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La mia anima si scioglie quando sono tra le loro dita….

si sdraia sulla carta bianca

e da vita

a tutta la poesia che c’è dentro di loro.

Sono la penna di Stella e Luen

e resto in attesa…

STELLA: Luen…hai visto la mia penna?

LUEN: La – tua – penna? Veramente sarebbe la mia…il fatto che me la rubi sempre non la fa tua…ah ah ah…scherzo..Dovrebbe essere  sul mio comodino..perché?

STELLA: Ispirazione…

LUEN: Non se ne parla! Sta arrivando Francesco…La torta non è ancora pronta e le tazze da the sono ancora nella credenza…

STELLA: E va bene! La solita perfezionista !!!

LUEN: Mi piace che gli ospiti trovino un ambiente accogliente…e poi Francesco Burtone…non è un poeta qualunque..

STELLA: In che senso, scusa?

LUEN: Lo scoprirai presto…

Suonano alla porta e ovviamente Stella non perde tempo..perché la curiosità la sta divorando.

Luen sorride compiaciuta…il piano è riuscito alla perfezione!

FRANCESCO: Buon pomeriggio fanciulle!

LUEN: Ciao Francesco…vieni…accomodati! Stellaaaaa!

STELLA: Cosa c’è?

LUEN: Mah…niente…a parte il tuo sguardo incantato!!

STELLA: Uffa!!

Ci si accomoda e si gusta la torta che nel frattempo è sorta dal forno come per magia.

Si chiacchiera del più e del meno e intanto arrivano gli altri ospiti

che si sistemano intorno all’ospite d’onore…

LUEN: Francesco..ti va di raccontarci un po’ di te?

FRANCESCO:  Ci vorrebbe molta carta, molto inchiostro e tantissimo tempo per raccontarvi la mia storia. Sono un uomo a cui e’ sempre piaciuta la bellezza e le emozioni che solo l’arte puo’ darti ed in particolar modo, per me, la musica e la letteratura. Non sono un poeta, scrivo testi letterari per musiche da me composte che diventano canzoni. Ho iniziato a scrivere a 19 anni. Ho vissuto un’adolescenza difficile che mi ha lasciato ferite nel cuore e nell’anima. Come d’incanto ho iniziato a scrivere per lenire il dolore che avevo dentro. Le parole scorrevano e la mia mente che le generava faceva muovere la mano. Nascevano le prime frasi che col tempo assumevano forme più definite e intense. A volte frasi indecifrabili e contorte ed altre volte frasi più comprensibili e lineari. Ad ogni modo…mi chiamo Francesco Burtone, sono nato a Lecco, abito a Roma e ho 57 anni. Lavoro in qualita’ di “figurazione speciale con ruoli” nel settore cinematografico e televisivo. Desidero che emerga la figura di un uomo leale e di speciali doti morali ed un grande amore per l’arte ed in particolare per la musica e la letteratura.

STELLA: Cosa ti ha portato a scrivere poesie? Cioè…cosa ti spinge a mettere mano alla penna?

FRANCESCO: La strada e’ stata e sempre sarà mia maestra di vita. Ne ho percorsa tanta. Ho conosciuto i lati positivi e quelli negativi delle persone. Ho vissuto momenti felici ed altri meno. Ma, soprattutto ho imparato a vivere guardando l’umanita’ dapprima nell’insieme e dopo scendendo piano piano nel particolare: nel bene e nel male. Riportavo sulla carta tutte le emozioni e i brividi che entravano dentro me e divenivano” poesia”. Quindi sono un poeta metropolitano, un poeta contemporaneo, che trae le sue ispirazioni da tutto ciò che avviene nella sua vita. Le mie poesie parlano di vita vissuta, di dolore e di felicità. A volte contorte e indecifrabili ed altre molto lineari e fluide.

LUEN: Francesco..cos’è che ti piacerebbe trasmettere ai tuoi lettori?

FRANCESCO : Desidererei che chi legge i miei scritti abbia, soprattutto, emozioni positive. Con le mie poesie comunico i disagi, i momenti si e quelli no delle persone in particolare e dell’umanità in generale. La mia mente, la mia anima ed il mio cuore fanno da filtro emozionale e riportano in poesia tutte le sensazioni che percepisce il mio essere.

STELLA: Sai…mi piacerebbe sapere qual’è il momento o il luogo che ti ispira maggiormente…

FRANCESCO:Quando sento l’ispirazione nascere e crescere dentro la mia mente con l’ausilio del cuore ogni posto e’ quello giusto per poter dare sfogo alla scrittura. In mezzo al traffico caotico e rumoroso della città, seduto dentro un autobus di linea. Oppure nella pace e nella serenità di una spiaggia disteso verso il mare, in contemplazione. Dentro la mia vettura in un giorno di pioggia, fermo in un parcheggio. E perchè no, dentro casa seduto in poltrona con le cuffie in testa che mandano musica classica, preferibilmente dolce e molto romantica.

LUEN: Francesco…tu sai che i social network per noi hanno molta importanza…tu che rapporto hai con loro?

FRANCESCO:  Il rapporto che intercorre tra le mie poesie e i network è zero. Non so usare internet, non ho acquisito le tecniche per comunicare con questo importantissimo mezzo di comunicazione. Peccato. Riesco a fare pochissimo, quasi niente. Questo e’ molto lesivo per il mio lavoro artistico, specialmente per entrare nel sistema virtuale e per farti conoscere da molte persone.

STELLA: C’è qualcosa che ti piacerebbe scrivere…che non hai ancora fatto ?

FRANCESCO: Sì..in effetti mi piacerebbe scrivere la mia autobiografia. La storia della mia vita, è interessante soprattutto per i giovani che si affacciano con sempre più difficoltà nel mondo dello spettacolo e dell’arte, della poesia in particolare. E’ importante che loro abbiano la possibilità di mostrare al mondo intero le loro capacità, il loro pensiero. Saranno gli uomini del domani ed abbiamo il dovere di indirizzarli, di istruirli, di fargli capire, non solo con le parole e gli studi nozionistici, in pratica come sia giusto muoversi per fare una vita semplice che possa dargli serenità per andare avanti, sempre avanti. Aiutarli a non arrendersi mai anche nei momenti difficili. Aiutarli a riflettere e ad intraprendere la via giusta che porta, inevitabilmente all’amore. La poesia e’ amore ed e’ vita.

LUEN: E la musica? So che è una parte importante della tua vita…

FRANCESCO:Ho avuto sempre una grande passione per la musica. Ho conseguito il quinto anno di chitarra classica, armonia complementare, teoria solfeggio e dettato musicale. Ho studiato chitarra jazz e armonia jazz. Ho composto in passato due musicassette che, soltanto adesso, ho tirato fuori. Con l’ausilio di apparecchiature modernissime le ho pulite ed ho ottenuto fuori un suono perfetto. Amo anche il teatro ma, sfortunatamente, non ho potuto studiare recitazione. Ho avuto l’occasione di lavorare per il cinema e per la televisione in qualità’ di “Figurazione speciale con ruoli”. Puoi andare su you tube e visionare un breve video e fa parte de’ “Il peccato e la vergogna” fiction di canale 5 con Gabriel Garco. Ho un piccolo dialogo con il protagonista. Puoi anche ascoltare 3 brani dei quali sono autore, compositore, interprete e esecutore alle chitarre.

STELLA:  Progetti futuri?

FRANCESCO:Non ho e non faccio progetti. Vivo la vita con intensita’ e con decisione ma non mi aspetto nulla da essa. Quando accade qualcosa, pero’, sono sempre pronto ad andare avanti. Però desidererei avere l’occasione di poter presentare tutto cio’ che
ho scritto, chiaramente facendo una selezione accurata, per fare venire fuori
la mia personalità’ artistico-poetica. Chiaramente con l’ausilio importante di persone competenti e attenti, di vasta esperienza, che giudichino il mio lavoro e, se e’ il caso, mi diano la possibilità ed il privilegio di pubblicare e di dare spazio alla mia Poesia

LUEN: Dove possiamo leggere Francesco Burtone?

FRANCESCO: Ho una video-poesia pubblicata su web e cartaceo da http://www.poetipoesia.com
Potete andare su youtube cliccare Francesco Burtone e vedere la video-poesia.

STELLA: Due parole su destinazione Estroversi?

FRANCESCO:Non conosco a fondo Destinazione Estroversi e non posso giudicare il vostro operato. Sicuramente e’ importante perché da voce e spazio a tutte le persone che amano la poesia e possono trovare un punto di riferimento importante al quale affida darsi per avere informazioni aggiornate su tutto cio’ che riguarda le informazioni e le novità sempre aggiornate su tutto ciò che avviene nell’ambiente della scrittura e nel caso specifico della Poesia.

LUEN: Francesco…grazie per la tua sincerità. Intervistarti è stato un vero piacere

STELLA: Anche per me..e speriamo che verrai presto a trovarci..

LUEN:(sottovoce) E te pareva…E smettila di tirarmi calci sotto il tavolo…Francesco…ti salutiamo e ti ringraziamo di essere stato qui con noi!!

FRANCESCO: Grazie a voi…vi abbraccio affettuosamente!

STELLA: Anche noi!

LUEN: Ecca là!!

STELLA: Luen…ti ho romanizzato?

LUEN: Stando con lo zoppo…

Sento da lontano i passi di Stella..sta arrivando..

L’ispirazione non l’ha abbandonata…anzi…

dopo un ospite del genere…

Stella e Luen vi danno appuntamento a Mercoledì prossimo e vi ricordano l’indirizzo mail dove spedire voi stessi…attraverso la vostra poesia. destinazionelibri@virgilio.it e ricordatevi di scrivere “estroversi” all’interno dell’oggetto. Un bacio!

Intervista all’autore di “Punto di non ritorno” Davide Schito

Davide Schito - Punto di non ritorn

 

Un Punto nero, inizia tutto così con un “Punto del non ritorno”, che tra l’altro è uno dei 24 racconti  di Davide  Schito  inclusi nella raccolta e che fornisce il titolo dell’opera pubblicata On – Demand  su Amazon, nelle quale mi sono avventurata e si … anche un po’ persa in modo piacevole.

Quel punto nero sullo schermo piatto di un Pc, che nulla ha a che fare con la pulizia del monitor, simboleggia metaforicamente l’estro di uno scrittore per hobby che intorno a quel punto sviluppa i suoi Racconti. Ogni  storia è singolare e  gli stili spaziano tra il surrealismo, il noir, lo storico – fantascientifico, lo psicologico. Tanti stili utilizzati a seconda  del tema da toccare, tanto da non poter ricondurre “Il Punto del non ritorno” ad un genere letterario ben preciso.

Sembrerebbero racconti slegati se letti da un occhio distratto ma, in realtà, si  ravvisa  come tema conduttore, l’interesse di Davide per le esperienze di vita ed i fatti di cronaca che coinvolgono il “nostro”   mondo, come storie di sofferenza sommerse delle vittime e motivazioni e pensieri  nella mente  del carnefice,  e  l’interesse per le esperienze in “altri mondi”,  che siano esplorati su  una diversa linea spazio –  temporale o  fantastici  poco importa, ponendo l’insieme  di questa raccolta sempre in bilico tra realtà  e  immaginario dove sono sempre le emozioni,  le esperienze e i vissuti a dominare la scena.

Piacevole il Tocco d’artista nel parlare di temi delicati come il razzismo dell’era del Reich, il disordine mentale dei  “mostri” o  degli alienati della società, la mente contorta di un serial killer, il dolore di vittime della violenza.

 

L’autore è  Davide Schito  un  ingegnere trentenne, nato  e  cresciuto  a  Milano. Ma  lasciamo  parlare  lui  attraverso  una breve intervista  che ci ha concesso.

Stella: Davide da dove nasce la tua passione da scrittore?

