Destinazione EstroVersi presenta Simona Maggiore – The Poet

LUEN: “Stella! Hai messo sui fornelli il bollitore dell’acqua?”

STELLA: “The anche oggi?”

LUEN: Cara…ti devo ricordare sempre tutto…Tra poco arriverà Simona Maggiore!

STELLA: “E’ verooooo…Vado!

L’aroma della torta appena sfornata si trasforma in una poesia che aleggia nella stanza. Piccola sorpresa per la cara Stella che si è un po’ stufata dei biscotti! Suona il campanello…Simona è arrivata!

STELLA: “Benvenuta carissima…io e Luen ti stavamo aspettando…anche se Luen è un po’ distratta ultimamente…e aveva dimenticato il giorno…”

LUEN: “Stella! Sei impossibile!…Vieni Simona…accomodati…Gli altri ospiti sono già qui. Oggi avrai una folta platea!”

E dopo una bella scorpacciata di merenda, ci accomodiamo tutti per ascoltare Simona e il suo animo poetico…

Insonnia
Stordita, frastornata
col cuore straziato
dal dolore
ti guardo dormire,
gli occhi chiusi
ed un sorriso
appena accennato.
Quale mondo ovattato
ti accoglie
questa notte
in cui Luna e stelle
vivono il mio dolore.

 

STELLA: “Molto bella…Ma com’è nata? Ti va di raccontarci un po’?”

SIMONA MAGGIORE: è nata proprio nel momento in cui ero più confusa. Come tutte le sere andai a dare la buona notte a mia figlia e come tutte le sere, prima di andare a letto, entrai nella sua camera per coprirla. Notando quel sorriso accennato ammetto d’ essermi sentita vincitrice di ogni forma di battaglia! Come tutti, anche noi abbiamo le nostre preoccupazioni, proprio per questo, credo non ci sia battaglia e/o guerra quotidiana che non si debba affrontare, ma la vera vittoria per un genitore è far vivere ai propri figli la loro infanzia con tutta la serenità possibile. questo concetto però si può tranquillamente adottare anche per i rapporti tra noi adulti, cioè: sentirsi VITTORIOSI quando gli affetti più cari restano
al di fuori da ogni problema che non coinvolge il rapporto.

LUEN: “Simona…quando hai cominciato a scrivere poesie?”

SIMONA MAGGIORE: ho iniziato da ragazza…ma le scrivevo solo per me…era il mio modo di parlare col Divino. Poi una volta conosciuto mio marito, il mio ultimo scritto fu una lettera d’ amore e nascosi il mio blocco in un cassetto…dopo 13 anni circa, in un momento  al quanto difficile, in cui avrei dovuto fare delle scelte radicali, ritrovai il mio vecchio blocco…mi parve un segnale…
il tempo di rileggere 2 poesie vecchie e tra le dita avevo la penna che scorreva su un foglio.

LUEN: “Quindi qual’è stata esattamente la molla che ti ha fatto ricominciare?”

SIMONA MAGGIORE: è stata la confusione che si crea con ed in noi stessi quando siamo di fronte a scelte difficili.

STELLA: “Ora è il momento di un altro po’ di poesia…Perchè non ci declami la tua – Madre Terra – ?”

Madre Terra

Mi partoristi
e ti abbandonai
in cerca di un destino
afferrato lontano da te….
Bruciata dal sole accogli
figli e ospiti con braccia
brulle e rocciose
e seni di sabbia.

Gente solare, cordiale,
dalla pelle dura
e gli occhi rivolti
alla stella dei venti
i figli tuoi,
come volessero
farsi perdonare
l’ arsura della madre.
A te ritorno,
in cerca delle carezze
del vento,
di amorevoli baci del sole
e rigeneranti abbracci
dal mare.
Per ritrovare la gioia
riscoprendo le mie radici.

STELLA: “E queste bellissime parole, invece, da dove nascono? Immagino dalla tua esperienza personale…dal tuo viaggio dalla terra natia, vero?”

SIMONA MAGGIORE: “Questa poesia è nata a Lecce questa estate, dopo 2 anni di lontananza. Il mio rapporto con la mia terra è di odio/amore. Per poter lavorare son dovuta partire da giovanissima, ho viaggiato molto, prima di arrivare a Treviso. Viaggiando si viene messi di fronte ad altre realtà, c’è un confronto continuo di mentalità, di usi e costumi, ci si può adattare o meno, ma il confronto resta e con gli anni si marca sempre più! Cosa ho pensato nello scriverla? Vi faccio un paragone: avete presente in estate che le piante non puoi annaffiarle nelle ore più calde altrimenti affoghi e “cucini” le loro radici? Bene, io ed il Salento, abbiamo questo rapporto! Io ho bisogno di tornarci ogni tot d’ anni, ma non potrei soffermarmi molto: mentalità e modo di comportarsi in me si sono trasformate assorbendo qualcosa
da ogni città in cui ho vissuto…non riuscirei più ad accontentarmi di quella terra bruciata dal Sole, di sterpaglie sparse anche per le strade, del Vento fortissimo che caratterizza e condiziona anche le abitazioni…ma resta il mio bisogno di quel Sole caldo che brucia, di quel Vento che spazza via ogni cosa, di quel Mare pulito…tra sabbia e scogli hai scelta di come divertirti…

LUEN: “Simona…a cosa ti ispiri quando scrivi?”

SIMONA MAGGIORE: ” le mie ispirazioni hanno varie fonti, ma il comune denominatore è la riflessione per la maggior parte dei casi. Spesso mi trovo a riflettere su una parola, su un tono di voce, su uno sgardo…in altri casi è diverso: magari ho ascoltato una parola e da questa mi si forma una frase che comincia a battermi in testa, fino a quando nn riesco a trovare una collocazione, un senso compiuto mi tormenta. Per me la poesia è dire quello che ho dentro, anche le cose più dure, ma senza offendere nessuno, è un modo per far riflettere su quello che si è, su come si è, su quanto fatto nella vita, è un modo per riflettere, per guardarsi dentro..

STELLA: ” E adesso che cosa bolle in pentola? ”

LUEN: “O…diciamo…nella teiera?”

STELLA: “Luen!”

LUEN: “Stella??”

SIMONA MAGGIORE: (risata di cortesia a due pazze scriteriate)…Ho spedito diverse poesie a diversi concorsi…non mi pronuncio per scaramanzia. Spero di vincerne altri…questo si! Ma la speranza ad ogni mia spedizione è quella di incontrare un Editore disposto a pubblicare dei miei libri, non solo di poesie e soprattutto che  possa avere una rete di vendite seria ed affidabile. Molti scrittori pubblicano i propri libri a proprie spese e poi girano l’ Italia per venderli, Questa libertà di movimento io non ce l’ho in quanto mia figlia va ancora alle elementari, inoltre sarebbe molto dispendioso per le mie tasche.

STELLA: “Dove possiamo leggerti tesoro?”

LUEN: “Quando fai la dolce così..vieni che ti abbraccio un po’ socia! Scusa Simo…vai pure…”

SIMONA MAGGIORE: “Ti ringrazio! Le mie poesie sono pubblicate sul mio BLOG: Simona, la mia essenza ed approfitto per invitarvi non solo a leggerle ma anche a commentarle sul blog stesso e poi vorrei, se possibile, fare un accenno alla mia pagina facebook…sempre: Simona, la mia essenza, dove non solo ci sono le mie poesie ed alcuni racconti, ma questa è una pagina ch’è diventata un punto d’ incontro tra artisti. Ho l’onore di avere stima ed amicizia sia da parte di altri scrittori sia da parte di pittori e scultori e molti di loro mi aiutano a colorare la mia paginetta con la condivisione delle loro opere.
Invito anche voi tutti a seguirmi sia sul mio blog, sia su facebook, vi aspetto: Simona, la mia essenza!

STELLA: “Bravissima Simona ! Mi dai l’opportunità di dire a tutti che questo nostro salotto permette di far conoscere delle Persone, prima che dei poeti..Sentitevi tutti liberi di esprimere voi stessi e di parlarci dei vostri interessi.

LUEN: “Brava Stella! E…socia…ricordiamo che io e te ci siamo fatte un bel viaggetto per andare ad intervistare Simona…E la registrazione di questo bellissimo incontro, andrà in onda martedì 1 Aprile su http://www.deejayfoxradio.com.”

STELLA: “Vero…e anticipiamo che la rubrica – EstroVersi – sarà ospite in Casa Fox nella puntata di – Un salto tra le pagine –  ogni 2 settimane…Oh mamma..Luen..potevo dirlo, vero?”

LUEN: “Sì tesoro…questo dovevi dirlo!”

STELLA: “A chi tocca lavà le tazze stasera?”

LUEN: “Indovina un po’?”

Se sei un Poeta o una Poetessa e vuoi farti conoscere scrivi un’email all’attenzione di Stella&Luen inviandola a destinazionelibri@virgilio.it

Destinazione EstroVersi presenta: Silvia Pattarini – The Poet

È domenica mattina e in un salotto, ormai conosciuto come quello di Stella & Luen di Destinazione EstroVersi, ci si prepara ad un’altra piacevole chiacchierata ma stavolta le due Socie Istrioniche non saranno sole… una gradita ospite in questo momento sta per suonare il campanello di Casa Destinazione Estroversi, al numero 13 di Destinazione Libri, nel quartiere di Casa Fox.

Stella: Hai preparato tè, caffè e pasticcini golosona?

Luen: Ma si certo! Non si può far a meno del tè e dei pasticcini ed il caffè lo faccio solo perché tu, borbottona, vai avanti ad endovene di caffè!

Stella: Ma a me il caffè piace!! E non mi ci mettere lo zucchero come l’altra volta!!

Luen: Si ho capito!! Ma… hai sentito? Suonano al campanello…

Stella: E ti pareva ogni volta che dico qualcosa ti suona il cellulare, devi assentarti un attimo, devi portare a spasso il cane e addirittura sei arrivata all’espediente del campanello stavolta?

Luen: Ehi guarda che è vero! Sarà sicuramente Silvia Pattarini! Ti sei dimenticata che oggi viene a trovarci?

Stella: Oh Signur!! Hai ragione!! Apri non farla aspettare!!

Qualche istante dopo davanti ad un vassoio con te, caffè e pasticcini siedono tre donne: Silvia Pattarini la Poetessa, Luen e Stella.

Luen: Silvia tu sei già una nota conoscenza come Scrittrice, ma oggi, vogliamo parlare un po’ di te sotto un’altra veste… quella di Poetessa.

Stella: Esatto! Silvia Pattarini, vulcanica Poetessa, parlaci un po di te! Sappiamo già che sei nata a Milano, ma che sei sempre vissuta in Valtrebbia. Che sei mamma di tre bambini e che coltivi la passione per la scrittura nata tra i banchi di scuola, dove con la tua compagna di banco scrivevi addirittura poesie satiriche sui vostri professori… anche in rima tra l’altro.

Silvia: Mamma mia! Quante cose sapete di me. Ma sono nel salotto di Stella e Luen od ho la Cia davanti?

Luen; Ma nooooo! Abbiamo le nostre fonti! A parte gli scherzi, i nostri colleghi di Destinazione Libri ti hanno già nel loro background di interviste sul Blog ma la nostra intenzione è di parlare di te oggi come Poetessa!

Silvia: Ahhahaahaha!!! E che altro sapete di me?

Stella: Che ami scrivere componimenti poetici tra l’altro pubblicati in diverse antologie. Ma dicci tu quali!

Silvia: Le mie poesie compaiono su due antologie di “I POETI CONTEMPORANEI”. La numero 125 edita da Pagine che raccoglie, insieme a componimenti di altri dodici autori, sette miei scritti poetici. Recentemente è stato abbinato al volume anche l’audiolibro che avete avuto modo di ascoltare.

Luen: Si infatti Silvia, è stato un piacere ascoltare le tue poesie lette con sottofondo musicale. Tra l’altro amici lettori potrete ascoltarle anche voi collegandovi a questo link http://www.poetipoesia.com/?audiolibro=pattarini-silvia

Stella: Hai detto che le Antologie sono due giusto Silvia?

