gli artisti iniziano a scrivere album interi, prima con il quarantacinque giri, poi con il  trentatre  giri. I concerti sono sempre seguiti come momento di aggregazione. Tra il 15 ed il 17 agosto 1969 ci fu il concerto dei concerti… a White Lake, il WOODSTOCK,  trecentomila giovani che secondo i principi del movimento hippy condividevano tutto. BOB DYLAN, JOAN BEAZ, SIMON AND GARFUNKEL si battevano su temi come la guerra del Vietnam e le lotte contro il razzismo, presentando note folk. Nel 1962 troviamo i BEATLES, formato da quattro ragazzi di Liverpool, successo sfrenato per un decennio. Troviamo i Rolling Stones, con una musica nettamente più aggressiva rispetto ai precedenti. Verso la metà di questi anni ecco incontrare nomi come JIMI HENDRIX, JIM MORRISON E JANIS JOPLIN, rock dal carattere violento, eccessivo.  In Italia ecco formarsi gruppi come i GIGANTI, L’EQUIPE 84, I DIK DIK che cantano i successi stranieri in versione italiana.  Troviamo GIANNI MORANDI, MINA, RITA PAVONE, LITTLE TONY, che poi verranno chiamati cantautori…   FABRIZIO DE ANDRE’, LUIGI TENCO, BRUNO LAUZI, PAOLO CONTE, GINO PAOLI, riescono a portare la canzone d’autore ad alti livelli artistici.

GLI ANNI SETTANTA E OTTANTA: Nell’agosto del 1970  viene organizzato il primo Festival della musica sull’Isola di Wight, che riunisce cinquecentomila giovani, il rock continua la sua evoluzione, le strumentazioni classiche sono sostituite da quelle elettroniche, compaiono i sintetizzatori. All’inizio di questi anni negli Stati uniti il rock duro e l’heavy metal prendono potere ed i LED ZEPELIN ed i SEX PISTOLS  hanno tutte le caratteristiche di questi anni. Gli anni settanta hanno la fortuna di vedere i PINK FLOYD con il loro rock psichedelico, troviamo BOB MARLEY e CARLOS SANTANA, i GENESIS gli EMERSON LAKE AND PALMER. Ecco che arrivano anche loro, i QUEEN, gruppo indiscusso per fama…anche attualmente., troviamo gli U2 i POLICE…Un panorama di artisti che da soli si commentano…  Cosa succede in Italia? in Italia ecco che i cantautori vogliono trasmettere un messaggio con le loro parole, troviamo LUCIO BATTISTI, FRANCESCO DE GREGORI, ROBERTO VECCHIONI, CLAUDIO BAGLIONI, EDOARDO BENNATO, LUCIO BATTISTI, FRANCESCO GUCCINI, IVANO FOSSATI, FRANCO BATTIATO, VASCO ROSSI, ZUCCHERO FORNACIARI... Anche in questo caso l’elenco di nomi viene davvero reso interessante dalla bravura di ogni singolo artista…molti se non tutti sono ancora seguitissimi dalla maggior parte di noi, nei locali le loro canzoni padroneggiano all’unisono. Troviamo però un gruppo che propone melodie settecentesche, i NEW TROLLS.. con una orchestra di archi e chitarre elettriche.libro musica due

ANNI NOVANTA…E QUALCHE ACCENNO AD OGGI…Bruce Springsteen è il primo a voler tornare a suoni più veri del rock, viene seguito poi dagli U2, e dai R.E.M. Al ROCK GRUNGE si affiancano i NIRVANA. In questi anni ecco comparire la figura del DJ che si occuperà di scegliere la musica per intrattenere  il pubblico nei locali. Negli anni novanta ecco comparire il RAP e JOVANOTTI è il primo a proporlo nel nostro paese, a livello mondiale troviamo EMINEM.  Vasco Rossi, Enrico Ruggeri, Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Giorgia, e non per ultimo Luciano Ligabue sono cantautori di fama internazionale e mondiale.

Ecco, queste sono piccole “pillole” … possiamo leggere libri di ogni artista, e di ogni genere di musica…. ve ne riporto qualcuno…  buona lettura, e buon ascolto…

Alefoto pianoforte e nota

La Befana

befana e libriLa Befana è una vecchina  brutta e gobba, con il naso adunco e il mento aguzzo, vestita di stracci e coperta di fuliggine, perchè entra nelle case attraverso la cappa del camino. Infatti la notte tra il 5 e il 6 gennaio, mentre tutti dormono infila doni e dolcetti nelle calze dei bambini appese al caminetto. Ai bambini buoni lascia caramelle e dolcetti, a quelli cattivi lascia pezzi di carbone. La Befana si festeggia nel giorno dell’Epifania, che di solito chiude le vacanze natalizie. Il termine “Befana” deriva dal greco “Epifania” che significa “apparizione, manifestazione”. Avvenne nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio che i Re Magi fecero visita a Gesù per offrirgli oro, incenso e mirra. Anche la Befana apparve nei cieli, a cavallo della sua scopa, ad elargire doni o carbone, a seconda che i bambini siano stati buoni o cattivi. Una leggenda spiega la coincidenza così: una sera di un inverno freddissimo, bussarono alla porticina della casa della Befana tre personaggi elegantemente vestiti: erano i Re Magi che, da molto lontano, si erano messi in cammino per rendere omaggio al bambino Gesù. Le chiesero dov’era la strada per Betlemme e la vecchietta indicò loro il cammino ma, nonostante le loro insistenze lei non si unì a loro perché aveva troppe faccende da sbrigare. Dopo che i Re Magi se ne furono andati sentì che aveva sbagliato a rifiutare il loro invito e decise di raggiungerli. Uscì a cercarli ma non riusciva a trovarli. Così bussò ad ogni porta lasciando un dono ad ogni bambino nella speranza che uno di loro fosse Gesù. Così, da allora ha continuato per millenni, nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio a cavallo della sua scopa…befana 2