Davide: Ho sempre avuto, fin da piccolo,  un’insana passione per la lettura e questo, col tempo,  mi  ha portato a cercare di mettere su carta anche le mie storie, i miei personaggi e le mie emozioni.  Da qualche anno, infatti, scrivo racconti, non  limitandomi  a un genere ben preciso ma spaziando sia tra i generi che gli stili. Ovviamente ne ho alcuni  che preferisco:  noir,  thriller,  psicologici  o con una componente  fantastica,  a volte fantascienza o anche racconti di genere  “mainstream”,  diciamo,  insomma  storie  che  mi  piace  raccontare senza necessariamente far riferimento a una categoria piuttosto che a un’altra.

Stella: Che LETTORE è Davide Schito?

Davide: Mi piace leggere di tutto. Preferisco però gli autori italiani a quelli esteri: sono storie a me più vicine, in genere, e non  essendoci il filtro della traduzione  riesco  ad  avere  un  contatto  più  diretto  con  quello  che l’autore  voleva  comunicare.  Amo   i   thriller   psicologici, i  noir metropolitani (soprattutto quelli ambientati a Milano, la mia città) e la fantascienza.

Stella: Di cosa parlano invece i tuoi Racconti?

Davide: Nelle mie storie mi piace  soprattutto  parlare  della realtà che mi circonda. Non necessariamente tramite storie del tutto realistiche: a volte una metafora o un viaggio nell’immaginazione sono  il  mezzo  migliore  per  raccontare  qualcosa  di  estremamente  reale.  Non  è  quindi raro per me scrivere   di   universi   paralleli,   futuri   vicini   o   lontani,   avvenimenti  fantastici  e  surreali.  Non  amo  racchiudere  le  mie  storie  all’interno  di generi.  Mi  piace  scrivere  racconti  che  abbiano  diverse  componenti  che  si  mescolano  fra  loro:  elementi  drammatici,  nostalgici,   tristi,  allegri, commoventi,  reali  o  inventati,  contemporanei,  storici  o  futuristici.  Amo  mischiare  temi  e  forme  differenti  per  dipingere  una situazione o una particolare emozione.

Stella: Quanti Racconti hai scritto e quanti ne hai pubblicati?

Davide: Ho scritto  circa una  quarantina di  Racconti, la maggior parte dei quali contenuti in questa raccolta, “Punto di non ritorno”. Molti di questi, con  i quali  ho   partecipato   a   dei   Concorsi   letterari,   sono  stati  pubblicati  singolarmente.  In particolare il Racconto “L’uomo spaventato”, è stato pubblicato come  Ebook  singolo  dalla  Casa  Editrice  Digitale Milanonera. In più, al momento, sono impegnato con la stesura del mio primo Romanzo, un progetto piuttosto particolare, che spero vedrà la luce quanto prima.

Stella: Parlaci dei tuoi successi nei Concorsi letterari, Davide.

Davide: Per quanto  riguarda  i  Concorsi  Letterari ho vinto quelli di Giallobirra 2011 (ADEI, 2011) con “L’uomo spaventato”, FunCool (GeloStellato, 2013)  con   “To Dad”,   IV Festival Indipendente Interiora, 2013   con   “Arianna”.  Inoltre  ho  partecipato  anche ad  altri  Concorsi classificandomi al secondo o terzo posto come:   NeroDoc IV (NeroCafè, 2013)   con il   “Punto di non ritorno”,   Giacomo Massoli (ACI Prato, 2013) con   “Il nipote perfetto”, Il  nemico,  l’avidità,  la repressione   (Fantasy Magazine/Delos Books, 2013)   con   “Il Varco”   e    666  passi  nel  delirio  VI ed.   (La Tela Nera,  2014)
con “Sbagliata”

Stella: Cosa ti spinge a scrivere un Racconto o un Romanzo, visto che prima ci hai parlato del tuo progetto?

Davide: Dalla  necessità  e  dalla  voglia  di  raccontare  e  raccontarsi.  In  un  proprio  scritto, anche se narra fatti accaduti ad altri, c’è sempre molto dell’autore e del proprio vissuto, delle proprie emozioni.

Stella: Secondo te Davide, qual è la fase più difficile nella stesura?

Davide: Senz’altro  partorire  una buona  idea e costruire una trama che funzioni e che sia appetibile per il lettore. Spesso le idee che mi vengono sono confuse, magari  sono  solo un abbozzo, “un punto nero”  appunto, quindi prima che prendano  forma necessitano di un certo periodo di “assestamento” e razionalizzazione. Quando  poi mi sento  abbastanza  sicuro di  cosa  voglio  raccontare  inizio la  prima stesura,  e da  lì seguo un po’ l’idea  che  mi ero prefissato all’inizio ma molto anche l’istinto del momento: a volte sono i personaggi a prendere il controllo e a impormi le loro azioni seguenti.

Stella: Un racconto scritto, varie revisioni nel tempo, poi finalmente la penna mette l’ultimo punto, che sensazione provi?

Davide: Sicuramente  molto  soddisfazione.   Poi  però  ogni  volta  che  rileggo  trovo  qualcosa  da cambiare: una virgola qua,  una  parola diversa là, una frase che rende meglio messa in un altro modo, e così via. Non sono mai contento!

Stella: Puntiglioso a quanto pare! Sei uno scrittore cibernetico o tradizionale?

Davide: Scrivo  con  la  tastiera,  anche  se  ogni  tanto  qualche  appunto su carta lo prendo. Ma la stesura vera e propria implica l’uso della tastiera e dello schermo del Pc.

Stella: Cosa ti aspetti possa provare un lettore leggendo il tuo libro?

Davide: Che gli piaccia e che riesca a coinvolgerlo ma anche che gli faccia venir voglia di leggere qualcos’altro di mio!

Stella: Certa che molti vorranno leggere la tua Raccolta di racconti che hanno tra l’altro vinto così tanti premi, dove possiamo trovare “Punto di non ritorno”?

Davide: Potete  trovarlo  su   Amazon   in   formato   ebook Kindle,  a  soli  89  centesimi,  a  questo indirizzo: http://www.amazon.it/dp/B00ICNK0HU

Stella: Chi è il tuo editor?

Davide: Per ora  me stesso.  Credo  che  editare i propri testi sia un esercizio molto importante e istruttivo. Quando mi capita di partecipare a qualche antologia in cui sia previsto un editing di solito cerco di far lavorare l’editor in questione il meno possibile, editando io stesso i testi prima di inviarli. È un lavoro di cesello lungo ma necessario. Quasi sempre l’editing dura più della stesura stessa.

Stella: I tuoi prossimi impegni?

Davide: Usciranno a breve diverse Antologie che racchiudono i miei racconti come: “Time Warp” (Limana Umanita), una raccolta di 12 racconti che trattano  di  viaggi nel tempo; “Fase REM” (dbooks.it e Altrisogni),  alla quale partecipo  con un racconto horror,  e tre  antologie  di  EF Libri   (una   di fantascienza,  una noir  e una horror)   in  cui  sono presente con altrettanti racconti. E poi quest’estate ci sarà un’altra sorpresa, un’antologia noir che sarà presente in tutte le librerie.

Stella: Visto che la Pubblicità in caso di Self-publishing è necessaria qual è il tuo rapporto con i social network?

Davide: Uso molto  Facebook  per   far  conoscere  i  miei  lavori. Anche  se, devo dire, lo utilizzo anche per tenermi in contatto con la gente, scambiare idee e opinioni. Ho conosciuto molte persone interessanti, non solo in ambito letterario.

Stella: Davide Schito perché ti sei rivolto a noi di Destinazione Libri?

Davide: Mi  è  piaciuta  la  vostra  Missione,  far  conoscere  tramite  recensioni  e interviste  autori  esordienti  ed  emergenti.  In un certo senso anche Destinazione Libri è una realtà emergente, quindi chissà che non si riesca ad aiutarsi a vicenda!

Stella: Un ultima domanda Davide cosa pensi dell’Editoria Tradizionale, del Self Publishing e dell’Editoria a Pagamento?

Davide: L’editoria  a  pagamento  assolutamente non la considero,  non  pagherei  mai per vedermi pubblicato un libro, piuttosto l’autopubblicazione! Per progetti limitati e particolari come una raccolta di racconti così eterogenea, infatti, il  self publishing   è  la via   migliore, secondo me, soprattutto perché ti consente  di  avere  il  controllo  completo  dell’opera  senza  spendere  soldi.  Ma  è  ovvio  che  l’editoria tradizionale è sempre da preferire, più che altro per i servizi che dovrebbe fornire oltre alla pubblicazione e alla stampa, ovvero l’editing, la promozione e la distribuzione.

Stella: La nostra intervista per Destinazione Libri si conclude qui Davide Schito è stato un vero piacere.

Davide: Il piacere è stato tutto mio. Grazie Destinazione Libri.

 

Destinazione Estroversi presenta Davide Uria

Nel salotto di Stella e Luen si respira aria di poesia.

Le parole sono impresse nell’aria e riempiono i polmoni di musica.

Queste due poetesse, insieme, creano una canzone…

e chi la canta…

non può fare a meno di

cantarla a squarciagola!!

STELLA: ” Buongiorno Luen!”

LUEN: ” Ma che ore sono? Non posso dormire ancora un po’ ?”

STELLA: ” Luen…oggi ospitiamo Davide Uria…”

LUEN: ” Sì…Davide…allora mi alzo volentieri…”

In poco tempo si prepara la giusta accoglienza

per un poeta dalle note alte

LUEN: ” Stella…cos’è quella?”

STELLA: “Una teiera…hai presente? Ci si mette l’acqua e…”

LUEN: “Ehy…non fare troppo la spirtosa…Dov’è la teiera della nonna?”

STELLA: “Ehm…l’ho riposta…pensavo che non ti piacesse…che ne volessi usare una nuova…”

LUEN: ” Sei pazza? Lo sai che sono una tradizionalista. Senza la teiera della nonna non è la stessa cosa!”

STELLA: “E va bene…tanto non ti si può dire di no…neanche volendo…!”

LUEN: “Brava la mia Stellina! E a proposito di Davide…lo sai che è un istrionico come noi?”

STELLA: “Certo cara che lo so! Molto bello l’evento artistico  – Minuscole – del 2012..”

LUEN: ” Sì…vero…e lui ha curato l’allestimento e la grafica..”

STELLA: ” Pronte? Perché Davide arriva a minuti!”

LUEN: ” Eccomi…tolgo i biscotti dal forno e arrivo…”

Dopo abbracci affettuosi, si accomodano tutti nell’amato salotto.

Il thè  fuma nelle tazze

e la fragranza dei biscotti fa eco tra le labbra…

LUEN: ” Davide…so che ti hanno intervistato in tanti…ma ci piacerebbe che tra noi si instaurasse un rapporto artistico speciale…Fingiamo per qualche ora di conoscerci già da lungo tempo? Non sarà difficle…ci stai?

DAVIDE: “Certo!”

STELLA: ” Quì con noi oggi c’è un bel gruppetto di persone che aspetta di sentire le tue poetiche parole. Ti va di leggerci qualcosa?

DAVIDE: “Certo..”

Livido pensiero

Se nella velata notte
dovessi udire
una disperata voce
colma di disillusione.
Verresti a salvarmi
con le tue ali dorate?

Un volo repentino
traccia nell’ immensità
della volta celeste
impercettibili traiettorie.
Percorro il tragitto, i miei sogni,
conduco la mia presenza terrena
verso la limpidezza.

Gocce di pianto
che splendono nella notte,
altro non sono che lento defluire
verso l’ epilogo.

E intanto mi chiedo
se mai i tuoi globi oculari
riusciranno a saturare questo vuoto,
a dare sostanza al silenzio.

LUEN: “Davide…bellissima…Dicci…cosa vorresti trasmettere a chi ascolta la tua poesia?”