Silvia; Si, l’altra è la numero 60, che raccoglie tredici miei componimenti e sono in compagnia di altri sei autori.

Luen: Sono acquistabili queste antologie?

Silvia: Assolutamente si. Le trovate entrambe su Amazon in versione Ebook. E posso suggerire questo link per acquistarle http://www.poetipoesia.com/autore/silvia-pattarini/

Stella: Hai vinto premi per Poesia o Prosa letteraria?

Silvia: Al momento non ho ancora vinto nessun premio, però non demordo. Già il fatto che le mie Poesie siano presenti su ben due Antologie è un bel traguardo e tra l’altro sto aspettando la terza che sarà pubblicata a giorni.

Luen: Fantastico! E in effetti è un bel traguardo veramente. Mi raccomando facci sapere quando uscirà la pubblicazione della terza Antologia così potremmo farlo sapere ai nostri amici lettori.

Silvia: Ma certo! Non mancherò.

Stella: Silvia io e Luen abbiamo avuto modo di leggere ed ascoltare alcune tue poesie, ma avremmo piacere che tu spiegassi a tutti noi quali temi tocchi nei tuoi versi e che stile utilizzi nello scriverli.

Silvia: Le mie poesie toccano diversi temi, attualità, contatto con la natura, o semplicemente sono dettate da ricordi personali. Lo stile che utilizzo è, come definite voi, “a briglia sciolta” ovvero talvolta non faccio necessariamente uso di rime, ma utilizzo spesso anafore o similitudini, talvolta enjambement, dipende da come sono emotivamente coinvolta. Talvolta mi capitano anche filastrocche in rima baciata o alternata a seconda dei casi.

Luen: Quindi a volte sei Rimica e a volte no. Beh in effetti anche il “briglia sciolta” ha il suo fascino. Inoltre l’utilizzo delle figure retoriche, dello stile di repeat del ritmo rimico e la spezzata del verso arricchiscono molto lo stile libero!

Stella: Luen se parli troppo tecnico qui non capiscono. Sembra che stai parlando di atletica leggera!

Luen: Davvero? Non era mia intenzione…

Stella; Molti dei nostri lettori sicuramente capiranno ma non tutti sono addentrati e da come l’hai detto sembra che stai parlando di danza ritmica con le figure e le spezzate e di musica con il repeat!

Luen: Si credo tu abbia ragione Stella, ne parli tu che mi suona il cellulare?

Stella: Ahhhh sei impossibile! Va bene! La similitudine fa parte delle figure retoriche in cui viene dichiarato un paragone tra due elementi messi a confronto e che risultano simili per una certa caratteristica. Silvia ci fai un esempio?

Silvia: Ecco

“Bianco il viso suo e tondo,

come quello della pallida e globosa Luna!”

Stella: L’anafora, invece, consiste nella ripetizione di una parola all’inizio o alla fine di una frase o di un verso per sottolineare un concetto.

Silvia: Esatto come:

Per ora ti lascio nel tuo torpore.

Per ora ti lascio nel tuo dolore.

Per ora ti lascio piangere e ridere.

Per ora, per ora, ma tornerai a vivere

Stella: Infine l’enjambement è un elemento che contribuisce a determinare il ritmo di una poesia. Chiaramente deriva dal francese e significa “accavallamento” o “spezzatura” e si verifica quando due parole della stessa frase che dovrebbero stare saldamente unite, vengono spezzate tra la fine di un verso e l’inizio di quello successivo.

 Planano nel cielo blu cobalto,

con ali spiegate gli aironi di bianco,

piumaggio e io osservo…

la natura fare un omaggio

in tutto il suo splendore,

in tutto il suo bagliore.

 

Silvia: Ma che brava Stella hai fatto un’enjambement, un’anafora e una rima baciata!!

Stella: Mi ispiri tu Silvia!

Luen: Vedi come era semplice?

Stella: Stella! Respira e conta lentamente fino a cento… ce la puoi fare!

Luen: Ma ritornando a te Silvia…quando e dove scrivi le tue poesie?

Silvia: Il bello della Poesia, regina, condanna e mio diletto è che viene Lei a cercarmi nei momenti più impensati della giornata. Magari sono fuori ed il mio occhio cade su un oggetto, su una sfumatura di colore, oppure basta una melodia, un ricordo e l’ispirazione arriva… e io sono lì. Quante volte ho dovuto scriverle in un bar ed ho dovuto utilizzare una superficie insolita per scrivere quella frase: un tovagliolino o addirittura uno scontrino. Altre volte, chissà perché arriva di notte, magari poco prima di addormentarmi. Ma non posso ignorare l’ispirazione e allora mi alzo e prendo appunti volanti su un foglietto, questo le prime volte… ormai conscia dei miei lampi di ispirazione mi sono procurata un quaderno apposito, che tengo sul comodino. Getto dentro quello che viene e poi il giorno dopo con calma lo rivedo. Infine lo scrivo al computer cercando di apportare migliorie. Eh si il mio tormento è che le poesie più belle nascono di notte e non me lo so spiegare !!

Stella: Ahahahahah! Ti capisco perfettamente! Capita anche a me, solo che la mia ispirazione combacia esattamente con la mia insonnia!!

Luen: Silvia ci piacerebbe sapere da te cosa pensi di poter comunicare al lettore con i tuoi versi.

Silvia: Spero di riuscire a comunicare l’emozione che sento io e talvolta nel caso di temi di attualità, di stimolare delle riflessioni sull’argomento trattato.

Luen: Silvia posso chiedere qual è il tuo rapporto tra le poesie e i social network? Te lo chiedo perché è un tema molto delicato sul quale prima o poi credo che io e Stella parleremo nel nostro salotto.

Silvia: Ma certo che me lo puoi chiedere Luen e come te ritengo sia un argomento molto delicato. Personalmente non ho creato pagine per la sessione Poesia e non lo faccio perché in tutta onestà, temo che  qualcuno possa approfittarne e copiarle. Mi limito a postarne qualcuna già pubblicata nelle Antologie, sulla pagina dedicata al mio romanzo, mentre le altre le custodisco gelosamente. Questo, perchè molte sono inedite ed iscritte a concorsi letterari e pertanto devono restare tali fino al termine del concorso stesso. Alcune mie poesie comunque si possono trovare sulla pagina web creata per me da Poeti e poesie al link http://www.poetipoesia.com/silvia-pattarini/

Luen: Giustamente Silvia hai centrato perfettamente il problema che per questo definisco  delicato. Il problema del plagio appunto. Conosco molti amici Poeti dei social network che purtroppo lo hanno subito, solamente perché avevano intenzione di diffondere la loro Arte a beneficio di molti e tutto ciò è veramente intollerabile.

Silvia: La penso esattamente come te Luen e purtroppo queste cose avvengono continuamente.

Stella: Silvia che opinione ti sei fatta di Destinazione EstroVersi? Dovendola suggerire a qualcuno cosa diresti nel passa-parola?

Silvia: Destinazione EstroVersi si è rivelata subito una piacevole sorpresa! Ho avuto esperienza di interviste anche su emittenti radiofoniche e ne ho ricavato un esperienza positiva. Ma purtroppo non era un format inserito propriamente all’interno di una rubrica letteraria. Voi avete avuto questa brillante idea e vi auguro di ottenere un successo strepitoso! Sicuramente se vi farà piacere posso farvi il passaparola con altri “colleghi”, sono in contatto con diversi Poeti/Poetesse che sicuramente sarebbero entusiasti di prendere parte ad un’iniziativa così speciale! Avete avuto un’idea fantastica! Grazie a nome mio e di tutto il mondo letterario! MITICIII!!

Luen: Grazie Silvia anche per me e Stella poter intervistare persone competenti in materia come te è un vero onore. E se i tuoi “colleghi/amici” Poeti e Poetesse ci vorranno contattare noi saremmo pronte ad accoglierli/e in nome della Poesia Regina!

Stella: Bene! Silvia Pattarini ci siamo! Quali sono i tuoi prossimi progetti come Poetessa?

Silvia: Attualmente continuo a improvvisare nuovi componimenti, quando ne avrò raccolti a sufficienza spero di riuscire a pubblicare un libro tutto mio solamente di Poesia. Magari anche solo in Ebook ormai formato di distribuzione molto in voga ed economico, perciò alla portata di tutti con un ottimo rapporto qualità/ prezzo. Inoltre la Casa Editrice Pagine ha realizzato anche una Videopoesia su un mio componimento e l’ha inserita sul canale Youtube “Poeti e Poesie in video”. La potete guardare cercando su Google il mio nome o il titolo della poesia “GOCCE DI LUNA”, oppure collegandosi al link http://www.youtube.com/watch?v=5cbQTB8xKQg

Luen: Bene Stella & Luen passano e chiudono ringraziando Silvia Pattarini di essere stata con noi in questa piacevole chiacchierata e di averci permesso di conoscerla sotto la veste di Poetessa.

Silvia: Grazie a voi!

Stella: E dal salotto di Destinazione EstroVersi, Luen  & Stella, vi salutano amici lettori e vi rammentano che mercoledì prossimo verrà a trovarci, nel nostro salotto, un’altra grande Poetessa, Simona Maggiore, che ci parlerà di lei. Inoltre il primo aprile ci ospiterà nel suo salotto per offrirci il suo magnifico tè.

Luen: Stella questo non lo dovevi dire!! La suspance Stella! La Suspance!

Stella; Eh ora l’ho detta che ci posso fare? Pazienza ! Ahahahahaahah!

Si ricorda a tutti i Poeti e le Poetesse che vogliano raccontarci di loro di mandare un e-mail con Oggetto “Destinazione EstroVersi” a destinazionelibri@virgilio.it

SOFIA E REBECCA DOMINO

Destinazione Libri un pomeriggio riceve un’email che iniziava così:

“…dopo aver raccolto numerose testimonianze abbiamo scritto due romanzi sul tema della Shoah…..sono usciti il 27 gennaio, per Il Giorno della Memoria, così che i giovani, ma non solo, possano ricordare quello che è avvenuto in un passato non troppo lontano”

 Loro sono due sorelle, Sofia e Rebecca, abbiamo deciso di fare un’intervista ad entrambe proprio per la loro semplicità nel contattarci e nel raccontare un tema così importante.

Rebecca e Sofia, chi siete? parlateci di voi…Io sono Rebecca, ho 29 anni, abito in Toscana e sin da quando ero piccola ho sviluppato la passione per la scrittura e per la lettura. Mi piace molto anche viaggiare, ho vissuto per un anno a Londra (dalla quale sono tornata con la nostalgia per il sole e le lasagne).Sono una ragazza semplice, oltre a scrivere e viaggiare, mi piace andare al mare e passare il tempo con mia sorella.

Io invece sono Sofia, ho 26 anni e abito in Toscana con mia sorella Rebecca e con nostra madre. La mia passione più grande è scrivere, ma ho moltissimi hobby. Adoro andare al mare, viaggiare, mangiare e stare con le persone cui voglio molto bene. Ho un fortissimo legame con mia sorella e adoro trascorrere del tempo con lei, sederci da qualche parte, ammirare il cielo o ascoltare il rumore delle onde che s’infrangono contro gli scogli…

 Rebecca di cosa parla il tuo libro?“La mia amica ebrea”, che è il mio romanzo d’esordio e anche quello che sto promuovendo al momento, racconta la storia di Josepha, una quindicenne ariana che vive ad Amburgo nel 1943. La sua vita cambia quando suo padre decide di nascondere in soffitta una famiglia di ebrei, fra cui Rina, coetanea di Josepha. Il romanzo si focalizza sull’amicizia fra due ragazzine apparentemente troppo diverse, ma in realtà simili e ho voluto scriverlo perché mi sono chiesta che cosa volesse dire crescere nella Germania nazista, in cui Hitler indottrinava le persone, specialmente i più giovani. Quando sviluppo un’idea per una nuova storia, cerco sempre dei temi che siano controversi, profondi e interessanti. A volte mi capita che una storia poi non soddisfi tutte le sopraccitate caratteristiche allora, con buone probabilità, deciderò di non pubblicarla. Penso che esistano libri che sono nati per alleggerire le giornate della gente, per offrire loro un momento di riposo o svago dopo il lavoro, lo studio, le incombenze della vita quotidiana e altri che servono per riflettere e ricordare pur riuscendo, al contempo, a intrattenere dato che si tratta di romanzi e non di saggi storici. Vorrei che la mia penna potesse insegnare qualcosa ai miei lettori, specialmente ai più giovani; voglio farli sognare con dei romanzi che però trattano di argomenti reali, presenti o passati. In poche parole, penso che scrivere possa essere non solo una forma d’arte ma anche un modo per scuotere le coscienze e/o aiutare le persone a non dimenticare gli orrori e gli errori del nostro passato e per evitare che si ripetano, come nel casso dell’Olocausto.