La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col vestito alla romana:

Viva viva la Befana!” “La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte,  con la scopa di saggina:  viva viva la nonnina!” “La Befana vien di notte co le scarpe tutte rotte  le calzette a la romana tira giu’ la cappellana.
La Befana vien di notte  con le scarpe tutte rotte un ciuffone tutto blu  fichi e noci butta giu’. La Befana zitta zitta  quando vien la neve fitta  passa riempie la calzina  oh, che bella Befanina!”calze

fonte: http://www.carabefana.it

Ale

Le calze della Befana…

befana e libriTra pochi giorni nelle nostre case ci saranno appese le calze…belle, colorate, simpatiche, le adoro, ancora adesso per me l’appuntamento con  la calza della  Vecchiettina brutta, senza denti e con il nasone grosso.. è un appuntamento a cui non voglio rinunciare…ovvio ora sono io a chiedere che libri voglio….   ma un pezzetto di carbone mi arriva sempre… 😉

Ci possiamo sbizzarrire a mettere dentro quel che ci pare…  ci sono calze  già  fatte, ricche di dolci o giochi… e se quest’anno provassimo a farne una noi? 

Magari mettendo nelle calze qualche bel libro..divertente, colorato.. magari per questa volta abbandoniamo il mondo Peppa Pig… se diamo una sbirciata in libreria o anche al supermercato troviamo libri di ogni..io ve ne propongo oggi qualcuno, voi ditemi che ne pensate….

attacchinoL’attacchino Piero ha litigato con il figlio, che ora è scappato di casa.. ed è da qualche parte, lì nella grande città.

Piero non si dà pace, guarda dalla finestra nella notte. “Come posso trovarti? Dove sei?”

Trovarlo forse non può, ma può cospargere la città di tracce, frecce segrete per orientare i suoi passi verso casa, briciole di Pollicino. E che briciole saranno, se il padre è un attacchino?

Consigliato dai 5 anni

che rabbiaRoberto ha passato una bruttissima giornata: appena arrivato a casa risponde male al papà e non vuole mangiare gli spinaci. Che rabbia! Ma quando la Rabbia si materializza, Roberto comprende quanto può essere dannosa… Età di lettura: da 3 anni.

Che dirvi, buon divertimento…

Ale

Detrazioni fiscali per chi compra libri

libri per detrazione

QUESTA NOTIZIA MERITA DI ESSERE CONDIVISA….

Detrazioni fiscali per chi acquista libri. L’annuncio è di Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo economico, durante un question time a Palazzo Madama. Questo “per aiutare la lettura e le librerie, quelle che non appartengono a catene stanno particolarmente soffrendo”. La misura è contenuta nel collegato alla legge di Stabilità all’esame del Consiglio dei Ministri. Le detrazioni riguarderebbero i libri nel senso ‘classico’ del termine, non gli ebook, dunque.libri per det

Questo il commento di Alberto Galla, presidente dell’Associazione Librai Italiani, ad Affaritaliani:

Nelle scorse settimane il ministro ci ha accolto a Roma, dimostrando grande attenzione. Con lui abbiamo parlato di Legge Levi, fiscalità e degli altri problemi che riguardano la nostra categoria. So che anche l’Associazione Italiana degli Editori ha svolto un’azione congiunta. L’annuncio conferma che il ministro ci ha ascoltato. Si tratta di un segnale positivo. Finalmente abbiamo un governo attento alla cultura e alla diffusione della lettura.

A fare maggior chiarezza sul provvedimento è stata l’agenzia Public Policy:

Le famiglie e le persone giuridiche (che non usufruiscono già di detrazione Iva) avranno “la possibilità di usufruire di una detrazione d’imposta del 19%”, per acquisti di libri muniti di codice Isbn, “fino ad una spesa annua di duemila euro, di cui mille per l’acquisto di libri di testo”. È quanto prevede l’articolo 17 dell’ultima bozza del collegato Mise alla Stabilità, che dovrebbe entrare domani in Consiglio dei ministri. Il titolo dell’articolo è “Misure per favorire la diffusione della lettura”. La detrazione vale per gli anni 2014, 2015 e 2016; sono esclusi gli acquisti di libri in formato digitale.

Per quanto riguarda le coperture ”si provvede  nella misura massima di 50 milioni di euro, a valere sulla proposta nazionale relativa alla prossima programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali comunitari, previa verifica della coerenza con le linee di intervento in essa previste, fruibili a seguito dell’approvazione da parte della Commissione europea del Programma operativo nazionale relativo alla competitività di responsabilità del ministero dello Sviluppo economico”.libri per detr

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