DAVIDE: “Nell’opera d’arte non è solo l’artista che si esprime, che comunica se stesso e il suo modo peculiare di vedere le cose. C’è qualcosa che si comunica attraverso l’arte, che l’artista stesso riconosce come in qualche modo “necessitante”, e che fa dell’arte una finestra verso qualcosa di “altro” e non semplicemente un “prodotto”.

STELLA: ” Davide…io e Luen, prima, chiacchieravamo sulla tua passione per l’arte grafica…per l’immagine che un po’ ci accomuna. Parliamone anche con i nostri ospiti…ti va?”

DAVIDE: “Mi piace disegnare illustrazioni ma principalmente porto avanti questa passione come autodidatta. Non mi occupo professionalmente di illustrazione, per il momento solo in un numero ristretto di progetti “

LUEN: ” Ci racconti l’evento – Minuscole – ? So che è trascorso molto tempo…ma a me è piaciuto molto…Di cosa si è trattato? “

DAVIDE: “Sono molto legato al progetto “Minuscule” per il quale ho curato l’allestimento e la grafica. E’ un progetto espositivo nato con l’intento di creare uno spazio non solo ideale ma anche fisico di quelle che sono le nostre emozioni più recondite attraverso scatti fotografici, installazioni e video, uno spazio che servisse ai più da contenitore e luogo di incontro, dove le arti trovano un punto di contatto tra loro, comunicano, diventano protagoniste o fanno da scenario agli eventi extra che hanno reso peculiare la scansione dell’ andamento dell’ intera “manifestazione”. Aspetto non ordinario, della dimensione artistica che diventa sfaccettato e multiforme. Lo spazio si è quindi schiuso a esperienze di carattere artistico differente, a integrazioni, scambi.”

STELLA: ” Davide…cosa provi quando scrivi? So che non è facile rispondere…ma ti va di provarci?”

DAVIDE: “La poesia non ha senso pratico. Ti immergi in essa e ti estranei dal mondo. Sei fuori dal contesto logico e dal mondo…

-LUEN: “Grazie Davide…per la tua disponibilità. Ma prima di salutarci…ci puoi ricordare i prossimi tuoi appuntamenti? E progetti nel cassetto?”

DAVIDE: “Dopo l’ultimo progettino UNTITLED, ho ricominciato a scrivere e sinceramente al momento sono in fase di meditazione, quindi non ho nulla di nuovo di cui parlare.”

STELLA: “Ok..Ci ricordi dove possiamo trovare te e i tuoi lavori?

DAVIDE: ” Certo. http://www.davideuria.it”

LUEN : “Grazie Davide!”

DAVIDE: ” Grazie a voi!”

Stella e Luen sparecchiano e ripongono le tazze pulite nella credenza. Gli ospiti se ne sono andati da un po’ e in sottofondo ascoltano la loro amata Radio DeejayFox. Poi  i loro sguardi si incontrano e sorridono della solita sintonia…della bellissima complicità…Lasciano stare le stoviglie e ognuna  “corre” nella sua stanza…Dopo qualche secondo tornano al tavolo della cucina…e hanno tra le mani carta e penna… per creare…perché la poesia lasciata nell’aria si trasformi in parole che suscitino una grande emozione!!

 

T’ABLE

 

T-able-Copertina

 

Partecipiamo al Fuori salone che si tiene a Milano Lambrate, nella prima periferia del capoluogo lombardo. Partecipa Deejayfox  Radio Station e noi Destinazione Libri, facendo parte di questo gruppo siamo coinvolti.

Quando entro il primo giorno, rimango subito attratta da due cose, l’armonia dei colori e i materiali utilizzati, molta carta e legno. Mi spiegherà successivamente Sabrina che sono nuove tecniche, nuovi studi per far design.

Gli organizzatori scrivono questo: T’ able mette in scena le capacità, le abilità di aziende, professionisti e prodotti del mondo,  della tavola, del cibo, del design conviviale. Le narrazioni dei protagonisti sono condite dai profumi delle cotture, dai colori delle materie prime, dal sapore dei cibi, dalla maestria degli chef, dal linguaggio evocativo dei piatti, dalla creatività del design. “Stai, vedi, ascolta, assaggia, compera: il cibo evoca, i prodotti raccontano, il gusto ringrazia, la tavola apre a nuove connessioni” è il nostro invito. Il menu di T’able desidera essere alimento per pensieri che stimolano collaborazioni, creatività e fertilità di mercati

 “Buona notte all’Italia che c’ha il suo bel  da fare, tutti i libri di storia non la fanno dormire, sdraiata sul mondo con un cielo privato, fra San Pietri e Madonne, fra progresso e peccato, fra un domani che arriva ma che sembra in apnea…” Di solito è lui, Ligabue che padroneggia sul palco a cantare questa canzone, come a voler risvegliare il torpore di questa Italia, ma  dall’8 al 13 aprile chi è salito  sul palco sono state le aziende italiane, e la direzione artistica era nelle mani di tre persone che credono in questo progetto, lo hanno studiato e lo mettono in scena,    passando attraverso il  design, dai mobili, ai vestiti, alle lampade, dagli oggetti per la cucina e dal cibo.

Riesco a catturare l’attenzione di Sabrina, le chiedo se posso farle qualche domanda, andiamo nell’area Wi Fi che hanno  allestito. Ci sono   tavoli, sedie di espositori presenti, una fotocopiatrice ed  una macchina del caffè che ci accingiamo ad usare subito , tutto ci fa sentire a nostro agio  e finalmente troviamo un po’ di tranquillità.

Ci sediamo di fronte Sabrina Cazzaniga ed io, un sorriso la illumina, lei è  una delle tre persone che hanno organizzato T’able.

 

 Sabrina, T’able..perchè?

Alessandra con questa domanda potrei parlare per tanto tempo.. cosa intendi?

 

Intendo questo… mi piacerebbe che fossi tu a comunicare quello che per Voi è T’able o vorreste che sarà…

Prima di tutto T’able è un gruppo composto da Lorena Lopresti (chef), Marco Migliari (strategista) e me, Simona Cazzaniga (designer di nuove opportunità per le aziende). Ci siamo conosciuti per lavoro, e come spesso accade quando si trova affinità e sinergia viene spontaneo proporre di unire le forze per costruire qualche cosa di bello L’idea ci è piaciuta e da quel momento abbiamo iniziato a lavorarci in modo continuato. Un impegno importante. Noi vorremmo essere un palcoscenico per le nostre aziende. T’able mette in scena le capacità, le abilità di aziende, professionisti e prodotti del mondo, della tavola del cibo, del design conviviale.

Loro credono nel Nostro paese.

 

In questo padiglione troviamo oggetti merceologici molto diversi tra di loro eppure legati tutti al cibo…

Si, è il nostro punto di forza. Noi crediamo nelle aziende Italiane, Noi crediamo nel nostro Paese, siamo sicuri che mettendo insieme  le forze il Nostro Paese, il Nostro nome ritorni a rimbombare nel Mondo. Spesso in questo periodo si sente parlare dell’Italia in modo negativo, ma noi non siamo questo, Il nostro Made in Italy è apprezzato in tutto il mondo. L’Italia è  poco capace di segnare il mercato…questo è un dato di fatto…

 

Uno Stand  che mi ha colpito davvero è quello di abiti e accessori da sera….. in che modo sono collegati al cibo?

Sono molto collegate le due cose, quando si va a cena si presta particolare attenzione all’abbigliamento e ai suoi accessori…

 

Cosa vi aspettavate da questo evento?

Sicuramente visibilità per le aziende del settore, e molti più visitatori… un po’ meno gente del previsto, ma è il primo anno.

 

Cosa è mancato? La gente perché non è arrivata?

Per la poca comunicazione, per la location non favorevole… dovremo cercare di focalizzare la partecipazione. Dovremmo incrementare i Buyer internazionali, fonte importantissima per noi, ieri i Buyer cinesi ci hanno confermato che verranno almeno per i prossimi tre anni.

 

Avete scelto e curato  voi quello che vediamo passeggiando?

Si, tutto scelto e curato da noi in ogni minimo dettaglio. Le aziende presenti sono state contattate da noi…

 

Da quello che intuisco dalle tue risposte… T’able va avanti…

Certo, assolutamente, T’able è un percorso….

 

Qui, in questo salone abbiamo visto Lorena LoPresti (chef) fare dei laboratori con i bambini…

Esatto, i bambini sono una fonte importantissima, delle spugne che possono assorbire ogni cosa, e se fin da piccoli li si instrada ai valori e l’importanza delle nostre aziende, da grandi possono diventare dei grandi professionisti… ovviamente tutto viene fatto sotto forma di gioco, hanno dipinto le uova, hjanno fatto la pasta, hanno decorato i biscotti,  si sono divertiti tanto e noi con loro

 

Sabrina… maggio 2015… Expo…

Expo.. certo che siamo interessati eccome, le aziende pensano a questo appuntamento come ad una sorta di rilancio totale,  ed anche noi siamo interessati eccome,  ma non ci sarà solo quello, continueremo  a lavorare anche su tutti gli altri eventi.

 

I vostri prossimi impegni?

A Milano con Food Week  dal 16 al 24 maggio…

 

Ci piacerebbe venire a trovarvi  per il prossimo appuntamento..

Sabrina mi guarda, mi porge  un suo bigliettino da visita, chiamatemi appena finita la fiera…

 

Ci salutiamo così, con quella stretta di mano, con quel sorriso che non è mai mancato e con gli occhi un po’ stanchi. Probabilmente questo primo evento non è andato come loro hanno progettato, ma sicuramente hanno tutte le carte per migliorare, hanno un obbiettivo, ed hanno un solido scopo, loro credono nel Nostro Paese e sono sicura che riusciranno ad essere quel trampolino di cui parlano…

Grazie Sabrina per la tua disponibilità… a presto!

 

Certo che anche per  Oscar Pavanello e Flavio Zingato è stato un evento importante  loro, i due fondatori di Deejayfoxradio Station … è grazie a loro che siamo stati tutti protagonisti, con gli special, con le registrazioni fatte da questa location.

 

Oscar.. questa settimana è stata intensa. Che ne pensi?

Indubbiamente intensa ma sono soddisfatto, la manifestazione è interessante, abbiamo avuto la possibilità di conoscere tante persone, una bella visibilità per noi, abbiamo avuto special su questo tutti i giorni…

Ma anche per quello che riguarda Casa Fox è stato un bell’evento, siamo riusciti a conoscerci di più, abbiamo trovato quel felling necessario, e i rapporti umani hanno preso sempre più strada. Anche persone che collaborano con noi e non abitano qui sono venute apposta, una bella soddisfazione.

 

Secondo te in questo evento è mancato qualche cosa?

E’ mancata la comunicazione… questo punto si deve rafforzare sicuramente.

 

T’able…. Rifarete questa esperienza?

Se ci fosse la possibilità si, è stato bello, e so già che questa casetta mi mancherà..

 

Cosa ne penso io Alessandra?

Io ho trovato pensieri uguali ai miei, il credere nel nostro paese, il credere nelle risorse delle aziende italiane, mi sono trovata assolutamente a mio agio nel vedere che anche loro credono nelle risorse dei bambini… un progetto che in prima linea stiamo portando avanti con Destinazione libri… Mi sono divertita, ho imparato tante cose ed ho conosciuto persone che spero di ritrovare presto… e di questo evento continueremo a parlarne…

 

Ed eccoci giunti alle conclusioni, dove si vorrebbero dire tante cose ma non si vuol cadere nel banale, ma si è banali a ringraziare tutti, Il primo Ringraziamento va a Deejayfox radio station, Oscar e Flavio,  per averci dato questa bella opportunità, per farci sentire a casa e per insegnarci ogni giorno mille cose.. una fra tutti..l’importanza di essere un gruppo, uno squadra, e la “Nostra casetta con le ruote” così come la chiamiamo noi..farà tanta strada.