Sofia di cosa parla il tuo libro?“Quando dal cielo cadevano le stelle”, che è il romanzo che sto attualmente promuovendo e che uscito il 27 gennaio, per la Giornata della Memoria, parla di una ragazzina ebrea di tredici anni, italiana, costretta a nascondersi con la sua famiglia in vari rifugi per scappare dalle leggi razziali, fino al terribile giorno in cui, il 16 ottobre 1943, la Gestapo entra a Roma e rastrella il ghetto ebraico. Lia e la sua famiglia sono catturati, stipati in un carro bestiame e condotti ad Auschwitz. Lavoro, morte, fame, paure, malattie. E il disperato bisogno di tornare a casa, di essere ancora qualcuno e non solo un numero. Di vivere.In ogni libro che scrivo, ci metto il cuore. Tratto sempre argomenti pesi, perché adoro scrivere libri carichi di emozioni. Ogni mio libro è diverso da quello successivo, ma tutti sono uniti da un filo sottile e al tempo stesso spesso, il filo della giustizia. Scrivo sempre romanzi per dare una voce a chi non ne ha avuta una. Nel caso di “Quando dal cielo cadevano le stelle” troppi bambini, giovani, adulti e anziani – non soltanto ebrei – furono rinchiusi nei campi di concentramento. Ma perché? In molti, prima di morire dietro il filo spinato, desiderarono soltanto una cosa, che le loro storie e le atrocità dei campi di concentramento venissero allo scoperto. Ed io sono qui per questo. Per ricordare assieme a loro un passato neanche troppo lontano. Più gli anni passano, più le testimonianze di coloro che hanno vissuto il nazismo vengono dimenticate. Ma non dimentichiamo. Ricordiamo tutti insieme, ascoltiamo la voce di chi non ne ha avuta una.

Rebecca quanti libri hai scritto?Tantissimi, considerando che ho cominciato a scrivere a sette anni!Naturalmente ho incluso anche storielle, romanzi che ora non mi convincerebbero più e che ho anche perduto nel corso degli anni ma che sicuramente ho utilizzato come esercizio. Cerco di scrivere almeno qualche ora ogni giorno e, quando non posso, mi sento come se mancasse qualcosa di vitale. Per me però la qualità è importantissima: se in dieci anni dovessi scrivere diversi romanzi senza mai provare quello sfarfallio allo stomaco, quell’adrenalina e quell’orgoglio al pensiero della promozione dopo la pubblicazione, allora sicuramente eviterei di pubblicarli. Non voglio che il mio nome circoli per forza nei blog letterari, non cerco la fama: sono qui per raccontare storie e voglio che queste mi convincano al 100%. La mia prima critica – nonché lettrice (molto esigente) – sono io.

Tu, Sofia?Ho cominciato a scrivere all’età di sette anni, quindi ho scritto molte storie. Ricordo ancora, vagamente, la trama del mio primo romanzo. Era una storia d’amore e durava poche pagine. Con gli anni sono cresciuta e sono migliorata. Ho letto, corretto e riletto numerosi miei romanzi, che adesso custodisco nella mia camera, come dei preziosi ricordi, ma “Quando dal cielo cadevano le stelle” è il primo libro che ho deciso di far uscire e di condividere e, naturalmente, sono già in lavorazione per il secondo romanzo che uscirà a giugno, e che vede una storia contemporanea, ambientata in India, il Paese peggiore in cui nascere donna.

Rebecca da dove nasce l’idea di scrivere un libro? Quando penso alla trama di un nuovo romanzo e poi comincio a buttar giù le prime idee, devo provare una sorta di scintilla dentro di me. Di solito spulcio su Internet alla ricerca di situazioni reali, presenti o passate, che possano fare da sfondo o diventare l’epicentro del mio romanzo; altre volte invece ricordo qualcosa che ho sentito al telegiornale, di cui ho letto sui giornali e che ho inconsciamente custodito dentro di me sapendo che un giorno avrei scritto qualcosa al riguardo.Per quanto riguarda “La mia amica ebrea” l’idea mi è venuta in un momento in cui stavo navigando su Internet cercando tutt’altro: ho visto un’immagine che mi ha fatto venire in mente una ragazzina bionda e, dato che ho sempre voluto scrivere dell’Olocausto, mi sono chiesta: perché non racconto la storia di una giovane ariana? Non so perché, ma preferisco scrivere i miei romanzi dal punto di vista di personaggi che, a primo avviso, possono sembrare “scomodi” o addirittura “sbagliati”. Naturalmente non è così per tutti i libri che ho scritto o che scriverò, ma durante la prima parte del mio romanzo d’esordio Josepha – la protagonista – non fa altro che ripetere che gli ebrei sono inferiori ai tedeschi e comportarsi come una marionetta nelle mani di Hitler. Voglio stravolgere quello che la gente pensa di argomenti comuni; con “La mia amica ebrea”, ad esempio, ho cercato di mostrare che cosa voleva dire crescere indottrinati dalla propaganda, rischiando di pagare con la vita o la deportazione in un campo di concentramento delle idee che andavano contro il volere di Hitler. Non ho scritto il libro per giustificare i tedeschi ma semplicemente per ricordare che è importante non fare “di tutta l’erba un fascio”. Ho divagato un po’, comunque tornando al punto centrale della domanda, non posso sapere quando mi verrà un’idea folgorante; scrivo sempre perché mi piace e per tenermi allenata, e così posso sperimentare vari generi e capire quali prediligo.

Per te Sofia, da dove nasce l’idea di scrivere un libro?Dal cuore. Da una nota musicale. Da un’idea. Da un discorso. Da un’immagine. Credo che un libro nasca da uno stimolo, poi quello stimolo va ascoltato, aggiustato, pensato, steso su carta e migliorato. Non scrivo libri per arrivare al successo, ma scrivo libri, appunto, per dare una voce a chi non ne ha avuta, sperando di toccare il cuore di qualcuno. Per quanto riguarda “Quando dal cielo cadevano le stelle” ho sempre voluto scrivere sul nazismo e dopo aver raccolto numerose testimonianze e altrettante informazioni, è nata l’idea del mio primo romanzo. Lia, la protagonista, durante il corso della storia viene rinchiusa ad Auschwitz e la scrittura non si ferma. Ci ritroviamo con lei dietro un filo spinato e ci ritroviamo a doverci nascondere dalle SS, a sperare, a sognare. Credo che dietro ogni libro ci siano numerose emozioni, belle, dolorose, o dolorosamente belle. Credo che un libro possa rimanere per sempre nel cuore di qualcuno, anche per una sola frase, per un solo messaggio. Prima o poi vorrò fare un viaggio ad Auschwitz e guardare con i miei occhi il filo spinato, vorrò guardare le baracche e ascoltare il silenzio intorno a me, gremito delle lacrime e dei sogni di tutti coloro che non ce l’hanno fatta. E so che Lia in quel momento speciale sarà lì con me. Perché un libro nasce da uno stimolo, ma poi dopo c’è un lungo viaggio, che forse non avrà mai fine…

Rebecca, qual è la fase più difficile nella stesura di un libro? Non ho una fase che reputo particolarmente difficile durante la stesura di un libro. Di sicuro non mi piace molto “fare gli appunti”, ovvero raccogliere testimonianze e documentazioni storiche per poi “scremarle” e trascriverle su un documento Word, ma voglio e devo farmi un’idea il più completa e complessa possibile di com’era la vita in un determinato periodo storico. Diciamo che si tratta più che altro di avere poca pazienza e di prediligere altre fasi della lavorazione di un libro, non di difficoltà.

Sofia, per te esiste la fase più difficile nella stesura di un libro? Qual è? Non esiste una fase che valuto difficile, ma sicuramente quella più impegnativa, specialmente in romanzi come “Quando dal cielo cadevano le stelle” che hanno uno sfondo storico, è quella di fare ricerche, leggere testimonianze e fare appunti. M’impegno al massimo per cercare di non fare errori storico – politici, ma per fare questo, prima ho bisogno di lunghissime ore in cui mi dedico alla ricerca d’informazioni.

Rebecca, chi è il tuo editor?Io! In quanto scrittrice che ha scelto di autopubblicarsi devo contare principalmente sulle mie forze e rileggo ogni romanzo varie volte per evitare di pubblicare con errori e/o sviste, anche se sono consapevole che a volte qualcuno può sfuggire. Sono fortunata perché mia sorella Sofia, anche lei scrittrice, ha letto il testo del mio romanzo d’esordio “La mia amica ebrea” e si è occupata anche lei delle varie fasi dell’editing quindi ho avuto anche un altro punto di vista.

Il tuo, Sofia?Principalmente io, ma anche mia sorella Rebecca. Io faccio l’editing del mio romanzo e poi lo lascio a Rebecca e leggo il suo. E poi tutto ricomincia… la fase di editing è molto importante e ci aiutiamo reciprocamente, magari consigliandoci a vicenda, per migliorare il tutto.

Dove possiamo trovare i vostri libri? Sul sito di Lulu (lulu.com), sul blog di Rebecca, http://rebeccadomino.blogspot.it o sul blog di Sofia, http://sofiadominolibri.blogspot.com. In questi blog potete anche leggere le recensioni, le interviste, gli articoli e le segnalazioni al riguardo.

Rebecca che lettrice sei tu? Molto esigente! Sono molto severa nelle critiche sia con i miei lavori sia con quelli degli altri. Allo stesso tempo sono una lettrice cui piace sperimentare di tutto, e leggo anche libri di generi che non m’interessa scrivere. In un romanzo cerco principalmente l’originalità, il pathos, il messaggio che lancia ai lettori e la padronanza della lingua.

E tu Sofia? Adoro leggere e penso che da ogni libro, bello o brutto, una persona possa imparare molto. Prima di scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” ho letto molti romanzi – diari che trattavano il nazismo, quali “Se fossi un uomo” di Primo Levi “Il diario di Anna Frank” “Quando Hitler rubò il coniglio rosa” di Judith Kerr, “Ho sognato la cioccolata per anni” di Trudi Birger… per il resto, però, cerco di leggere libri che mi danno qualcosa, che hanno dei messaggi, che hanno qualcosa di diverso e in cui le protagoniste non sono delle perdenti, ma sono persone coraggiose, in grado di interessarmi. Sfortunatamente, però, in giro ci sono troppi romanzi gli uni simili agli altri, specialmente quelli fantasy, privi di morali.

Libro scritto, parti riviste, poi la penna mette l’ultimo punto, che sensazione si prova? Io, Rebecca, provo soddisfazione ma anche dispiacere perché mi affeziono ai personaggi di cui scrivo ogni giorno, specialmente alla protagonista, e mi dispiace sempre un po’ quando mi rendo conto che la prima stesura del romanzo è finita.

Io, Sofia, sicuramente soddisfazione, ma anche un po’ di malinconia, specialmente se, come in “Quando dal cielo cadevano le stelle”, mi ero molto unita ai personaggi. Però è anche una grande soddisfazione mettere la parola “fine”. Anche perché, come ho detto prima, quando metto la parola “fine”, in realtà sono ancora all’inizio. Perché poi ci sono le fasi di editing, c’è la promozione…

Rebecca come scrivi, con la tastiera o carta e penna? Scrivo con la tastiera. Quando andavo alle scuole elementari ricordo che scrivevo su un quaderno perché non avevo il computer, ma oggi sarebbe semplicemente un processo troppo lungo, e poi dovrei comunque ricopiare il testo su Word.

