ALEXANDROS

 

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E’ una delle opere più famose di Valerio Massimo Manfredi.
In questa raccolta di tre libri – Il figlio del sogno (fanciullezza), Le sabbie di Amon (esplorazione), Il confine del mondo (fine e morte) – viene esposta la vita di Alessandro di Macedonia, poi ribattezzato Alessandro Magno, che riesce ad affermare la sua regione in quasi tutto il mondo conosciuto. I suoi domini sfiorano i confini dell’India e dell’Egitto e presto l’uomo diventa leggenda per il suo stesso esercito. Morto prematuramente a Babilonia, Alessandro lascia in patrimonio ai posteri decine di città e un intrigo di culture.

La vita del grande condottiero macedone viene esposta in via romanzata, lasciando però spazio a leggende e narrazioni tratte da autori (storici prevalentemente) esistiti al tempo o poco dopo. Il primo libro della trilogia tratta della stupefacente nascita del “divino” Alessandro, contornata dai presagi e dai sogni di sua madre e da miti che già prima della nascita lo presentavano come un dio.
La fanciullezza di Alessandro è riempita dallo studio, dal gioco e dalla disciplina fin quando il padre Filippo non decide di permettergli di formarsi una cultura salda e completa sotto la tutela del grande Aristotele che sarà il suo mentore per qualche anno. Sarà proprio il filosofo ad inculcare in lui una parte della sua idea politica, che poi in futuro condizionerà il suo essere e le sue scelte. Ciò che principalmente Alessandro desiderava era conquistare più di quanto avesse fatto il padre, più di quanto chiunque avesse fatto, anche sulla scia degli insegnamenti che grandi eroi quali Achille avevano tramandato.
L’onore il valore che più di tutti lo caratterizzava, e un carattere forte e deciso, seppure irrequieto e talvolta difficile. Si diceva che Alessandro fosse nato con un occhio azzurro ed uno nero, e che questo rappresentasse effettivamente quel distacco fra le sue due anime, una dedita al sapere ed alla conoscenza, l’altra nera come la sua ira incontrollabile. Il secondo libro tratta dei suoi viaggi, lunghi e talvolta difficili nelle terre allora conosciute, e fin dove l’uomo non aveva ancora osato recarsi, la conquista di grandi città commerciali che non volevano sottomettersi alle sue leggi e alla sua cultura ma che poi dovettero pentirsene affrontando il grande esercito di Alessandro. Conobbe diverse donne nella sua vita di cui si innamorò ma, il caso vuole, che nessuna riuscì a dargli un figlio se non quella che forse fu la meno importante per lui.
Conquistò tutto ciò che calpestava, fondò Alessandria d’Egitto, affrontò pericoli e peripezie, congiure contro la sua persona, ferite di guerra che lo portarono quasi alla morte, e alla fine scomparve, giovanissimo, stroncato da una febbre nel 323. Appare chiaro nel romanzo quanto fosse importante per lui il valore dell’amicizia, quanto egli amasse i suoi compagni e quanto fosse ricambiato di tale amore e si può dire che forse senza di loro non sarebbe stato così grande, perché in cuor suo era consapevole di poter affidare la sua vita nelle loro mani senza indugio. Alla sua morte però quel gruppo di compagni si sciolse e i grandi amici di Alessandro si fecero guerra per l’eredità e divisero per sempre l’impero che il più grande condottiero di tutti i tempi era riuscito a creare.

Chi e l’autore

Valerio Massimo Manfredi: Si è laureato in lettere classiche all’Università di Bologna ed ha una specializzazione in Topografia del Mondo Antico all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha insegnato nella stessa università, all’Università di Venezia, alla Loyola University Chicago, all’École pratique des hautes études della Sorbona di Parigi e alla Bocconi di Milano. Attualmente insegna “Storia del territorio e della città antica” nell’ambito del “Corso di alta formazione in comunicazione multimediale dell’Antico”. Ha pubblicato molti articoli e saggi e ha scritto note opere di narrativa – soprattutto romanzi storici – tradotte in tutto il mondo (circa 12 milioni di copie vendute a livello internazionale. È autore di soggetti e sceneggiature per il cinema e la televisione, collabora come antichista e come giornalista scientifico a Il Messaggero e Panorama, come giornalista per Archeo, Focus (edizione italiana e spagnola), Airone (in precedenza a Il Giornale e La Voce) ed altre riviste del settore. Ha collaborato inoltre a Archeo, Gente Viaggi, Traveller, Soprattutto, Primopiano, Grazia e El Mundo (Spagna).

Fonte: http://www.wikipedia.it

Emi

L’ Armata perduta

armataperduta401 a.C. Spossata da trent’anni di guerra tra Atene e Sparta, la Grecia è in ginocchio. Nel momento di più profonda crisi di quei valori che resero grande la civiltà ellenica, il comandante Clearco arruola un esercito di mercenari greci. Quale sia la vera missione di questo esercito che passerà alla storia come l’armata dei Diecimila non è chiaro. Si sa che dovrà addentrarsi profondamente in territori misteriosi e ostili, nel cuore stesso dell’impero persiano; si sa che è al soldo del principe Ciro, fratello del Gran Re Artaserse. La motivazione ufficiale, sgominare tribù ribelli, non convince nessuno. Alla spedizione, come di consueto, sono aggregate anche numerose donne. E allora Valerio Massimo Manfredi fa raccontare la grande epopea dell’Anabasi di Senofonte – resoconto dell’incredibile marcia di ritorno di quell’esercito dall’odierno Iraq attraverso l’Armenia fino al mar Nero – da una donna. È Abira – una ragazza che abbandona il polveroso villaggio di Beth Qadà per seguire il guerriero a cavallo Xeno che un giorno le è apparso come un giovane dio, con una promessa d’amore, di avventura, di vita diversa nello sguardo – a narrare quell’eroica impresa di uomini, quella titanica sequela di battaglie campali, di agguati, di marce forzate per deserti roventi e gelide montagne, torrenti vorticosi e tundre innevate: e attraverso i suoi occhi innocenti ma avidi di conoscenza come quelli di ogni donna innamorata tutto acquista un’altra luce. L’irruenza, i complotti, la furia cieca degli uomini appaiono sempre, in queste pagine, come filtrati dalla ferma dolcezza, dalla infinita capacità di sacrificio delle donne. E così la fredda lucidità di Xeno, la disumana ferocia di Menon di Tessaglia, il realismo amaro di Sophos si mescolano all’amorosa dedizione di Abira, alle raffinate seduzioni di Melissa, alla muta capacità di sopportazione di Lystra.  Sembra che gli esseri umani siano costruiti per superare ogni prova e qualsiasi avversità, ma non è davvero così. C’è un limite che non si può, non si deve oltrepassare. In battaglia come nei sentimenti. Il colpo di scena finale che scioglie questa grandiosa avventura ci dirà quale sia questo limite e quale fierezza alberghi nel petto di diecimila indomiti guerrieri o di una sola donna innamorata.

Anabasi di Senofonte scritta con gli occhi di una donna. Straordinario.

Buona lettura

Emi