Un grazie agli organizzatori di questo evento, Sabrina, Marco Lorena, per credere in questo progetto e per credere nel Nostro Paese…  ed un Grazie va a tutto il gruppo di Destinazione Libri..perchè tutto è andato avanti e bene grazie alla collaborazione di tutti.

 

Tutti i nostri contatti: T’ABLE  https://www.facebook.com/TableTeam?fref=ts

Deejayfoxradio: www.deejayfoxradio.com

Destinazione Libri: www.destinazionelibri.com / https://www.facebook.com/pages/Destinazione-Libri/1521627494728188?ref=hl

 

Ale

Destinazione EstroVersi presenta: m.O.m. (Marco Ogre Malacari) il Trouvères moderno

marco

Mercoledi mattina in Casa Destinazione EstroVersi. La guardo da fuori e mi sembra sempre la stessa… qui in Via Destinazione Libri nel quartiere di Casa Fox. A parte… La sentite anche voi? Musica Havy Metal? Ma cosa stanno combinando Stella e Luen? No questa cosa non convince meglio entrare, mi sincero della situazione e mi faccio dare qualche croccantino da Luen. Ah io sono Hugo il cane meticcio di Luen

Luen: Ehi cucciolotto hai fame? Vieni qui dai, ho dei croccantini!! Stella ma la vuoi finire con questa musica? Mi spaventi il cane!!

Stella: Cosa hai detto?

Luen: Se abbassi il volume forse mi senti? Oh acciderbolina, questa donna mi farà impazzire! Argh!!

Stella: Non ti sento! Sto ascoltando DeejayFox Radio Station!

(Luen si avvicina silenziosa a Stella, si approssima all’orecchio della socia e…)

Luen: HO DETTO SE ABBASSI IL VOLUME!

Stella: Arghhh! Ma sei matta socia? Mi vuoi far diventare sorda?

Luen: Io è? La radio web a tutto volume no, vero?

Stella: Ma è una musica eccezionale! Senti che ritmo, che suono crudo, duro!

Luen: Ahhhh! Ci rinuncio!

Sono due pazze! Ma divertenti! Però il volume Stella lo ha abbassato… cane & gatto ma si vogliono bene! La mia padroncina sta preparando il tè… chi ci verrà a trovare oggi? Ecco suonano lo scoprirò presto… Un uomo, sarà sicuramente un Poeta… io mi accomodo qui sul tappeto, così son sicuro che qualche biscottino lo ricevo anche io…

 Stella: Ciao finalmente! Luen questo è m.O.m.

Luen: MOM? Mamma? Che piacere la mamma di Stella! Signora me l’aspettavo un pò diversa eh?

Stella: Ma Luen! No MOM! Ma m.O.m. ossia Marco Ogre Malacari! Scusala Marco ha sempre voglia di scherzare la socia!

Marco: Ahahahaha! Ma no dai è simpatica!

Luen:   Marco scherzavo eh?

Marco: Nessun problema Luen!

Stella:  Dai prendiamo il tè preparato dalla buontempona, e raccontaci un pò di te.

Marco: Volentieri! Mi chiamo Malacari Marco in arte “Ogre”. Sono nato a Cassano allo Jonio il 28 luglio 1982. Nella vita professionale sono un autista di mezzi pesanti e viaggio molto per lavoro. Teoricamente sono un conducente, ma preferisco definirmi un viaggiatore e molti sono i luoghi visti e vissuti. Molte le esperienze e le vicende che potrei raccontare, anche se, parlare di me mi viene difficile e, anzi, credo sia uno dei motivi per il quale mi sono messo a scrivere. Vado matto per la musica e per un pò ho anche suonato, mi piace leggere, mi piace viaggiare, mi piace contemplare il mondo e le sue bellezze.

Stella: Luen tutto bene?

Luen:  Si si, solo che sentir parlare Marco affascina! Un giorno ci parlerai delle tue esperienze vero?

Marco: Spero di riuscirci mia cara.

Stella: Marco io ti ho contattato personalmente tramite il social network, quando ho avuto modo di immergermi nella lettura di alcune tue Poesie. Ma voglio che sia tu a svelare ai nostri lettori dove si possono leggere.

Marco: Grazie Stella! Si le hai potute leggere sull’Antologia “Impronte” una collana di Poesia contemporanea edita da “Pagine” in cui ci sono sette della mie Poesie… cosa tra l’altro inusuale per me, in realtà è la mia prima pubblicazione professionale.

Stella: Quindi non hai sostenuto concorsi di Poesia?

Marco: L’unico concorso sostenuto è quello di “Poeti & Poesia” con “Memento Putrefactio Dolorii” e sono stato poi contattato per partecipare alla collana “Impronte”.

Luen: Ma allora Marco se partecipi in modo restio ai concorsi, e non tenti la pubblicazione, tu per chi scrivi e quanto scrivi?

Marco: Benché scriva fin dall’adolescenza e, ad oggi, conto tra i miei scritti più di cinquecento Poesie inedite, ho sempre scritto solo per me stesso e pochi altri. Ho avuto il piacere di collaborare in un circuito di “artisti underground” dove ogni opera scambiata tra noi, veniva interamente ricopiata a mano. Ho ricevuto in verità alcune offerte in questo periodo, per altre pubblicazioni, ma qualcosa mi ha spinto a rifiutarle, l’istinto di autopreservazione… voler tenere i miei scritti per me e pochi intimi.

Luen: Sei uno dei pochi Poeti che dichiara di scrivere per se stesso! E allora Marco Ogre di cosa parlano le tue Poesie?

Marco: Questa è una domanda che mi piace molto Luen e ti ringrazio per avermela posta. All’inizio erano più centrate su utopie politiche e rivoluzionarie, sui primi amori, poi via via ho iniziato a trattare l’incomunicabilità, i rapporti con la società visti con gli occhi di un sedicenne. Iniziai ad interessarmi all’occulto, alle religioni e ai Poeti d’epoca medievale tra cui Dante, e da qui ho iniziato a parlare di Anima, di dolore, di estraneità, ma a volte anche di violenza, crudeltà e follia. Adesso è una mistura di tutti questi temi uniti alle personali esperienze che tratto nei miei testi, Nell’estetica e nello stile, mi avvicino all’ottocento/novecento ma, a volte, non disdegno anche stili più retrò o internazionali.

Stella: Sei quindi un Trouvères moderno!

Luen: Ma Stella cosa stai dicendo? Che vuol dire?

Stella: I Troubadours e Trouvères hanno avuto origine in terra francese ed utilizzavano la lingua d’oc mentre i Trovatori e Trovieri sono nomi che indicano poeti e musicisti medievali che operarono in contesti sociali e culturali distinti tra loro per epoca, lingua e collocazione geografica e che diedero origine, con i loro componimenti, al francese moderno. L’unione delle due categorie di poeti fu l’abbandono dell’uso della lingua latina in favore dei rispettivi linguaggi del nascente volgare. Ciò giustifica anche l’identico significato da attribuire ai loro nomi. Infatti, è ormai comune convincimento che l’origine del verbo trobar (e in senso traslato dell’omologo trouver), vada individuato nel tardo latino tropare o tropum invenire, con il significato di “cercare, trovare versetti, prose ritmiche e sequenze” da interporre nei testi liturgici. Pertanto il trobar, che diede origine ai nomi di questi Poeti, consisteva nel “trovare” rime su una melodia preesistente, ovvero nell’affidare ad un testo poetico una nuova intonazione melodica. Lo stile di Marco si lega molto allo stile Trobar dell’800 ed utilizza Rimica alternata.

Luen: Insomma un cercatore! Scherzo socia! Quando e dove le scrivi Marco?

Marco: Anche questa è una cosa che è cambiata con il passare degli anni. Preferisco senza dubbio farlo quando sono in viaggio, poiché il mutare continuo dei paesaggi, dei dialetti, dei profumi, è un continuo stimolo alla mia mente, alla mia Anima e alla mia ispirazione. Quando non posso godere di questa condizione ideale, preferisco farlo nel buio della mia stanza rossa. Dallo stile prettamente amanuense, son passato al pc, ma la carta e la stilo li trovo insostituibili. Non c’è un momento preciso nella giornata, lo faccio appena posso, appena ne sento la necessità.

Stella: Cosa pensi di riuscire a comunicare con le tue Poesie?

Marco: Questo non so dirlo davvero. In realtà non cerco di lanciare nessun messaggio e nessuna morale, racconto solo ciò che vedo con gli occhi e che vivo con la testa e il cuore. Mi piace confrontarmi con chi le legge e devo dire di aver ottenuto sempre responsi diversi, perché sono pareri soggettivi.

Luen: Qual è il tuo rapporto con le Poesie e i Social Network?

Marco: Direi buono, anche se non sono molto bravo con la tecnologia, di fatto utilizzo solamente Facebook. Ho aperto un gruppo che ho chiamato “Gli Amanti Della Dea Luna” https://www.facebook.com/groups/243397395695988/ e qui pubblico le mie Poesie, i miei testi e molte delle mie raccolte. E’ un gruppo chiuso in cui ho invitato alcuni amici a cui piace leggermi.

Stella: Diciamo una specie di luogo virtuale privato in cui fai entrare poche persone. Io le ho lette, ti posso dire che hai uno stile inusuale e sono molto belle. E’ un peccato che tu voglia tenerle per te e pochi amici. Ma son contenta che tu, ti sia deciso a rilasciare un intervista proprio a noi di Destinazione EstroVersi e vorrei sapere cosa ne pensa di noi un Poeta bravo ma schivo!

Marco: Penso che iniziative del genere vadano lodate e supportate in questo mondo, dove la cultura è sempre più messa da parte e l’arte non s’insegna più nemmeno a scuola. Sicuramente direi, dovendo fare il passaparola, che questa Rubrica è molto interessante ed offre molti spunti e contenuti, ben fatta e aggiornata.

Luen: Wow grazie! Visto socia siam brave!! Marco quali sono i tuoi progetti futuri come Poeta?

Marco: Progetti in cantiere ce ne son tanti, ma quasi totalmente dedicati all’estetica delle mie raccolte. Molte sono incomplete, necessitano di una forma definita ed ho ancora molto da comunicare con le mie Poesie. Mi dedicherò anche ad altro… ho in testa soggetti per dei racconti e l’idea di scrivere un romanzo, ma per ora non credo di metterli su carta. Per ora continuerò a scrivere, come ho sempre fatto, e se giungesse, nel mentre, qualche altra proposta editoriale la prenderei seriamente in considerazione.

Stella: Spero che qualcuno leggendo l’intervista ti noti e ti renda merito Marco.

Marco: Credo che quello che state già facendo sia molto importante ragazze. Non tutti lo fanno. Questo è un dato di fatto e se siete riusciti a convincere una persona come me, schiva e restia, ci sarà un motivo no? Siete molto brave e professionali.

Stella: Grazie Marco veramente. Ma io so che Marco in realtà è un artista a tutto tondo, che si lascia affascinare da altre forme di arte come la musica vero?

Marco: Si è vero Stella, ho letto che ti piace fare la detective… Ahahahaha! Si, sono un vero patito di musica, metal/rock principalmente, ma anche sinfonica, classica, dei grandi cantautori italiani, Suono il basso come autodidatta e per un pò di tempo ho messo su una band nella quale cantavo e ovviamente scrivevo i testi. La musica ha un gran potere, simile a quello del viaggio ed è fondamentale per la mia ispirazione e il mio stile.

Luen: Bene e dopo queste ultime parole del nostro Poeta, Stella & Luen ringraziano m.O.m. di essere stato con noi in questa piacevole chiacchierata e di averci permesso di conoscerlo.

Marco: Grazie a voi!