E tu Sofia, carta e penna o tastiera?Indubbiamente scrivere su carta è meraviglioso, ma farlo con la tastiera è decisamente più comodo. Quindi, al momento, il mio migliore amico è il mio computer, pieno di documenti, di appunti e d’immagini per i miei romanzi!

Rebecca i tuoi prossimi impegni?

Attualmente mi sto dedicando alla promozione de “La mia amica ebrea” e contemporaneamente sto lavorando a una delle fasi di rilettura ed editing del mio prossimo romanzo, che uscirà a giugno di quest’anno. Non posso dire molto al riguardo ma è un progetto cui tengo moltissimo perché racconta la storia di una ragazza realmente esistita. Scriverlo è stata una sfida stimolante e non vedo l’ora di cominciarne la promozione.

I prossimi impegni di Sofia invece quali sono?Sono ancora molto impegnata con la promozione di “Quando dal cielo cadevano le stelle” e ne sono molto contenta, ma mi sto anche dedicando costantemente alle fasi di editing del mio secondo romanzo che, come ho accennato prima, uscirà quest’estate. Inoltre, non smetto mai di scrivere.

Voi e i social… cosa ci dite a riguardo? Io, Sofia, non sono una fanatica dei social, anche se capisco l’importanza che hanno durante la promozione di qualunque prodotto. Al momento, però, ho solo il mio blog con il quale posso aggiornare i lettori e con il quale posso tenermi in contatto con chiunque.

A me (Rebecca), i social non piacciono per niente, infatti non sono né su Facebook né  su Twitter e non ho la minima idea di quali siano gli altri “social del momento”. I miei lettori però possono tenersi aggiornati sui miei progetti e saperne di più sui miei romanzi connettendosi al mio blog http://rebeccadomino.blogspot.it

Rebecca hai mai partecipato a qualche concorso? No, non ho mai partecipato a un concorso e sinceramente non ce n’è uno cui mi piacerebbe prendere parte. Non ho niente contro i concorsi, però non avrei tempo di scrivere anche dei racconti o dei romanzi per la partecipazione e, semplicemente, è qualcosa che non m’interessa, almeno per il momento; poi “mai dire mai”.

Tu Sofia, hai partecipato a qualche concorso?No, non ho mai partecipato a nessun concorso e al momento non sono interessata a farlo, quindi non saprei dire a quale mi piacerebbe partecipare. Naturalmente, però, penso che i concorsi possano essere molto utili per farsi conoscere, e quindi auguro un in bocca al lupo a tutti coloro che hanno deciso di partecipare a uno o più concorsi.

E ora arriviamo a Destinazione Libri, ci avete contattati e avete accettato di essere intervistate… perchè questa scelta?Io Sofia, non appena mi sono imbattuta in Destinazione Libri il sito mi è piaciuto molto. Offre molto spazio agli autori e ai loro libri e lo trovo molto importante. Cerco di promuovere sempre più il mio romanzo “Quando dal cielo cadevano le stelle” quindi sono stata molto contenta quando ho ricevuto la risposta di Veronica, direttamente da Destinazione Libri!

Per me (Rebecca), Destinazione Libri è un bel sito che parla di romanzi. Ha un’impostazione semplice, è facilmente navigabile e regolarmente aggiornato, quindi penso che sia un’ottima piattaforma dove far conoscere il mio lavoro.

Rebecca, la domanda che non ti abbiamo fatto e che ti aspettavi?  in realtà non c’è una domanda specifica che mi aspettavo e che non mi è stata posta, comunque me ne pongo una: “molti autori hanno una sorta di colonna sonora che può accompagnare il lettore durante la lettura del romanzo, è anche il tuo caso?” Comincio dicendo che mi piace molto la musica e che la uso molto spesso quando scrivo la prima stesura di un romanzo perché penso che enfatizzi i momenti di pathos e in alcune scene sia particolarmente importante. Durante la stesura de “La mia amica ebrea” ascoltavo due bellissime canzoni “Imagine” di John Lennon e “Let it be” dei Beatles. La prima mi stava particolarmente a cuore perché, in fondo, non sogniamo tutti un mondo d’uguaglianza e di pace? Eppure, quelle parole assumevano un particolare significato e spessore quando scrivevo le scene fra le due protagoniste del romanzo, un’ariana e un’ebrea nella Germania nazista. Dopo aver concluso la stesura del romanzo mi sono imbattuta in “The last day on Earth” di Kate Miller – Heidke, che non avevo mai sentito prima, e che è diventata la colonna sonora del mio romanzo, almeno per me, perché penso che abbia una delicata armonia di voce e base e che il testo possa racchiudere alcune situazioni, pensieri ed emozioni che ben coincidono con quelli di Josepha, la protagonista de “La mia amica ebrea”. Quindi, ai lettori che si accingono a leggere il mio romanzo o che lo stanno leggendo ora, consiglio di ascoltare questi tre brani.

Sofia c’è qualche domanda che ti aspettavi e non ti abbiamo fatto? Hai già fatto bellissime domande, ma se proprio dovessi farmene una, forse sarebbe: “Perché hai deciso di ambientare la storia a Roma, anche se sei Toscana?”Innanzitutto Roma è la capitale, e quindi sono riuscita a trovare molte più informazioni per la stesura del mio romanzo. Inoltre, durante la Seconda Guerra Mondiale, Roma era definita la Città Santa, e di conseguenza tutti credevano che non sarebbe mai stata bombardata. Ma non è così. Non solo, durante “Quando dal cielo cadevano le stelle” le bombe sono state lanciate su Roma, ma poiché il 16 ottobre 1943 il ghetto ebraico è stato rastrellato, ho deciso di ambientare la storia nella capitale, così da mostrare varie vicende accadute nella stessa città. E poi, dopo tale rastrellamento, la Gestapo rinchiuse gli ebrei nel Collegio Militare di Roma, e infine sempre dalla capitale partì un carro bestiame diretto ad Auschwitz, e quindi ho potuto scrivere anche di quello, cercando di dare voce a ogni lato della Storia.

Che dire? Grazie Ragazze, siete state davvero gentili e sincere, ci avete trasmesso la vostra semplicità e voglia di far conoscere ed imparare sempre cose nuove.

Destinazione Libri vi seguirà sicuramente nel vostro percorso e attenderà quest’estate per poter leggere i due nuovi romanzi che ci avete anticipato…

E a voi, nostri cari lettori, consigliamo di andare a dare un’occhiata ai due blog di Rebecca e Sofia.

http://rebeccadomino.blogspot.it

http://sofiadominolibri.blogspot.com

Veronica

EMANUELA ROCCA

Emanuela Rocca, ci contatta e leggiamo che due dei suoi romanzi prendono in esame l’eros, l’erotico… qualcosa di diverso dal solito, una nuova emozione da leggere, ce li spedisce. I libri arrivano,

Apriamo la prima pagina dei romanzi e leggiamo: “A Destinazione Libri con stima e affetto. Emanuela Rocca”.

“Bianco e Nero”: un insieme di storie che raccontano emozioni, sessualità, amore,situazioni di vita che tutti vorremmo provare, un viaggio nell’eros e nei molteplici modi di interpretarlo. Ricco di descrizioni dettagliate dei personaggi, dell’ambiente, dei colori e dei suoni. Questo romanzo ha la capacità di farti vivere la situazione, di volerla provare, di eccitarti e nello stesso tempo emozionarti. “Ofle tra i due mondi”: una favola, una bellissima e unica favola capace di fermare il tempo intorno a te, di farti dimenticare di mangiare e dormire finché non lo hai finito. Un libro che vi farà riflettere sulla società in cui viviamo, sulle cose brutte che esistono ma anche sulle cose belle, vi farà emozionare, sognare e tornare bambini.

Ma ora conosciamo meglio questa fantastica autrice.

 Emanuela Parlaci di te: Ci vorrebbe un’enciclopedia per parlare di me, ma cercherò di limitarmi.Sono nata a Roma tantissimi anni fa. Sono separata e ho due figli di 17 e 21 anni che vivono con me. Sono una imprenditrice e lavoro nel settore servizi.Ho fatto la modella, la stilista di moda, la segretaria d’azienda, la commessa in varie tipologie di commercio dall’abbigliamento sportivo alle armi. Adoro cucinare, qualche volta dipingo, amo fare giardinaggio, ma la cosa che amo di più è  “scrivere”.  Sono una scrittrice e anche capo redattrice del giornale  Agorà news on line dove tratto temi come: cronaca, medicina, economia, politica, ambiente e cultura. Do spazio nella sezione cultura, soprattutto a emergenti che trovo durante il mio cammino nel web.

Quanti libri hai scritto? Quattro, di cui tre già pubblicati, “Il sole e la luna”, “Bianco e nero” e per ultimo “Ofle tra i due mondi”. Il quarto lo sto rivedendo prima della sua pubblicazione  si intitolerà “Il coraggio di vivere” ed è un libro autobiografico.

 Di cosa parlano i tuoi libri? il primo è un romanzo ambientato nel virtuale, un libro che ha lasciato perplessi e con un mare di domande ogni persona che lo ha letto. Lo ha fatto riflettere su quello che è il mondo virtuale al giorno d’oggi, con i suoi inganni, con i suoi sogni, con le sue depravazioni e con i suoi pericoli.  Il secondo è una raccolta di racconti erotici, ogni racconto è una storia a se, chiaramente tutti frutto della mia fantasia, solo gli ambienti e i luoghi sono reali. Questa raccolta di racconti mette il lettore di fronte alle varie sfaccettature dell’eros, possono trovare l’amore vero, quello fatto per un giorno, l’amore fatto per denaro, l’amore fatto solo per uscire dalla monotonia di tutti i giorni, l’amore violento….  Il mio ultimo romanzo invece è un Fantasy. La storia di un Elfo e di una Bambina…si incontrano e da questo incontro nasce un’amicizia fantastica che porterà i due protagonisti a vivere nei mondi a loro sconosciuti, lei nel mondo degli elfi tra fate, draghi e luoghi fantastici e lui nel caotico mondo dei nostri giorni. E’ praticamente la contrapposizione di due mondi, il mondo che vorrei io e quello invece in cui viviamo attualmente. Secondo me è il libro CUORE del XXI° secolo… un altro libro che farà sognare, ridere e anche piangere, ma che farà riflettere molto su quello che è diventata la vita di oggi.

Da dove nasce l’idea di scrivere un libro? Veramente sono solo tre anni e mezzo che scrivo e ho iniziato a farlo per gioco, anzi, più che per gioco, per scaricare i miei tormenti. Scrivere per me significa entrare in un’altra dimensione, dove il tempo e lo spazio spariscono. Dove rimango solo io  che,  con la mia fantasia, mi estranio dal mondo intero.

Qual è la fase più difficile nella stesura di un libro? Ma, non saprei, a me viene naturale scrivere, basta che metto la prima frase e poi mi immedesimo nel libro, come se stessi vivendo quello che scrivo, in questo modo riesco ad andare avanti anche se lo interrompo per giorni, e riesco a trasmettere le mie stesse emozioni e le mie stesse sensazioni.

Chi è il tuo editor? Il primo neanche lo nomino perchè è solo un truffatore. L’attuale editore è A.PED, (www.aped.it)  una casa editrice siciliana di Lentini (Siracusa)  che mi ha contattata dopo aver letto il mio primo romanzo (Il sole e la luna). E’ nata una profonda stima e amicizia reciproca con questo editore infatti, “Bianco e nero” mi è stato commissionato direttamente da loro.

I tuoi libri dove possiamo trovarli? “Il sole e la luna” è esaurito e in procinto di essere ripubblicato, “Bianco e nero” e “Ofla tra i due mondi” si possono acquistare da IBS.it, richiedendoli alla casa editrice A.PED, ordinandoli a me tramite il mio sito on line www.emanuelaroccascrittrice.com, acquistandoli presso la Libreria Mondadori di Monterotondo in Via Mameli 16F, o richiedendolo in qualsiasi libreria in tutta Italia, indicando il nome dell’autrice, il titolo del libro e la casa editrice.