Stella: Dal salotto di Destinazione EstroVersi, Luen  & Stella, vi salutano amici lettori e vi informano che presto parleremo ancora di Marco Ogre, nel nostro appuntamento di inviate speciali di “Un salto tra le pagine” di DeejayFox Radio Station, rimanete pertanto sintonizzati!

Luen: Stella & Luen passano e chiudono ricordandovi inoltre l’appuntamento sul Blog Destinazione Libri, Rubrica Destinazione EstroVersi e su Facebook nella Pagina Destinazione Libri, che da questo momento in poi sarà editato una volta a settimana e precisamente di mercoledì.

Stella: Ciao a tutti! Vi lasciamo con una delle Poesie di Marco Ogre Malacari e vi aspettiamo nella prossima puntata con il Blog Destinazione EstroVersi.

Al Di Sotto Del Ponte
(quel che vedemmo Noi)

“Pesanti come una pioggia di blocchi

ad uno-ad uno son andati giù

come del tempo i rintocchi

sopra al ponte ormai non ci son più.

Cosa videro i nostri occhi

e quale orrore essi ci prepararono

li trovammo a terra schiacciati come fiocchi

dopo che l’acqua scioglie ciò che sono.

Nessuno quella notte ha udito

se nell’aria un grido o un lamento

dalla bocca gli sia sfuggito

o se avevan le labbra ormai ferme

come chi sorride

anche se sa d’un guaio enorme.

Sciolti si in una macchia scarlatta

la Notte quelle Anime allatta

il ricordo è un qualcosa che tra la nebbia sfuma

e ciò che lasciano a Noi è solo un ‘volo’ di paura.

Ma credo che lì sotto essi dimorino ancora

escono al tramonto e scompaiono all’aurora

si cullano, si amano e si aggrovigliano

tutti stretti come fossero visti da lontano,

le dita di una stessa mano.

Hanno affrontato l’attimo

che dall’esser liberi separa

leggeri come l’aria

non temono che i raggi del Sole

perché anche la luce,

è comunque, un qualcosa che muore.

Ormai diversi da loro, ormai non più schiavi,

né del successo, né del lavoro, ne dei denari

un unico interminabile giorno senza ore

perché per loro, il Tempo adesso,

è una dimensione che non ha più valore…”

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tratta da “Estemporaneetà” 2013 – m.O.m.(Marco Ogre Malacari)

Si ricorda a tutti i Poeti e le Poetesse che vogliono un intervista sul nostro Blog di scrivere un email con oggetto “Destinazione EstroVersi Stella&Luen” a destinazionelibri@virgilio.it

 

 

 

 

Claudio Bossi

Claudio Bossi mi contatta una mattina. Mi dice di essere un autore di un libro particolare..  subito la mia immaginazione corre.. poi mi dice: Titanic… e mi racconta. Lui parla del Titanic come evento storico. E già, perchè il titanic è un evento storico. Inizia a raccontarmi, parla del suo libro.. poi si ferma e mi chiede di noi, di me, cosa facciamo. Si ferma e  mi dice: voi ci credete davvero. Si… Claudio noi crediamo in Destinazione come tu credi nel tuo Titanic…

Ora conosciamolo…

 

1) parlaci di te

Mi chiamo Claudio Bossi, sono nato e vivo a Gallarate, in provincia di Varese. Sono sposato con Cicci (non mi piace chiamarla con il suo vero nome…) che da oltre trent’anni mi sostiene e mi sopporta con amore e comprensione. Ho due figlie Serena e Paola: Serena, che quasi un paio d’anni fa mi concesso la gioia di diventare nonno di due splendide gemelline; mentre Paola è ancora una studentessa al quarto anno delle scuole medie superiori.
Le mie passioni indiscusse, oltre la lettura, sono la pipa (estimatore e “non fumatore”), il grande investigatore Sherlock Holmes, Diabolik il leggendario “Re del terrore” dei fumetti, la legna ed il tiro a segno con la carabina ad aria compressa. Possiedo un cane meticcio di nome Archie.

2) di cosa parlano i tuoi libri?
Io sono soprattutto uno storico della più triste e tragica nave più bella del mondo: l’inaffondabile Titanic.E’ dal 1985 che mi sono impegnato alla storia di questo naufragio. Ho frequentato gli archivi americani, canadesi ed inglesi per cercare di“scoprire” la vicenda del Titanic in tutti i suoi risvolti, ed ho cercato di raccontare in maniera, mi auguro, avvincente ed accessibile a tutti come e perché si verificarono certi episodi.
3) quanti ne hai scritti?

Questo è il secondo libro che scrivo: il primo però aveva un carattere “settoriale”, oserei definirlo, ed è stato scritto a due mani con Valeria Rossi: ho scritto de “I cani del Titanic”, ovviamente.
4) da dove è nata l’idea di scrivere un Libro sul Titanic? di cose dette ce ne sono state molte, qual è stata la chiave che ti ha permesso di non essere banale?
L’interesse di un bimbo per un certo mistero, si è trasformato in grande rebus una volta che il bimbo è diventato uomo, poi nel 1985 con il ritrovamento del relitto è scoccata la scintilla. Mi sono impegnato alla storia di questo naufragio con un preciso obiettivo: ne dovevo sapere e sapere di più di quello che ne sapevano gli altri su questa magnifica e tragica storia.Qualche anno dopo mi sono detto: perché non condividere, con il grande pubblico di internet, il risultato del mio lavoro? Ed è nata l’idea del sito web (www.titanicdiclaudiobossi.com), di cui mi occupo sin dai primi anni 2000. Ultimamente poi il mio lavoro ha riscosso l’interesse della Giunti De Vecchi ed ha pubblicato il volume oggetto di questa presentazione. Pubblicare il mio lavoro in forma editoriale è un sogno che si è realizzato.

Il mio libro vuol offrire una chiave di lettura un po’ diversa dalle altre migliaia di pubblicazioni sull’argomento.Tengo a precisare che solo nel 2012, quindi nella ricorrenza del centenario dell’affondamento c’è stato in Italia un minimo di interesse editoriale sull’argomento (e guarda caso la fonte primaria è sempre il sottoscritto!). Nel mio libro si può trovare testimonianza che ci fu una differenzazione feroce sui gruppi di appartenenza e che poi erano quelli della differenzazione sociale di chi aveva pagato un biglietto che costava cento volte di meno rispetto a quelli dei ponti superiori di prima classe.

5) qual è la fase più difficile nella stesura di un libro?
Innanzitutto debbo dire che nasco come giornalista, quindi mi è facile e naturale il dono della scrittura: certo che scrivere un articolo è un conto, mentre scrivere un libro occorre molto più impegno. La stesura di un libro comporta scrivere, correggere e ricorreggere, ed infine fare una revisione finale. Poi bisogna saper progettare anche cosa si aspettano da te i lettori, preparare i materiali per la stesura per cercare di coinvolgere il lettore e renderlo partecipe della tua opera. E tante altre piccole, ma non meno importanti, cosette. Insomma scrivere un libro è un lavoro che richiede una certa capacità, perché scrittori non si nasce! Nel mio personale caso la parte più difficoltosa è stata nel portare a termine l’opera senza stress.

6) il tuo editor chi è?

Io ho avuto l’appoggio di una squisita persona, messami a disposizione dalla mia casa editrice. Questa persona mi ha seguito pari passo, capitolo dopo capitolo, nella stesura del mio volume: Paola Comparetti. E’ lei che mi ha fornito i consigli, l’assistenza, l’incoraggiamento e le informazioni per completare il lavoro.
7) i tuoi libri: dove possiamo trovarli?
Il mio libro è stato distribuito nelle principali librerie di tutta Italia ed in certi casi anche nelle vicine Svizzera e Francia. Anche on line è possibile accedere all’acquisto.
8) Che lettore sei tu?
Mi ritengo monotematico ossia leggo seguendo dei precisi e ben definiti filoni: possiedo tutti gli scritti di Sir Arthur Conan Doyle (ecco il Sherlock Holmes, di cui accennavo ad inizio intervista); ho l’intera raccolta delle opere della regina del giallo Agatha Christie; e poi un numero imprecisato di testi che trattano di Napoleone, della prima guerra mondiale, delle grandi spedizioni artiche ed antartiche, e diversi libri che hanno come denominatore come il “ghiaccio”, quindi storie di spedizioni alpinistiche. Tra parentesi, ma non troppo, per lavoro possiedo oltre un centinaio di volumi, in diverse lingue, riguardanti il Titanic.

9) Quanto sei presente tu nei tuoi libri?
Più che il sottoscritto, che vive la sua vita da scrittore semplicemente, cerco e spero di riuscire rendere partecipi tutte le persone che mi stanno attorno pervadendoli dei flotti della mia grande, indiscutibile passione, che adesso è un lavoro: il Titanic, appunto.
10) Libro scritto, parti riviste, poi la penna mette l’ultimo punto, che sensazione provi’
Penso di aver fatto un bel lavoro. E questo non lo dico per vanteria ma lo asseriscono i lettori che mi scrivono. Sono appunto grato a chi mi dimostra affetto e stima, ed anche a chi mi scrive anche solo per darmi dei suggerimenti. Ecco questi sono gli stimoli essenziali per un ricercatore, sensazioni che lo fanno sentire orgoglioso del proprio lavoro.
11) Scrivi con la tastiera o carta e penna?
Di tutto, pur di scrivere qualche rigo! Certo che il pc è molto più duttile e si presa a diversi utilizzi: basta pigiare sui tasti, e fare un clic e sei in un altro mondo. Una cosa impensabile solamente una cinquantina d’anni fa!
12) I tuoi prossimi impegni?
A parte le conferenze che mi vedono impegnato su e giù per la penisola, attualmente sto scrivendo due libri che vedranno la luce una nella primavera 2015 mentre per l’altra ci vorrà un po’ di tempo: sarà pubblicata nel 2016, in occasione del varo del Titanic II.
13) il tuo rapporto con i social …
Con il social network ho un pessimo rapporto: la stesura delle mie prossime pubblicazioni, le continue letture e ricerche (ho l’intera raccolta delle copie di tutti i documenti pubblici presenti negli archivi americani, canadesi ed inglesi, come accennavano prima) per nuovi aggiornamenti sulla tragedia del Titanic (a parer mio ci sono e ci saranno ancora fiumi d’inchiostro che dovranno scorrere…), la preparazione dei testi delle mie conferenze, mi assorbono in modo continuo che non riuscirei ad adempiere anche a questi obblighi… La mia pagina Facebook (www.facebook.com/TITANICclaudiobossi) è gestita dal mio editore. Certo, con i miei contributi.
14) Hai partecipato a qualche concorso? se si a quali? se no a quali ti piacerebbe partecipare?

Non ho partecipato e non parteciperò mai a questi “baracconi”, dove è scritto sin da oggi chi vincerà tra dieci anni!

15) Claudio Bossi ..intervistato da Destinazione Libri…perchè questa scelta?
Possiamo dirlo, tanto non siamo alla RAI: pubblicità!
16) La domanda che non ti abbiamo fatto e che ti aspettavi? falla e rispondi pure
Cos’è il Titanic per Claudio Bossi.
Il Titanic rappresenta un interrogativo con il quale cerchiamo di misurarci: mi chiedo cosa avrei fatto se fossi stato lì quella notte, ma io credo che eroismo e coraggio siano più ad appannaggio del singolo che del gruppo. Il Titanic è oggetto di molti miti e di molta disinformazione: la scienza ci può dare gli strumenti per eliminare, almeno in parte, la disinformazione e raccontare cosa successe realmente quella notte. Scrivendo questo libro spero che ci aiuti a ricordare sempre che in questo mondo siamo tutti a bordo di un grande transatlantico, divisi per classi, guidati da un destino che corre a mille verso l’ignoto e che purtroppo non è mai uguale per tutti. Spero che ci aiuti a ricordare le oltre 1500 vittime dell’incoscienza, dell’egoismo, della disparità sociale. Per me il Titanic è anche questo.

17) Cosa ti aspetti ancora da questo libro? Ti ha già dato davvero molte soddisfazioni…
Il libro, che è stato pubblicato in occasione del centenario dell’affondamento del Titanic nel 2012, ha riscosso un buon riscontro di vendite e già di per sé questo è stato fonte di grande soddisfazione (anche economica!). Oggi debbo dire che esso rappresenta una mia appendice: “Signor Titanic”, mi sento ogni tanto chiamare da qualcuno! Il volume mi segue nelle mie conferenze dove suscita ancora un certo qual interesse in coloro che lo acquistano, anche perché non è il solito libro sul Titanic, il mio è un libro dove tutto, ma proprio tutto, quello che è stato scritto è assolutamente documentabile: nulla è stato lasciato alla fantasia. Le fonti storiche sono tutte attendibili ed i documenti studiati sono quelli autentici dell’epoca. Certo che delle leggende che leggeremo in fondo al volume potranno sembrare assurde, ma sono assolutamente quelle che all’epoca dei fatti giravano per bocca di tutti. Quindi è assoluto rigore storico e scientifico quello si trova nelle pagine del mio libro, nelle cui pagine, senza giri di parole affermo la mia opinione che fu una straordinaria ed inquietante serie di errori umani che giocarono il loro peso nella tragedia, senza dimenticare che l’ipotesi di un complotto che senz’altro fu alla base di talune decisioni.

Grazie Claudio per essere stato con noi, ci sentiamo presto

Ale

ROBERTO BISIGNANI

Roberto Bisignani, lo conosco alla finale di SanRemo Writers,  ci presenta Alberto Diso. Una stretta di mano sincera, poche parole, lo scambio di mail, ci risentiamo presto Alessandra, mi dice.

Passa qualche giorno e trovo la sua mail, da lì i contatti diventano frequenti, ci segue, ci da qualche consiglio, diventa un “autore della porta accanto”. Schietto, capace, senza giri di parole, Roberto Bisignani sa cosa vuole e sa dove vuole arrivare. Una persona che abbiamo avuto la fortuna di conoscere ed oggi lo conoscerete anche voi.   

 

Roberto, Parlaci di te:  Buongiorno a coloro che avranno la voglia ma soprattutto la pazienza di leggere, e grazie a Voi per questa splendida opportunità.

Iniziamo col dire che cosa non sono. Non sono uno scrittore. Penso che questo termine implichi un substrato e una conseguente infrastruttura di professionalità anche organizzativa che al momento, e forse mai possiederò. Sono solo una persona che scrive, che ha deciso di concretizzare quella potenzialità innata in ciascuno di noi di cristallizzare i propri pensieri trovando il coraggio di farli conoscere ad altre persone. L’abilità nella scrittura non è una dote innata, è una facoltà che giorno dopo giorno può affinarsi coadiuvata dalla cultura, divenendo più o meno elastica, più o meno scorrevole, ma che ha un’unica base comuni a tutti; la fantasia. La fantasia non è quantificabile, non è oggettivamente schematizzabile, non conosce confini, è perpetuamente nel pieno di un big bang che si rinnova ogni giorno purché adeguatamente alimentato. Ciò che è innata invece è la sensibilità e senza questa la fantasia rischia di rimanere annichilita nel più profondo dei buchi neri.

Ovviamente il percorso di vita personale ha lasciato la propria impronta nello sviluppo di questa “maturazione creativa”. Ho avuto la fortuna di avere un padre che fin da piccolo mi ha sempre spinto verso la lettura, e soprattutto la decisione presa di intraprendere studi umanistici che, non subito, ma a rilascio prolungato hanno plasmato il mio modo espressivo.

Da anni mi occupo di informatica nell’amministrazione pubblica con un iter lavorativo che agli occhi dei più stride con il fatto che io scriva o tenti di farlo. Ma informatica e scrittura non sono in antitesi, sono due facce della stessa medaglia. Con la prima si istruisce una macchina a compiere cose che spesso superano l’abilità umana. Con la seconda invece si ribadisce l’infinita superiorità del nostro cervello nella creazione di connessioni sinaptiche ed emozionali sconosciute a qualsiasi chip. Almeno fino ad oggi.

    Di cosa parlano i tuoi libri?  Quanti ne hai scritti? Non sono molto prolifico. Ho scritto un piccolo libro, autoprodotto, intitolato “Sono un Ragazzo Vintage”, che alla luce di una sconfinata nostalgia nei confronti degli anni 60 e 70, focalizza lo sguardo sull’eterno conflitto marito/moglie denunciando gli esecrabili tentativi posti in atto da queste ultime nel tentativo di assassinare le vestigia di quei periodi: videoregistratori, impianti stereo di produzione nazional popolare, conservati giustamente come reliquie, in grado di realizzare tunnel spazio temporali con un passato ormai perduto. Un piccolo divertissement dove l’amaro prevale sul dolce.

Mi sono poi dedicato per tre anni al romanzo “A.D.”. Un’opera che per le mie modeste capacità appare ciclopica in quanto essenza di una serie quasi infinita di sensazioni e pensieri maturati in circa trent’anni di ponderazioni che grazie ai riscontri ricevuti, ho scoperto, avere natura più universale che personale.

Lascerò che siate voi a svelarne in seguito il contenuto.

Successivamente partendo da “A.D.” ho scritto un racconto, “L’Astrofilo Pastranco” che riprende le vicende di due delle figure presenti nel romanzo originale e ne amplia la conoscenza fornendo ulteriori elementi interpretativi al lettore. Una Tac tridimensionale alla psiche di un uomo e una donna giunti al termine di un rapporto che però rimarrà indissolubile.

In mezzo, altri racconti, più o meno fortunati, e articoli di fondo pubblicati sulla fanzine aziendale.

    Da dove nasce l’idea di scrivere un libro? Questa è una cosa che vorremmo sapere tutti. E’ una miscela di elementi che non maturano tutti nello stesso momento. Quando ciò avviene da quest’insieme apparentemente caotico nasce l’ordine, e il desiderio di iniziare a dipanare lentamente “la matassa”. Purché il processo sia libero e non condizionato da pressioni di mercato. In questo caso l’idea indotta, costretta a maturare in fretta può altrettanto velocemente marcire.

    Qual è la fase più difficile nella stesura di un libro? La concordanza temporale tra fatti narrati in tempi e luoghi diversi. Occorre documentarsi utilizzando più fonti e in questo la rete si dimostra oggi strumento unico, indispensabile ma da sottoporre a ulteriori verifiche. La disattenzione e l’errore sono sempre dietro l’angolo.

   Il tuo editor chi è? Purtroppo l’editor, pur essendo forse, il miglior amico di uno scrittore è una figura da retribuirsi, e al momento non penso di poter essere oggetto di un interesse tale che giustifichi il ricorrervi. Però mai dire mai anche se in questo quasi nuovo millennio trovare delle figure dotate di onestà intellettuale e scevre da finalità adulatorie è divenuto più che arduo. Le figure esistono ma, proprio perché professionalmente valide, e finanziariamente inarrivabili finisce che spesso si diventi l’editor di se stesso con tutti i rischi che ne derivano. 

   I tuoi libri: dove possiamo trovarli? Non potendomi affidare alla grande distribuzione ho a disposizione canali non proprio capillari.

Comunque gli incuriositi possono inserire il titolo d’interesse sul re dei motori di ricerca e ottenere una lista di siti e-commerce su quali acquistarli anche in formato elettronico o altrimenti utilizzare il corrispondente numero ISBN per la prenotazione tradizionale in qualsiasi libreria.

Senza dimenticare il sito personale raggiungibile all’indirizzo: http://arturbaker.wix.com/roberto-bisignani

    Che LETTORE sei tu?  Sono molto discontinuo poiché il poco tempo libero a disposizione lo utilizzo per scrivere. Riesco a leggere sono nelle serate dei fine settimana o quando sono in ferie. Quantificando, molto raramente supero i 4/5 libri letti all’anno.

  Libro scritto, parti riviste, poi la penna mette l’ultimo punto, che sensazione provi ? Complicità e affetto nei confronti dei personaggi. Come ho avuto modo di dire nell’intervista in occasione della premiazione di Sanremo Writers, ognuno dei protagonisti è custode, all’inizio inconsapevole, di frammenti caratteriali, ricordi, sensazioni dell’autore. Queste figure maturano ed evolvono nel corso della storia svolgendo un’attività terapeutica nei confronti di chi scrive poiché permettono di riportare alla luce, chiarire, episodi che si erano dimenticati, anche di natura dolorosa, facilitandone quasi l’esorcizzazione. Un mutuo soccorso tra l’idea e il proprio creatore.

E quando il libro termina si prova una specie di dispiacere, lo stesso che si avverte alla fine di un film particolarmente apprezzato.

  Scrivi con la tastiera o carta e penna? Scrivo quasi sempre sulla tastiera di un vecchio portatile, affidabile custode di elucubrazioni, ripensamenti, accentuazioni e assurde fantasticherie. Resisti vecchio hard disk!! Non mi mollare!!

Carta e penna per le rare illuminazioni giornaliere che poi rielaborate non lo sono quasi mai….

 I tuoi prossimi impegni? Sono in contatto quasi giornaliero con uno scrittore conosciuto al Palafiori di Sanremo. Diversi progetti sulla carta ma come dice il proverbio “Tra il dire e il fare….” Vedremo se la sorte ci assisterà, sarete i primi a sapere.

Il tuo rapporto con i social …Inesistente fino a Casa Sanremo Writers, anzi osteggiato per via dell’esasperante utilizzo che ne fa mio figlio. Grazie ad Alberto Diso (vincitore della manifestazione) che mi ha incoraggiato ad approfittare di questo mezzo, mi sono lanciato e oggi lo considero un efficace strumento di promozione purchè non condotto in modo invasivo e assillante.

 Sanremo Writers ti ha visto finalista… parteciperai ad altri concorsi? Sicuramente. Sanremo Writers è stata un’esperienza esaltante e formativa. Perché rinunciare a priori a un bel replay? Colgo anche l’occasione per ringraziare ancora una volta Vito Pacelli responsabile della Booksprint Edizioni e la giuria dei lettori per averci dato questa possibilità. 

ROBERTO intervistato da Destinazione Libri…perchè questa scelta? Perché siete quasi tutte donne: gentili belle e intelligenti. E io sono ancora un uomo.

Volete contenuti più profondi? Ho deciso di accettare perché non siete ancora state contaminate dalla logica degli interessi e del denaro e tuttora siete pervase dal sacro fuoco dell’imparzialità. Sperò però che questo fuoco perda un po’ del suo fervore a favore di un riconoscimento più materialistico perché i sogni e la buona volontà non sempre riempiono gli stomaci. Però iniziate a cambiare rotta solo dopo questa intervista…..

La domanda che non ti abbiamo fatto e che ti aspettavi? falla e rispondi pure

Roberto alla luce della tua esperienza cosa pensi della realtà editoriale del nostro paese? Avete presente una retta costituita da obscenicons? Bene è ancora troppo limitata.

Mi riferisco ai mostri sacri editoriali ai quali mi sono rivolto mandando decine di mail senza ottenere neppure la più spietata delle negazioni. Il nulla, l’essenza della non considerazione. Se però avessi scritto un trattato sul perché ad alcuni uomini dopo i 40 anni cadono i peli delle gambe (io sono uno di quelli) e fossi stato un personaggio noto, avrebbero fatto a gara per accaparrarsi l’indecente manoscritto.  Sarebbe stato stampato in migliaia di copie per lasciarlo in bella mostra invenduto in vetrina tra decine di libri supplicanti in ginocchio di essere acquistati per non rischiare il macero.