Ma tu, Emanuela, che lettrice sei? Io amo leggere di tutto, dai libri rosa ai gialli, dagli storici agli economici. Leggo molto i libri di autori emergenti che trovo veramente fantastici e quello che mi dispiace di più in tutto questo è che ci sono tanti veri talenti, e non parlo di me, io non mi sento nessuno, ma ho letto dei libri di giovani donne e anche ragazzi veramente fantastici che potrebbero addirittura diventare dei best seller  o dei film incredibili, solo che il mondo editoriale, quello dei BIG è a circolo chiuso. Se sei qualcuno, conosciuto e puoi fargli fare tanti soldi subito hai le porte aperte, altrimenti potresti essere anche una nuova Agata Christie o Hemingway, non ti si fila nessuno.

Libro scritto, parti riviste, poi la penna mette l’ultimo punto, che sensazione provi? Le sensazioni sono infinite, la prima di soddisfazione, la seconda di rimpianto, perchè mettendo il punto è finito il mio viaggio fantastico fatto nel mio mondo immaginario.

Scrivi con la tastiera o carta e penna? Prima scrivevo su carta con la penna, ma correggerlo diventava un lavoraccio e non solo, perchè dopo dovevo trascriverlo tutto a macchina, per cui ora sono in simbiosi con il mio Personal Computer, insieme a lui creo tutto ciò che poi leggete.

I tuoi prossimi impegni? Se parli di libri o concorsi, di libri ne ho due iniziati, di cui uno, del quale ho già parlato è quasi terminato, lo sto solo rivedendo prima di mandarlo all’editore per la stampa, l’altro è un altro fantasy nato da un sogno che ho fatto di recente.  Per i concorsi letterari ho pronto un mini racconto e alcune poesie, ho già la lista dei prossimi concorsi nei quali voglio provare a competere.

Emanuela e i social … Io sono presente nel social network di facebook,  dove  amo condividere i miei lavori, i miei articoli, e dove discuto e mi confronto con tantissime persone che mi seguono con stima da tanto tempo, sono su google, su twitter, e su altri social. Il social invece inteso come sociale, per me è determinante nella mia vita, visto che tanti articoli che ho scritto li ho redatti  per difendere e aiutare tantissime persone, oltre che per informare. Amo molto il prossimo.

Hai partecipato a qualche concorso? Ho partecipato due anni fa a tanti concorsi letterari di tutti i tipi.  Ho vinto 16 concorsi di poesia, uno di saggio politico e ho avuto una menzione d’onore per un mini racconto. Le mie poesie sono pubblicate in tantissime antologie di Kimerik, Aletti Editore, Cultura Fresca e Pagine. Troverete tutto sul mio sito www.emanuelaroccascrittrice.com.   Mi piacerebbe partecipare a un concorso per libri pubblicati, è una esperienza che ancora non ho fatto, ma che farò prestissimo.

Emanuela intervistata da Destinazione Libri… perchè questa scelta? La verità è che, per chi scrive, è importante la visibilità ovunque, farsi conoscere è determinante, ma ho conosciuto voi tramite una scrittrice emergente: Erika Corvo, della quale ho letto tutti i suoi libri e lei, è una di quelle che dovrebbero essere in pol position tra i big insieme a Linda Bertasi. Per me hanno tanta stoffa e sono veramente in gambissima entrambe.

La domanda che non ti abbiamo fatto e che ti aspettavi? Mi aspettavo una domanda del tipo: hai mai pensato di tradurre in film un tuo libro? La risposta è sì.. oltre che in film anche in teatro. Io sono una persona che sogna ad occhi aperti da sempre, e tanti miei sogni si sono già avverati, ora spero solo di avere una risposta dalla Warner Bros Italia, alla quale ho spedito “Ofle tra i due mondi”, perchè secondo me sarebbe un film o un cartone fantastico.

Emanuela finisce la nostra intervista con una frase che vale la pena sottolineare:

Sogno lo so.. ma la vita senza sogni è una vita che non vale la pena essere vissuta.

 

Grazie Emanuela per la tua disponibilità e per averci regalato nuove esperienze.Attendiamo l’uscita dei tuoi due prossimi libri e intanto consigliamo ai nostri lettori di leggere i libri che abbiamo appena presentato e di iniziare insieme un viaggio in mondi diversi, che vi faranno staccare un attimo dalla quotidianità.

Veronica

PATRIZIA BERTI

Patrizia Berti, autrice di: La forza di una donna
Subito si è instaurato un buon felling, mi piace come si racconta.. un pizzico di timidezza che fa da padrona in queste righe, ma che la rendono davvero interessante.
Presto parleremo del suo libro, iniziamo a conoscere Lei…
Patrizia Parlaci di te…com’è difficile parlare di sé, comunque ci proverò. Vivo e lavoro a Torino, sono nata a Cuneo, ma il mio sangue è totalmente toscano. Ho due figlie ormai adulte e sono state proprio loro a spronarmi per rimaneggiare il manoscritto che giaceva in fondo a un cassetto da circa vent’anni.
Quanti ne hai scritti …Sono esordiente e questo romanzo è nato per gioco, in realtà ho sempre scritto; riflessioni, poesie,  ma soltanto per la gioia di farlo. Man mano che andavo avanti nella stesura però, mi sono affezionata ai personaggi e appassionata alla storia.
Di cosa parlano i tuoi libri? Giulia la protagonista, vive una vita estremamente piatta, il suo matrimonio va avanti per inerzia e il marito la tradisce spudoratamente, si innamora di un imprenditore e fino a qui la storia è come quella di milioni di donne, in seguito però nella sua vita avvengono fatti che la rivoluzionano completamente e per chi come lei, ha già avuto un’esistenza non propriamente facile significherebbe arrendersi e lasciarsi andare, ma Giulia come una Fenice sa rinascere e tirare fuori tutta la forza che è in lei.
qual è la fase più difficile nella stesura di un libro?Particolari difficoltà nella stesura di questo libro no, direi di no, a parte il fatidico blocco che ogni tanto attraversava la mente, ma fortunatamente nel mio caso, durava pochissimo. Forse questo sì, mi pesa leggere e rileggere all’infinito in cerca di refusi ed errori che puntualmente sfuggono.
Libro scritto, parti riviste, poi la penna mette l’ultimo punto, che sensazione provi?Quando ho messo il punto sull’ultima frase del libro, era come se avessi abbandonato un figlio, mi mancavano i suoi personaggi, francamente pensavo che fosse una sensazione solo mia, d’altronde era la mia creatura, poi però mi sono resa conto che le persone che lo avevano letto, provavano lo stesso senso di vuoto e, nonostante sia una persona poco convinta delle sue capacità, mi sono dovuta ricredere.
-Sono poi riuscita a  pubblicare senza contributo con la 0111 Edizioni, francamente questa è già stata una grossa soddisfazione, considerato che in parecchi mi avevano proposto la pubblicazione con esborso di grosse somme di denaro.
i tuoi libri: dove possiamo trovarli?Ovviamente essendo esordiente, il libro lo si può trovare  su ordinazione in libreria e sul web, a parte le librerie: Dante Alighieri dei signori Fogola che ne hanno sempre delle copie, perché dicono che il libro si vende molto bene e la Feltrinelli di P.za C.L.N. entrambe di Torino.
-Quando ero molto giovane leggevo tre o quattro libri al mese e ho letteralmente divorato tutti quelli di Liala; possedevo l’intera collezione. Ora per i troppi impegni, se riesco a leggerne uno al mese sono già fortunata. Mi piacciono molto; Donna Tartt, Dan Brown, Ken Follet e Sylvia Browne. Fra gli italiani Sveva Casati Modigniani e Oriana Fallaci.
Scrivi con la tastiera o carta e penna?Scrivere sulla tastiera di un pc è la strada più veloce, ma preferisco la penna  ed è quella che uso per buttare giù gli appunti e quando non ho a portata di mano il computer.
I tuoi prossimi impegni?Sto già lavorando alla stesura del prossimo libro, anche se purtroppo riesco a concedermi questo lusso, solo nei ritagli di tempo e questo mi pesa enormemente.
Il tuo rapporto con i  social...Sono presente su Facebook con la pagina del libro “LA FORZA DI UNA DONNA”.
Hai partecipato a qualche concorso?Non domandarmi perché, ma non ho mai creduto molto nei concorsi. Spesso ho visto vincere opere che di buono avevano solo il titolo, mentre altri che davvero meritavano, venivano bellamente ignorati.
Patrizia intervistata da Destinazione Libri…perchè questa scelta?-Diciamo che mi piace molto la pagina di Destinazione Libri e quindi la scelta mi è sembrata quella giusta.  ( e noi ne siamo davvero felici..)
-La domanda che non ti abbiamo fatto e che ti aspettavi?Ovviamente mi aspettavo la domanda: -Quanto c’è di autobiografico nel libro?- 
-Sono convinta che ogni autore metta un cameo di vita vissuta, frasi dette o sentite. Nel mio caso Luca, uno dei personaggi, è stato il mio punto di partenza, tutto il resto è fantasia.
Grazie Patrizia per essere stata con noi, e grazie per la tua disponibilità.
Grazie e buona lettura!