Questa è l’Italia, cara Destinazione. Mi direte siamo un popolo di musicanti, ex navigatori e scrittori; non si può pretendere di pubblicare tutto. Ma non è neppure giusto escludere aprioristicamente persone meritevoli di un minimo di attenzione. Sarebbe sufficiente istituire dei comitati di lettura, ovviamente retribuiti che effettuino una cernita iniziale. All’estero (vedi Spagna) si rischia molto di più.

In Italia questo gusto dell’alea si è perso, anche nelle piccole case editrici.

Paghi? Acquisti un numero anche un tot di copie? Allora stampiamo il tuo capolavoro.

Se poi vuoi un minimo di distribuzione devi firmare un altro assegno.

Questo non significa negare l’esistenza di piccole case editrici che si impegnano, anche rimettendoci in qualche caso, per renderti felice e andrebbe anche bene se si scrive non per vendere ma per se stessi.

Ma per chi ha un minimo di velleità , per chi è convinto del proprio lavoro e ci crede fermamente la sola via è quella del concorso e della successiva autopromozione con tutti i mezzi e in prima persona.

Ma ci vogliono tempo, organizzazione, ed una buona dose di fortuna.

Cosa ti aspetti da questo libro? Quasi tutti coloro che scrivono concepiscono le proprie pagine come un set cinematografico con tanto di script, sceneggiatura e ciak proprio per poter dare un taglio più accattivante e coinvolgente al tutto. La traduzione in immagine spesso rende più incisivo il messaggio, altre volte lo banalizza snaturandolo. Mi piacerebbe trovare qualcuno che decidendo di rischiare fosse disposto a rimanere fedele al contesto, alla storia, alle sfumature magari traducendolo in uno sceneggiato a puntate, come quelli che si facevano una volta, in bianco e nero e che fecero la storia della nostra televisione.

 Cosa ti piacerebbe rimanga al lettore di questo libro? Si dice che i libri più interessanti sono quelli che contengono cose ed emozioni che già si conoscono e pertanto si condividono e nelle quali ci si può specchiare. Penso sia vero, così come penso che chi scrive lo faccia in una dimensione particolare, uno stato di grazia nel quale si riescono a mettere a fuoco concetti e riflessioni che sfuggono nella normale dimensione giornaliera. Se tali emozioni vengono raccolte da chi legge e pertanto quello stato di grazia trasmesso e recepito si crea l’affinità e una forma d’amore particolare.

  Stai già pensando al prossimo libro? Lo sto già scrivendo.

 

Grazie Roberto per essere stato con noi, ti aspettiamo con il tuo prossimo libro.

Ale

 

Destinazione EstroVersi presenta: Sabrina Palermo – The Poet

 

presentazione sabrina

Domenica mattina. Caldo asfissiante. La gente è accalcata sugli spalti, sono in trepidazione, l’aria è “Emotion”, sono tutti in piedi, migliaia di occhi puntati verso un’unica direzione verso il basso… Ma cosa succede? Urla di incitamento, grida, tifo? Tre donne sono sul prato verde rasato, si stanno contendendo la palla… la giocatrice con la maglia “Luen” scivola a gamba tesa sulla palla per sottrarla all’avversaria ma non riesce, la difesa con la maglia “Stella” finta e dribbla di sinistra ma senza successo e la Centrocampista Poetessa si trova sola, con l’area libera davanti alla porta. Si ferma, scosta i capelli dalla fronte, carica la gamba e tira!! E’ Gol!!

Stella: Luen svegliati!

Luen: Ma che succede?

Stella: Come che succede? Io son qui che preparo il vassoio del tè e tu inizi a tirar calci ed agitarti… mi hai fatto pure paura! Per non parlare della coperta di pile che hai fatto cadere a terra! Me l’ha regalata Oscar e lo sai che ci tengo tanto!

Luen: Ah! Ecco che era sto caldo! Ma tu in pieno aprile mi metti la coperta in pile? Ma mi vuoi far soccombere al calore?

Stella: E io che pensavo di farti pure un piacere! Forza alzati dormigliona che il tè è pronto! E sta per arrivare la nostra Poetessa.

Luen: Vado, vado! E comunque la colpa è tua mi hai fatto una testa cosi sulla nostra ospite di oggi… ho fatto un sogno stranissimo!

Stella: Ah si? E cosa hai sognato?

Luen: Una vera partita di calcio! Con la voce di Ciotti che faceva da cronaca! E io e te insieme alla nostra ospite che soprannomini la “Centrocampista Poetessa” che ci contendevamo una palla! Che poi io di calcio non ci capisco nulla!

Stella: Noooo! Ahahahahaha! Peccato essermela persa! Dai forza che hanno suonato è già arrivata. Vado ad aprire io, tu versa il tè và…

Luen: E ti pareva… tutte le scuse sono buone per non stare in cucina eh?

Pochi minuti dopo le tre donne sono sedute nel salotto ormai familiare di Destinazione EstroVersi

Luen: Presentiamo oggi a tutti i nostri amici Sabrina Palermo.

Stella: Ciao Sabrina presentati ai nostri ospiti raccontati un po’.

Sabrina: Ciao a tutti! E grazie dell’invito Luen & Stella. Cosa dire di me? Ho 48 anni e sono nata a Catania. Attualmente vivo a Foggia e faccio la moglie e la mamma a tempo pieno. Sono una donna semplice ed estroversa che crede nei valori come l’amicizia e l’amore e che, quando vuole, diventa folle e passionale come il suo amato vulcano.

Luen: Wow che bella descrizione! Decisa e precisa! Ma dicci di più Sabrina Palermo come hai scoperto la passione della Poesia?

Sabrina: In realtà ho riscoperto questa passione negli ultimi tempi, grazie a qualcuno… passione, tra l’altro, ereditata dal nonno materno. Ho iniziato a scrivere che ero ragazzina sui diari delle amiche, poi all’improvviso ho smesso e mi son limitata a scrivere di tanto in tanto per salutare le maestre o per fare degli auguri speciali per qualche ricorrenza…. Ho ripreso a scrivere le mie rime da qualche anno grazie a qualcuno di speciale … ed in tutte le mie Poesie metto quelle emozioni che di solito nascondo agli altri. Le mie emozioni di vita vissuta, mia o di chi mi sta a cuore.

Stella: Hai un posto tuo in cui immergerti nella scrittura? Un momento preciso della giornata?

Sabrina: Non c’è un “Quando” nè un “Dove”. Spesso le scrivo di getto, senza neanche ricopiarle o salvarle. Infatti qualcuno si è arrabbiato molto per questo fatto. Ahahahaha! Le scrivevo sulla sua posta privata e l’ho costretto a spulciare 8500 messaggi x ritrovarmele!

Luen: Di cosa parlano i tuoi versi? Cosa vuoi comunicare?

Sabrina: I miei versi parlano di emozioni semplici, di vita vissuta, dove penso che qualsiasi lettore si possa identificare e chissà magari emozionarsi nel leggersi

Stella: Sabrina tu ci parli sempre di emozioni e di una persona speciale! Vuoi lasciarci uno scoop su di lei?

Luen: Stella!! Sempre a giocare all’investigatrice! E un pò di privacy dai!

Sabrina: Ahahaha! Mi fate morire! Sembrate cane e gatto! Non ho problemi a rispondere Luen! Come vi dicevo prima, le mie poesie sono le mie emozioni… i miei pensieri… le mie paure… La mia vita! Si! C’è un legame particolare ad una persona, per me davvero speciale, che mi ha spinta a riprendere a scrivere. Fa parte della mia vita da 40 anni

Stella: Ah si? E come ci è riuscita?

Sabrina: Posso dire che grazie a lui sono entrata in Facebook e ho avuto la possibilità di far leggere e conoscere le mie Poesie su un gruppo.

Luen: Quale gruppo?

Sabrina: “Emotion in The Voice”

Stella: Si mi è parso di sentirlo nominare… ma parlacene tu.

Sabrina: E’ un gruppo nato per far conoscere il talento di tanti cantanti non famosi ma altrettanto bravi (se non forse di più’) ed emozionali…

Luen: Ma che c’entra la Poesia allora? Non capisco!

Stella: C’entra, c’entra…

Sabrina: Si, c’entra Luen! Per me e tante altre persone che non sanno cantare, ha dato la possibilità di mettere “la musica in versi”.

Luen: Beh in effetti… La musica è un arte nel saper rendere melodiche le parole come fa la Poesia con la sua metrica e ritmo. Giusto Stella?

Stella: Giusto Socia. Ti ricordi il nostro articolo su “Rime si e Rime no”? Bene, Sabrina Palermo non utilizza il “briglia sciolta” e pone un ritmo regolare alle sue parole. Tra l’altro, riesce a giocare sul Verso e sullo Schema Rimico. Infatti utilizza una lunghezza spuria, ossia non utilizza sempre la stessa lunghezza del Verso, ma questa scelta la pone in luce perché invece di stonare, impreziosisce la Poesia. Come quando un cantante imprime una tonalità diversa da quella originale ad una canzone. Quello che si nota nelle sue Poesie è la costanza nella ricerca di Parole Rima perfette e non del solo Suono Rima. Tra l’altro il suo Schema Rimico è strettamente a rima baciata.

Luen: Stella ricordo solo per chi non avesse letto il nostro articolo sugli Schemi Rimici, che le parole che chiudono il verso si dicono PAROLE RIMA, mentre l’insieme delle lettere che producono la rima stessa sono definite SUONO RIMA. Infatti Sabrina rende una Parola Rima perfetta che cambia di poco dalla successiva. E per rendere chiaro il tecnicismo di Stella vi facciamo leggere una sua Poesia.

Ho scritto su dei fogli bianchi,

piccole poesie e grandi mi manchi,

mettendo in rima e fuori quel bello,

che nel mio cuore aveva l’ostello,

non so se a molto sia servito,

ma la mia vita ha impreziosito,

rendendo tutto un po’speciale

e semplicemente emozionale.

 Luen: E’ stupenda vero? Bene Sabrina siamo arrivate al termine della tua intervista. Ultime due domande. Dovendo suggerire a qualcuno la Rubrica EstroVersi cosa diresti con il passaparola?

Sabrina: Destinazione EstroVersi non ha bisogno di grandi opinioni, è una grande idea già da sè … e per una che ama mettere in versi le sue emozioni, sicuramente farei il passa parola … anzi in verità l’ho già fatto.

Luen: Bene allora l’ultima domanda Poetessa. Quali sono i tuoi futuri progetti?

Sabrina: Ti ringrazio di cuore per avermi definita Poetessa anche se non credo di poter essere definita tale. Devo fare molta strada per meritarmi quel titolo. Per i miei progetti devo ringraziare due donne che hanno avuto fiducia in me senza neanche conoscermi … spronandomi insieme al mio Pigmalione a mettere i miei versi in un libro che intendo pubblicare molto presto.

Stella: E’ vero non sei una Poetessa… sei una Centrocampista Poetessa e credo che tu di strada ne farai molta.

Sabrina: Grazie Stella e grazie Luen di questo buon tè.

Luen: Ma prego! Lo vedi il tè Stella piace a tutti non come a te che sei una caffeinomane!

Stella: Mammamia come sei polemica!

Luen: No! Sono giusta il tè è da Poeti e il caffè no! Comunque amici vi diamo appuntamento a mercoledì prossimo. Stella & Luen passano e chiudono augurandovi una buona domenica dal salotto Destinazione EstroVersi, in via Destinazione Libri nel quartiere di Casa Fox.

Stella: Ciao a tutti! Alla prossima con Destinazione EstroVersi.