SILVIA PATTARINI

Silvia Pattarini, la contatto e subito si crea un feeling… schietta, dolce, e nelle sue parole traspare l’amore per la scrittura. Mi invia il suo libro, appena lo guardo la mia mente mi porta in dietro nel tempo, dove i treni ancora sbuffano per la combustione del carbone. Lo leggo, il romanzo scorre, mi piace la storia, mi piacciano quelle parole inconsuete che oggi non ci sono più, mi piace quella ricerca “di un tempo” ..ma che lei riesce a farle diventare parte di se…… mi piace quel rapporto che  ha con la nonna e che vuole tramandare…
 Parlaci di te:  Mi chiamo Silvia Pattarini… ma chi è Silvia Pattarini? Al momento sono solo una sconosciuta ai più, nell’infinito oceano degli autori esordienti italiani. Sono una mamma di tre bambini, che coltiva da sempre la passione per la scrittura, intesa sia come narrativa, sia come poesia. La mia passione è nata tra i banchi di scuola, quando in collaborazione con la mia compagna di banco, il nostro passatempo preferito era inventarci caricature satiriche sui vari professori di turno, talvolta anche in rima!E che gran divetimento, per me la prima gioia dello “scrivere” è appunto divertimento, un hobby insomma, o almeno è cominciata così; ma poichè richiede tempo, sono riuscita solo ultimamente a ritagliarmi lo spazio necessario per dare sfogo a questa passione, che mi rendo conto si sta trasformando in una vera e propria necessità, un forte desiderio di esprimere le mie emozioni o i miei stati d’animo attraverso la scrittura, meglio ancora se assomiglia alla poesia.
Quanti libri hai scritto?Al momento ho un solo romanzo all’attivo, il mio romanzo d’esordio “BIGLIETTO DI TERZA CLASSE”, mentre alcuni dei miei componimenti poetici, sono racchiusi in tre antologie, dunque raccolte poetiche in compagnia di altri autori, attualmente disponibili solo in formato e-book, ed acquistabili su Amazon. biglietto di terza classe
Di cosa parlano i tuoi libri?L’idea di scrivere un libro, è nata in un momento ben preciso della mia vita, quando all’improvviso, mossa da un forte impulso interiore, ho capito che c’era una storia da raccontare, ma occorreva qualcuno che la raccontasse agli altri… a quel punto mi sono detta: “e se quel qualcuno fossi io?” così armata di carta e penna ho iniziato a stendere le prime frasi… è stata quasi una “chiamata” come una voce interiore, forse è stata simile alla chiamata che sentono coloro che decidono di dedicarsi al sacerdozio, solo che nel mio caso era solo un po’ differente, e non mi diceva “devi farti suora”, ma mi suggeriva di scrivere una storia… ahahaha… decisamente meno impegnativo!
Da dove nasce l’idea di scrivere un libro?La storia che racconto nel mio romanzo è verosimile, questo comporta un assiduo lavoro di ricerca su fatti storici dell’epoca, dunque mi sono dovuta documentare in merito, e questo è stato davvero un lavoro impegnativo che ha richiesto parecchio tempo. Sono andata a spulciare negli archivi di alcuni quotidiani americani, ho cercato e visualizzato migliaia di foto d’epoca per cercare di ricreare i luoghi che sono poi andata a descrivere, per renderli il più verosimili possibile; a questo ho aggiunto i racconti della nonna, materiale ricco di preziosi dettagli. A quel punto era come se avessi tra le mani le tesserine di un puzzle, ognuna delle quali andava collocata al proprio posto: ebbene, poco alla volta ogni tesserina è stata inserita al posto suo, e credo con un buon risultato finale.
Il tuo editor chi è? Per l’editing mi sono affidata ai professionsiti della mia casa editrice, la 0111 edizioni, una piccola casa editrice in provincia di Varese.
I tuoi libri dove possiamo trovarli? Il mio romanzo può essere richiesto in tutte le librerie italiane, oppure è disponibile on line, sia sul sito della casa editrice, sia nei principali store on line, ed è disponibile sia in formato cartaceo sia in e-book. Le raccolte di poesie invece sono disponibili solo in e-book e acquistabili solo su Amazon. www.labandadelbook.it/shop/product.php?id_product=578
Che lettrice sei tu? I miei gusti letterari sono infiniti… spazio dalla narrativa alla poesia, dai classici ai moderni: è difficile dire quali preferisco, è un po’ come chiedere ad una mamma quale dei suoi figli preferisce!
Libro scritto, parti riviste, poi la penna mette l’ultimo punto, che sensazione provi? ‘E’ difficile da spiegare quale sensazione provo alla fine di un libro, perchè fosse per me, il mio libro non finirebbe mai. Ogni volta che torno a rileggerlo aggiungerei qualcosa di nuovo, una piccola frase, un aggettivo, una virgola, un punto. Insomma ad un certo punto mi sono resa conto che non volevo farlo finire, dunque era tempo di dire basta. Basta, il mio libro finisce qui. E ho messo il punto. Ora mi sono imposta di non rileggerlo più, altrimenti sono sicura che troverei ancora qualcosa, qualche piccola sfumatura da sistemare o da cambiare!
Scrivi con la tastiera o carta e penna?Generalmente scrivo al computer a parte casi particolari. Capita a volte, nei momenti che non ti aspetti, che ti venga in mente una frase o un aggettivo, che ti sembrano perfetti per quella frase che avevi scritto, o per quella poesia che avevi in mente: a quel punto dei subito appuntarli su una superficie, qualsiasi essa sia: ad esempio se sei al bar scrivi su un tovagliolino o sullo scontrino, mi è capitato di scrivere su un sasso con un altro sasso, con il rossetto sullo specchio! Insomma quando l’ispirazione chiama, e chiama nei momenti più impensati, bisogna correre e scrivere, cogliere al volo l’attimo fuggente prima che svanisca e non torni più!
I tuoi prossimi impegni? mio prossimo impegno è una presentazione del mio romanzo BIGLIETTO DI TERZA CLASSE presso una Biblioteca della mia provincia, seguiranno altre interviste e forse anche un’intervista radiofonica.
Silvia e i social...I social network ritengo siano una strumento indispensabile per un’autrice come me, perchè mi danno la possibilità di incontrare, anche se virtualmente, persone interessanti, altri “colleghi” e potenziali lettori. Credo che  se utilizzati nei dovuti modi siano un ottimo strumento di visibilità.
Hai partecipato a qualche concorso? se si  a quali? Solitamente partecipo a concorsi e premi letterari, almeno ci provo. Ho iscritto il mio romanzo ad alcuni premi letterari, tipo il Pegasus di Cattolica ed il Premio letterario Città di Como, probabailmente lo iscriverò anche ad altri. Credo che sia uno dei tanti modi per fare girare se non altro il nome e il libro, che comunque anche se non si classificherà in finale, sarà stato perlomeno  letto da critici competenti. Se poi devesse anche entrare in finale, bèh allora tanto meglio! Intanto incrocio le dita e speriamo bene! Poi ho deciso di mettermi in gioco anche con la poesia, iscrivendo le mie opere a vari concorsi, perchè devo capire se ciò che scrivo, ha effettivamente qualche valenza letteraria, oppure sono solo parole al vento!
Silvia intervistata da Destinazione Libri…perchè questa scelta?Vi ho scelto perchè la prima impressione che ho avuto di voi è stata una grande simpatia. Mi siete piaciuti subito fin dai primi approcci, perchè ho capito che vi muovete  da una vera e propria passione, date la precedenza all’essere e non all’avere, mi avete  fatto sentire una persona e non un numero! E per questo, anche se da dietro una tastiera, ho avvertito tanta umanità in voi e vi  ringrazio di cuore! Vi seganlerò ai miei colleghi autori, perchè siete forti! Ragazzi seguitate in questa direzione, è la strada giuta!
La domanda che non ti abbiamo fatto e che invece ti aspettavi:  dovendo scegliere tra un personaggio famoso, a chi regaleresti il tuo libro? Non ho dubbi, il mio libro sarebbe un dono perfetto per Papa Francesco! E ti dirò di più… sono riuscita a fargliene recapitare una copia, e lui mi ha anche fatto scrivere dalla Segreteria di Stato Vaticana, ringraziandomi del gradito omaggio. (documentabile se credi). Ora mi auguro solamente che riesca a trovare il tempo per leggerlo! Il solo pensiero che possa essere un potenziale lettore del mio umile libro mi mette i brividi, però mi auguro davvero che un giorno, anche se tra qualche anno, riesca a leggerlo, per me sarebbe davvero un grande onore!
Silvia, Grazie per averci dedicato un po’ del tuo tempo, ti aspettiamo con altri libri.
 Grazie di tutto e saluti ai lettori del tuo blog.
ciao Silvia

ALBERTO DISO, vincitore Sanremo Writers

Veronica ed io  sabato  22 febbraio abbiamo giocato a fare le inviate a Sanremo  per l’ultima giornata del concorso letterario SANREMO WRITERS. Arriviamo a Sanremo  la giornata è splendida, un sole caldo ci accompagna,  l’appuntamento è dove alloggia lui, Alberto Diso. Lo incrociamo sul vialetto, un signore distinto, un  sorriso e quella stretta di mano decisa.   Ci accomodiamo in una saletta dell’albergo che lo ospita, chiacchieriamo un po’ per rompere il ghiaccio, per trovare quella sintonia che ci permette di conoscerci meglio..   Lui è un vulcano! Mille cose da raccontare, mille esperienze in cui vuole renderci partecipi,  qualche volta  un velo di malinconia nel suo sguardo,  questo non glielo dico.. ma è proprio questo  che ai miei occhi lo rende “umano” … quell’umanità che nei suoi libri risulta  eclatante. Dopo la nostra chiacchierata ci incamminiamo nel giardino che  ha questa terrazza di fronte al mare, ci raccontiamo un po’ ancora,  qualche foto, poi l’appuntamento al PalaSanremo per la sua presentazione del libro.  Arrivati lì l’ambiente mi sembra freddo, pensavo molta più attenzione per queste persone che sono i diciannove finalisti per un concorso dove  ha visto oltre quattrocento partecipanti. In realtà all’inizio rimango un po’ spiazzata, ma poi vedendo i movimenti di questi personaggi, capisco un po’,…  per questa manifestazione c’è una grossa importanza a livello mediatico. A  mio avviso stona l’importanza mediatica con la scrittura…ma è vero, non siamo più nell’epoca di penna e calamaio che continuano a conservare il loro fascino indiscusso, ma siamo nell’epoca di computer, tecnologia… quindi tutto ora prende un’altra prospettiva e sono pronta per questa presentazione….   che poi si tramuta in una bella festa perchè

LUI ALBERTO DISO è IL

VINCITORE DI SANREMO WRITERS CON MARIEMMA

alberto diso

In realtà ci eravamo preparati delle domande da fare a lui, ma dopo la nostra chiacchierata non ha senso imporre domande, quindi gli dico semplicemente:

Alberto, raccontati…   mi devo raccontare? Bè, Diso è strano, amo la solitudine e sono sempre alla ricerca di emozioni, passate, presenti o future e con la scrittura cerco di farle rivivere a chi legge i miei romanzi. Vedi, io ho iniziato a scrivere per gioco, dopo la pensione, ho avuto la fortuna di intervistare Fellini, sua moglie Giulietta Masina, ho avuto ed ho molte soddisfazioni, ma qualcosa è cambiato con la stesura del secondo libro. Ho pensato che avrei dovuto trovare una Mission per continuare a scrivere….e la base della nostra vita  l’amore…    Vedete, nella società di oggi non esistono più gli abbracci, la stretta di mano, un sorriso, il buongiorno alla persona che esce dal portone e che si incrocia, oggi siamo tutti concentrati su noi stessi, senza pensare che quel sorriso, quel buongiorno possono davvero migliorare la giornata di chi ci vede ma anche la nostra.

Alberto questo va un po’ in contrasto con i Social… tu li usi..  Qui fa una lunga pausa…, i social sono il mondo di oggi, io adoro stare in mezzo ai ragazzi, e per farlo devo usare questi social, ma ci metto qualche cosa di mio, cerco di farli diventare un’ agorà virtuale. Cerco di ricreare “la piazza del paese” dove tutti si incontrano, si scambiano un sorriso, la pacca sulla spalla, dove si chiacchiera. Quello che cerco di fare è di umanizzare i social..

-Partecipi a Sanremo Writers con Mariemma… Mariemma è un romanzo che colpisce, riesce ad entrare dentro ognuno di noi, e credimi, non perchè l’ho scritto io, ma perchè ci sono emozioni forti. Mariemma è l’amore ritrovato di Moris, lei è cieca ed ha un passato doloroso.   Che cosa è successo alla protagonista, puoi anticiparlo? In questo libro vado ad affrontare seppur marginalmente un argomento importante e molto doloroso, la violenza sulle donne.  Ovvio, tutto viene stemperato da questa storia d’amore, ma comunque fa riflettere, l’obbiettivo è quello di far pensare.  Questo libro è stato tradotto anche in lingua inglese. Quanto sei presente Tu  nei tuoi romanzi? Le emozioni sono le mie, ma che importanza ha sapere se è autobiografico? Non posso che darti ragione, non ha nessuna importanza saperlo, ma penso che tu sia riuscito ad andare dritto all’obbiettivo, sei riuscito ad arrivare! – A Frida…. dice una pagina… Frida è mia moglie e questo libro è per lei. Mariemma è un nome inventato? Mariemma è un nome ebraico.mariemma

Da dove nasce l’idea di scrivere un libro? Io il libro lo sogno, lo elaboro di notte, non ridete, ma è così, ci metto qualche notte, poi una mattina mi alzo e dico: – oggi inizio a scriverlo, il libro ce l’ho, qui dentro di me! Io scrivo in Grecia, dove per cinque mesi vivo sulla mia barca, lì ritrovo me stesso, ritrovo il mio equilibrio. nessuna etichetta, solo la mia barca, il mare, i miei pensieri e la scrittura.

La fase più difficile nella stesura di un libro?  Collegare le varie storie tra di loro…

Alberto, sei uno scrittore, ma che lettore sei? Fa un sorriso, Io leggo Erick Fromm per l’analisi dettagliata che fa dei personaggi, e rileggo spesso il “Vecchio e il mare….   ”    e ci lascia così in sospeso, non aggiungo altro, forse in questo momento sta pensando a qualcosa e non voglio interrompere  quell’intimità che ha con i suoi pensieri.

Quando metti il punto finale al tuo romanzo…cosa provi? Finisco di piangere, ogni libro mi lascia dentro qualche cosa.

Qualche anticipazione sul prossimo libro? Perchè ci sarà un prossimo libro vero Alberto? si, ci sarà il prossimo libro e lo sto scrivendo, è una storia sulla Germania dell’Est, ora non vi dico altro però… e strizza l’occhio.