 

Si ricorda a tutti i Poeti e le Poetesse che vogliono fare un intervista sul nostro Blog di scrivere un email con oggetto “Destinazione EstroVersi Stella&Luen” a destinazionelibri@virgilio.it

 

 

RITA D’ONGHIA

Rita D’onghia, una ragazza universitaria, una delle diciannove finaliste di Sanremo Writers, con il suo libro arriva, una storia d’amore… di due ragazze! Il suo modo di denunciare un tema così forte ed importante. Una Storia d’amore che apre le prote a mille problemi della società che ci circonda. Rita, una ragazza con “l’orecchio teso” pronta ad ascoltare le esperienze degli altri per farne un libro, per parlare. Una voce dolce la sua, una grinta contagiosa.  Conosciamola…

Rita, parlaci di te: Chissà perché, quando si tratta di parlare di me, non so mai cosa dire!

Mi chiamo Rita, ho venti anni e vivo a Palagianello, un piccolo paese in provincia di Taranto. Le mie più grandi passioni sono sempre state la lettura e la scrittura, fin da quando frequentavo la scuola elementare. Altri miei hobby sono il collezionismo, soprattutto di soldatini di tutte le guerre perché amo tantissimo la storia; ascoltare musica di tutti i tipi, anche mentre scrivo e passeggiare col mio amato cane.

Frequento il secondo anno di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’ateneo di Macerata, spero tanto di laurearmi il più presto possibile così da poter ritornare a scrivere con più serenità.

Di cosa parlano i tuoi libri? Di realtà. Quando ho iniziato a scrivere, circa due anni fa all’età di diciotto anni, sognavo di diventare una giornalista. Oggi ho rinunciato per vari motivi a quella strada, ma è rimasto in me il desiderio di raccontare fatti di vita quotidiana, realtà sconosciute ai più, scomode o non accettate. Dar voce quindi a persone e a drammi che meritano di essere raccontati e di essere conosciuti. Forse perché in Italia penso che ci sia molta omertà a riguardo, o ignoranza, non ha importanza il termine con il quale vogliamo chiamare la “non conoscenza”, purtroppo è un dato di fatto e questa situazione porta molte persone a giudicare male qualcosa che nemmeno conosce.

Il mio primo e unico racconto pubblicato nell’antologia “Apollo racconta”, s’intitola “Non abbandonarmi”, parla di un cane abbandonato su un’autostrada in piena estate, salvato da un volontario che si trovava a passare di lì con suo figlio. Mentre il mio primo romanzo, “Credi in noi”, parla dell’amore di due ragazze, Lara e Simona. Due ragazze come tante, con i loro sogni in tasca e con tanta voglia di vivere e di amare come tutti. Purtroppo la società sarà molto dura con loro, in particolar modo con la protagonista, Lara. Lei dovrà affrontare un terribile scontro, la sua famiglia e anche ostacoli con la ragazza che tanto ama e per cui farebbe di tutto. La storia è ambientata in un piccolo paese del sud, facile quindi immaginare quanti e quali problemi cercheranno di ostacolare un amore che ancora oggi viene considerato “diverso” da quello eterosessuale.

 

Quanti ne hai scritti? Ho scritto molti racconti, non ricordo il numero preciso sinceramente, solo uno è stato proposto in un concorso e poi pubblicato, “Non abbandonarmi” di cui vi ho parlato nella domanda precedente.

Di libri ne ho iniziati tre, ma solo uno ho finito di scrivere ed è stato pubblicato, “Credi in noi”.

 

Da dove nasce l’idea di scrivere un libro? Per me nasce dall’idea di voler raccontare qualcosa di significativo, che riesca a colpire i lettori e a lasciare qualcosa dentro di loro quando avranno finito il mio libro. D’altronde gli argomenti che finora ho trattato sono molto delicati, non è stato facile raccontarli e spero nel mio piccolo di esserci riuscita. Molti scrittori scrivono prima di tutto per loro stessi, poi per i lettori. Ecco, nel mio caso, almeno fino adesso è stato l’opposto.

 

Qual è la fase più difficile nella stesura di un libro? Diciamo che non ci sono fasi particolarmente difficili, specialmente quando il romanzo è scritto quasi di getto, con poche pause di “riflessione” e non si ha il cosiddetto “blocco dello scrittore”. Ho avuto più difficoltà nelle varie fasi dell’editing, perché devi controllare ogni cosa, rileggere mille volte le stesse pagine per verificare che non ci siano errori o frasi che potrebbero essere migliorate. E’ una fase di costante dubbio, soprattutto se si è molto pignoli come la sottoscritta.

 

Il tuo editor chi è? Una persona davvero meravigliosa, Antonietta Meringola, editor della casa editrice Apollo edizioni. La considero una famiglia più che una casa editrice, per non parlare della serietà che non manca mai e del reciproco rispetto. Investono sui giovani autori, anche se in Italia è un grosso rischio, loro lo fanno e non per mero guadagno, ma perché davvero ci credono e non finirò mai di ringraziarli per aver creduto in me.

 

I tuoi libri: dove possiamo trovarli? Fisicamente al momento si trovano solo in poche città. Nella libreria Ubik di Cosenza, in una cartolibreria del mio paese (Palagianello) e a Roma in un’altra libreria di cui adesso non ricordo il nome.

E’ possibile ordinarlo in una qualsiasi libreria online come Amazon.it / IBS / libreria universitaria / mondadori / Feltrinelli eccetera. Si può prenotarlo anche nelle librerie locali del proprio paese o del circuito Feltrinelli, basta dare tutte le info del romanzo e indicare Libri diffusi come distributore, così sarà più facile rintracciarlo. Oppure, può essere acquistato direttamente dalla casa editrice tramite me senza pagare le spese di spedizione, basta recarsi sul mio sito online http://ritadonghia.weebly.com/  e scrivermi, o sulla pagina facebook del romanzo  https://www.facebook.com/credi.in.noi .

 

Che lettori sei tu? Mi piace divorare i libri che mi colpiscono tantissimo, ma al tempo stesso non ho una lettura molto veloce, mi piace gustarmeli con calma. Leggo di tutto, dai classici alla letteratura contemporanea. Il mio genere preferito sono i romanzi storici, ma amo molto anche il noir, i fantasy, quelli di attualità, biografie e autobiografie. Non mi piacciono tanto i romanzi gialli o i thriller, ma se per questo neanche i film. Nonostante i miei gusti, però, mai dare per scontato un libro! Potrei decidere di leggere un romanzo giallo da un giorno all’altro solo perché ha una caratteristica che m’incuriosisce, quindi mai dire mai. Un libro per riuscire a interessarmi deve rispettare la cosiddetta regola delle tre A di Guido Cervo: Azione, Amore e Avventura. Se ci sono questi tre elementi è molto probabile che lo legga.

 

Libro scritto, parti riviste, poi la penna mette l’ultimo punto, che sensazione provi? La parte di editing è durata quasi un anno intero a causa di vari impegni, primo fra tutti la maturità, che mi hanno distolto molto dalla correzione e revisione del romanzo. Molto spesso mi sono trovata a dover rivedere tutto il libro per un semplice punto o delle virgolette, perché c’è sempre il terrore che qualcosa sia sfuggito e quando si legge e rilegge lo stesso romanzo tante volte, fino a impararlo a memoria, può succedere. Quando la parola “fine” è stata finalmente scritta anche a quest’ultima fase, semplicemente non ci potevo credere. Fino a quando non ho avuto il libro fra le mani, non mi capacitavo di aver finito e di aver pubblicato il mio primo romanzo, realizzando così il mio sogno nel cassetto.

 

Scrivi con la tastiera o carta e penna? Naturalmente con carta e penna, sono irrinunciabili per me. Il computer non si può portare ovunque, mentre carta e panna sì. Quando si scrive un romanzo o un racconto bisogna tener presente che l’ispirazione può venire ovunque tu ti trovi, qualunque cosa tu stia facendo, e non bisogna mai lasciarsela scappare. Poi davanti a un computer non riesco a concentrarmi a pieno, a dare sfogo alle mie idee, ai dialoghi, alla descrizione dei luoghi e così via. Uso la tastiera solo per riportare quello che ho già scritto su un foglio cartaceo, così posso dedicarmi anche ad eventuali modifiche che sul foglio di carta difficilmente possono essere fatte.

 

I tuoi prossimi impegni? Per quest’anno mi dedicherò sicuramente al mio romanzo, sperando di poter fare più presentazioni possibili e di far conoscere “Credi in noi” a molti lettori. Per quanto riguarda tutto il resto, al momento ho dovuto accantonare la scrittura per dedicarmi all’università, non appena questo periodo sarà finito di sicuro tornerò a scrivere. La lettura, invece, per quanto mi riguarda è impossibile metterla da parte, quindi quando non scrivo, leggo!

 

Il tuo rapporto con i social …I social li considero molto importanti e fondamentali. Solo attraverso la rete è possibile raggiungere tante persone nell’arco di poco tempo, e se in questo mondo virtuale si hanno delle difficoltà, quelle che si trovano nella realtà sono il doppio se non il triplo. Per questo ho creato una pagina facebook dedicata al mio romanzo, dove parlo ogni volta che posso con i fans che mi scrivono, cercano consigli, semplici sfoghi o mi mandano recensioni dopo aver letto il mio libro e che certamente provvedo subito a pubblicare. Cerco di farmi conoscere anche dai blog che scrivono recensioni sui romanzi anche di esordienti come me, così da poter spargere la voce perché per una giovane autrice come la sottoscritta, non è per niente facile farsi conoscere e far conoscere i suoi scritti, bisogna rimboccarsi le maniche e mai fermarsi.

 

Hai partecipato a qualche concorso? se si a quali? Nel 2011 ho partecipato al I Concorso letterario nazionale indetto dalla casa editrice Apollo edizioni, con il racconto “Non abbandonarmi”, pubblicato insieme alle altre opere vincitrici nell’antologia “Apollo Racconta”.

Nel 2014 ho partecipato al Concorso nazionale Casa Sanremo Writers con il mio primo romanzo, Credi in noi, entrato a far parte della rosa dei 19 finalisti, giudicati e premiati da una giuria popolare di circa 300 lettori. Il mio più grande orgoglio al momento, un traguardo che non credevo di raggiungere a essere sincera e che mi ha dato molta gioia e soddisfazione.

Rita….intervistata da Destinazione Libri…perchè questa scelta? Vi ho conosciuto tramite un’altra finalista del Concorso Sanremo Writers, Aurora Ballarin, che mi ha parlato molto bene di voi e della vostra disponibilità nei confronti degli autori che vengono, per così dire, a bussare alla vostra porta. Così ho deciso di contattarvi perché come ho scritto anche in precedenza, per un autore emergente è fondamentale fare di tutto per farsi conoscere, per arrivare alla gente, in qualunque modo e con qualunque mezzo.

 

La domanda che non ti abbiamo fatto e che ti aspettavi? falla e rispondi pureFinora ho fatto alcune interviste, dove mi sono state poste domande che proprio non mi aspettavo, dove l’argomento principale ero solo io e non i miei scritti, le motivazioni che mi portano a scrivere e quello che mi piace fare nella vita. Per cui non posso lamentarmi di questa intervista, anzi, mi è piaciuta molto. Vi ringrazio per le domande che mi avete posto.

 

Cosa ti aspetti da questo libro? Sinceramente? Non lo so, di certo sogno che un giorno diventi un film, venga tradotto almeno in un paio di lingue e mantenga un discreto successo. Ovviamente non sogno tutte queste cose per una questione di soldi, se il libro diventasse un film per me sarebbe unicamente un successo personale, perché molte più persone verrebbero a conoscenza di una storia ispirata a molte storie vere. Pubblicarlo in altre lingue significherebbe raggiungere più lettori nel mondo, far conoscere il mio messaggio a molte più persone. Questi sono i sogni che seguono quello di pubblicare un libro, il primo l’ho raggiunto, spero di riuscire in futuro a realizzare almeno in minima parte il resto.

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