Diso parla a Destinazione Libri…perchè questa scelta? Perchè avete un dono, siete entrati in punta di piedi, “avete chiesto permesso”. Il vostro modo di scrivere “parla” arriva! Mi è piaciuta una cosa  Voi fate conoscere l’autore, poi il libro….   ovviamente a questo non commentiamo, possiamo solo dire GRAZIE!

La domanda che ti aspettavi e che non ti abbiamo fatto? ride, mi aspettavo che mi chiedeste come fa mia moglie a sopportarmi, visto che per cinque mesi io vado in Grecia….   vi rispondo come risponde lei: preferisco saperti vivo in Grecia che morto in Italia (ovviamente non si parla di morte in senso fisico)

Alberto Diso e la vittoria Sanremese.... Sono contento, chi non lo sarebbe al mio posto! Mariemma è riuscita a trasmettere quello che volevo… quelle sensazioni ed emozioni.

La serata viene conclusa da Vincenzo Russolillo, padrone di casa di Sanremo Writers, persona di poche parole, ma davvero non lasciano spazio all’incerto, dopo le consuete frasi di ringraziamento dice una frase: IL LIBRO E’ UN VALORE AGGIUNTO. credo che miglior affermazione per chiudere questa Kermesse non poteva trovarla…

Salutiamo Alberto con un abbraccio e quella stretta di mano a cui lui tiene molto. Poche parole, ma sicuramente la nostra collaborazione sappiamo che continuerà.  Grazie Alberto, per averci dedicato del tempo e per averci permesso di essere lì con te!

Un grazie particolare a Oscar e Mirko di Deejafoxradiostation  perchè non ci hanno mai lasciate sole, perchè se siamo state qui è anche grazie a loro che credono in quello che facciamo, ci hanno incoraggiato da subito.

FIORENZA BRUNETTI

Fiorenza Brunetti, altra finalista  di Sanremo Writers, quando le ho parlato per telefono mi sono sentita subito a mio agio, lei in una parola ha abbattuto subito quella distanza che un telefono a volte può far subire… Mentre le parlo cerco di immaginarla, e  mi si forma davanti l’idea di  una donna dal viso dolce e molto romantica. Lei scrive per passione, ma non si accontenta di raccontare, i suoi libri fanno pensare… fanno rileggere qualche frase e probabilmente ci fanno stare davanti a qualche pagina con gli occhi in su… per cercare di pensare.

1-   Raccontaci qualche cosa di te… –   Scrivo da quando ero giovanissima. Per passione. E per anni ho tenuto tutto solo per me, nei famosi “cassetti”. Poi da quando sono stata più libera dagli impegni lavorativi, mi sono dedicata con maggior tempo alla scrittura e ho pensato di proporre le mie opere per un’eventuale pubblicazione. Sono laureata in matematica per cui ho una base di studi scientifici, ma sono sempre stata attratta anche dalle materie umanistiche. Amo l’archeologia, l’arte, la natura… Adoro i pittori impressionisti!

2-   Di che cosa parlano i tuoi libri? –   I miei libri parlano soprattutto di sentimenti ed emozioni. Di quelli pubblicati, 2 sono romanzi sotto forma di fiaba con gli animali come protagonisti. Ovviamente animali umanizzati che quindi provano emozioni, amore e paure proprie degli esseri umani. Gli altri romanzi raccontano la vita di donne, ma in una maniera diversa da una semplice storia. Non sono solo la narrazione di eventi, fatti accaduti, ma sono immersi nel surreale che porta a un’introspezione psicologica, che costringe il lettore a chiedersi cosa certi personaggi, certi episodi e luoghi rappresentino e significhino. Mi piace lasciare sempre un alone di mistero. Qualcosa di in sospeso tra realtà e fantasia… nel surreale. Sta al lettore capire. E devo dire che fino a ora il lettore ha capito!24 dicembre

3-   Quanti ne hai scritti? –   Ho scritto parecchi romanzi, racconti e anche molte poesie… Ne ho i cassetti e ora il computer pieni! Di questi ho pubblicato 5 romanzi. Al momento ne ho 3 o 4 quasi pronti per essere proposti per la pubblicazione, con le dovute correzioni e revisioni praticamente ultimate.

4-   Da dove nasce l’idea di scrivere un libro? –   L’idea di scrivere un libro nasce da una passione, dal desiderio di mettere “nero su bianco” emozioni importanti per cercare di fissarle e renderle inalterabili. Nasce soprattutto per soddisfare una mia esigenza e bisogno e solo in seguito è diventato un desiderio da voler condividere. Se poi intendi chiedermi da dove nascano le idee, cioè gli spunti da cui trarre ispirazione, ti dirò che per me spesso nascono dai sogni! Io sogno moltissimo e a volte da quello che sogno traggo spunti per sviluppare poi delle storie.

5-   Qual è la fase più difficile nella stesura di un libro? –   La fase più difficile nella stesura di un libro, per me non è mai il finale! A volte l’inizio, ma solo per la fretta di arrivare più avanti, al cuore della storia che già ho  in testa. L’inizio spesso mi rallenta e mi frena, perché rischio di essere precipitosa e questo non va bene. Trovare formule giuste per introdurre ciò che accadrà, spesso non è facile.

6-   Il tuo editor chi è?–   Purtroppo devo dire che come editor confido soprattutto in me stessa. Le case editrici medio-piccole non offrono un grande supporto in questo senso, anche se dovrebbero e dicono di farlo… Diciamo che cerco di fare del mio meglio con la mia esperienza. Questo però non va bene e forse non basta, perché non si può essere editor di se stessi! Ci vorrebbe un supervisore esterno, obiettivo. A me manca moltissimo una figura di questo tipo con la quale confrontarmi. Spero nel futuro di riuscire a trovare qualcuno che possa soddisfare questa mia esigenza…

 7-   I tuoi libri dove possiamo trovarli? –   I miei libri si trovano facilmente in molte librerie delle mia città, Ravenna, e senza alcun problema in tutte le librerie on-line. So anche di persone che si sono procurate i miei libri in città diverse dalla mia ordinandoli semplicemente alla propria libreria di fiducia.

8-   Settimana scorsa ti ha vista coinvolta all’appuntamento  sanremese, come ti ci sei trovata fin qui? –   Mi sono trovata a Sanremo quasi per gioco! Una sera, navigando su internet, mi sono imbattuta nella promozione del concorso letterario Casa Sanremo Writers. Le iscrizioni si chiudevano il 5 gennaio 2014. Mancavano pochi giorni. Mi sono detta “perché no? Proviamoci!”. Non pensavo mai di arrivare in finale. Devo però confessare che per 5 minuti almeno, mentre inviavo tutto il materiale richiesto, ci ho voluto credere intensamente… e ora eccomi qua!

9-   Che genere leggi invece tu? –  Io leggo un po’ di tutto, dalle letture più impegnate (a volte anche saggi) a quelle più leggere, a secondo del momento e dell’umore! Decisamente non amo i romanzi rosa. Non amo il “e vissero tutti felici e contenti”. Non mi piacciono i finali scontati, quelli che ci si aspetta per far finire bene la storia. Lo stesso vale per i film. Mi piacciono i generi crime, thriller, anche horror  se non eccessivi e se non sono fine a se stessi. Adoro Stephen King, che io non considero uno scrittore di horror come alcuni dicono. Secondo me i mostri di cui parla sono quelli che racchiudiamo dentro di noi, nel nostro intimo e sono gli stessi di cui cerco di scrivere anch’io… Mi piacciono i romanzi psicologici che narrano storie e percorsi tormentati dell’anima. Anche questo è il genere di storie di cui scrivo. Tollero le autobiografie, ma fino a un certo punto. Chiunque può avere una vita più o meno interessante da raccontare e con un bravo editor che lo supporti, alla fine può scriverla. La storia esiste già, basta solo metterla in parole. La vera sfida invece è inventarla, la storia, crearla! Attingere dalla propria fantasia e creatività. Per me il vero scrittore è questo.

10-   Libro scritto, parti riviste… poi la penna mette l’ultimo punto… cosa si prova? –   Quando termino di scrivere un libro, mi sento svuotata e per parecchi giorni sento la mancanza di quel mondo parallelo che mi sono creata con la fantasia e nel quale ho vissuto per mesi. Da un lato sono contenta per aver ultimato l’opera, ma è una gioia malinconica. Per giorni fatico a riprendere contatto con il solo mondo reale, mi manca quello che ho creato con la mia mente, mi mancano i personaggi ai quali ho dato vita, le emozioni che ho condiviso con loro… La fine della scrittura di un libro, la vivo come un distacco, una separazione, un addio… E’ come lasciare un luogo speciale nel quale mi sono rifugiata per mesi. A volte mi capita addirittura che, con il finale ben chiaro e scritto in testa, tergiversi invece metterlo giù sul computer… proprio per rimandare la parola “fine”, il distacco, la separazione…

11-   I tuoi prossimi impegni?    Ora sto rileggendo e correggendo alcuni romanzi già scritti per decidere cosa proporre per una prossima pubblicazione. Nel frattempo ho qualche idea che mi frulla in testa per una nuova storia da scrivere. Direi che come impegno per il futuro, al momento ho quello di concretizzare e riuscire ad acchiappare l’idea che mi passa per la testa e scriverla!

Fiorenza…Grazie per averci dedicato del tempo… il tuo libro non vediamo l’ora di leggerlo.

 

 

AURORA BALLARIN

Aurora…  una ragazza socievole, ama i bambini, ama stare con gli altri, un po’ timida, ma parlandoci al telefono ho avuto la sensazione che mi parlasse con un bel sorriso, si racconta apertamente e forse anche un po’ tra le righe, come forse vuole fare con il suo romanzo….   eccola, per noi Aurora Ballarin..

1) Raccontaci qualche cosa di te… R) Inizio con il presentarmi: il mio nome è Aurora, ho venticinque anni e vivo a Venezia. Scrivo da sempre e ad essere onesta non ricordo quando ho scritto il primo racconto, uno dei tanti che conservo nelle decine di quaderni custoditi gelosamente nella mia libreria. Al contrario, per quanto riguarda il percorso di studi non mi sono dedicata alle lettere ma ho dato voce all’altro mio amore, le scienze, specializzandomi nel settore biochimico. Nonostante questo non ho mai, nemmeno per un giorno, abbandonato la mia passione per la scrittura che è stata alimentata anche grazie a due meravigliosi professori che al liceo mi hanno spronata a migliorare sempre più la grammatica e il mio modo di raccontare le storie. Ora nella vita faccio la tata e l’emergente scrittrice; due lavori che amo e che non mi stancano mai. A novembre ho pubblicato il mio primo romanzo “La Leggendaria Guerriera – Rinascita di una dea” un dark fantasy ambientato in una misteriosa Venezia di fine 1800.

2) Di cosa parlano i tuoi libri? R) Beh, i miei racconti, che siano lunghi o brevi parlano di molte cose, ma quella più importante è senz’altro l’amore. E non mi riferisco solo all’amore inteso come quello che c’è in una coppia; il mio è un significato più generale…radicato. Per come la vedo io ci sono infiniti modi amare: amore è quello che c’è tra due persone, ma allo stesso tempo è anche quello che un genitore prova per i suoi figli, o quello che esprime un fratello per la sorella. Ma l’amore non si limita a questa facciata benevola, perché c’è anche quello distorto; la passione che porta alla pazzia e il falso amore che in realtà è solamente la paura della solitudine che tutti intimamente proviamo. E io, in ogni mia storia cerco di inserire qualcosa di me, i miei pensieri e il modo che ho di vedere alcune cose di questo mondo. Ovviamente non parlo solo d’amore, ma anche di amicizia e di tutto ciò che rende vivo l’uomo. Anche perché se mi limitassi a parlare d’amore mi annoierei io stessa. Il mio modo di descrivere questi sentimenti è velato e circondato da decine e decine di altri eventi; esattamente come accade nella nostra quotidianità. Dopotutto, il fantasy, che è il genere che prediligo scrivere, altro non è che la reinterpretazione in chiave magica, della vita di tutti i giorni. E per me, il fascino del genere sta proprio in questo.

3) Quanti ne hai scritti? R) Se parliamo per i pubblicati, finora solo il primo volume di una trilogia.  In senso generale, invece, ho scritto molte storie e una buona parte di esse spero di farle diventare libri veri e propri al più presto.

4) Da dove nasce l’idea di scrivere un libro? R) L’idea può nascere in mille modi e luoghi. Per quanto mi riguarda, invece, le idee (come pure molte scene) provengono spesso dai sogni che faccio la notte. L’incipit del mio primo romanzo “La Leggendaria Guerriera – Rinascita di una dea” è nato proprio così.

5) Qual è la fase più difficile nella stesura del libro? R) A mio avviso è la revisione perché nasconde delle insidie inaspettate. Durante questa fase, infatti, bisogna essere cinici e spietati con sé stessi e con il proprio operato perché sia per la coerenza della storia, sia per la correttezza ortografica, questa è l’ultima fase in cui si può riparare agli errori (grandi o piccoli) che si annidano all’interno di ogni racconto, corto o lungo che sia.

6) Il tuo editor chi è? R) Per ora ancora nessuno, il mio primo romanzo è opera di self publishing (autopubblicato con Youcanprint, uno staff di persone meravigliose che aiuta lo scrittore passo per passo) ma non nego di essere alla ricerca di un editore e di avermi iniziato a muovere in questa direzione da un po’ di settimane. Credo che il sogno di ogni scrittore sia quello di arrivare a più persone possibili e un editore è senza dubbio fondamentale per questo scopo…e non solo. L’editore è una persona con cui ti puoi confrontare per migliorare sia il tuo modo di scrivere che di raccontare.

7) I tuoi libri dove possiamo trovarli? R) Il mio romanzo “La Leggendaria Guerriera – Rinascita di una dea” è disponibile sia in formato ebook che in formato cartaceo in tutti i bookstore ed è ordinabile in moltissime librerie italiane (comprese le librerie del circuito Feltrinelli e Mondadori)   te le mando qui e allego anche i link: http://www.amazon.it/La-leggendaria-guerriera-Rinascita-una-ebook/dp/B00GNE10NS/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1387836220&sr=1-1&keywords=la+leggendaria+guerriera http://store.kobobooks.com/it-IT/ebook/la-leggendaria-guerriera https://play.google.com/store/books/details?id=Rd0fAgAAQBAJ Ed è disponibile sia in cartaceo che in ebook in tutti i bookstore (compresi Feltrinelli e Ibs) Inoltre è ordinabile nelle librerie (compresi circuiti Feltrinelli e mondadori)

8) Settimana prossima ti aspetta una grossa sfida… l’appuntamento sanremese, come ti ci sei trovato fin qui..? R) Ecco, più che sfida la ritengo un’esperienza e una possibilità che non si ha tutti i giorni. Il modo in cui sono arrivata fin qui è completamente casuale. Un giorno ho visto su Facebook il link che riportava a questo concorso di  cui avevo già sentito parlare in passato e dopo averne letto il regolamento non ho fatto altro che inoltrare i miei dati e il manoscritto allegato ad una semplicissima mail. Sono onesta, non nutrivo alcuna speranza e la telefonata della signorina Amabile che mi annunciava che ero tra i finalisti è stato un regalo bellissimo. Non riuscivo a crederci e ancora adesso faccio fatica a realizzarlo, ma sono felicissima che mi sia stata data questa occasione e sopratutto è  una soddisfazione sapere che la mia storia è piaciuta a trecento giurati, tanto da farla arrivare in finale.

9)Che genere leggi invece tu? R) Amo la letteratura classica (tanto che le mie opere preferite sono la Comedìa e il Decameron), il fantasy e il romanzo storico ma  a dire il vero leggo un po’ di tutto. Passo dal fantasy al giallo, dai saggi all’horror senza alcun problema. Se la storia mi interessa e se è scritto bene, io lo leggo a prescindere dal genere.

10) Libro scritto, parti riviste… poi la penna mette l’ultimo punto… cosa si prova? R) Felicità e tristezza al tempo stesso. Sono queste le emozioni che provo io quando metto il punto finale ai miei racconti. Ogni personaggio che creo è un figlio e inserire la parola fine, significa in un certo modo separarsi da lui. Se da una parte si è felici perché finalmente la storia è completa e vuole solo essere letta, dall’altra parte è doloroso separarsi da quei compagni di viaggio che si è visto nascere dalla propria mente e crescere sotto le proprie mani

11) I tuoi prossimi impegni? R) Ora sono impegnata nella revisione del secondo volume della trilogia della Leggendaria Guerriera che porterà il sottotitolo “I guardiani dell’adhandel” e al tempo stesso sto iniziando a dedicarmi ad un’altra storia, completamente distaccata dal mondo di Ainwen.

12) Quale domanda ti aspettavi ed invece non ti abbiamo fatto? R) Ottima domanda…direi che la cosa più curiosa è stata che questa intervista non si è minimamente concentrata sul mio romanzo, ma che al contrario ha indagato sulla personalità dello scrittore. Ed è stato bello poter parlare così apertamente di temi che di solito non vengono trattati nella maggior parte delle interviste.

Grazie Aurora, per la tua disponibilità, ci sentiamo presto per tutte le novità

ALESSANDRO DOLCE

Quando ho chiesto ad Alessandro di fare una intervista per noi,  Lui mi risponde subito con tono simpatico, sembra di scrivere ad una persona che si conosce. Al telefono sembra di parlare con un amico, ma poi traspare  una grande umiltà,  e quando gli chiedo: ale mi racconti il libro? Lui risponde.. Ale leggilo.. quando accenna al suo romanzo la voce cambia, diventa più chiara, diventa più grintosa..come  lui si sta facendo conoscere da noi e per come penso sia davvero….  ora conosciamolo….

1) raccontaci qualche cosa di te… Mi chiamo Alessandro Dolce, ho 32 anni (portati benissimo…) e lavoro come libero professionista, sono un ingegnere meccanico. Un ingegnere atipico però vista la passione spropositata per i libri, potrei leggere ovunque, su carta, su pc, su e-book, anche sui muri o sull’asfalto se ci scrivessero su. Da buon ingegnere però amo anche tutto ciò che è scientifico, in particolare la fisica (la scienza della realtà) e la matematica (la scienza perfetta). A completare il quadro delle mie passioni aggiungo anche la musica, non tanto quella da ascoltare, più quella da fare, da suonare…strimpello la chitarra e compongo pezzi di stampo cantautoriale che riflettono quella che forse è la mia più grande passione, o forse anche di più, il mio vero motivo di vita.

2) di cosa parlano i tuoi libri?  Ne ho scritto soltanto uno per il momento, un romanzo, per la precisione un thriller scientifico. Da un lato essendo un thriller ha tutte le componenti di tensione, incertezza, suspence e mistero tipiche di questo genere, ma dall’altro essendo “scientifico” non mancano i momenti di riflessione su alcune domande che l’uomo si pone da sempre (da dove veniamo, siamo stati creati o ci siamo evoluti, il Big Bang è un mito o è scienza…), e che vengono affrontate con serietà e metodo facendo da intervallo ai ritmi concitati del thriller. In tutto ciò però non manca la classica (che poi classica non lo è…) storia d’amore che fa da sottofondo e accompagna il lettore lungo lo sviluppo della trama. Se vuoi poi ti fornisco la sinossi del romanzo.

3) da dove nasce l’idea di scrivere un libro? L’idea nasce innanzitutto dalla passione per la lettura e, anche se lo dicono tutti, non si può scrivere se non si ama leggere. E quando si legge tanto si inizia a vivere di più, perché oltre alla tua vivi un po’ anche le vite dei personaggi dei libri, e quando si vive tanto si deve in qualche modo liberare tutta questa vita e il modo più naturale per farlo è scrivere, è quasi inevitabile. Naturalmente ci sono poi eventi e situazioni che innescano la scintilla, ma la scintilla è sempre già presente e non attende altro che qualcuno che ci soffi sopra.

4) qual è la fase più difficile nella stesura del libro? Parlo naturalmente in base all’unica mia esperienza però credo che la fase più difficile sia la gestione dei cosiddetti “blocchi”, quando cioè non si riesce più a scrivere e ci si blocca. Quello è il momento più difficile, quando non si hanno più parole ma soprattutto idee, e penso che il modo in cui si affrontano e gestiscono quei “blocchi” definisca i tempi e la capacità di giungere alla fine.

5) il tuo editor chi è? Adesso nessuno, ho ricevuto 4 proposte di pubblicazione da 4 diversi editori ma per il momento le ho rifiutate. E qui vorrei, se posso, dare un consiglio a chi scrive: fate molta attenzione alle proposte di pubblicazione, anche a quelle che dicono che il vostro libro è eccezionale, valutate sempre molto bene le proposte e ogni prospettiva, e alla fine abbiate anche il coraggio di autopubblicarvi, se necessario.

6) i tuoi libri dove possiamo trovarli? Naturalmente nelle librerie della mia città oppure su Amazon, o compilando il form nella sezione contatti del mio blog http://www.newtoncontrodio.tk

il libro è comunque ordinabile anche compilando il form nella sezione contatti del blog.

newton contro Dio

7)settimana prossima ti aspetta una grossa sfida… l’appuntamento sanremese, come ti ci sei trovato fin qui..? Abbastanza bene, sto vivendo il tutto da buon “ingegnere”, cioè in maniera piuttosto razionale, non sono un tipo emotivo, non mi deprimo e non mi esalto facilmente. Naturalmente fa un certo effetto poter partecipare a Casa Sanremo Writers, ma è un effetto vissuto tutto all’interno, fuori sono sempre lo stesso, non si nota quasi nulla. Per quanto riguarda la “grossa sfida” sono perfettamente d’accordo e in effetti dover parlare in pubblico è sempre difficile ma sono convinto che un libro parli sempre meglio del suo autore perciò sono tranquillo.

8)che genere leggi invece tu? Ho una lettura piuttosto variegata ed eclettica…questo è un modo elegante per dire che praticamente leggo di tutto, saggi, romanzi di tutti i generi e trattati. Forse l’unica cosa che non leggo sono le poesie…però non chiedermi perché, non lo so. Naturalmente anche se leggo di tutto ho anch’io i miei generi preferiti che sono i romanzi, in particolare i thriller di tutti i tipi, i gialli e, perché no, anche delle belle storie d’amore.

9) libro scritto, parti riviste… poi la penna mette l’ultimo punto… cosa si prova? Stranamente, per quanto mi riguarda, non ho provato un senso di soddisfazione e di appagamento; al contrario mi sono sentito istantaneamente un po’ vuoto, come se non avessi più nulla da fare, ed era vero, ma proprio questo mi ha fatto sentire svuotato, e non era una bella sensazione…poi però naturalmente parte la fase dell’impaginazione, e poi la copertina, e poi la stampa e poi la promozione e le presentazioni e ci si riempie di nuovo e quella brutta sensazione scompare.

10) i tuoi prossimi impegni? Questa è difficile…non lo so, in realtà non vedo più in là di un passo per volta, perciò conosco solo il prossimo impegno, non i prossimi; e il prossimo è la presentazione a Casa Sanremo Writers, poi non lo so, vivo quest’esperienza senza troppe aspettative e programmi, lascio che vada come deve andare perché so che andrà nel modo giusto.

11) quale domanda ti aspettavi ed invece non ti abbiamo fatto? Forse a chi dedico questo libro, perché si dedica sempre a qualcuno…Non me ne vogliano la mia famiglia e la mia ragazza e neanche i miei potenziali lettori, ma dedico questo libro a colui che ne è  il grande motivatore e ispiratore, colui per il quale non sono necessarie presentazioni, colui senza il quale semplicemente non potrei vivere…il mio Dio.

Il libro è piuttosto lungo, sono 496 pagine…ma è riuscito a leggerlo anche mia nonna di 80 anni perciò dovrebbe essere abbastanza scorrevole, anche se lei è spudoratamente di parte…

Alessandro, Grazie per averci dedicato un po’ di tempo,  come ti dicevo, da lettrice ti chiederò ancora un paio di cose…. rimani la persona che sei..a noi piaci così!

Alessandra